- «Il sabato è stato fatto per l’uomo,non l’uomo per il sabato»
- Marco 2:27
- Le disposizioni dell'organizzazione soffocano la congregazione ?
1. Ogni proclamatore che siede sulle sedia di una Sala del Regno si è trovato, prima o poi, di fronte a un bivio spirituale: l'ubbidienza a Geova si dimostra sottomettendosi ciecamente a una catena di comando umana o esercitando l'amore e la coscienza individuale? Ai giorni di Gesù, il corpo degli anziani e i Farisei avevano edificato una struttura opprimente, in cui i decreti degli uomini avevano oscurato il "cibo spirituale" della Legge. Oggi, molti fratelli sinceri avvertono la stessa identica tensione. Il termine "Organizzazione" ha progressivamente spodestato il concetto biblico di congregazione (ekklesìa), pretendendo dai proclamatori e dai pionieri una sottomissione burocratica che la Bibbia riserva esclusivamente a Dio..jpg)
Jun Hus
2. Il teologo e riformatore boemo Jan Hus, bruciato sul rogo nel 1415 per aver difeso la libertà di coscienza contro il clero del suo tempo, scrisse parole che sembrano rivolte direttamente a chi oggi subisce il peso del legalismo moderno: «L'ubbidienza cieca non è affatto ubbidienza, ma è una stolta rinuncia alla ragione che Dio ci ha dato. Nessuna autorità umana può comandare ciò che è contrario alla legge dell'amore». Quando la congregazione rinuncia a pensare per delegare la propria coscienza a un comitato centrale, la fede smette di essere un "sacro servizio" (Romani 12:1) e si trasforma in una mera osservanza di procedure aziendali.Il Sabato farisaico e il"Rapporto di Servizio"
3. Per comprendere come scardinare questa deriva legalista, dobbiamo esaminare l'intendimento delle parole di Gesù in Marco 2:27: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato». Con questa singola, potente verità, il Figlio di Dio capovolse la scala dei valori della leadership religiosa dell'epoca. Il sabato era nato nell'Antico Testamento come una disposizione amorevole volta a garantire riposo e dignità a ogni servitore di Dio (Esodo 20:8-10). I Farisei, tuttavia, lo avevano sepolto sotto una montagna di micro-regole asfissianti codificate nella loro tradizione orale. Cogliere qualche spiga per strada per sfamarsi sul momento veniva etichettato come "lavoro di mietitura", e chi guariva un malato veniva accusato di violare la sacralità della disposizione.
4. Questo atteggiamento farisaico trova un parallelo perfetto nella recente storia moderna dei Testimoni di Geova. Per quasi un secolo, la leadership ha preteso che ogni proclamatore compilasse meticolosamente un "rapporto di servizio" mensile, conteggiando minuti e ore trascorsi nel ministero di campo. Chi non raggiungeva la "media della congregazione" o dimenticava di consegnare il foglietto veniva etichettato come "irregolare" o "inattivo", perdendo privilegi e subendo il giudizio degli anziani locali. L'attività di predicazione — nata come un'espressione spontanea di fede — era stata ridotta a una statistica aziendale per monitorare l'efficienza della congregazione. Una disposizione nata per incoraggiare la predicazione finì per essere usata contro gli stessi proclamatori . Questo è solo un esempio, potremo farne molti altri.La "Nuova Luce" nasce dal basso dalla congregazione ?
5. Nel novembre del 2023, il Corpo Direttivo ha annunciato la clamorosa abolizione del rapporto orario per i proclamatori, seguita da riforme sull'abbigliamento e sulla possibilità di salutare brevemente i disassociati alle adunanze. Questa valanga di "nuova luce" è stata presentata dai sorveglianti viaggianti come una progressiva "disposizione teocratica". La realtà storica, tuttavia, è ben diversa. Il riformatore e filosofo francese Sebastian Castellio, che nel XVI secolo si oppose con coraggio al dogmatismo autoritario di Calvino, osservò: «I cambiamenti nei decreti religiosi non avvengono mai perché i capi si svegliano improvvisamente illuminati, ma perché non possono più contenere il mormorio e la stanchezza del popolo che soffre sotto i loro gioghi».6. Le riforme recenti non sono altro che una ritirata strategica del vertice di fronte alla massiccia, silenziosa "non-compliance" (mancata collaborazione) della base. Durante la pandemia, migliaia di fratelli hanno sperimentato la libertà della coscienza, accorgendosi che si poteva essere vicini a Dio anche senza le catene della burocrazia filiale. Molti hanno smesso di fare rapporto, molti fratelli hanno iniziato a portare la barba prima del permesso ufficiale, e le sorelle hanno manifestato insofferenza verso l'obbligo della gonna in inverno. Quando il fenomeno è diventato di massa, il vertice ha dovuto "legalizzare" ciò che la base stava già facendo, per evitare che un divieto formale creasse una frattura insanabile con l'intero corpo dei proclamatori.7. Questa inversione dei ruoli nasce da un profondo malinteso sul concetto stesso di congregazione. Nel Nuovo Testamento, Gesù non ha mai fondato una società editoriale o una struttura piramidale. Egli ha radunato un'ekklesìa (dall'originale greco εκκλησία, "assemblea di liberi cittadini convocati insieme"). L'ekklesìa è un organismo vivente, definito dalle Scritture come il "Corpo di Cristo", dove lo Spirito Santo opera liberamente in ciascun membro (1 Corinti 12:12-27). Nel modello cristiano del primo secolo, erano le persone a organizzarsi spontaneamente per far fronte ai bisogni pratici, e non una struttura societaria prefabbricata a dirigere, catalogare e dominare le persone.8. Come spiegava magistralmente Jacob Boehme, un mistico e pensatore cristiano del XVII secolo spesso perseguitato dalle autorità ecclesiastiche per le sue idee radicali sulla libertà dello spirito: «La vera Chiesa non ha mura, non ha uffici e non ha decreti scritti con l'inchiostro. Essa vive nei cuori degli uomini uniti dall'amore. Quando gli uomini costruiscono una gabbia di regole e la chiamano "la casa di Dio", essi hanno cacciato lo Spirito Santo per mettere al suo posto un idolo di pietra». Nel modello Watch Tower, l'idolo di pietra è l'Organizzazione stessa, diventata un'entità sacra a cui i fedeli devono sacrificare tempo, risorse economiche e, tragicamente, persino i propri legami familiari.9. Chi difende l'autorità centrale cita spesso il racconto di Atti capitolo 15 per dimostrare l'esistenza di un antico "Corpo Direttivo" a Gerusalemme. Eppure, un esame onesto del testo demolisce questa tesi. La controversia sulla circoncisione nacque ad Antiochia (dalla base la congregazione). La comunità locale inviò Paolo e Barnaba a Gerusalemme non per eseguire un ordine calato dall'alto, ma per consultarsi. Inoltre, Atti 15:22 specifica che la decisione finale fu presa da «gli apostoli e gli anziani, con tutta la chiesa [ekklesìa]». Non fu una delibera emessa a porte chiuse da un ristretto comitato a Warwick, ma una decisione comunitaria e partecipativa. L'ekklesia era parte integrante nel processo decisionale.- L'Ekklesìa : Da organismo a organizzazione
- 10. Gesù ha esplicitamente vietato i modelli manageriali in Matteo 20:25-26: «I governanti delle nazioni domano su di esse... Ma tra di voi non deve essere così». Nell'ekklesìa di Cristo, i sorveglianti e gli anziani locali non sono "capireparto" nominati dalla Filiale per far rispettare i manuali di direttive (come il libro Pascete il gregge di Dio). L'autorità spirituale non deriva da una nomina burocratica, ma dalla maturità morale dimostrata sul campo. Quando un'organizzazione inverte questo ordine, perde la sua legittimità spirituale. La via della resistenza non violenta e spirituale è giusta.
11. Se l'organizzazione o superpetroliera si muove solo quando la base si sposta ( i rimorchiatori), qual è la proposta operativa per il proclamatore consapevole? La risposta ci viene dal metodo di Cristo e dalla millenaria tradizione della disobbedienza civile spirituale. Il teologo e pastore dissidente Dietrich Bonhoeffer, che pagò con la vita la sua opposizione al regime totalitario nella Germania degli anni '40, scrisse: «Se sali sul treno sbagliato, non serve a nulla correre lungo il corridoio nella direzione opposta». Per riformare il sistema, non bisogna correre dentro i suoi binari correndo ai congressi a protestare o affrontando a viso aperto i comitati giudiziari, provocando solo una disassociazione immediata. Bisogna scendere dal treno delle regole umane.12. La vera riforma dal basso si attua con uno "sciopero bianco" della coscienza cristiana, imitando Gesù che violava il sabato formale per fare del bene (Luca 6:9). Quando un proclamatore decide individualmente di dare aiuto emotivo a un parente disassociato depresso scavalcando il protocollo dell'ostracismo, quando le famiglie riducono o azzerano le contribuzioni monetarie alle cassette della Sala del Regno, o quando i giovani fratelli rifiutano in massa le nomine a servitore di ministero o anziano, per non farsi schiacciare dalla burocrazia, si sta applicando la non-collaborazione cristiana. Si toglie silenziosamente il carburante alla struttura.13. Se abbiamo fede che Geova guida gli eventi della storia, comprendiamo che questo risveglio della base è sostenuto anche da spinte provvidenziali esterne. A volte Dio da un pò di aiuto alla congregazione tramite i governi umani e i giudici. Le commissioni d'inchiesta governative e la perdita dei sussidi economici in vari paesi europei a causa delle rigide regole sull'ostracismo e sui diritti dei minori sono i canali con cui la giustizia costringe una leadership altrimenti sorda a rivedere i propri intendimenti. In conclusione, dire che l'organizzazione non è riformabile, come dicono molti anche in altri blog italiani ed esteri, è un errore colossale. La base ha un potere immenso, purché ricominci a mettere le persone davanti alle regole. - Ricordiamoci sempre l'assioma di Cristo: la disposizione organizzativa è stata fatta per servire l'ekklesìa, e non l'ekklesìa per essere sacrificata sull'altare dell'organizzazione. Sia questo il monito di ogni fratello in qualsiasi posto serva.



