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QUESTO BLOG INCORAGGIA RIFORME BIBLICHE CHE POSSONO RIPORTARE IL CRISTIANESIMO SINCERO E GENUINO NELLA CONGREGAZIONE .

09 aprile 2026

Serie : Interventi biblici dai lettori- Deserto sui veri unti


 Ora segue una mia considerazione direi un po’ scioccante, che mette in discussione ciò che i cristiani in generale hanno creduto essere corretto negli ultimi 1926 anni. Con questo non voglio svalorizzare un corpo direttivo. Quando coloro che seguono un’organizzazione diventano una grande moltitudine, allora un corpo che dirige le attività potrebbe essere pure utile. Spero che quelli della Betel che leggono su questo sito i nostri ragionamenti, possano ponderare su questo mio intervento e possano applicare i cambiamenti necessari, così quando sarà il momento del ritorno di nostro Signore potranno essere pronti per essere scelti tra i fedeli per dirigere la grande folla attraverso la tribolazione che aspettiamo da quasi duemila anni. Questo come premessa.


Tramite questa mia disamina si risolve il problema che aggrava la situazione nella Watchtower inerente agli unti. Se avete notato, sembra che ci siano sempre di più unti nelle congregazioni dei Testimoni di Geova. E questo è un problema. Perché alcuni anni fa si diceva che l’unzione era finita verso l’anno 1935 e coloro che si sarebbero aggiunti dopo erano quelli che avrebbero sostituito quei unti che erano diventati infedeli. Ma come vediamo oggi, sempre più persone prendono gli emblemi alla commemorazione dicendo che hanno la speranza di vivere in cielo. La situazione è talmente degenerata, che la Watchtower è arrivata alla conclusione da dichiarare che molti di questi unti siano dei malati mentali.
Se si legge con attenzione la Bibbia, si può notare che oggi non ci sono veri unti. La porta per l’unzione è stata chiusa alla fine del primo secolo. L’apostolo Giovanni potrebbe essere stato l’ultimo degli ‘unti. Forse alcuni dei suoi discepoli erano proprio gli ultimissimi di questa classe, come Policarpo di Smirne, Papia di Ierapoli e forse Ignazio di Antiochia. 

Quando ci saranno di nuovo dei veri unti sulla terra? 

Per cominciare vediamo cosa dice Rivelazione 1:10: “Mi ritrovai per opera dello spirito nel giorno del Signore, e sentii dietro di me una voce potente come il suono di una tromba”. Qui vediamo che Giovanni si ritrovava ‘per opera dello spirito nel giorno del Signore’. Questo è un giorno ancora futuro. Quindi arrivando poi al capitolo 7 dal versetto 1 al 4 vediamo che l’adempimento di questo versetto e anche futuro. Leggiamo: “Dopo ciò vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento né sulla terra né sul mare né su alcun albero. 2 E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo dell’Iddio vivente. Ai quattro angeli ai quali era stato concesso di colpire la terra e il mare gridò a gran voce: 3 “Non colpite né la terra né il mare né gli alberi finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte degli schiavi del nostro Dio!” 4 E sentii il numero di quelli che ricevettero il sigillo, 144.000, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele:”. 

Cosa significa questo? La risposta è semplice. Proprio all’inizio del giorno del Signore, saranno scelti gli unti rimanenti, che dovranno guidare tutto il vero popolo di Geova verso la fine di questo sistema di cose in adempimento di Zaccaria 8:23 e poi Rivelazione 7:9-17 (grande folla). Ma prima di scegliere gli unti rimanenti, immediatamente appena inizia il giorno del Signore, saranno risuscitati alla vita celeste quelli già morti prima della chiusura della porta dell’unzione. Questo si legge in Rivelazione 6:11: “A ciascuno di loro fu data una lunga veste bianca, e fu detto loro di riposare ancora un po’, finché non fosse completo il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi come loro.” Ma perché dico che la porta dell’unzione fu chiusa? Quindi durante tutta l’epoca passata dalla morte del l’ultimo apostolo fino ai nostri giorni non ci sono stati veri cristiani? Veri cristiani ce ne sono stati – pochi. Perché le zizzanie avevano praticamente ricoperto tutto il grano.


2 Deserto
Unti non ce ne sono stati più. Dal decorso della storia cristiana questo è un fatto assai evidente. Infatti lo spirito santo è sempre stato attivo in qualche misura, altrimenti non si sarebbero conservate le Sacre Scritture fino ai nostri giorni. E poi Gesù aveva garantito ai suoi discepoli che, se due o tre persone si sarebbero radunate nel suo nome, lui sarebbe stato lì in mezzo a loro (Matteo 18:20). E io penso che durante tutti questi secoli Gesù non ha dovuto sostenere delle grandi congregazioni, perché i veri cristiani erano ben pochi!

 Per spiegare perché la porta fu chiusa vediamo prima la scrittura di 1 Corinti 2: 9-10: “Ma come è scritto: “Le cose che nessun occhio ha visto, che nessun orecchio ha sentito e che non sono salite in cuore a nessun uomo sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano”.10 Infatti è a noi che Dio le ha rivelate per mezzo del suo spirito, perché lo spirito esamina tutte le cose, anche le cose profonde di Dio.” Poi sempre in 1 Corinti 2: 12, 13: “Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo spirito che proviene da Dio, affinché conosciamo le cose che Dio ci ha donato generosamente. 13 Di queste cose parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana ma con parole insegnate dallo spirito, spiegando concetti spirituali con parole spirituali.” 

Qui l’apostolo Paolo ci diede una chiara spiegazione della differenza tra i cristiani unti di allora e i semplici uomini mondani, per ciò che riguarda la conoscenza della verità. Lui dice che Dio ha rivelato questo per mezzo del suo spirito (santo), ‘perché lo spirito esamina tutte le cose, anche le cose profonde di Dio’. Questo spirito fece capire le cose profonde di Dio. Non era lo spirito di sapienza del mondo, ma quello proveniente da Dio, perché Dio stesso voleva che quei primi cristiani capissero le cose profonde di Dio. Quindi la conoscenza di cui avevano bisogno veniva da Dio stesso tramite lo spirito d’unzione che avevano ricevuto. Poi più avanti fece un elenco dei doni di questo spirito includendo di nuovo la conoscenza.

 Leggiamo 1 Corinti 12:4-11: “Ora, ci sono doni diversi, ma lo spirito è lo stesso; 5 ci sono ministeri diversi, ma il Signore è lo stesso; 6 e ci sono attività diverse, ma è lo stesso Dio che compie tutto in tutti. 7 La manifestazione dello spirito viene data a ciascuno per uno scopo utile. 8 A uno infatti, per mezzo dello spirito, viene data la capacità di parlare con sapienza; a un altro, secondo lo stesso spirito, la capacità di parlare con conoscenza; 9 a uno, mediante lo stesso spirito, la fede; a un altro, mediante quell’unico spirito, il dono delle guarigioni; 10 a uno il compiere opere potenti, a un altro il profetizzare, a un altro il distinguere le dichiarazioni ispirate, a un altro la varietà di lingue e a un altro ancora l’interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose le compie lo stesso identico spirito, che distribuisce tali doni a ciascuno individualmente come vuole.” Tutti questi bei doni cessarono in un futuro non molto lontano.

 Leggiamo 1 Corinti 13: 8-10: “L’amore non viene mai meno. Ma quanto al dono della profezia, sarà eliminato; quanto al dono delle lingue, cesserà; quanto al dono della conoscenza, sarà eliminato. 9 Infatti abbiamo una conoscenza incompleta e profetizziamo in modo incompleto,10 ma quando verrà ciò che è completo, ciò che è incompleto sarà eliminato.” La conoscenza era un dono dello spirito santo che mediante l’unzione lavorava dentro i cristiani unti di allora. Questo sarebbe stato eliminato come profetizzato da Paolo. Lui dice che ‘quando sarebbe arrivato ciò che è completo, ciò che è incompleto sarebbe stato eliminato’. ‘Ciò che è completo’ era arrivato con la Rivelazione di Giovanni insieme alle sue ultime tre lettere. Allora la conoscenza necessaria per quel tempo era stata completata. Ecco il canone biblico concluso. Allora se quel spirito fu ritirato da parte di Geova non vi erano problemi, perché era tutto al completo.


3 Deserto: Così la conoscenza miracolosa era terminata con la morte dell’ultimo apostolo Giovanni. 

Però doveva ancora svilupparsi l’uomo dell’illegalità o l’anticristo. Ma se il canone era completo, allora non ci doveva essere una deviazione dalla verità. Ma ci fu grazie a colui che aveva seminato le zizzanie, il Diavolo (leggi Matteo 13:24-30; 36-40).
Parlando poi sul giorno del Signore l’apostolo Paolo diede un’ulteriore spiegazione riguardante il periodo dove lo spirito santo avrebbe smesso di agire dentro i cristiani in maniera miracolosa. Leggiamo 2 Tessalonicesi 2: 3-12: “Non fatevi sviare da nessuno, in nessun modo, perché esso non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione. 4 Questi si pone come nemico e si esalta al di sopra di chiunque sia definito dio o sia oggetto di adorazione; si insedia così nel tempio di Dio, mostrando pubblicamente di essere un dio. 5 Non ricordate che vi dicevo queste cose quando ero ancora con voi? 6 E ora sapete che cosa fa da freno, così che lui sarà rivelato soltanto al tempo stabilito. 7 Infatti il mistero di questa illegalità è già all’opera, ma rimarrà tale solo finché non verrà tolto di mezzo chi adesso fa da freno. 8 Allora colui che pratica l’illegalità sarà rivelato, e il Signore Gesù lo distruggerà con lo spirito della sua bocca e lo ridurrà a nulla mediante la manifestazione della sua presenza. 9 La presenza di colui che pratica l’illegalità è dovuta all’azione di Satana, accompagnata da ogni opera potente, da segni e prodigi menzogneri 10 e da ogni ingiusto inganno ai danni di quelli che vanno verso la distruzione per non aver accettato e amato la verità così da essere salvati.11 Per questo motivo Dio permette che siano sviati da un’influenza ingannatrice che li induca a credere alla menzogna,12 affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno provato piacere nell’ingiustizia.” 

Avete notato che Paolo parla per ben due volte di un freno? Cos’è questo freno? Come abbiamo visto sopra, era lo spirito santo che agiva in maniera miracolosa dentro coloro che l’avevano ricevuto, per avere conoscenza ed altro. Questo era il freno che sarebbe stato tolto. Infatti dopo la chiusura della porta dell’unzione, i cristiani non ebbero più quella conoscenza. Loro deviarono dalla verità per la causa ‘dovuta all’azione di Satana’: ecco il seminatore delle zizzanie. Che questo spirito o freno sarebbe stato eliminato c’è lo fa capire anche l’apostolo Giovanni in 1 Giovanni 2:18: “Figli miei, è l’ultima ora e, proprio come avete udito che deve venire l’anticristo, sono già comparsi molti anticristi. È da questo che capiamo che è l’ultima ora.” Cosa intendeva l’apostolo con l’espressione ‘l’ultima ora’? Era l’ultima ora in quanto lo spirito santo avrebbe smesso di fungere da freno, cosi che quei anticristi si sarebbero potuti espandere come una cancrena.


4 Deserto: 
Ed è proprio quello che è accaduto fino ai nostri giorni. Quella unzione sarebbe finita, quindi non ci sarebbero più stati degli unti a frenare con lo spirito santo che era dentro di loro. Vediamo pure il versetto 20 dello stesso capitolo: “Voi, comunque, avete un’unzione da colui che è santo, e avete tutti conoscenza.” L’unzione l’avevano da ‘colui che è santo’ e tramite questa unzione avevano tutti conoscenza. Ma questa conoscenza sarebbe terminata senza quella unzione proveniente da Geova. 

Vediamo ora sempre in 1 Giovanni 2: 26, 27: “Vi scrivo queste cose in merito a quelli che cercano di sviarvi. 27 Per quanto riguarda voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi, perciò non avete bisogno che qualcuno vi insegni: è l’unzione che viene da lui a insegnarvi ogni cosa, ed è vera e non mente. Proprio come essa vi ha insegnato, rimanete uniti a lui.” Cosa vediamo da questa dichiarazione? È evidente che l’unzione che avevano ricevuto, permetteva loro di capire ogni cosa sulla verità. Non avevano bisogno che qualcun altro desse loro delle spiegazioni esegetiche sulla verità. Questi avevano la facoltà di capire tutto attorno al Cristo e al futuro con molta facilità tramite lo spirito d’unzione che era attivo in loro; appunto in maniera miracolosa. 

E oggi, dov’è questa conoscenza? Dov’è quello spirito che insegna ogni cosa senza che qualcuno deve insegnare? Chi ha questa facoltà? Il corpo direttivo dei Testimoni di Geova non ha questo spirito d’unzione, altrimenti avrebbero capito a volo e senza cambiare dottrina ogni qual po’. Io questo spirito d’unzione non lo vedo da nessuna parte. Per me questo è un’ulteriore prova che il giorno del Signore è ancora futuro. Appena inizierà quel giorno, vedremo con molta chiarezza chi saranno i veri unti. Allora potremmo afferrarli saldamente per le vesti vedendoli come i veri giudei e dire: “Vogliamo venire con voi. Perché abbiamo udito che Dio è con voi” (Zaccaria 8:23; Rivelazione 2:9; 3:9).



Sintesi da Intelligenza Artificiale 


Ecco un’analisi dettagliata del percorso logico che porta l'autore ("Deserto") alla sua conclusione:
1. La critica alla situazione attuale (Il problema degli "Unti")
L'autore parte da un’osservazione pratica: nelle congregazioni dei Testimoni di Geova il numero di persone che professano di essere "unti" (che consumano gli emblemi alla Commemorazione) è in costante aumento.
  • Contraddizione: Questo smentisce la vecchia dottrina secondo cui l'unzione si sarebbe conclusa nel 1935.
  • Giudizio: L'autore ritiene che la spiegazione della Watchtower (ovvero che molti di questi nuovi unti siano "malati mentali") sia un segno di degenerazione della dottrina ufficiale.
2. La tesi della "Porta Chiusa" (Fine del I Secolo)
Deserto sostiene che l'unzione non sia un processo continuo nei secoli, ma che si sia interrotta bruscamente.
  • Il limite temporale: L’unzione sarebbe terminata con la morte dell'apostolo Giovanni e dei suoi discepoli diretti (come Policarpo).
  • La prova dei "Doni": Si rifà a 1 Corinti 13:8-10, dove Paolo afferma che i doni miracolosi (profezia, lingue e la "conoscenza" speciale data dallo spirito) sarebbero stati eliminati.
  • Il "Completo": Secondo l'autore, "ciò che è completo" di cui parla Paolo è il Canone Biblico. Una volta terminata la stesura della Bibbia (con l'Apocalisse di Giovanni), lo spirito santo per rivelare verità profonde non era più necessario e l'unzione è stata ritirata.
3. Il vuoto storico (Zizzania vs Grano)
Per spiegare i quasi 2000 anni trascorsi senza unti, l'autore sostiene che:
  • Non ci sono stati veri unti, ma solo "pochi veri cristiani" circondati dalla "zizzania" (la cristianità apostata).
  • Gesù è stato presente solo in piccoli gruppi (Matteo 18:20), ma senza la guida di una classe di unti o di un'organizzazione complessa.
4. La riapertura futura (Il Giorno del Signore)
La conclusione centrale è che l'elezione degli unti rimanenti (per arrivare al numero di 144.000) è un evento esclusivamente futuro:
  • Rivelazione 1:10 e 7:1-4: L'autore interpreta il "Giorno del Signore" come un periodo ancora da venire. Solo all'inizio di quel tempo gli angeli "sigilleranno" i veri unti sulla terra.
  • La funzione: Questi nuovi unti non servono oggi, ma serviranno in futuro per guidare la "grande folla" attraverso la tribolazione.
In sintesi: lo schema logico
  1. I secolo: L'unzione inizia e finisce con il completamento della Bibbia.
  2. Evo intermedio (oggi incluso): Nessun vero unto sulla terra; la conoscenza è affidata solo alla Bibbia completa, non a nuove ispirazioni.
  3. Futuro prossimo: Dio sceglierà nuovi unti ("rimanenti") per guidare il popolo durante la fine del sistema di cose.



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05 aprile 2026

Ogni anziano / sorvegliante / insegnante è parte dello schiavo fedele e discreto/saggio ? E quello malvagio ?

 


Nel piano decennale filtrato nel 2024 circa un anno dopo l'uscita di Anthony Morris dal Corpo Direttivo vengono enunciate molti cambiamenti che probabilmente avverranno in un arco temporale di 10 anni circa. Uno di questi è interessante secondo la fuga di notizie che non sappiamo sia vera ovviamente ci sarà un nuovo intendimento l'ennesimo sull'identità dello schiavo fedele e discreto. Prima come ricorderete erano tutti gli unti in vita dalla morte di Gesù fino ad oggi, poi negli ultimi 10 anni si dice sia il Corpo Direttivo. La modifica dice che la nuova comprensione dirà che lo schiavo fedele e discreto rappresentano tutti i fratelli che hanno responsabilità nel popolo di Dio. Lo schiavo malvagio quindi rappresenta sorveglianti che maltrattano i compagni di fede.


  Un'osservazione esegetica acuta


Hanno colto qualcosa che raramente viene articolato con chiarezza. Ora lo sviluppiamo come argomento logico completo, perché è davvero solido.

La struttura logica dell'argomento

La parabola di Matteo 24 presenta un'alternativa binaria riguardante lo stesso schiavo:

O diventa lo schiavo fedele

O diventa lo schiavo malvagio

Ora poniamo la domanda :

Se lo schiavo fedele = il Corpo Direttivo come classe specifica e predestinata, allora lo schiavo malvagio = chi è esattamente? Questa domanda crea un problema logico insormontabile per la lettura istituzionale.

Il contesto di Matteo 24-25 forma un discorso unico che include altre illustrazioni che seguono le dieci vergini, i talenti, il giudizio delle nazioni. Tutte incentrate sulle responsabilità individuali davanti al Signore.

La chiave biblica di Luca 12:41-48 è illuminante perchè contiene la stessa parabola dello schiavo fedele ma con dettagli che ampliano la spiegazione. Pietro chiede : "Signore, stai dicendo questa parabola per noi o anche per tutti ?" Gesù risponde con la parabola dello schiavo fedele, ampliata, e la conclude con un principio che non lascia molti dubbi sul suo significato : " Si, a chiunque è stato dato molto, molto gli sarà richiesto, e a chi è affidato molto, molto gli sarà richiesto" Luca 12:48. Non si parla di un gruppo separato ma chiunque riceva responsabilità dovrà rendere conto.

Il dilemma della lettura istituzionale

La lettura ufficiale si trova davanti a tre sole opzioni, nessuna delle quali è soddisfacente:

Opzione 1 — Lo schiavo malvagio è un'organizzazione rivale

Ma il testo dice esplicitamente che è lo stesso schiavo — non un personaggio diverso. Non può essere un'entità esterna.

Opzione 2 — Lo schiavo malvagio è il Corpo Direttivo che si corrompe

Questa è logicamente coerente col testo, ma nessuna struttura istituzionale ammetterà mai che la parabola contenga la propria condanna potenziale come avvertimento diretto.

Opzione 3 — Lo schiavo malvagio è ipotetico, non reale

Questa è la via d'uscita più comune: "Gesù usava il condizionale, quindi è solo un avvertimento teorico." Ma questa lettura svuota la parabola di significato pratico — e ignora che Gesù stesso in Luca 12:47-48 applica conseguenze concrete e graduate.

Nessuna delle tre è teologicamente onesta se applicata a una classe predestinata e istituzionale.


Nuovo punto di vista


(premessa : Ezechiele 34 e Atti 20:29,30 mettono in guardia dai pastori/sorveglianti oppressivi simili a lupi)

Se invece lo schiavo rappresenta chiunque abbia una responsabilità — ogni anziano, ogni insegnante, ogni fratello con un incarico — allora l'alternativa binaria acquista perfetto senso:

Ogni persona con responsabilità può esercitarla fedelmente oppure corromperla. La parabola descrive entrambe le possibilità perché entrambe sono reali, concrete e verificabili in ogni congregazione.

Questo spiega:

Il singolare — non una classe astratta ma ogni individuo nella sua posizione specifica

Il condizionale «se dovesse dire nel suo cuore» — una scelta interiore reale, non una predestinazione

La gradazione di Luca 12:47-48 — la responsabilità è proporzionale, distribuita, individuale

Il rendiconto locale di Ebrei 13:17 — ogni anziano risponde per il proprio gregge specifico


L'argomento completo  usando solo testi biblici:

«La parabola presenta uno schiavo che può diventare fedele o malvagio. Se lo schiavo fedele designa un organo istituzionale specifico, chi sarebbe lo schiavo malvagio? Il testo non introduce un personaggio nuovo — è lo stesso schiavo davanti a una scelta. Questo significa che la parabola non designa chi ha autorità, ma descrive come chiunque abbia responsabilità può esercitarla: con fedeltà oppure con dominio. Gli anziani locali, cui Pietro in 1 Pietro 5:1-4 rivolge esattamente la stessa immagine del padrone che ritorna, sono i candidati scritturali più naturali — non come classe superiore, ma come servitori responsabili davanti a Cristo di ciò che gli è affidato.»

La conseguenza nella ecclesia

Se questa lettura è corretta — e le Scritture la supportano solidamente — allora la parabola non fonda un'autorità centralizzata. Fa qualcosa di molto più esigente:

Pone ogni anziano localmente davanti a Cristo, senza intermediari, responsabile direttamente del gregge che gli è affidato.

Questo non indebolisce la guida congregazionale. La rende più seria, più personale, più scritturale — e paradossalmente più umile, perché ogni anziano sa che il padrone può trovarlo come schiavo fedele o come schiavo malvagio, indipendentemente da qualsiasi copertura istituzionale.

La sintesi in una frase

L'esistenza dello schiavo malvagio dimostra che la parabola non può designare una classe predestinata — può solo descrivere una scelta. E quella scelta riguarda chiunque abbia ricevuto una responsabilità verso i fratelli.


In questo senso biblico è possibile che l'organizzazione abbia in mente di approvare questa nuova veduta in armonia con il senso delle parole delle Scritture esaminate. Vedremo se il leak sarà confermato




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03 aprile 2026

“Ekklesia o Organizzazione? Quando la struttura sostituisce il modello biblico”

 


“Ispirandoci a William Tyndale, che nella sua traduzione del New Testament (1526) e nei trattati The Obedience of a Christian Man (1528) e The Practice of Prelates (1530) denunciava la gerarchia ecclesiastica e rivendicava il modello biblico della congregazione, ci chiediamo oggi: la nostra Organizzazione segue davvero il modello della congregazione, dove i credenti partecipano attivamente e l’autorità è servizio, o rischia di riprodurre strutture di controllo simili a quelle che Tyndale criticava?”



Quando William Tyndale tradusse ekklesia come “congregazione”, non stava semplicemente scegliendo una parola diversa da quella usata dalla Chiesa cattolica.

👉 Stava denunciando un sistema.

Un sistema in cui:

  • pochi decidono per molti

  • l’autorità scende dall’alto

  • la struttura conta più della comunità


Oggi, pur evitando il termine “Chiesa” e usando “Organizzazione”, dobbiamo porci una domanda onesta:

👉 la struttura è davvero diversa, o solo il nome?



1. Il modello biblico: la congregazione al centro


📖 Atti 15:22
“Gli apostoli e gli anziani, insieme a tutta la congregazione, decisero…”

📖 Atti 6:3
Scegliete tra voi uomini di buona reputazione…”

👉 Qui il modello è inequivocabile:

  • le decisioni coinvolgono tutti

  • la scelta nasce dalla congregazione

Non esiste:

  • un centro che nomina tutto

  • una catena decisionale verticale

👉 Domanda diretta:


oggi la congregazione sceglie, o riceve decisioni?



2. Gerarchia: presente nel Nuovo Testamento o no?


La struttura attuale include:

  • Corpo Direttivo

  • Filiali

  • Rappresentanti della sede mondiale

  • Sorveglianti di circoscrizione

  • Corpi di anziani

👉 Ma dove troviamo questo nella Bibbia?

📖 Matteo 23:8
“Voi siete tutti fratelli.”

📖 Matteo 23:10-11
“Uno solo è la vostra Guida… il più grande sia vostro servitore.”

📖 1 Pietro 5:3
“Non come dominatori su quelli che vi sono affidati.”

👉 Il modello biblico:

  • non elimina responsabilità

  • ma elimina stratificazione di potere

👉 Più livelli = più distanza dalla congregazione.



3. Autorità: dall’alto o dal basso?


📖 2 Corinti 8:19
“È stato designato dalle congregazioni.”

📖 Atti 14:23
“Nominarono anziani per loro in ogni congregazione.”

👉 Il principio è chiaro:

la legittimità nasce dalla congregazione, non dalla struttura

Applicazione diretta:

  • la congregazione conosce i fratelli

  • la congregazione deve scegliere

  • l’organizzazione può confermare, non sostituire

👉 Quando questo ordine si inverte, nasce un sistema.



4. I comitati: modello cristiano o struttura umana?


Uno dei punti più critici.

📖 Matteo 18:15-17

  • dialogo personale

  • poi con testimoni

  • infine davanti alla congregazione

👉 Non troviamo:

  • riunioni segrete

  • piccoli gruppi che giudicano

  • procedure formalizzate

📖 Giovanni 8:7
“Chi è senza peccato scagli per primo la pietra.”

📖 Giacomo 2:13
“La misericordia trionfa sul giudizio.”

👉 Il modello di Cristo è:

  • aperto

  • relazionale

  • orientato al recupero

👉 I comitati (anche se rinominati):

  • centralizzano il giudizio

  • escludono la congregazione

  • introducono dinamiche legali

👉 Domanda inevitabile:


sono una forma di giustizia cristiana o un sistema organizzativo?




5. Struttura complessa vs semplicità evangelica

📖 2 Corinti 11:3
“Temo che… la vostra mente sia corrotta dalla semplicità che è in Cristo.”

📖 1 Corinti 14:33
“Dio non è un Dio di disordine, ma di pace.”

👉 Ordine ≠ complessità gerarchica

Il modello biblico è:

  • ordinato

  • ma semplice

  • senza livelli multipli di controllo

👉 Quando la struttura cresce, cresce anche:

  • il controllo

  • la distanza

  • il rischio di perdita di trasparenza




6. Trasparenza: principio o eccezione?

📖 2 Corinti 4:2
“Rifiutiamo le cose nascoste.”

📖 Efesini 5:13
“Tutte le cose sono rese manifeste dalla luce.”

👉 Una vera ekklesia:

  • non teme la trasparenza

  • non opera nel riserbo strutturale

  • non limita l’accesso alle informazioni




7. Il punto centrale di Tyndale

Il messaggio di William Tyndale è semplice ma radicale:


👉 non basta cambiare il nome per cambiare la realtà

  • “Chiesa” → “Organizzazione”

  • “clero” → “anziani”

  • “tribunali” → “comitati”

👉 Se restano:

  • gerarchia

  • centralizzazione

  • controllo

allora il modello resta lo stesso, anche con termini diversi.




Conclusione: una scelta inevitabile

📖 Giovanni 8:31-32
“Se rimanete nella mia parola… conoscerete la verità.”

📖 2 Corinti 3:17
“Dove è lo spirito del Signore, lì c’è libertà.”

La questione non è organizzativa, ma spirituale.

👉 O si ritorna al modello di ekklesia:

  • partecipativo

  • trasparente

  • basato sulla congregazione

👉 oppure si mantiene un sistema strutturato che, pur diverso nel nome, rischia di riprodurre ciò che Tyndale aveva denunciato.

La domanda finale non può essere evitata:

👉 stiamo difendendo una struttura… o seguendo un modello biblico?





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02 aprile 2026

Cristo fondò un’ekklesia, non un’organizzazione. William Tyndale

 


1️⃣ L’ekklesia originale


Cristo non ha fondato un’organizzazione centralizzata: ha fondato un’ekklesia, una comunità viva di credenti. Atti 2:44-47 descrive una comunità che condivide beni, prega, celebra e sostiene chi è in difficoltà. Nessuna gerarchia dominante, nessuna macchina burocratica: la vita spirituale nasce dalla relazione con Cristo e tra i membri.

2️⃣ Tradurre “congregazione” come scelta radicale


William Tyndale tradusse ekklesia come “congregazione” nel New Testament (Tyndale). Non era solo linguistica: era teologica. La comunità dei credenti, non la gerarchia istituzionale, è il cuore della Chiesa. Questa scelta enfatizzava che la Parola di Dio è autorità, non l’apparato.

3️⃣ La reazione della gerarchia


La gerarchia ecclesiastica reagì duramente. Molti criticarono Tyndale accusandolo di “sminuire” la Chiesa e promuovere anarchia religiosa. Tradurre ekklesia come congregazione metteva in discussione secoli di controllo centralizzato: ricordava che la vera Chiesa vive nella comunità, non nella struttura. Tyndale rischiò persecuzione e morte per questa convinzione.

4️⃣ Cristo presente nella comunità


Matteo 18:20: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. Cristo non è legato a un ufficio o a un apparato: la sua presenza dipende dalla fede condivisa. L’ekklesia autentica si misura nella relazione reale con Cristo, non nell’obbedienza a procedure o comitati.

5️⃣ L’organizzazione come strumento, non come fine


Atti mostra che la comunità si organizzò naturalmente per vivere insieme e sostenersi. Ma Tyndale avvertiva: questo organizzarsi non doveva trasformarsi in una struttura aliena che domina il gregge. L’organizzazione serve la comunità, non deve sostituirla o sostituire la guida dello Spirito.

6️⃣ Fedeltà guidata dallo Spirito


Romani 8:14: “Tutti quelli che sono guidati dallo spirito di Dio, questi sono figli di Dio”. La vera misura della fede non è aderire a regole o uffici, ma seguire Cristo guidati dallo Spirito. Il rischio è confondere la lealtà verso l’organizzazione con la fedeltà a Dio.

7️⃣ Il corpo vivente


Efesini 4:4-5 parla di “un solo corpo e un solo spirito”: la Chiesa è un organismo vivente, dove ogni membro ha un ruolo e valore. Tyndale vedeva la gerarchia come un potenziale rischio: se la struttura domina, si soffoca la vita spirituale reale e la comunità perde centralità.

8️⃣ Nessuna preferenza per l’apparato


Galati 2:6 ricorda che Dio “non fa preferenze”. L’autorità non è negli uffici, ma nel cuore guidato dallo Spirito. Tradurre ekklesia come congregazione era un monito: non confondere comunità e apparato, perché l’organizzazione non può definire chi è fedele.

9️⃣ La storia insegna


La storia mostra che strutture nate per coordinare spesso diventano strumenti di controllo. L’inquisizione, le eresie represse, le punizioni per disobbedienza: tutte conseguenze di un’organizzazione che perde il legame con l’ekklesia viva. Tyndale sfidò tutto questo, ricordando che la Chiesa autentica è la comunità, non l’apparato.

🔟 La lezione pratica


La Chiesa autentica è fatta di preghiera, relazioni, fedeltà a Cristo. L’organizzazione è utile, ma serve la comunità. Quando l’apparato diventa il cuore, la vera Chiesa si perde. 2 Corinti 13:5 invita a esaminarci: stiamo seguendo Cristo o stiamo solo servendo l’organizzazione? Tyndale rischiò la vita per ricordarci che l’ekklesia è la comunità viva dei credenti, non la macchina che pretende di governarla.

1️⃣1️⃣ Domanda finale


Mettiamo Cristo al centro o la struttura? L’ekklesia autentica fiorisce quando la comunità segue Cristo e non l’apparato. Solo così la Chiesa può essere viva, libera e fedele alla Parola di Dio.



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