La rottamazione spirituale: l'anagrafe conta più dell'idoneità scritturale ?
1. Le recenti direttive confidenziali del Corpo Direttivo alle filiali rivelano una mutazione aziendale nell'organizzazione. Non si parla più di frutti dello spirito, ma di "ricambio continuo" e di "piani di gestione della Circoscrizione". La disposizione attuale prevede una spinta frenetica verso la nomina di giovanissimi sprovvisti di esperienza, mentre i fratelli maturi tra i 55 e i 70 anni – spina dorsale delle congregazioni – vengono sistematicamente accantonati e "fermati". Questo calcolo anagrafico calpesta il valore della maturità, riducendo i privilegi di servizio a un mero fattore di freschezza fisica, ignorando l'avvertimento di Malachia 3:6: "Poiché io sono Geova; non sono cambiato". I requisiti divini sono immutabili.
2. Il trattamento riservato alla fascia d'età matura viola apertamente il comando divino. In Levitico 19:32 si legge: "Ti devi alzare davanti ai capelli grigi, e devi mostrare considerazione per la persona del vecchio". Oggi, anziché mostrare considerazione nel corpo degli anziani, la nuova politica schiaccia chi ha superato i cinquant'anni, a meno che non si tratti di individui inseriti nel circuito di potere o dotati di forti raccomandazioni. Questa parzialità offende la giustizia di Geova, il quale "non tratta nessuno con parzialità" (Atti 10:34). Si preferisce la "vitalità" standardizzata dei diplomati SKE, utili solo a spremere le energie delle coppie nel campo per poi "passare al prossimo una volta sfinito".
3. La fretta dei Sorveglianti di Circoscrizione (SC) di ripulire i territori dai fratelli più anziani produce adunanze e assemblee prive di spessore, caratterizzate da una "nauseante passerella" di giovani descritti come "spenti nell'oratoria dal podio". Questa politica spinge i proclamatori sinceri a comprendere la realtà del sistema e a non farsi prendere in giro dalle "carotine" dei privilegi. Trova qui applicazione il principio di Proverbi 29:2: "Quando i giusti sono molti, il popolo si rallegra; ma quando governa un malvagio, il popolo sospira". L'attuale imposizione gerarchica sta facendo sospirare i servitori di Dio più leali.
I corpi degli anziani degli '80, '90 e 2000:
la difesa dei feudi locali
4. Per comprendere l'attuale disastro delle nomine, occorre smascherare ciò che è accaduto per tre decenni nelle congregazioni. Tra gli anni '80, '90 e i primi anni 2000, una generazione d'oro di fratelli capaci e zelanti è stata deliberatamente "congelata". Vecchi anziani arroccati sulle loro poltrone e Sorveglianti di Circoscrizione compiacenti hanno eretto barriere insormontabili per mero interesse personale, al fine di salvaguardare il proprio modo autocratico di dirigere la congregazione locale. Se un fratello dimostrava di avere "le spalle diritte" e ragionava Bibbia alla mano, veniva etichettato come "non sottomesso" e punito con il blocco sistematico della raccomandazione, violando la condanna contro la carnalità espressa in 1 Corinti 3:1-3 riguardo alle gelosie e alle contese umane.
5. Questo comportamento settario evoca l'atteggiamento stroncato dall'apostolo Giovanni nella sua terza lettera, ai versetti 9 e 10: "Diotrefe, a cui piace avere il primo posto fra loro, non riceve da noi nulla con rispetto... cerca di impedirlo e di espellerli dalla congregazione". La "sindrome di Diotrefe" ha dominato le Sale del Regno per trent'anni, distruggendo la fiducia di fratelli spirituali usati come manovalanza e poi scartati per proteggere i feudi di anziani dittatoriali che proteggevano la loro fetta di potere sulla congregazione anzichè servire gli altri.
6. Geova pronunciò un giudizio severo contro tali leader in Ezechiele 34:2, 4: "Guai ai pastori d’Israele che pasturano se stessi!... Non avete rinvigorito quelle deboli, non avete curato quella malata... ma le avete dominate con durezza e tirannia". Il blocco generazionale del passato, attuato per sete di controllo, ha creato un vuoto spirituale che oggi la filiale cerca disperatamente di colmare con la fallimentare strategia del giovanilismo forzato, sostituendo la tirannia dei vecchi con l'inesperienza dei giovani.
Il pericolo dei "novizi" e il declino
7. La Scrittura aveva ampiamente previsto il pericolo di affidare la cura del gregge a chi non ha ancora l'esperienza della vita. L'apostolo Paolo specificò in 1 Timoteo 3:6 che il sorvegliante "non deve essere un uomo convertito di recente, affinché non si gonfi d’orgoglio e cada nel giudizio condannato contro il Diavolo". Ignorando questo avvertimento, i Sorveglianti di Circoscrizione, per farsi belli agli occhi della filiale, stanno sfornando SC, Sostituti Sorveglianti (SSC) e pionieri speciali temporanei giovanissimi, i quali saltano ogni reale addestramento teocratico sul campo.
8. Il risultato è una totale mancanza di empatia nei discorsi, poiché questi giovani "non hanno esperienza di fiducia in Geova". Non hanno mai dovuto scegliere tra l'integrità e il pane quotidiano nel mondo del lavoro; la loro sussistenza è spesso garantita da fondi privati o dal sussidio della filiale. Sostituire maestri esperti con giovani usciti da scuole flash serve solo a garantire una cieca obbedienza burocratica alle disposizioni, richiamando la severa denuncia di 2 Corinti 11:13-15 contro i falsi apostoli e gli "operai ingannevoli che si mascherano da ministri di giustizia", fedeli all'organizzazione ma non a Cristo.
9. Proverbi 16:31 afferma: "I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia". Eppure, l'attuale gestione considera i vecchi un intralcio alla velocità della "petroliera" organizzativa. Il giovane anziano non discute le direttive della filiale, anche quando sono illogiche, perché il timore di perdere la nomina è superiore all'amore per la verità. Questa totale mancanza di "gavetta spirituale" trasforma le nomine in un titolo onorifico mondano, creando una classe di giovani sorveglianti che "fremono" in attesa che i vecchi si arrendano o vengano rimossi, manifestando i frutti della carne condannati in Galati 5:26.
La mercificazione dei privilegi
10. Un altro aspetto inquietante è la totale mancanza di trasparenza e la presenza di favoritismi sistematici durante le visite del Sorvegliante di Circoscrizione. Le raccomandazioni non dipendono dalle capacità spirituali, ma da "simpatie, conoscenze e agganci con la filiale". Fratelli della Betel vengono pilotati verso la SKE al solo scopo di regolarizzare una nomina a pioniere speciale già decisa a tavolino, creando un finto "occhio sociale" di meritocrazia per non indispettire i pionieri regolari locali, dimenticando il severo monito di Galati 1:10: "Sto forse cercando di compiacere gli uomini? Se cercassi ancora di compiacere gli uomini, non sarei schiavo di Cristo".
11. Questa condotta viola esplicitamente l'ordine divino riportato in Giacomo 2:1-4, dove viene severamente condannato chi fa distinzioni di classe nella congregazione: "Se un uomo con anelli d’oro... entra nella vostra adunanza... non siete divenuti giudici che prendono decisioni malvage?". Oggi, disporre di stabilità economica personale ("soldini") e di studi superiori sembra essere una corsia preferenziale per accedere alla SKE e alle nomine di peso, tagliando fuori chi è povero materialmente ma ricco nella fede.
12. Se le nomine sono pianificate a tavolino attraverso canali di favoritismo umano, l'intera struttura perde il diritto di definirsi "teocratica". Diventa una gerarchia corporativa dove fa carriera chi sa compiacere il Sorvegliante o il Comitato di Filiale. Gesù descrisse l'attitudine dei veri leader spirituali in Matteo 20:25, 26: "I governanti delle nazioni le dominano... Fra voi non deve essere così; anzi, chiunque vorrà diventare grande fra voi dev'essere vostro servitore". L'attuale "guerra al potere" nelle Sale del Regno dimostra che il sacrificio d'amore è stato sostituito dall'ambizione teocratica.
La vera direttiva scritturale per amare la congregazione
13. Per correggere questa deriva, è necessario tornare alla vera ed eterna direttiva consigliata dalle Scritture. La clientela del passato (che bloccava i fratelli integri) e il giovanilismo aziendale del presente (che premia i novizi ubbidienti) sono due facce della stessa medaglia umana. La Bibbia definisce i requisiti per i sorveglianti in modo immutabile in 1 Timoteo 3:1-7 e Tito 1:5-9. In nessun luogo l'età giovane viene menzionata come titolo di preferenza, né si parla di contratti "a termine" legati all'efficienza aziendale per far girare i privilegi. Il baricentro della raccomandazione deve rimanere esclusivamente l'idoneità morale, l'essere qualificati per insegnare e l'avere le spalle diritte.
14. L'apostolo Pietro traccia il profilo del vero pastore in 1 Pietro 5:2, 3: "Pascete il gregge di Dio affidato alle vostre cure, non per forza, ma volentieri... né per amore di guadagno disonesto... né signoreggiando su quelli che sono l’eredità di Dio". La vera direttiva scritturale rigetta il concetto di "spremere" le coppie nel servizio a tempo pieno per poi scartarle; il pastore biblico protegge il gregge, non lo usa come uno scalino per la propria carriera, nel pieno rispetto di 1 Corinti 12:21-25, che ricorda come l'occhio non possa dire alla mano "non ho bisogno di te", ordinando che nel corpo non vi sia divisione e che i membri abbiano la stessa cura gli uni degli altri.
15. Il modello della congregazione del primo secolo non conosceva "pionieri speciali temporanei con budget mirati" o "sorveglianti itineranti con contratti a termine" pensati per motivare la competizione tra i giovani proclamatori. Le nomine erano basate sul riconoscimento spontaneo da parte dei fratelli dei frutti dello spirito manifestati nel tempo. Filippesi 2:3 esorta: "Non fate nulla per rivalità o per vanagloria, ma con umiltà, considerando gli altri superiori a voi stessi". Una direttiva ispirata che demolisce l'ansia organizzativa di rimpiazzare la vera maturità spirituale con la cieca sottomissione burocratica.
16. In conclusione, se mi è consentito bibbia alla mano, il comportamento odierno del Corpo Direttivo e delle sue filiali, orientato a una gestione aziendale delle nomine e dei corpi degli anziani, si scontra frontalmente con il messaggio di Cristo. Gesù non ha mai promesso la salvezza e la felicità ("Felici per sempre") attraverso l'appartenenza a una "petroliera" burocratica guidata da favoritismi e logiche di puro marketing generazionale. La vera direttiva di Geova invita ogni proclamatore a guardare oltre le "carotine" dei privilegi umani dispensati dai Sorveglianti di Circoscrizione, a valorizzare i fratelli maturi per la loro fede e a servire il prossimo non per scalare la gerarchia della filiale, ma per puro amore verso la verità.
Fine articolo







