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QUESTO BLOG INCORAGGIA RIFORME BIBLICHE CHE POSSONO RIPORTARE IL CRISTIANESIMO SINCERO E GENUINO NELLA CONGREGAZIONE .

13 settembre 2026

Studio 15 Edizione clandestina - Salvare il nucleo della fede di fronte alle derive organizzative


 Esaminate ogni cosa; tenete saldo ciò che è eccellente.”

— 1 TESSALONICESI 5:21


Il pericolo di confondere il messaggio 
con il messaggero 


1.
Nel corso della storia, il popolo di Dio si è spesso trovato di fronte a un dilemma spirituale cruciale: come comportarsi quando gli uomini incaricati di guidare i credenti sostituiscono la pura Parola di Dio con regole e dogmi di origine umana? Molti commettono l'errore di respingere l'intera verità scritturale a causa degli abusi o delle incoerenze dei leader religiosi. Questo atteggiamento equivale a "gettare via il bambino con l'acqua sporca", dimenticando che la validità della Parola di Dio rimane assoluta e indipendente dalle fragilità o dalle deviazioni di qualsiasi struttura burocratica o legale (Geremia 17:5).

2. Chi esamina le Scritture con onestà intellettuale, proprio come gli antichi Bereani, impara a fare una distinzione netta tra la fede e l'organizzazione (Atti 17:11). Le dottrine fondamentali — la santità del nome di Dio, l'identità di Gesù come Figlio, la speranza della risurrezione terrena e la mortalità dell'anima — appaiono saldamente ancorate alla Bibbia. Criticare l'invasività delle norme umane, il legalismo esasperato o le speculazioni cronologiche non significa abbandonare Geova. Al contrario, significa rimettere la Parola di Dio al centro, rifiutando di equiparare l'autorità divina a "circolari umane" o a interpretazioni mutevoli.

3. Questo approccio equilibrato non è un meccanismo di difesa psicologico per giustificare il tempo investito nel passato, ma una scelta di profonda coerenza spirituale. Come affermava il teologo e filosofo cristiano Søren Kierkegaard: "Ci sono due modi per essere ingannati. Uno è credere a ciò che non è vero; l'altro è rifiutare di credere a ciò che è vero". Mantenere la fede nei pilastri immutabili della Bibbia, pur contestando le derive autoritarie, richiede un coraggio immenso che spesso si paga con l'isolamento e la sofferenza.

Scindere la verità biblica dalle aggiunte organizzative 
e dalle speculazioni

4. Le Scritture avvertono ripetutamente i credenti di non andare oltre ciò che è scritto (1 Corinti 4:6). Purtroppo, la tendenza umana a creare tecnicismi medici elevati a dogmi o a formulare teorie cronologiche complesse come le "generazioni sovrapposte" genera confusione e disorientamento. Quando la fede viene fatta poggiare sulla "luce mutevole" di una leadership terrena anziché sulla roccia delle Scritture, l'edificio spirituale rischia di crollare al primo mutamento dottrinale.

5. Il grande riformatore Giovanni Calvino, nella sua opera Istituzione della religione cristiana, sottolineò con forza che l'autorità della chiesa non può mai superare quella della Parola di Dio. Egli scrisse: "La chiesa non deve essere saggia da se stessa, né deve inventare nulla di sua testa, ma deve porre il limite della sua sapienza dove Dio ha smesso di parlare". Quando i leader religiosi ignorano questo principio, pretendendo che le loro direttive umane siano trattate come leggi divine, i veri credenti hanno il dovere scritturale di rimanere fedeli a Dio piuttosto che agli uomini (Atti 5:29).

6. Se un medico sbaglia una diagnosi o una terapia a causa della propria negligenza, nessuno penserebbe mai che l'intera scienza medica sia falsa. Allo stesso modo, le aggiunte dogmatiche, l'ostracismo punitivo e la perdita di carità cristiana da parte di un'amministrazione religiosa dimostrano solo il fallimento degli uomini, non l'invalidità delle verità bibliche elementari (Romani 3:4). La vera fede non dipende dalla perfezione di un marchio editoriale, ma dalla relazione personale che ognuno stringe con il Creatore.

Il dovere di opporsi al potere esercitato 
in contrasto con le Scritture

7. Il modello biblico ci mostra che l'autorità all'interno della congregazione deve essere unicamente di servizio e mai di dominio. L'apostolo Pietro esortò i sorveglianti a pascere il gregge di Dio non come "signoreggiando su quelli che vi sono affidati, ma essendo di esempio al gregge" (1 Pietro 5:2, 3). Quando i "cavalieri della fede" nominati smarriscono la via e trasformano la guida spirituale in un esercizio di potere coercitivo, essi tradiscono il mandato ricevuto da Cristo.

8. Nella storia della fede, figure come il riformatore inglese John Wycliffe combatterono apertamente contro il centralismo e il controllo soffocante delle gerarchie ecclesiastiche del suo tempo. Wycliffe sosteneva che ogni cristiano ha il diritto e il dovere di accedere direttamente alla Bibbia e che nessuna bolla papale o circolare amministrativa poteva sovrascriversi alla coscienza individuale illuminata dalla Parola. Egli difese l'idea che l'obbedienza a un'istituzione cessa nel momento in cui quell'istituzione si allontana dalla carità e dal Vangelo.

9. Anche nella vita civile e moderna troviamo esempi luminosi di resistenza contro le oppressioni del potere centralizzato. Il presidente italiano Sandro Pertini, uomo di specchiata onestà e difensore delle libertà fondamentali, amava ripetere: "I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo". Se questo vale nel contesto civile, quanto più deve valere all'interno della congregazione cristiana, dove la mancanza di amore e di coerenza svuota di significato qualsiasi pretesa di possedere la verità (1 Corinti 13:1).

Avanti con coerenza 
seguendo Cristo e l'esempio dei Bereani.

10. Come possiamo dunque navigare in queste acque turbolente senza perdere la nostra spiritualità? La risposta risiede nel seguire l'esortazione dell'apostolo Paolo: "Rimanete saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti" (1 Corinti 16:13). Non dobbiamo permettere che le delusioni causate dagli uomini ci allontanino dal nome di Geova o dalla bellezza del messaggio messianico. Chi perde la fede a causa degli errori altrui finisce per cedere il controllo della propria spiritualità a quegli stessi uomini che critica.

11. Il riformatore Martin Lutero, davanti alla Dieta di Worms, pronunciò parole che risuonano ancora oggi come un manifesto per la libertà di coscienza sottomessa a Dio: "La mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio. Non posso e non voglio ritrattare nulla, perché non è giusto né sicuro agire contro la propria coscienza". Come Lutero, i cristiani consapevoli oggi scelgono di non piegarsi a direttive non scritturali, pur continuando a custodire gelosamente il nucleo dottrinale che hanno riconosciuto come vero, solido e puro.

12. Restare legati alle verità bibliche, rifiutando al contempo il potere illegittimo e le speculazioni, è l'unico modo per onorare veramente il Creatore (Proverbi 27:11). Questo "Studio Edizione Clandestina" ci ricorda che la nostra devozione appartiene a Dio e non a un'organizzazione terrena. Continuando a esaminare ogni cosa e a manifestare la vera carità cristiana, dimostreremo che la nostra fede non si fonda sull'ubbidienza cieca agli uomini, ma sull'amore incrollabile per la Verità espressa nella Parola di Dio (Giovanni 17:17).




Fine articolo di studio.


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12 settembre 2026

Anticipazioni adunanza annuale della Watchtower 3 ottobre 2026, varie ed eventuali

 




In uscita ad ottobre nuovi opuscoli di studio biblico che trattano la Bibbia libro per libro. Non ho le traduzioni italiane ma gli originali sono questi, tradotti con google traduttore :

La parola di Dio è verità: un manuale della Bibbia

32 pagine

Scopo : La pubblicazione “La tua parola è verità. La Bibbia libro per libro” fa parte di una serie di materiali di studio utilizzati dai Testimoni di Geova, pensati per analizzare i libri della Bibbia in modo didattico.


La parola di Dio è verità: un manuale della Bibbia
da Ezechiele a Gioele.

32 pagine

Scopo: La pubblicazione “La tua parola è verità. La Bibbia libro per libro” fa parte di una serie di materiali di studio utilizzati dai Testimoni di Geova, pensati per analizzare i libri della Bibbia in modo didattico.



Voci giunti da utenti di questo blog , ancora non confermate ufficialmente, eliminazione adunanza infrasettimanale da gennaio 2027, ma sono solo indiscrezioni quindi non possiamo darlo come notizia ufficiale. La motivazione che sarà usata è per la sicurezza dei fratelli in questi tempi difficili. Cosi l'utente con nikname Giacomo.


L'utente Atatuerk fa sapere che con questa nuova ( eventuale ) disposizione la visita del SdC inizierà il giovedi. 


Varie ed eventuali dal web




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04 settembre 2026

"Cosa ci spinge a fare l'amore per Geova?": una riflessione sulla traduzione del paragrafo 5

 


Abiura3 settembre 2026 alle ore 22:59


Carissimi fratelli e sorelle,


Come lavoro mi occupo di traduzione. Studiando mi è appena saltato all'occhio un'anomalia di traduzione nella torre di guardia di questa settimana, niente di grave eh ma volevo condividerla con voi. Ho fatto domanda per lavorare nel campo della traduzione alla Betel da remoto senza però ancora nessun riscontro, per questo mi stupisce molto vedere una svista del genere nonostante è certo che ci siano state revisioni su revisioni. Non voglio creare polemiche voglio solo attirare magari l'attenzione di qualche fratello o sorella che serve alla Betel italiana e che si trova in questo blog. Sono anche ben accette spiegazioni della pulsione traduttiva (come viene usato in traduzione) che ha condotto alla traduzione di questa frase. Magari è semplicemente qualcosa che vedo solo io. Ora procedo alla spiegazione: il tema è "Prestiamo attenzione al modo in cui ascoltiamo"

Andiamo al sottotitolo "RICORDIAMO CHE CI STA PARLANDO GEOVA"

Paragrafo 5 la domanda è: 5. Cosa ci spinge a fare l’amore per Geova?

Ovviamente letta con la giusta enfasi non crea problemi questa domanda, eppure pensate se venisse letta con le pause scorrette...


La domanda inglese (e quindi originale) chiede: What does our love for Jehovah move us to do?

Letteralmente: Cosa il nostro amore per Geova ci spinge a fare?

Allego alcune traduzioni di altre lingue romanze: FRANCESE --> 5. Qu’est-ce que notre amour pour Jéhovah nous pousse à faire ?

SPAGNOLO --> 5. ¿A qué nos impulsará el amor por Jehová?


Tutte e 3 le altre lingue usano il verbo condurre, portare, indurre e simili... Forse non sarebbe stato meglio tradurre la frase con "cosa ci spinge a fare il nostro amore per Geova?" Oppure semplicemente "il nostro amore per Geova cosa ci spinge a fare?".


So che per molti può sembrare lo stesso ma vi assicuro che non lo è. Leggerò ogni vostra osservazione e Ve ne sarò riconoscente!





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29 agosto 2026

Studio 14 Edizione Clandestina - La fede oltre il cronometro del tempo

  COSA RESTA QUANDO LE DATE DEGLI UOMINI FALLISCONO


Hugh Latimer
riformatore

  1.
Chi ha trascorso decenni all’interno della   congregazione porta spesso nel cuore un   patrimonio di ricordi, sacrifici e sincero amore per   la verità. Tuttavia, per molti, il passare del tempo è   diventato un peso insostenibile. Guardando   indietro, l’elenco delle date che avrebbero dovuto   segnare la fine di questo sistema di cose — dal   1914 al 1925, fino al 1975 e alle reinterpretazioni   della "generazione" di Matteo 24:34 — evoca in molti fratelli un profondo senso di disillusione. È una ferita legittima, che non può essere liquidata come mancanza di fede; al contrario, spesso nasce proprio dal desiderio di vedere la giustizia di Dio trionfare, scontratosi con la cruda realtà dei calcoli umani falliti.
2. Quando le aspettative umane crollano, è naturale sentirsi smarriti, quasi come se si camminasse barcollando tra le macerie di certezze teologiche che credevamo incrollabili. Molti, come il nostro caro utente che si è firmato Paolo che ha servito per cinquant’anni, hanno scelto di fare un passo indietro, stanchi di dover giustificare l'ingiustificabile. A tutti loro va il nostro più profondo rispetto e un abbraccio fraterno. Ma una domanda cruciale rimane sospesa nell'aria: gli errori cronologici dei messaggeri annullano forse il valore del Messaggio? Se gli uomini hanno sbagliato a interpretare i tempi, significa che la Bibbia ha perso la sua autorità?
3. La risposta a questa domanda richiede il coraggio di separare ciò che è divino da ciò che è puramente umano. L’organizzazione ha storicamente interpretato le profezie con una fretta che si è rivelata presuntuosa, ma Geova Dio rimane lo stesso, e la Sua Parola non è scaduta. Esaminando la storia sacra scopriamo che il senso di stanchezza e la delusione legata all'attesa non sono sentimenti moderni, ma prove d'animo che hanno vagliato i servitori di Dio più stimati di ogni epoca, costringendoli a purificare la propria fede.

Il grido dei profeti ebrei: quando l'attesa diventa un tormento


4.
Spesso idealizziamo i profeti dell'antico Israele, dimenticando che erano uomini con sentimenti simili ai nostri, i quali sperimentarono una devastante disillusione di fronte al silenzio o all'apparente ritardo di Dio. Pensiamo a Geremia, che per quarant'anni annunciò un messaggio impopolare subendo scherni e persecuzioni, fino a gridare a Dio in un momento di profondo sconforto: “Mi hai ingannato, o Geova, e io mi sono lasciato ingannare [...] Il mio grido è diventato per me causa di disprezzo e di scherno tutto il giorno” (Geremia 20:7, 8). Geremia si sentiva svuotato e deluso dalle circostanze concrete che non corrispondevano a ciò che la sua mente umana si aspettava.
5. Un altro esempio straordinario di crisi spirituale legata al fattore tempo è quello del profeta Abacuc. Egli guardava la violenza intorno a sé e non capiva perché l'intervento divino tardasse così tanto, tanto da chiedere apertamente: “Fino a quando, o Geova, dovrò gridare aiuto senza che tu mi ascolti? [...] Perché tolleri l'oppressione?” (Abacuc 1:2, 3). La risposta che ricevette da Dio è un faro per tutti noi oggi: “La visione è ancora per il tempo fissato [...] Anche se dovesse tardare, continua ad aspettarla! Poiché si adempirà immancabilmente. Non ritarderà!” (Abacuc 2:3). Dio riconobbe l'impazienza del profeta, rassicurandolo che il ritardo era solo una percezione umana.
6. Non possiamo dimenticare il profeta Elia, il quale, dopo il grande trionfo sul monte Carmelo, si scontrò con la cruda realtà di una nazione che non era cambiata affatto e che continuava a perseguitarlo. Sotto il peso della delusione e dell'esaurimento emotivo, Elia fuggì nel deserto, si sedette sotto una ginestra e chiese di morire, dicendo: “Ora basta, o Geova! Prendi la mia vita, perché non sono migliore dei miei antenati” (1 Re 19:4). Elia pensava che l'opera di una vita fosse fallita, ma Geova non lo abbandonò; lo confortò con un "mormorio calmo", ricordandogli che la sua opera non era vana. Questi profeti rimasero fedeli a Dio nonostante avessero toccato il fondo della disillusione umana.

L'errore antico di avere fretta: gli apostoli e la cronologia

7. Questa tendenza a voler anticipare i tempi di Dio è rimasta radicata nella natura umana, persino in coloro che camminarono fianco a fianco con Gesù Cristo. Poco prima dell’ascensione del Maestro, gli apostoli gli posero una domanda rivelatrice: “Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?” (Atti 1:6). Loro si aspettavano una liberazione immediata dal giogo romano. Avevano una cronologia completamente errata in mente, basata sul desiderio umano di vedere la fine delle proprie sofferenze.
8. Come rispose Gesù? Non li rimproverò duramente, né li cacciò via come uomini privi di fede. Con immensa amorevolezza e fermezza, rispose: “Non sta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha posto nella propria autorità” (Atti 1:7). Gesù riconobbe che l'errore dei suoi discepoli nasceva dalla fretta, non dalla malvagità. Gli apostoli dovettero accettare di aver sbagliato i calcoli, ma non per questo abbandonarono il ministero o smisero di credere che Gesù fosse il Messia. Capirono che l'oggetto della loro fede doveva essere la persona di Cristo, non una data specifica.

Esempi storici di fede oltre il grande disappunto del 1844

9. Se guardiamo fuori dalla storia biblica, troviamo mirabili esempi di credenti che hanno vissuto profonde crisi spirituali a causa di aspettative profetiche non realizzate, ma che hanno saputo mantenere intatto il loro rapporto con il Creatore. Un caso eclatante è quello dei sopravvissuti al cosiddetto "Grande Disappunto" del 22 ottobre 1844. In quel giorno, migliaia di persone basandosi sui calcoli di William Miller attesero il ritorno di Cristo. La mattina del 23 ottobre portò una disperazione indicibile: molti abbandonarono la fede, diventando cinici. Ma un piccolo rimanente scelse di non gettare via la Bibbia; ammisero che l'errore era del calcolo umano, ma continuarono a studiare le Scritture con umiltà.
10. Anche nel campo della scienza troviamo paralleli illuminanti. Pensiamo agli astronomi del passato che per secoli hanno creduto al sistema tolemaico, secondo cui la Terra era al centro dell'universo. Quando Keplero e Galileo dimostrarono che quel modello era matematicamente e fisicamente indifendibile, gli scienziati onesti non abbandonarono lo studio del cosmo. Non dissero che le stelle erano un'illusione. Semplicemente, riconobbero che lo schema umano che usavano per interpretarle era sbagliato. Corressero le mappe e continuarono a guardare il cielo con rinnovata accuratezza.

La lezione dei riformatori: lottare contro strutture potenti


11.
La storia ci insegna che quando un'organizzazione religiosa devia o commette errori sistematici, la soluzione non è necessariamente l'ateismo, ma il ritorno alle origini scritturali. Nel Medioevo, la Chiesa Cattolica era un'organizzazione immensamente potente, che pretendeva obbedienza assoluta e si proclamava l'unico canale di salvezza. Aveva accumulato dogmi umani, vendeva indulgenze e perseguitava chiunque osasse leggere la Bibbia nella lingua del popolo.
12. Uomini come John Wycliffe nel XIV secolo e Jan Hus nel XV secolo non scelsero di diventare increduli di fronte alla corruzione della Chiesa del loro tempo. Essi scelsero di sfidare la potente struttura papale impugnando l'unica arma legittima: la Parola di Dio. Hus, prima di essere bruciato sul rogo nel 1415, dichiarò che un cristiano non deve ubbidire a un comando della Chiesa se questo va contro la legge di Cristo. Essi compresero che l'organizzazione ecclesiastica si era sostituita a Dio, e decisero di rimettere la Bibbia al centro della loro vita.
13. Martin Lutero, quando affisse le sue 95 tesi a Wittenberg nel 1517, non voleva distruggere la fede, ma purificarla dagli insegnamenti degli uomini. La sua celebre frase davanti alla Dieta di Worms risuona ancora oggi come un faro per chiunque si trovi in crisi di coscienza: “La mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio. Non posso e non voglio ritrattare nulla, perché non è giusto né salutare andare contro coscienza”. Questi riformatori ci insegnano che si può amare Dio, credere fermamente in Gesù e nella Bibbia, pur rifiutando l'autorità abusiva di un'organizzazione umana che ha smarrito la retta via.

Rimettere la Bibbia al centro della nostra vita

14. Se oggi ti senti ferito o disilluso dagli errori cronologici dei Testimoni di Geova, ricorda che il tuo battesimo non è stato un voto di sottomissione a una società editoriale, ma un atto di dedizione a Geova Dio sulla base del sacrificio di Gesù. Come dimostrarono i Bereani, considerati di mente nobile dall’apostolo Paolo, il dovere di ogni credente è quello di “esaminare attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stavano così” (Atti 17:11). Se l'esame rivela che gli uomini hanno "presunto" oltre ciò che è scritto, la nostra lealtà assoluta deve rimanere a Dio.
15. Non permettere che gli errori del messaggero ti privino delle meravigliose verità che hai imparato: il nome di Dio, la speranza della risurrezione e il valore del riscatto appartengono alla Bibbia, non a un'organizzazione. Gli uomini possono barcollare nelle loro interpretazioni umane, ma “la parola del nostro Dio dura a tempo indefinito” (Isaia 40:8). A quanti come Paolo sentono di non poter più camminare nei vecchi sentieri diciamo: il vostro servizio e i vostri decenni di sacrifici non sono andati perduti, perché Dio non dimentica l'amore che avete mostrato per il Suo nome (Ebrei 6:10). La Parola di Dio resta salda, e la vostra fede può sopravvivere al crollo di qualsiasi calcolo umano.