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QUESTO BLOG INCORAGGIA RIFORME BIBLICHE CHE POSSONO RIPORTARE IL CRISTIANESIMO SINCERO E GENUINO NELLA CONGREGAZIONE .

13 ottobre 2026

Rapporti sulle assemblee di 1 giorno 2026/2027


 Man mano che i fratelli e sorelle invieranno i rapporti li inseriremo in questo post apposito. Grazie per i rapporti ricevuti nel campo. Le assemblee in questione sono quelle con il Sorvegliante di Circoscrizione e quella con il rappresentante della filiale. I numeri che possono interessare sono il numero di proclamatori nella circoscrizione, località, il numero dei presenti, i battezzati, curiosità


Anonimo10/10/2026

Scusate, non so se è il posto giusto per commentare.

Oggi assemblea con il sorvegliante a Roseto
1368 presenti
1 battezato



Una pioniera regolare10/10/2026

Ciao a tutti! Vi lascio un piccolo aggiornamento sull'assemblea di oggi pomeriggio a Roseto degli Abruzzi. Eravamo in 1434 presenti e c'è stata una bellissima nota di gioia con una nuova battezzata! 🎉

Rispetto agli anni passati si è notato un calo sia nelle presenze che nei battezzati (infatti c'erano molti posti liberi e hanno dovuto ridurre le file di sedie), ma la nostra circoscrizione resta forte con oltre 1700 proclamatori, ben 300 pionieri regolari e 8 speciali. Un grande incoraggiamento a continuare a dare il massimo! 💪😊


Oggi domenica 11 ottobre a Imola: 1.383 presenze e 3 battezzati. All’esterno della struttura un piccolo prato in cui ci si potrebbe in teoria rilassare durante l’intervallo. L’erba non é seminata, sembra piuttosto rustico. Qualcuno sa perché è vietato calpestarlo?






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11 ottobre 2026

Lettera aperta al Corpo Direttivo Parte 2

 (Qui la Prima Parte :  https://proclamatoreconsapevole2.blogspot.com/2026/10/lettera-aperta-al-corpo-direttivo.html?showComment=1791665467064)



Servizio alla Betel

Sulla formazione posso parlare per conoscenza diretta: vengono ricercate persone con qualifiche universitarie avanzate, comprese discipline umanistiche come la filosofia. Non descrivo il mio percorso o i contatti ricevuti, anche da filiali estere, ma non mi baso su indiscrezioni.

Diritto, medicina, informatica, ingegneria, architettura, contabilità, lingue e comunicazione richiedono anni di preparazione. Se gli studi sono apprezzati quando servono all’organizzazione, perché non riconoscerne apertamente il valore per il futuro dei fratelli?

Una formazione professionale o universitaria non sminuisce di per sé la fede. Può dare autonomia e strumenti per sostenere una famiglia. Lo scoraggiamento pubblico e la ricerca riservata di competenze richiedono una spiegazione coerente. Anche chi ha rinunciato a opportunità per seguire le indicazioni ricevute merita riconoscimento e ascolto.

Prendo particolarmente a cuore chi viene chiamato a lasciare Betel dopo trenta, quaranta o cinquant’anni. Può perdere alloggio, sicurezza economica, relazioni quotidiane e prospettive. Ricominciare in età avanzata può essere estremamente difficile.

Non basta dire: «Grazie per quello che avete fatto, adesso potete andare a predicare». La predicazione non risolve necessità materiali e disorientamento. Giacomo 2:15, 16 richiama il dovere dell’aiuto concreto.

Servono alloggio dignitoso, sostentamento, assistenza sanitaria, attenzione previdenziale e sostegno emotivo. Per chi può lavorare, formazione e accompagnamento; per gli altri, sicurezza duratura.

Familiari e congregazioni possono aiutare, ma non sostituire la responsabilità dell’organizzazione. Avvertire oggi che il servizio non è a vita non risolve la condizione di chi vi ha trascorso decenni.

Chi ha confezionato libri, cucinato, pulito o curato la manutenzione merita la stessa considerazione di chi possiede competenze specialistiche. Non affermo che chi lascia venga sostituito perché privo di titoli: chiedo che le ragioni siano spiegate.


Il servizio può terminare; il dovere di cura rimane.


La domanda è quindi: chi esamina chi? E chi esamina viene esaminato? Gli assistenti e i componenti del Corpo Direttivo vengono rivalutati? Da chi, secondo quali criteri? Se esistono procedure diverse, chiedo che ne venga spiegato il fondamento.

Chi dispone una partenza deve rispondere delle ragioni, delle alternative e dell’assistenza prevista. La persona dovrebbe poter chiedere un riesame imparziale. La sua obbedienza non dimostra che la decisione fosse giusta.

Anche trasferire autorità dagli anziani al sorvegliante, o viceversa, non garantisce imparzialità. Servono verifiche, gestione dei conflitti d’interesse e attenzione a regali e rapporti personali.

Secondo 1 Pietro 5:2, 3, l’autorità pastorale deve curare senza signoreggiare. Le confidenze ricevute devono rimanere protette.


Responsabilità

Moduli, nomine, annunci e applausi meritano un esame: un incarico assegna responsabilità, non maggiore dignità cristiana. La dedizione sincera esiste anche senza un titolo.


Adunanze, preparazione, servizio, campagne e incarichi richiedono tempo ed energie. Alcuni dispongono di condizioni favorevoli; altri lavorano molte ore, assistono familiari o affrontano malattie e difficoltà economiche.

Una disponibilità di tempo disuguale non può diventare una misura automatica della spiritualità. Riposo, cura dei genitori e tempo con i figli hanno valore. Non ogni ora disponibile deve diventare una prestazione organizzativa.

Vi chiedo di verificare se l’insistenza su numeri, efficacia, obiettivi e campagne lasci spazio alle condizioni reali delle persone. La stanchezza non dimostra scarso zelo. Le esigenze familiari devono incidere concretamente sulla progettazione delle attività.

Ho seguito attentamente l’adunanza annuale. Il discorso di Stephen Lett e l’illustrazione dell’uomo che annega nella nebbia, a pochi metri dalla riva, mi hanno particolarmente colpito.

Comprendo l’intento di incoraggiare la perseveranza. Ma come può ricevere quell’immagine una persona esausta, depressa, in lutto o in crisi? La vicinanza della riva è nota al narratore; il nuotatore non la conosce. La sua disperazione richiede comprensione.

Una comunicazione pastorale dovrebbe aiutare a chiedere sostegno senza vergogna. Vi chiedo attenzione alle immagini che possono associare fatica, dubbio o bisogno di fermarsi alla perdita definitiva della salvezza.

La vita comprende sofferenza, ma anche affetti, bellezza e gioia. Una rappresentazione costantemente cupa dell’esistenza fuori dall’organizzazione rischia di impoverire il discernimento. Servono argomentazioni verificabili, lettura e ricerca: l’intensità emotiva non dimostra la solidità di una conclusione.

Chiedo inoltre trasparenza economica. Le contribuzioni per strutture, produzioni audiovisive e grandi progetti dovrebbero essere accompagnate da informazioni accessibili su costi, priorità e risultati.

Chi dona può rinunciare a necessità proprie. È giusto spiegare anche quali risorse siano destinate ai fratelli in difficoltà. La preghiera è preziosa; il bisogno materiale richiede pure una valutazione dell’aiuto concreto possibile.


Tutela per chi pone domande

Infine, chiedo tutela per chi pone domande. Molti si sono battezzati decenni fa dentro un quadro di insegnamenti successivamente cambiato. Il battesimo non dovrebbe essere interpretato come una rinuncia permanente al discernimento.

La sincerità della scelta di ieri non rende superflue le domande di oggi. Se chiedete fiducia nelle nuove spiegazioni, riconoscete la possibilità di esaminare quelle precedenti.

Vi chiedo risposte circostanziate, ascolto, riesami, scuse dove dovute, garanzie contro accuse infondate, cura di chi lascia Betel, verifiche anche al vertice e trasparenza sulle risorse.

Queste questioni meritano la stessa serietà con cui è stata richiesta obbedienza alle disposizioni.

Se l’immagine dell’organizzazione viene prima della dignità delle persone, è questa priorità che deve essere corretta. Nessun incarico rende facoltativo il dovere di rispondere del proprio operato.

La credibilità richiede anche parole semplici e impegni concreti: «Abbiamo sbagliato. Comprendiamo le conseguenze. Che cosa possiamo fare per riparare?»

Vi chiediamo di essere ascoltati. Il rispetto della coscienza diventa concreto quando possiamo porre domande senza timore, vedere riconosciuta una sofferenza e ottenere la correzione di un’ingiustizia.

Con rispetto e sincerità,










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10 ottobre 2026

Lettera aperta al Corpo Direttivo : Coscienza, responsabilità e tutela delle persone Parte 1

 Al Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova



Cari fratelli,

sono nato nella verità. Dopo circa cinquant’anni nell’organizzazione, vi scrivo con rispetto e franchezza su questioni che riguardano la vita, la coscienza e la dignità delle persone.
Un cambiamento si annuncia in pochi minuti; le conseguenze delle disposizioni precedenti possono durare decenni. Per questo vi chiedo spiegazioni, ascolto e assunzione di responsabilità.
Il recente cambiamento sul sangue rende queste domande urgenti. La possibilità di accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti da un donatore viene ora affidata alla coscienza individuale. Accolgo con sollievo questo maggiore spazio decisionale e ringrazio i medici che hanno sviluppato cure rispettose delle volontà dei pazienti.

La coscienza

Perché scelte oggi affidate alla coscienza sono state precedentemente sottratte a essa?
In Atti 15:28, 29 troviamo l’esortazione ad astenersi dal sangue e la volontà di non aggiungere altri pesi oltre alle cose necessarie. Vi chiedo di spiegare il passaggio dal testo biblico alle distinzioni mediche attuali: perché i componenti principali sono materia di coscienza mentre il sangue intero rimane vietato? Quale rilievo morale attribuite alla provenienza del sangue, proprio o altrui?
Occorre chiarire anche il fondamento del precedente confine. Penso ai pazienti che hanno rifiutato cure ritenendo di non avere altra scelta religiosamente ammissibile, ai familiari che hanno vissuto situazioni drammatiche e a chi è stato disciplinato per una decisione diversa. Chiedo un esame documentato delle vicende, senza attribuzioni automatiche di responsabilità ma senza conclusioni difensive prestabilite.

La stessa attenzione è dovuta a tutti coloro che sono stati allontanati nel tempo, anche per ragioni diverse dal sangue. Non sostengo che ogni provvedimento fosse ingiusto. La conformità a una procedura, però, non dimostra da sola la giustizia della decisione.
Servono percorsi di riesame accessibili e riservati, affidati a persone estranee alla decisione iniziale. Devono considerare fatti, ascolto, salute, circostanze familiari, pentimento ed eventuali pregiudizi.

L’ascolto deve essere possibile anche per chi non desidera rientrare: riconoscere un torto non può dipendere dal ritorno nell’organizzazione.
Un allontanamento può ferire anche coniugi, figli e genitori. La dignità della persona rimane intatta: nessun annuncio autorizza disprezzo, pettegolezzo, derisione o soddisfazione per la sua sofferenza.
Riammettere una persona non equivale a riconoscere un’ingiustizia. Dove la decisione fu sbagliata, servono rettifiche, scuse e chiarimenti verso chi ha ricevuto informazioni lesive della sua reputazione.
Anni di solitudine e rapporti interrotti non si restituiscono. Dire «guardiamo avanti» non risponde a chi attende ancora ascolto. La coscienza merita rispetto oggi; lo meritava anche ieri.


Anziani fuori controllo ?


Desidero affrontare il comportamento di anziani che sospettano, accusano o disciplinano senza conoscere sufficientemente i fatti e la persona.

Non parlo di tutti gli anziani. Esistono fratelli capaci di ascoltare con umiltà. Proprio per rispetto verso di loro, occorre correggere chi esercita male il proprio incarico.

Un sospetto non è un fatto. Una voce ripetuta non diventa una prova. Una nomina non rende certa un’impressione.

Quando si parte da una conclusione già decisa, ogni spiegazione può diventare una scusa, ogni esitazione reticenza e ogni obiezione orgoglio. La persona viene così privata della possibilità effettiva di essere ascoltata.

Pianto, silenzio, fermezza o difficoltà a parlare non misurano da soli sincerità e pentimento. Intimidazione, salute e sofferenza possono influire profondamente sulle reazioni. L’empatia e la conoscenza del contesto aiutano a valutare con maggiore precisione.

Chi viene accusato dovrebbe conoscere i fatti contestati, poter rispondere, correggere inesattezze e presentare circostanze rilevanti. La riservatezza deve proteggere le persone, senza rendere impossibile una risposta consapevole.

Disciplinare senza accertamento adeguato, ascolto e possibilità di riesame costituisce una forma di giustizia sommaria. Il carattere religioso dell’incontro non attenua la gravità delle conseguenze.

Vi chiedo come vengano verificati preparazione, imparzialità e comportamento degli anziani. Leggere comunicazioni non esaurisce la competenza pastorale. Servono studio, discernimento e consapevolezza dei propri limiti. Quali conseguenze seguono ad accuse infondate, conflitti personali o violazioni della riservatezza?

Una segnalazione deve essere esaminata nel merito. Contestare un trattamento non dimostra ribellione. Se ogni protesta conferma automaticamente il giudizio iniziale, correggere gli errori diventa impossibile.

Il dovere delle scuse

Vi chiedo anche di riconoscere il dovere delle scuse. Non attribuisco ai componenti attuali del Corpo Direttivo ogni decisione presa prima del loro incarico. La responsabilità dell’istituzione continua però quando cambiano i suoi rappresentanti. Chi guida oggi può riconoscere un torto precedente e impegnarsi a ripararlo.

Matteo 5:23, 24 attribuisce alla riconciliazione un’importanza tale da chiederne la ricerca prima di presentare un’offerta. Giacomo 3:1 richiama la maggiore responsabilità di chi insegna.

Dire «siamo imperfetti» spiega la possibilità dell’errore; non dispensa dal correggerlo. La comprensione progressiva e la preghiera non esauriscono le domande sulle conseguenze delle decisioni umane. Pregavano anche pazienti e familiari.

La coscienza deve confrontarsi con princìpi come 2 Corinti 7:1. Ma insegnare un principio, applicarlo e sanzionare una condotta sono passaggi distinti. Questo vale anche per fumo, compleanni e altre pratiche non menzionate espressamente.

«Non andare oltre ciò che è scritto» deve significare distinguere chiaramente comando biblico, interpretazione e regola organizzativa.







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08 ottobre 2026

Burocrazia "teocratica". I passacarte della modulistica in azione

 Dal fratello 

Esodo86


Dispute_of_Jesus_
and_the_Pharisees_
(89477737)

Io vorrei parlare di una cosa che qui a Roma sta facendo scalpore tra i fratelli ...la campagna di ottobre per farne parte devi fare il modulo non me ricordo se A2 e poi devi essere approvato dal comitato di servizio senza queste due cose non puoi fare le comitive e non puoi uscire in servizio !!! 


Cioè siamo arrivati al punto che per uscire in servizio devi essere approvato dal comitato di servizio e devi compilare il modulo !!!in più in quella settimana devi dare ai fratelli che vengono per la predicazione casa cibo svago ma Gesù quando andava in predicazione chiedeva tutto questo ???noi ci stiamo facendo un mazzo per campare e poi devi dare soldi e mangiare per queste cose




Esodo868 ottobre 2026 alle ore 07:32






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02 ottobre 2026

Adunanza annuale 3 ottobre 2026

 


In arrivo dalle 16 in poi.....

Su questo post i punti principali tra 2 ore circa fino alle 19. L'adunanza dei soli soci si è già svolta a porte chiuse, durata meno di 1 ora di solito. I soci o azionisti della Watchtower Bible ( vedi il libro Proclamatori del Regno di Dio) sono stati sempre meno di 500 membri , tutti fratelli con decenni di servizio alle spalle.

Fonte :  https://www.reddit.com/r/exjw/comments/1wwkq8e/annual_meeting_2026_megathread/


- Test musicale

- Presidente  Jody Jedele "so che molti di voi si sono divertiti a fare liste di cosa sarebbe successo oggi"

- Cantico 161

- Preghiera di apertura dal rappresentante filiale di Corea un pò lunga e con sviolinata ai membri del CD e alle loro mogli, "abbiate menti e cuori aperti" messaggio cifrato in preghiera?

- Mark Sanderson : La Parola di Dio è Verità

- Presentato il primo opuscolo del nuovo libro come già era stato spoilerato, trattano tutti i libri della bibbia. Sarà rilasciato sotto forma di opuscoli multipli da 32 pagine.

- Sarà studiato dal prossimo anno allo Studio di Libro di congregazione all'adunanza settimanale

- Kenneth Cook Servitori di Geova formati a Betel. Aggiornamento video sul nuovo Piano del Personale Sostenibile. In parole semplici, licenziamenti alla Betel, purtroppo. Saranno rivalutati a 30,40,50 anni, nessuno è al sicuro alla Betel. Video interviste di ex-beteliti , ops non si può più dire, su quanto sia bello avere nuove assegnazioni sul campo fuori dalla Betel. ( OK )

- Nuova Guida per le ricerche con 1.000 argomenti ( non mi interessa io uso i vecchi metodi di ricerca )

- Gerrit Losch "Continua a fidarti di Geova"

- Scrittura per il 2027: Salmo 115:11 "Fidati di Geova".

- Samuel Herd registrato non di persona "Le persone più rumorose sulla terra"


- Nuovo episodio cartoni per bambini "Non temere"

- Video su Ramapo

- Winder " Geova ha fiducia in voi "

- Jacob Rumph " Geova è vicino a quelli che hanno il cuore rotto"

"Se sei arrivato fin qui, congratulazioni, sei un buon candidato per le forze speciali o per il servizio segreto del tuo paese. Riesci davvero a sopportare un sacco di dolore! E ora è un buon momento per un caffè o una pausa"....:-)) commento da utente reddit


Gage Fleegle: "Nessuno di loro è perso"

Discorso di David Splane. 

Geoffrey Jackson: "Beato chi partecipa alla prima resurrezione"

Nuova lucetta:

Jackson ha ora stabilito tre punti che dice rimarranno fissi indipendentemente dalla spiegazione:

La prima resurrezione avviene durante la presenza di Cristo. Inizia dopo il 1914, non con l'instaurazione del Regno stesso. Deve essere completata prima di Armageddon, perché tutti i 144.000 accompagneranno Cristo in quel momento. Jackson ha sollevato direttamente la possibilità che la prima resurrezione non inizi affatto nel 1918, ma a un punto futuro durante la grande tribolazione.

Discorso di Stephen Lett

Nuova lucetta:

Vecchia comprensione: i restanti unti sulla terra ricevono il loro sigillo finale poco prima che inizi la grande tribolazione.

Comprensione aggiustata: i restanti unti ricevono il loro sigillo finale durante la grande tribolazione, dopo la distruzione di Babilonia la Grande, ma poco prima di Armageddon e prima di essere raccolti in cielo.

Nuovo Annuncio

La Scuola di Galaad si terrà nelle Filippine per la prima volta. Il Corpo Direttivo ha approvato la Classe 163 di Gilead per iniziare lì nell'ottobre 2027. Il curriculum rimarrà in inglese, con gli stessi istruttori normalmente utilizzati per Gilead.

Durante lo stesso periodo, prevedono anche di tenere una Scuola per Membri del Comitato di Filiale e le loro Mogli nelle Filippine. Poi, nel 2028, quelle scuole sono programmate per tornare al Centro Educativo della Torre di Guardia a Patterson, New York.

Quindi le strutture menzionate sono il Centro Educativo Biblico di Cebu e il nuovo Centro Educativo Biblico previsto a Mactan.

Nuova Canzone Originale "Fiducia in Te"

La riunione sta per concludersi. Grazie a tutti per i vostri commenti, è stata una giornata strana!


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