Come ripeto da almeno 10 anni e forse altri fratelli da ancor più tempo, la congregazione (ekklesia) cristiana non deve ostacolare o sostituirsi a Cesare, lo Stato, o autorità superiori terrene, nel perseguire i reati nella comunità. In Australia stiamo pagando le conseguenza di queste direttive errate che ancora ci ostiniamo a difendere come organizzazione, ma che noi fratelli della resistenza internazionale non approviamo perchè non ragionevoli dal punto di vista biblico e dell'intelletto umano dotato di coscienza innata.
Video del caso Australia dimostra la non ragionevolezza dell'organizzazione e ci mette in cattiva luce come ekklesia
invitiamo a rivedere queste direttive non ragionevoli e non amorevoli
Reati violenti, furto, abusi e quant'altro non devono essere oggetto di confessione da parte della congregazione (ekklesia). Una torre di guardia in 5 parti, dovrebbe analizzare la cosa dal punto di vista biblico e dare direttiva in merito.
I fratelli vanno istruiti a servirsi delle autorità in casi di reati. La congregazione non deve essere usata per scopi giustizialisti, la congregazione non deve essere scambiata per un aula giudiziaria o investigativa dove si appurano fatti e reati. Questa è la competenza che Dio ha dato alle autorità superiori, terrene. Ha dato la spada a queste autorità, in modo che possano legittimamente punire i trasgressori con il carcere o con altri sistemi coercitivi.
Quando un fratello vuole ricevere aiuto spirituale dagli anziani, essi operano come rappresentanti della congregazione locale e non come giudici. Se il caso riguarda un reato competenza di Cesare, gli anziani devono informare immediatamente il fratello che deve accudire alle autorità secolari, solo dopo aver fatto questo passo potrà ricevere aiuto spirituale o assistenza pastorale.
Andrebbe anche annunciato all'intera congregazione che da ora in avanti nessun reato sarà oggetto di opera pastorale preventiva nella nostra associazione spirituale, la fratellanza mondiale vuole ragionevolmente seguire la direttiva biblica di Romani capitolo 13. Il principio biblico in cui Dio ha imposto all'ekklesia di essere sottomessi alle autorità superiori terrene e cooperare con esse ragionevolmente e per il bene di tutti.
Solo in un caso siamo tenuti a non ubbidire alle autorità terrene, quando esse vietano o ordinano di fare cose non lecite ad un cristiano, che contrastano la legge divina per noi superiore alla legge terrena. Per fare un esempio se venisse ordinato, come è già accaduto in passato, di odiare una certa razza ( vedi il nazismo con gli ebrei) noi non ubbidiremo, mai e poi mai, a simili comandi di uomini malvagi. Anzi mostreremo ancora più amore al prossimo, senza mostrare alcuna animosità o fare rivoluzioni fisiche.
Certo che il corpo direttivo esamini, o venga a conoscenza, di questa proposta di riforma basata sui principi biblici, vi porgo i più affettuosi saluti
Dio ci e vi protegga dai cavalieri della fede e ci conduca al nuovo ordine mondiale di pace tanto sperato, basato sulle Scritture e sulle promesse Divine
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