Anonimo13 luglio 2026 alle ore 12:52
Ultimamente sto riflettendo molto sullo stato di salute delle nostre congregazioni. Inutile girarci intorno: i tempi sono difficili, ma l'impressione è che stiamo scivolando in un preoccupante declino spirituale mascherato da routine.
Vorrei un confronto schietto su alcuni punti caldi:
1) C'è ancora qualcuno davvero attento e preparato in Sala, o siamo davanti a un pubblico passivo, spento dalla stanchezza e distratto dagli smartphone? I commenti sono ormai solo letture robotizzate per riempire i vuoti?
2) Il di casa in casa è diventato una formalità fastidiosa? Non trovate imbarazzante la fuga di massa verso i carrelli o i lavori di manutenzione, usati spesso come scudo comodo per fare ore senza rischiare il confronto? E alle adunanze per il servizio di campo c'è ancora presenza, o sono deserte?
3) Sotto i sorrisi e i "fratello" di rito, quanto pesano davvero invidie, rivalità e quei gruppetti esclusivi che tagliano fuori chi non fa parte del "giro giusto"?
4) Notate anche voi come in certi ambienti considerati "speciali" stia strisciando la tendenza a idolatrare chi ha un incarico, quasi si trattasse di una gerarchia umana?
5) Giovani: esistono ancora o stanno andando via tutti? C'è ancora qualche ragazzo disposto a sacrificarsi e qualificarsi per la congregazione, o l'apatia ha vinto e se ne stanno andando via tutti?
6) C'è sincero rispetto per gli anziani locali o strisciano una critica costante, un'ubbidienza solo formale e una diffusa tendenza a fare di testa propria?
Il mio obiettivo non è fare polemica sterile, ma capire se stiamo vivendo tutti la stessa identica crisi spirituale e se abbiamo ancora la forza di reagire.
Come stanno andando davvero le cose dalle vostre parti?
Un abbraccio a tutti.
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Chi vuole partecipare risponda con la propria esperienza locale senza entrare in dettagli personali riconoscibili.
RispondiEliminaGrazie
Un saluto da una betel europea