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QUESTO BLOG INCORAGGIA RIFORME BIBLICHE CHE POSSONO RIPORTARE IL CRISTIANESIMO SINCERO E GENUINO NELLA CONGREGAZIONE .

31 marzo 2026

Cristo fondò un ekklesia o un organizzazione ? Cosa dice la Bibbia.

 


ARTICOLO DI STUDIO

«Cristo Ha Fondato un'Ekklesia, Non un'Organizzazione»

Come l'ordine congregazionale dovrebbe servire l'assemblea, non dominarla

1. Quando Gesù disse a Pietro: «Su questa pietra edificherò la mia ekklesia» (Matteo 16:18), usò una parola precisa e carica di significato. Ekklesia in greco significa letteralmente «assemblea dei chiamati fuori». Non è un termine burocratico. Non evoca strutture amministrative, livelli gerarchici o autorità centrali. Evoca un popolo convocato da Dio, unito da una chiamata comune, non da un'organizzazione che li governa dall'alto.

2. Fin dall'inizio, Cristo si pose come l'unico fondamento e capo di quest'assemblea. Paolo scrisse: «Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, che è Gesù Cristo» (1 Corinzi 3:11). E ancora: «Egli è il capo del corpo, cioè della congregazione» (Colossesi 1:18). Non c'è spazio scritturale per un livello intermedio che si interponga tra Cristo e la sua congregazione, esercitando un'autorità che le Scritture riservano a lui solo.

3. È vero che la congregazione primitiva aveva bisogno di ordine. Quando sorsero tensioni ad Antiochia riguardo alla circoncisione, gli anziani e gli apostoli di Gerusalemme si riunirono per deliberare (Atti 15:6). Questo è un esempio di organizzarsi per funzionare: un processo collegiale, trasparente, fondato sulle Scritture e sullo spirito santo, non su un'autorità imposta. La decisione fu comunicata come proveniente «dallo spirito santo e da noi» — non da un organo dirigente esclusivo.

4. Per questo scopo pratico, Paolo e Barnaba «nominarono anziani in ogni congregazione» (Atti 14:23). Gli anziani — presbyteroi — erano uomini locali, conosciuti dalla congregazione, scelti secondo criteri di carattere descritti in 1 Timoteo 3 e Tito 1. Il loro ruolo era pascolare il gregge locale, non amministrare una struttura sovralocale. Pietro stesso li esortò: «Pascete il gregge di Dio che è tra voi, non per forza ma volontariamente... non come dominatori su quelli che sono la vostra eredità, ma come modelli del gregge» (1 Pietro 5:2-3). Il verbo greco katakyrieuontes — dominare, tiranneggiare — è esplicitamente proibito.

5. Gesù fu ancora più diretto quando i discepoli discussero di grandezza e autorità. Disse: «Tra voi non è così; anzi, chiunque vorrà diventare grande tra voi sarà vostro servitore» (Matteo 20:26). E per evitare ogni ambiguità aggiunse: «Voi non fatevi chiamare Rabbi, perché uno solo è il vostro maestro... e non chiamate nessuno sulla terra vostro padre... né fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra guida, il Cristo» (Matteo 23:8-10). Questi versetti non lasciano spazio a strutture che si presentano come canale esclusivo e indispensabile tra Dio e i fedeli.

6. Lo spirito santo stesso era il vero sovrintendente dell'ekklesia primitiva. Fu lo spirito a guidare Filippo verso l'eunuco etiope (Atti 8:29), a separare Paolo e Barnaba per il ministero (Atti 13:2), a vietare loro di predicare in certe regioni (Atti 16:6). Lo spirito agiva direttamente sui singoli credenti, non esclusivamente attraverso un corpo dirigente centralizzato. Questo non esclude l'organizzazione, ma ne relativizza il peso: l'organizzazione è al servizio dello spirito, non il contrario.

7. Paolo descrisse la congregazione come un corpo con molte membra, nessuna delle quali superflua o subordinata alle altre nell'essenziale: «Dio ha disposto le membra nel corpo, ciascuna di esse, come ha voluto... Se tutto fosse un solo membro, dove sarebbe il corpo?» (1 Corinzi 12:18,19). I doni erano distribuiti su tutti — profeti, insegnanti, evangelizzatori, pastori (Efesini 4:11-12) — non concentrati in un unico organo che poi li mediasse al resto. Lo scopo era «il perfezionamento dei santi per il lavoro del ministero», non la creazione di una classe dirigente permanente.

8. Cosa accade invece quando l'organizzazione cessa di servire l'ekklesia e comincia a dominarla? Accade ciò che Giovanni descrisse nel caso di Diotrefe: «Diotrefe, che ama avere il primo posto tra loro, non ci accetta... con parole malvage ciarla contro di noi, e non contento di questo, non riceve i fratelli e impedisce anche a quelli che vogliono farlo, e li caccia fuori dalla congregazione» (3 Giovanni 9-10). Giovanni non disse che Diotrefe aveva torto su una dottrina: disse che amava il primato. Quella brama di posizione era già di per sé la corruzione.

9. Anche l'apostolo Paolo si trovò a difendere la propria apostolicità contro chi voleva subordinare la sua autorità a Gerusalemme. Scrisse ai Galati: «Il vangelo da me annunziato non è secondo l'uomo; io infatti non l'ho ricevuto né l'ho imparato da un uomo, ma per rivelazione di Gesù Cristo» (Galati 1:11-12). E aggiunse che salì a Gerusalemme non per ricevere istruzioni ma per confrontarsi tra pari: «Quelli che sembravano essere qualcosa... non mi comunicarono nulla di nuovo» (Galati 2:6). Nessun corpo dirigente, neppure quello apostolico, aveva autorità assoluta sulla coscienza dei credenti.

10. L'apostolo Giovanni, scrivendo alla fine del primo secolo, non indirizzò le sue lettere a un organo direttivo centrale, ma alle congregazioni stesse e ai loro «angeli» — i sorveglianti locali (Apocalisse 2-3). Ed è significativo che Cristo, nelle sue lettere alle sette congregazioni, parlasse direttamente a ciascuna di esse, lodando e correggendo senza intermediari. Se ci fosse stato un corpo governante indispensabile, ci si aspetterebbe che Cristo lo interpellasse. Invece parla alle congregazioni, direttamente.

11. L'organizzazione pratica è necessaria e scritturalmente fondata: liste di vedove (1 Timoteo 5:9), raccolte ordinate per i poveri (1 Corinzi 16:1-2), nomina di sorveglianti e assistenti di ministero (Filippesi 1:1). Ma tra organizzarsi per servire e organizzarsi per governare c'è una distanza abissale. Il primo è frutto dello spirito. Il secondo è frutto della carne. Quando un'organizzazione inizia a richiedere obbedienza alla propria interpretazione come condizione di salvezza, ha già usurpato il posto che appartiene solo a Cristo e alla sua Parola.

12. La domanda che ogni credente dovrebbe porsi, con umiltà e coraggio scritturale, è questa: a chi presto la mia obbedienza ultima? Se la risposta è «a Cristo, attraverso le Scritture», allora 



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68 commenti:

  1. anche secondo me Gesù come Ekklesìa ha fondato o portato all'esistenza una comunità di fedeli e non un'organizzazione come l'a fatta diventare . Ekklesìa in termini cristiani e non riferito ai vari significati che assuma la parola Ekklesìa. Link
    https://www.google.com/search?q=+Ges%C3%B9+Cristo+.+ha+fondato+o+istituito+un%C3%ACEkkles%C3%ACa+%3F&sca_esv=8d67f07cd29c129e&rlz=1C1GCEA_enIT1202IT1202&sxsrf=ANbL-n6bOXAe91NcNHUVFyBLlNlj31HRJA%3A1774972472285&ei=OO7LaeuREZ_yi-gPh7iLsAw&biw=1088&bih=486&ved=0ahUKEwjrjcndv8qTAxUf-QIHHQfcAsYQ4dUDCBE&uact=5&oq=+Ges%C3%B9+Cristo+.+ha+fondato+o+istituito+un%C3%ACEkkles%C3%ACa+%3F&gs_lp=Egxnd3Mtd2l6LXNlcnAiNiBHZXPDuSBDcmlzdG8gLiBoYSBmb25kYXRvIG8gaXN0aXR1aXRvIHVuw6xFa2tsZXPDrGEgPzIIEAAYgAQYogQyCBAAGIAEGKIEMgUQABjvBTIIEAAYgAQYogRIvIEHUPEpWN_0BnAEeAGQAQCYAZ4BoAHbLaoBBTM3LjIxuAEDyAEA-AEBmAI-oAL9MKgCCsICChAAGLADGNYEGEfCAg0QABiABBiwAxhDGIoFwgIKECMYgAQYJxiKBcICBRAAGIAEwgIFEC4YgATCAgoQABiABBgUGIcCwgIHEAAYgAQYCsICChAuGIAEGEMYigXCAgsQABiABBixAxiDAcICCBAuGIAEGLEDwgIOEAAYgAQYsQMYgwEYigXCAgsQABiABBixAxiKBcICCBAAGIAEGLEDwgIKEAAYgAQYQxiKBcICChAjGPAFGCcYngbCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICCxAuGIAEGLEDGIMBwgIHECMYJxjqAsICDRAjGPAFGCcY6gIYngbCAgQQIxgnwgIEEAAYA8ICDhAuGIAEGLEDGIMBGIoFwgILEC4YgAQYxwEYrwHCAgYQABgWGB7CAgUQIRigAcICBBAhGBXCAggQABiiBBiJBcICBxAhGKABGAqYAw_xBcKlzuplOWKQiAYBkAYKkgcFMjYuMzagB5yrA7IHBTIyLjM2uAfYMMIHCTAuMjAuMzUuN8gHmAKACAA&sclient=gws-wiz-serp

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  2. Ma, mi viene da dire, se ognuno segue solo la sua interpretazione dello Spirito, come faremo a essere "un solo corpo e un'unica fede" (Efesini 4:5)?
    Per l'articolo, l'organizzazione è un male necessario da limitare; credo che dalla Scrittura si evinca invece che l'ufficio apostolico è un dono di Cristo per proteggere la libertà dei fedeli dall'arbitrio delle interpretazioni personali. La Chiesa è il prolungamento dell'Incarnazione. Come Dio si è fatto carne in un uomo visibile, così lo Spirito Santo agisce attraverso una Chiesa visibile, con un ordine e una gerarchia che Cristo stesso ha stabilito scegliendo i Dodici. Senza questa 'organizzazione', la Bibbia stessa (che è stata canonizzata dalla Chiesa gerarchica nel IV secolo) non sarebbe mai arrivata a noi… Nel II e III secolo c'erano dispute enormi: alcuni volevano escludere l'Apocalisse o la Lettera agli Ebrei; altri volevano includere il Pastore di Erma o la Didaché. È stata l'autorità dei vescovi in comunione con Roma, riuniti in concili (Roma 382, Ippona 393, Cartagine 397), a porre fine alla confusione. Senza quella gerarchia, oggi avremmo Bibbie diverse tra loro.
    L'articolo usa Diotrefe come esempio di organizzazione che domina (Par. 8).
    Direi l'esatto contrario. Diotrefe è l'esempio di un leader locale che rifiuta l'autorità apostolica (quella di Giovanni). Giovanni dice: "Se verrò, gli rinfaccerò le opere che fa".
    Giovanni rivendica il suo diritto di intervenire e correggere un sorvegliante locale. Questo dimostra che non esisteva l'indipendenza delle singole congregazioni, ma una supervisione apostolica centrale; aggiungo, e mi fermo, proposta di riflessione su questo altro punto: "Non chiamate nessuno Padre" (Matteo 23:8-10)
    L'articolo usa questo versetto per negare titoli e autorità (Par. 5).
    Se preso alla lettera in modo assoluto, nessuno potrebbe chiamare il proprio genitore "papà". Stefano stesso si rivolge ai membri del sinedrio usando il termine "padri" in un modo che inizialmente sembra un segno di profondo rispetto, ma che poi evolve in una denuncia sferzante.
    Stefano inizia il suo discorso rivolgendosi alle autorità religiose (il Sommo Sacerdote e i membri del Sinedrio) con queste parole:
    «Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve ad Abramo, nostro padre, mentre era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in Carran...» (Atti 7:2, CEI).

    Gesù stava usando un'iperbole tipica del linguaggio semitico per condannare l'orgoglio dei farisei, non per vietare una struttura d'ordine... L'autorità nella Chiesa è definita come servizio (ministero), ma resta comunque un'autorità.

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    1. Rispondo sul canone articolando e facendomi aiutare per velocizzare
      Obiezione di Greco: Il canone è stato redatto dalla gerarchia cattolica o ebraica quindi la gerarchia è stata essenziale per avere la Bibbia

      1. La Parola si autentica da sola
      Si sostiene che la Chiesa gerarchica ha "fatto" il Canone. Biblicamente, è la Parola che convoca la Chiesa, non il contrario.
      Scrittura: Giovanni 10:27: "Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono".
      Argomento: I credenti del II e III secolo riconobbero i Vangeli e le Lettere perché vi sentirono la voce del Pastore, non perché un vescovo disse loro di farlo. Il riconoscimento è stato un processo organico e diffuso (dal basso), non un'imposizione dall'alto.

      2. Lo Spirito guida la comunità, non solo i capi
      Si citano spesso i concili del IV secolo (Ippona, Cartagine). Ma quei concili non "crearono" nulla; misero solo nero su bianco ciò che la stragrande maggioranza delle comunità cristiane usava già da secoli.
      Scrittura: 1 Giovanni 2:20: "Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la conoscenza".
      Argomento: L'assistenza dello Spirito Santo nel discernere la verità non è un'esclusiva dei vescovi, ma è promessa a tutta l'ekklesia. La Bibbia è arrivata a noi grazie alla fedeltà di migliaia di copisti e credenti comuni che hanno rischiato la vita per tramandarla, spesso proprio contro le autorità (si pensi ai periodi di apostasia o corruzione dei vertici).

      3. Il pericolo della "tradizione degli uomini"
      Se accettiamo che la Bibbia ha valore solo perché la gerarchia l'ha approvata, allora la gerarchia diventa superiore alla Bibbia stessa.
      Scrittura: Marco 7:13: "Annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata".
      Argomento: Se l'autorità della Scrittura dipende da un'organizzazione umana, quella stessa organizzazione può sentirsi in diritto di interpretarla o "aggiustarla" a proprio piacimento. Invece, la Scrittura deve rimanere il metro di giudizio per valutare ogni organizzazione.

      4. Il canone dell'Antico Testamento
      Gesù e gli apostoli riconoscevano le Scritture ebraiche (il Canone dell'Antico Testamento) come Parola di Dio, eppure all'epoca non esisteva una "gerarchia centrale" infallibile che le avesse canonizzate formalmente.
      Argomento: Il popolo di Israele riconobbe i profeti nonostante spesso la "gerarchia" religiosa del tempo (sacerdoti e scribi) li perseguitasse o li uccidesse. Questo dimostra che la Parola di Dio sopravvive e viene riconosciuta dal rimanente fedele anche senza (o contro) un'organizzazione formale.

      In sintesi: notiamo che i Concili che si citano spesso hanno solo "sigillato" un consenso che esisteva già organicamente. La Bibbia non è un prodotto della gerarchia, ma il fondamento su cui ogni credente (senza mediazioni umane) può incontrare Dio.

      In sostanza la gerarchia non può sostituirsi a Dio e a Cristo pena la auto scomunica stessa della medesima gerarchia che esula dai propri compiti.

      "La Chiesa non ha 'creato' la Bibbia, l'ha solo riconosciuta: non è la gerarchia che dà autorità alla Parola, ma è la Parola che giudica ogni gerarchia. Se il canone è il metro, chi lo impugna non può diventarne il padrone."

      Il concetto fondamentale: La Scrittura è la voce del Pastore che le pecore riconoscono (Giovanni 10:27). Il riconoscimento del canone è stato un atto di ascolto comune dell'intera ekklesia, non un atto di potere legislativo di un ufficio.
      La distinzione: La gerarchia pretende di essere il "fondamento" della verità, ma Paolo dice che "nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Gesù Cristo" (1 Corinzi 3:11), che ci parla direttamente attraverso la Sua Parola, senza intermediari necessari.

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    2. Detto questo la gerarchia o le organizzazione sono state del tutto negative o hanno fatto qualcosa di buono per essere onesti intellettualmente?

      l'organizzazione/gerarchizzata ha avuto un ruolo storico fondamentale, ma il punto critico è la differenza tra funzione (servire) e ontologia (essere superiori per natura).
      senza però cedere sul principio della ekklesia orizzontale:
      1. La gerarchia come "impalcatura" (non come edificio)
      Possiamo ammettere che, in un mondo antico privo di comunicazioni veloci e stampa, una struttura coordinata ha aiutato a proteggere i testi e a mantenere i contatti tra le comunità. Ma l'impalcatura serve a costruire la casa, non è la casa stessa.
      Il rischio: Il problema nasce quando l'impalcatura (l'organizzazione/gerachia) diventa così pesante da nascondere l'edificio (la comunità dei credenti) o da pretendere di essere il fondamento.

      2. Ordine vs Gerarchia/organizzazione
      La Bibbia parla di ordine (1 Corinzi 14:40), non necessariamente di gerarchia piramidale.
      Il contributo: I vescovi e i concili hanno aiutato a fare "ordine" nel caos delle dottrine gnostiche.
      La deriva: Questo aiuto è diventato un male quando l'ordine si è trasformato in potere coercitivo, sostituendo la libertà dello Spirito con l'obbedienza a un ufficio umano.

      3. Un "male necessario" o un dono temporaneo?
      Possiamo concedere che la struttura sia stata uno strumento di conservazione, ma citando Galati 4, potremmo dire che come un tutore guida un erede finché è bambino, così certe strutture umane possono aver scortato la Chiesa nella sua infanzia.
      Tuttavia: Una volta che abbiamo la Parola (il Canone) e lo Spirito, restare sotto un "tutore" gerarchico rigido rischia di soffocare la maturità dei figli di Dio, che devono rispondere direttamente a Cristo.




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    3. Storicamente, la questione è affascinante perché il Canone non è nato "dall'alto", ma per consenso diffuso. ... bilanciando il ruolo della storia con la natura della ekklesia possiamo dire che:
      1. Il Canone esisteva prima dei Decreti
      Molto prima dei concili del IV secolo, la stragrande maggioranza delle chiese (da Lione a Efeso, da Roma ad Alessandria) usava già gli stessi 20-22 libri. Il "cuore" del Nuovo Testamento (Vangeli e lettere di Paolo) era già accettato per autorità intrinseca.
      Senza gerarchia è possibile avere unità? Sì, i cristiani avrebbero comunque avuto un canone, perché la "regola della fede" era custodita dalla comunità che viveva la Parola. La gerarchia ha solo "fotografato" e ufficializzato un processo organico già compiuto dallo Spirito tra i fedeli.

      2. Il ruolo della gerarchia: "Notaio", non "Autore"
      Possiamo concedere che l'organizzazione abbia agito come un notaio: ha messo un timbro di ufficialità per risolvere le dispute sui libri "dubbi" (come l'Apocalisse o la Lettera agli Ebrei).
      Un notaio è utile per dare certezza legale, ma non è il proprietario della casa né colui che l'ha costruita. La gerarchia ha servito la Parola certificandola, ma non ne è diventata la sorgente. Invece sappiamo che il suo errore è stato proprio questo la gerarchia per sua natura tende a diventare auto referenziale e sostituirsi all'Autore delle Scritture ed è attestato dalla storia ebraica e cristiana

      3. La gerarchia ha anche "escluso"?
      Senza una gerarchia rigida, avremmo avuto una Bibbia più "fluida"? Forse sì. Ma è anche vero che la struttura gerarchica, nel definire il canone, ha talvolta usato il potere per soffocare interpretazioni che non servivano al consolidamento del potere centrale.
      Il paradosso: La stessa organizzazione che ha "salvato" il testo, ha poi spesso impedito ai laici di leggerlo o interpretarlo liberamente per secoli, tradendo lo scopo per cui quel testo era stato scritto.
      In sintesi :
      Possiamo dire che l'organizzazione è stata uno strumento storico di coordinamento, ma non una necessità ontologica. Lo Spirito che ha guidato gli apostoli a scrivere è lo stesso che guida l'intera ekklesia a riconoscere la Verità. La gerarchia ha facilitato l'ordine, ma non è stata la "creatrice" del Canone.
      Sopra tutto non era necessaria e non era nelle intenzioni di Dio l'invenzione e la messa in cantiere di una struttura gerarchica potentissima che dominava sui fedeli, la gerarchia organizzativa è stata un invenzione umana non un progetto Divino

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  3. e noi come siamo messi come Testimoni ? Siamo gerarchizzati ? Certo anche se critichiamo la Chiesa Cattolica.
    Noi diciamo che anziano e sorvegliante sono la stessa figura per negare la gerarchia cattolica, ma poi abbiamo creato una gerarchia aziendale dove l'anziano locale è solo un esecutore di direttive centrali. La Bibbia però mostra anziani che rispondevano solo a Cristo e alla loro comunità, non a una sede centrale che gestiva il 'canone' delle loro vite attraverso circolari e procedure."


    Greco Epískopos: Un'azione, non un grado
    Mentre il termine anziano sottolinea la maturità, epískopos (sorvegliante) sottolinea l'atto di vigilare.
    La falla : abbiamo trasformato "sorvegliante" in un titolo quasi militare (Sorvegliante di Circoscrizione, Sorvegliante del Gruppo). Ma in greco, episkopein è un verbo di servizio: significa "prendersi cura".
    Scrittura: In 1 Pietro 2:25, Cristo è definito "Pastore e Sorvegliante (epískopos) delle vostre anime". Se il termine è riferito a Cristo, come può un'organizzazione umana pretendere di averne il copyright gerarchico?
    Benchè possa essere utile come tutto nella vita dobbiamo chiederci cosa in realtà insegnano le Scritture ed esse non hanno mai dato l'idea di gerarchia tra cristiani anzi Cristo si espose contro questa modalità.

    Escamotage : La gerarchia "invisibile"
    Noi affermiamo di non avere una gerarchia perché non usiamo titoli come "Padre" o "Sua Eminenza", ma abbiamo creato una gerarchia di funzioni che è altrettanto rigida.
    Argomento: Se un "anziano" deve obbedire a direttive di un Sorvegliante di Circoscrizione che a sua volta deve obbedire a direttive di un "Comitato di Filiale" che a sua volta ubbidisce a un "Corpo Direttivo", questa è una gerarchia piramidale pura, indipendentemente dai nomi greci che usiamo per mascherarla.
    Contrasto biblico: In Atti 20:28, Paolo dice che è lo Spirito Santo a costituire i sorveglianti, non un ufficio centrale di una società legalmente riconosciuta.

    Occorre una riforma biblica urgente sul tema dell'organizzazione iniziando a riportarla come era ai tempi di Russell con migliorie bibliche

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  4. Scusate, ma qualcuno si è accorto della campagna di inviti per la Commemorazione? Sembra ormai diventata una cosa per intimi.

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    1. Oramai questa campagna di inviti, sia per la commemorazione che per il congresso servono solo per noi. Per dare entusiasmo. Pochi vengono in Sale Assemblee lontane e poco raggiungibili. Diverso è se le tenessimo nelle nostre Sale del Regno in diretta. Come abbiamo piu volte detto in questo blog. Ma tanto è tutto fumo negli occhi.

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    2. Queste campagne servono per impegnare e non pensare, ma sopratutto a fare soldi, perchè questi scatoloni che arrivano dovranno comunque essere contribuiti con moneta! Molti volantini si ritrovano ovunque magari buttati, preferisco invitare e predicare a voce, e con la Bibbia alla mano!

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  5. ci sarebbe tanto da dire, non vorreil però apparisse una polemica, ma solo una condivisione di esperienze e modo di videre e vivere la Scrittura. Si cita Giovanni 10:27 per dire che i cristiani riconobbero i libri organicamente.

    A me pare proprio che la storia dice il contrario. Per tre secoli ci fu un caos enorme. Molte "pecore sincere", "sinveramente" leggevano il Vangelo di Tommaso o l'Apocalisse di Pietro credendoli ispirati. Altre "pecore" sinceramente rifiutavano la Lettera agli Ebrei....La "voce del Pastore" non era così ovvia per tutti. C'è voluto l'ufficio degli Apostoli (la gerarchia) per dire: "Questa è la voce di Cristo, quella è l'imitazione". Il Canone non è nato per "sentimento diffuso", ma per risolvere dispute dottrinali violente. L'unità non è un sentimento, è un atto di comunione intorno a un'autorità...ma mi fermo qui. Grazie di avermi dato la possibilità

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  6. comunque....l'affermazione che il canone esistesse "molto prima dei decreti" è fuorviante per quanto riguarda il Nuovo Testamento completo. Senza l'intervento della autorità di derivazione apostolica, oggi la nostra Bibbia sarebbe diversa.
    Libri oggi biblici erano rifiutati da molti: La Lettera agli Ebrei, l'Apocalisse, la 2 Pietro, la 2 e 3 Giovanni, la lettera di Giacomo e quella di Giuda. Molte chiese locali non le volevano o ne dubitavano fortemente.
    E libri oggi esclusi erano considerati venivoano letti da molte comunità come Scrittura ispirata., vedi il Pastore di Erma, la Lettera di Barnaba, la Didachè, l'Apocalisse di Pietro,
    Senza i Concili, e questo molti studiosi protestanti sono i primi a riconoscerlo, non avremmo avuto un canone di 27 libri ma una "nuvola" di testi variabili. E' un fatto storico che l'unità non è nata organicamente, ma è stata definita per tagliare fuori le eresie (come lo gnosticismo o il marcionismo).

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    1. Caro Stefano ti rispondo usando la A.I. perchè è molto utile per conoscere le Scritture e la Storia.
      La risposta che hai dato è piuttosto solida… ma non è “l’unica” lettura storica possibile. È una posizione tipicamente cattolica, ben argomentata, ma si può discutere su diversi punti chiave senza negare i fatti.

      Ti faccio un’analisi chiara, così capiamo dove hai ragione e dove possiamo ragionevolmente controbattere.

      ✔️ Dove hai ragione

      C’era davvero disaccordo nei primi secoli
      È corretto: alcuni libri del Nuovo Testamento erano discussi.

      Ebrei, Giacomo, Apocalisse, 2 Pietro ecc. erano “contestati”

      Altri testi (Pastore di Erma, Didaché…) erano letti in alcune comunità

      Questo è confermato da fonti come Eusebio di Cesarea, che distingue tra libri accettati, discussi e rifiutati.

      I concili hanno avuto un ruolo
      Anche questo è vero: concili locali come Concilio di Ippona e Concilio di Cartagine hanno formalizzato la lista dei 27 libri.

      Le eresie hanno accelerato il processo
      Movimenti come il marcionismo hanno “costretto” la Chiesa a chiarire cosa fosse Scrittura.
      Qui ha senso citare Marcione.

      Dove la tua posizione è discutibile (qui si può controbattere)
      1. “Senza l’autorità apostolica non avremmo il canone”

      👉 Questo è il punto più debole.
      Il canone non nasce dai concili, ma viene riconosciuto progressivamente dalle comunità cristiane.

      I concili ratificano, non “creano”.

      Un esempio forte:
      👉 Atanasio di Alessandria nel 367 d.C. elenca esattamente i 27 libri attuali, prima dei concili. Questo è un punto chiave.

      “Senza i concili avremmo una nuvola di testi”
      👉 È un’esagerazione retorica.
      Già nel II–III secolo esisteva un nucleo stabile:
      4 Vangeli
      Atti
      lettere di Paolo
      Ad esempio Ireneo di Lione difende chiaramente i quattro Vangeli e non di più.
      Quindi:
      👉 Non era una “nuvola caotica”, ma un canone quasi completo con margini di discussione.

      Equivoco fondamentale: “definire” vs “determinare”
      Qui sta il cuore del dibattito: posizione cattolica → la Chiesa determina il canone, posizione storica più neutra (e spesso protestante) → la Chiesa riconosce ciò che già era autorevole
      In sintesi: I concili non hanno dato autorità ai libri, ma hanno riconosciuto quelli che già la avevano nelle comunità.

      Riassunto : È vero che i concili hanno avuto un ruolo importante nel definire il canone, e che nei primi secoli c'erano discussioni su alcuni libri. Tuttavia, molte fonti mostrano che esisteva già un nucleo stabile ampiamente riconosciuto, e che figure come Atanasio elencavano i 27 libri prima dei concili. Per questo molti studiosi distinguono tra un processo di riconoscimento progressivo e una definizione ufficiale successiva, più che una creazione del canone da parte dell'autorità ecclesiastica.

      Senza la gerarchia probabilmente avremmo comunque un canone molto simile, perché la maggior parte dei libri era già riconosciuta. Però senza i concili forse non avremmo avuto una definizione uniforme e definitiva così presto.

      Anche la riunione chiamala concilio menzionata nella Bibbia In Atti dove sono radunati apostoli ed anziani a Gerusalemme la decisione che viene presa non è un invenzione di quella adunanza ma hanno semplicemente preso atto dell'operato dello Spirito Santo nel caso del centurione romano in cui senza essere circonciso discese lo Spirito Santo prima ancora del battesimo.

      I concili o le decisioni gerarchiche fotografano solo ciò che già circola nella ekklesia perchè l'ekklesia non appartiene alle varie organizzazioni o gerarchie ma a Cristo comprata a prezzo di sangue prezioso.

      Se ne può fare a meno, considerando anche i danni che creano e hanno creato dal 2-3 secolo fino al 2026

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    2. Deserto: Gentile Stefano Greco, il problema della canonizzazione del testo sacro è comune ed è una questione continuamente discussa. Con questa vorrei dare un mio piccolo contributo alla questione. Per primo prendiamo la scrittura di 1 Corinti 4-12: “4 Ora, ci sono doni diversi, ma lo spirito è lo stesso; 5 ci sono ministeri diversi, ma il Signore è lo stesso; 6 e ci sono attività diverse, ma è lo stesso Dio che compie tutto in tutti. 7 La manifestazione dello spirito viene data a ciascuno per uno scopo utile. 8 A uno infatti, per mezzo dello spirito, viene data la capacità di parlare con sapienza; a un altro, secondo lo stesso spirito, la capacità di parlare con conoscenza; 9 a uno, mediante lo stesso spirito, la fede; a un altro, mediante quell’unico spirito, il dono delle guarigioni; 10 a uno il compiere opere potenti, a un altro il profetizzare, a un altro il distinguere le dichiarazioni ispirate, a un altro la varietà di lingue e a un altro ancora l’interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose le compie lo stesso identico spirito, che distribuisce tali doni a ciascuno individualmente come vuole. 12 Come infatti il corpo è uno ma ha molte membra, e tutte le membra di tale corpo, pur essendo molte, sono un solo corpo, così è anche il Cristo.” Qui si parla dei doni che lo spirito santo dava a coloro che erano unti con quello spirito. E c’era in particolare quel dono di poter ‘distinguere le dichiarazioni ispirate’. Evidentemente già all’epoca giravano lettere spacciate per ispirate, ma non lo erano. Allora coloro che avevano il particolare dono di poter distinguere gli scritti “canonici” da quelli falsi, potevano dare delle direttive riguardanti quelli falsi. Così il canone comincio a formarsi sia durante la vita degli apostoli che durante l’epoca in cui lo spirito santo era ancora attivo nelle congregazioni, senza pesanti interferenze da parte del “nemico”. Infatti se si legge la parabola del grano e delle zizzanie, si capisce bene che l’influenza del Diavolo nelle congregazioni si sarebbe intensificata man mano il passar del tempo (Matteo 13:24-42). Queste zizzanie sarebbero rimaste fino al giorno della mietitura, che è ancora futura. La cessione di questi doni fu profetizzata dall’apostolo Paolo più avanti sempre in 1 Corinti. Leggiamo nel capitolo 13:8-10: “8 L’amore non viene mai meno. Ma quanto al dono della profezia, sarà eliminato; quanto al dono delle lingue, cesserà; quanto al dono della conoscenza, sarà eliminato. 9 Infatti abbiamo una conoscenza incompleta e profetizziamo in modo incompleto, ma quando verrà ciò che è completo, ciò che è incompleto sarà eliminato.” All’epoca della stesura di 1 Corinti la conoscenza su tutta la verità era incompleta, ma quando fu scritta l’ultima lettera dell’apostolo Giovanni insieme alla Rivelazione, allora quel “dono della conoscenza” fu eliminato; questo perché era venuto ciò che era completo, cioè il canone biblico completo. Così verso la fine del primo secolo il canone biblico intero era a disposizione di tutte le congregazioni. Ciò che in seguito fece la chiesa fu tutto inutile. Fecero solo una gran confusione con quei testi apocrifi. Perché allora era in pieno svolgimento l’uomo dell’illegalità proferita da Paolo in 2 Tessalonicesi 2:1-12, poi da Pietro in 2 Pietro 2:1-3 e più tardi anche da Giovanni 2:18-19 (prego di leggere).

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    3. Deserto 2: E’ da notare cosa disse l’apostolo Pietro in 2 Pietro 2:1: Comunque, fra il popolo ci furono anche falsi profeti, come pure fra voi ci saranno falsi maestri. Questi introdurranno in modo subdolo sette distruttive e rinnegheranno perfino il padrone che li ha comprati, attirando su di sé una fulminea distruzione.” Qui Pietro profetizzò chiaramente che in futuro degli individui avrebbero rinnegato “perfino il padrone che li ha comprati”. Chi hanno rinnegato durante tutti questi secoli di apostasia? Non Gesù Cristo, perché si sono rivolta a lui come a Dio onnipotente, arrivando al punto di adorarlo. Invece hanno rinnegato il padre Geova, colui che ha come unico il diritto di essere adorato. Anche Paolo nella sua prima lettera a Timoteo nel capitolo 4:3 disse qualcosa inerente al futuro: “Questi proibiscono di sposarsi e comandano di astenersi da cibi che Dio invece ha creato perché quelli che hanno fede e conoscono accuratamente la verità li mangino rendendo grazie.” Dove vediamo una chiara proibizione di sposarsi? La risposta e ovvia. Ora leggiamo 1 Giovanni 2:18-19: ”18 Figli miei, è l’ultima ora e, proprio come avete udito che deve venire l’anticristo, sono già comparsi molti anticristi. È da questo che capiamo che è l’ultima ora.19 Sono usciti da noi, ma non erano dei nostri. Se infatti fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi. Ma sono usciti perché fosse chiaro che non tutti sono dei nostri.” Qui Giovanni avvertì i suoi discepoli che erano arrivati all’ultima ora. Da ora in poi si sarebbero diffuse le zizzanie come cancrena. Si sarebbero accaniti sul canone completo per screditare gli scritti sacri e creare una confusione che dura fino ai nostri giorni. Tutto questo finché non arriva ‘il Signore Gesù e lo distruggerà con lo spirito della sua bocca’ (2 Tessalonicesi 2:8). Sapendo, gli apostoli, che già all’epoca della loro vita era in corso la semina delle zizzanie da parte del Diavolo, avvertirono spesso le congregazioni tramite le loro lettere di fare attenzione. Vediamo quattro esempi. Primo in 1 Corinti 2:15: “L’uomo spirituale invece esamina ogni cosa, mentre lui non è esaminato da nessun uomo.” Poi 1 Tessalonicesi 5:21: “Verificate ogni cosa e attenetevi a ciò che è eccellente.” Poi 2 Tessalonicesi 2:1-2: “Ora, fratelli, per quanto riguarda la presenza del nostro Signore Gesù Cristo e il nostro radunamento con lui vi preghiamo 2 di non farvi confondere la mente così in fretta e di non allarmarvi per qualche affermazione ispirata, discorso o lettera spacciata per nostra (pseudepigrafia) secondo cui il giorno del Signore è venuto.” E in ultimo 2 Timoteo 2:7: “Rifletti continuamente su ciò che dico; il Signore ti farà capire ogni cosa.” Purtroppo, e questo per concludere, dopo la morte degli apostoli i futuri “Cristiani” non hanno più ‘esaminato ogni cosa come uomini spirituali’, non hanno neanche ‘verificato ogni cosa attenendosi a ciò che è eccellente’; hanno accettato, per mancanza di ciò che ho appena elencato sopra, delle lettere pseudoepigrafiche, smarrendosi così in speculazioni vergognose che li hanno portati a molta distanza dalla verità, in maniera così estrema che il ‘Signore non ha più potuto intervenire per far capire ogni cosa’. Con questo il Diavolo ha fatto e continua a fare il suo gioco, fino ai nostri giorni.


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    4. In sostanza ciò che ha detto Deserto3 aprile 2026 alle ore 16:01

      Il dono dello Spirito di “distinguere gli scritti ispirati” permise alle prime congregazioni di formare il canone biblico già ai tempi degli apostoli (1 Corinti 12-13). Dopo la loro morte, molti cristiani non esercitarono più questo discernimento, accettando lettere pseudoepigrafiche e creando confusione (1 Giovanni 2:18-19; 2 Tessalonicesi 2:1-12). La Bibbia avverte però di verificare ogni cosa e attenersi a ciò che è eccellente (1 Tessalonicesi 5:21; 2 Timoteo 2:7), lasciando chi segue lo Spirito in grado di riconoscere la verità anche oggi.

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  7. "C'è voluto l'ufficio degli Apostoli ...., scusa, Stefano Greco, ma di che parli? la discussione sugli antilegomena - e la conseguente canonizzazione dell'attuale elenco di libri greci-cristiani - è avvenuta a fine IV secolo. Quali apostoli erano allora viventi?


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    1. Ciao Claudio, ovviamente con questa espressione intendevo l'ufficio che deriva dall'essere successori degli Apostoli

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    2. Quindi le autorità del cristianesimo romano che convocarono e diressero i concili di Ippona (393) e i due Cartagine (397 e 419), che decisero la lista di libri cristiani ispirati, erano eredi dell’ufficio apostolico. I Testimoni di Geova consapevoli riconoscono dunque questa ricostruzione storica (che poi è quella delle chiese trinitarie)? E’ vero che la WTS ha sempre sorvolato sulla storia degli antilegomena, tanto che la maggior parte dei TdG neanche la conosce.
      Saluti a tutti.

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    3. betelita consapevole europeo3 aprile 2026 alle ore 15:55

      Ciao a tutti,
      va chiarito che il cosiddetto “codice biblico” dei cattolici è una ricostruzione storica dei concili (Ippona 393, Cartagine 397/419) e non una garanzia divina dell’ispirazione. Gli apostoli originali erano già morti da secoli, e i concili furono guidati da chi si riteneva successore apostolico, ma la Bibbia non attribuisce a nessuna gerarchia umana il potere di decidere cosa è ispirato.

      📖 Atti 17:11 mostra che i credenti stessi verificavano le Scritture,
      📖 2 Timoteo 3:16-17 conferma che “tutta la Scrittura è ispirata da Dio”.

      Per i Testimoni di Geova, quindi, la Bibbia è il criterio principale, non un elenco canonico stabilito da concili o gerarchie.

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    4. betelita consapevole europeo3 aprile 2026 alle ore 15:57

      la questione del “codice biblico” e della canonizzazione dei libri del Nuovo Testamento merita un po’ di chiarezza storica.

      Antilegomena e canonizzazione
      Come osservato, i libri antilegomena (quelli la cui autenticità o ispirazione era dibattuta) furono discussi dai concili di Ippona (393) e Cartagine (397, 419). In quel periodo, gli apostoli originali erano già morti da secoli, quindi non fu una loro decisione diretta.

      L’idea di “successori degli apostoli”
      Quando si parla di “ufficio degli apostoli”, alcune chiese intendono il concetto di successione apostolica: cioè che i vescovi o leader che presiedevano i concili erano considerati eredi spirituali o legittimi detentori dell’autorità apostolica. È importante notare però che questo non appare nel Nuovo Testamento come un principio per determinare quali scritti fossero ispirati.

      📖 Atti 17:11 – I bereani “esaminavano le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stavano così”
      Questo indica che la valutazione dei testi era fatta dai cristiani comuni e non solo da una gerarchia consolidata.

      Testimoni di Geova e storia degli antilegomena
      I TdG riconoscono la storia dei concili e il fatto che la Chiesa cattolica abbia formalizzato un elenco di libri ispirati, ma non accettano l’idea che la canonizzazione sia una prova dell’ispirazione divina. L’ispirazione dei libri biblici è verificata attraverso:

      coerenza con l’insegnamento divino

      armonia interna della Scrittura

      efficacia spirituale nella vita dei cristiani

      📖 2 Timoteo 3:16-17 – “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile…”

      Conclusione pratica
      In sintesi:

      Il cosiddetto “codice biblico” dei cattolici è una ricostruzione storica, non una garanzia divina.

      I TdG preferiscono affidarsi alla Scrittura stessa e al giudizio della congregazione cristiana, come modello biblico di discernimento (atti 6:3; 15:22).

      Questo approccio mette la Bibbia al centro, non una gerarchia umana che decide quale libro sia “autorizzato”.

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  8. @Stefano Greco, per consegna di generazione in generazione, dai tempi dei primi discepoli si conoscevano i testi originali di apostoli e discepoli e non fu cosi difficile stabilire un canone che oggi molti riconoscono come corretto. E´vero quello che dice lei sulla scelta di tagliare fuori testi chiaramente apocrifi e falsi atti a sostenere quelle che lei chiama eresie come marcionismo e gnosticismo, che comunque oggi vengono piu´o meno accettate in diversi ambienti cattolici. Per non parlare degli esseni. E´un dato di fatto storico che progressivamente i primi cristiani hanno corrotto i propri insegnamenti accettando false dottrine. Come la storia della chiesa cattolica testimonia. E questo era stato profetizzato sia da Gesu che da Paolo. Fortunatamente e´ragionevole credere che i testi canonici siano quelli comunemente accettati dai primi cristiani, pur con le divisioni che gia´all´epoca iniziavano a nascere.

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    1. Il fratello di N.

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    2. E qui casca l' asino... abbiamo decine di vangeli e lettere che sono state espunte... Per carità, alcune sono state scritte chiaramente dopo un paio di secoli, alcune sono fanciullesche ma altre sono antichissime e profonde. Restano poche copie? Ovvio, dal terzo secolo sono state oggetto di intensa distruzione. Sostenevano eresie? E come provarlo? Chi non era allineato ai cattolici, era ammazzato. E restano solo i racconti dei cattolici su queste supposte eresie. Assolutamente falsi. Altrettanto falsi sono quello che dicono i cattolici sui tdg.

      Come fai a fidarti di loro?

      E questi cattolici hanno creato il canone cercando i racconti che sostenevano le loro dottrine e si appoggiano a una tradizione che nella peggiore delle ipotesi ha almeno 18 secoli di continuità. E noi, che continuità abbiamo?
      Ma Geova che preserva dove lo mettiamo? dirai...
      Eppure, a leggere la Bibbia, non sta scritto da nessuna parte che Geova avrebbe ispirato degli apostati a fare un canone. A dire il vero, sta scritto nella Bibbia che per qualche secolo, strano ma vero, erano misteriosamente scomparsi i rotoli della legge, ovvero nessuno aveva copie della Bibbia dell' epoca. Poi, ai tempi di Giosia apparve una copia antichissima o forse l' originale.
      E questo che ci insegna? Che la legge di Dio non può essere distrutta ma può essere occultata.
      Invece, il CD sostiene, senza nessuna prova e nessuna evidenza che Geova ha ispirato i padri della chiesa cattolica a fare dei concili per stabilire quali libri sono ispirati e si sostiene allo stesso tempo che Satana aveva creato un paio di secoli prima l' apostata chiesa cattolica.
      Ora queste due cose non possono convivere.
      O a Geova c'è piaciuta la chiesa cattolica con tutte le eresie e nefandezze e allora ce la dobbiamo tenere oppure...
      non possiamo fidarci del canone biblico attuale. Come hai osservato giustamente, i cattolici hanno creato false dottrine. Perché avrebbero dovuto fare un canone che li smascherava?
      A questo punto, visto che il CD sa per certo quante schifezze eretiche ci sono tra i cattolici e quanta apostasia si è insinuata, dovrebbe studiare quei vangeli e quelle lettere occultate e poi dire:
      NOI ABBIAMO DECISO CHE QUESTO È IL CANONE BIBLICO.
      Non solo, ma dovrebbe capire anche quali versetti sono stati cambiati dai cattolici. E ce ne sono a bizzeffe ed è anche possibile farlo. Pensa che i cattolici hanno cancellato così bene il nome Geova dalle scritture greche che non ci è arrivato nemmeno un frammento di un vangelo o di una lettera dei primi secoli con scritto Geova, ma il CD ha trovato oltre 230 punti in cui era stato omesso. E se i famigerati criminali noti come padri della chiesa hanno cancellato 230 volte il nome di Geova, cos'altro hanno modificato? E come avvenne ai tempi di Giosia, perché non cerca le lettere e i vangeli perduti o non chiede a Geova lo spirito santo per fare una traduzione ispirata corretta?

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    3. Perché la Bibbia non può esistere senza la Chiesa/autorità apostolica.
      L’affermazione second cui la Bibbia rappresenti l’unico criterio principale, indipendentemente dall'autoritàdei concili, si scontra innanzitutto con un cortocircuito logico insormontabile. Per utilizzare la Scrittura come metro di giudizio, è necessario prima stabilire con certezza assoluta cosa ne faccia parte. La Bibbia, infatti, non è caduta dal cielo con un "ispirato indice dei contenuti"; senza il lavoro dei Concili di Ippona e Cartagine, nessun credente oggi saprebbe se la Lettera di Giaomo sia effettivamente Parola di Dio o se lo sia, al suo posto, il Pastore di Erma. Se si rifiuta l’autorità della Chiesa nel definire il Canone, la Bibbiasi riduceinevitabilmente a una raccolta di libri selezionata da uomini ce si ritengono "apostati": ma se il "postino" (la Chiesa) è considerato inaffidabile, come si può pretendere che la "lettera" (il Canone) che ci ha consegnato sia di origine divina?Spesso, per giustificare un discernimento individuale, viene citato l'episodio dei Bereani in Atti 17,11. Tuttavia, sostenere che i singoli fedeli decidessero autonomamente cosa fosse Scrittura è unevidente errore di anacronismo. In quel momento storico, il Nuovo Testamento come "codice" non esisteva ancora. I Bereani non stavano selezionando nuovi testi, maconfrontavano la predicazione orale degli Apostoli con le Scritture Antiche (l'Antico Testamento). Essi riconobbero l’autorità di Paolo proprio perché la sua testimonianza coincideva con le profezie; una volta accettato l'Apostolo, ne accettarono l'autorità sacramentale. Nonsi trattava di un "fai-da-te" biblico, ma del riconoscimento di una rivelazione continua che passa attraversouomini scelti da Dio.
      Questa prospettiva cattolicasi fonda sulla convinzione che la Garanzia Divina passi necessariamente attraverso la storia. Gesù ha promesso che lo Spirito della Verità avrebbe guidato la comunità a "tutta la verità" (Gv 16,13). Se lo Spirito non avesse assistito la Chiesa nel IV secolo durante la definizione del Canone, la Bibbia che stringiamo tra le mani potrebbe essere un tragico errore. Negare l'ispirazione divina nell'operato dei concili significa, paradossalmente, sostenere che Dio abbia lasciato l’umanità nell'incertezza per oltre 1500 anni, in attesa di nuove interpretazioni moderne: un'idea che appare come un vero insulto alla Provvidenza.
      Di conseguenza, la teoria della "Grande Apostasia" ... finisce per distruggere la credibilità della Bibbia stessa. Se la Chiesa fosse stata già corrotta nel IV secolo, nel momento in cui venivano definiti i dogmi della Trinità e il Canone biblico, allora anche il risultato di quel lavoro sarebbe necessariamente corrotto.Non è logicamente sostenibile affermare che i vescovi dell'epoca fossero apostati quando parlavano di Trinità, ma infallibili quando sceglievano i 27 libri del Nuovo Testamento. O la Chiesa è, come dice Paolo, "colonna e sostegno della verità" (1 Timoteo 3,15), o non lo è. Se la colonna crolla, cade inevitabilmente anche il Libro che vi è appoggiato.
      La Scrittura stessa mostra che la successione apostolica non è un'invenzione successiva, ma un ufficio e un carisma precisi. Paolo ordina Timoteo e Tito, istruendoli a loro volta a ordinare altri uomini fedeli (2 Timoteo 2,2; Tito 1,5) per custodire il "deposito della fede". Il discernimento dei libri ispirati non fu dunque l'esito di un sondaggio tra i fedeli, ma un atto di autorità di chi aveva ricevuto il "carisma della verità" per imposizione delle mani. Se la Bibbia si "auto-attestasse" per semplice armonia interna, non si spiegherebbe perché un uomo come Lutero volesse espungere la Lettera di Giacomo, definendola "una lettera di paglia".... L'armonia non è un dato soggettivo scontato; serve una voce vivente che dica con autorità: "Qui è Dio che parla e qui no". Senza la Chiesa, la Bibbia rischia di diventare un mazzo di carte che ognuno mescola a proprio piacimento, mentre nella Chiesa essa riman la voce viva di Dio che risuona nela Sua Sposa.

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    4. Scusate ma occorre anche però fare chiarezza su grave confusione che viene fatta qui: Mi riferisco a questo passo: " Non solo, ma dovrebbe capire anche quali versetti sono stati cambiati dai cattolici. E ce ne sono a bizzeffe ed è anche possibile farlo. Pensa che i cattolici hanno cancellato così bene il nome Geova dalle scritture greche che non ci è arrivato nemmeno un frammento di un vangelo o di una lettera dei primi secoli con scritto Geova, ma il CD ha trovato oltre 230 punti in cui era stato omesso. E se i famigerati criminali noti come padri della chiesa hanno cancellato 230 volte il nome di Geova, cos'altro hanno modificato? E come avvenne ai tempi di Giosia, perché non cerca le lettere e i vangeli perduti o non chiede a Geova lo spirito santo per fare una traduzione ispirata corretta?" PRIMA PARTE DELLA RISPOSTA: Ti basi su un'ipotesi che non ha una sola prova archeologica. Chiedi di cercare frammenti col nome Geova, ma ne abbiamo migliaia e nessuno lo riporta. Preferisco fidarmi dei discepoli di Giovanni e di Policarpo, che hanno dato la vita per questi testi, piuttosto che di una traduzione moderna che usa versioni medievali per correggere gli originali. Se Geova è l'Onnipotente, davvero pensi che abbia permesso a dei 'criminali' di vincere contro la Sua Parola per duemila anni? La teoria del complotto testuale che la torre di guardia con voluta ignoranza sposa pur di sostenere la forma "Geova" .... per quanto possa apparire affascinante a un primo sguardo, crolla inevitabilmente sotto il peso della filologia e della storia. E' sufficiente citare proprio il professor Jason BeDuhn, una figura spesso utilizzata dai Testimoni di Geova, ma quasi sempre in modo parziale. Sebbene BeDuhn, nel suo libro Truth in Translation, abbia lodato la Traduzione del Nuovo Mondo per l'accuratezza di alcuni passi controversi, è necessario leggere l'opera nella sua interezza per scoprire comep PROPRIO A RIGUARDO dell'inserimento del nome "Geova" nel Nuovo Testamento, BeDuhn critica aspramente l'operato della Società Torre di Guardia, affermando chiaramente che sostituire il termine greco Kyrios (Signore) con "Geova" non è un atto di traduzione, bensì un’operazione di interpretazione ideologica dettata da un pregiudizio dottrinale. In breve, se si cita BeDuhn come autorità, bisogna accettare anche il suo verdetto secondo cui tale inserimento viola la neutralità linguistica, poiché quel nome nei manoscritti greci semplicemente non esiste.L'accusa secondo cui i Padri della Chiesa avrebbero sistematicamente "cancellato" il nome divino si scontra con una realtà documentale schiacciante: possediamo oltre 5.700 manoscritti greci del Nuovo Testamento, dai frammenti del II secolo fino ai grandi codici del IV, e in nessuno di questi compare il Tetragramma (YHWH) o la parola "Geova".

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    5. SECONDA PARTE DELLA RISPOSTA Ragionando con la pura logica, per riuscire a eliminare questo nome in modo così capillare, i cosiddetti "criminali" della Chiesa avrebbero dovuto viaggiare per tutto l'Impero Romano, dalla Britanniache so alla Siria, dalla Spagna all'Egitto,per modificare migliaia di copie in mano a comunità diverse, spesso in disaccordo tra loro, senza che nessuno sollevasse mai una protesta o lasciasse traccia del cambiamento|!! Si tratta di un'operazione storicamente impossibile. È infinitamente più credibile che gli autori del Nuovo Testamento, scrivendo in greco, abbiano scelto deliberatamente il termine Kyrios proprio per identificare Gesù con il Dio dell'Antico Testamento, come del resto era pratica invalsa nelle copie della traduzione della Settanta piu vicine all'epoca di Gesù. Sorge allora spontanea una domanda: da dove provengono i famosi 237 punti in cui il nome sarebbe stato inserito? Il Corpo Direttivo non ha attinto a manoscritti greci "nascosti", ma si è basato sulle cosiddette Versioni J, ovvero traduzioni del Nuovo Testamento dal greco all'ebraico realizzate a partire dal XIV secolo da studiosi o missionari. Il paradosso è evidente: si utilizzano traduzioni medievali per pretendere di "correggere" gli originali del II secolo....cioè....come usare una traduzione inglese di Dante del 2024 per sostenere che il testo originale italiano del Trecento sia sbagliato ;) Inoltre, definire "criminali" i Padri della Chiesa è un’offesa alla verità storica. Questi uomini furono spesso martiri che affrontarono i leoni pur di non rinnegare i Vangelihanno custodito ogni parola con una fedeltà maniacale, trasmettendo intatti anche i versetti che potevano apparire teologicamente complessi.Infine, l'invito a cercare "vangeli perduti" o a invocare una "traduzione ispirata" ignora il fatto che lo Spirito Santo ha già assistito la Chiesa nel definire il Canone biblico molti secoli fa. Se crediamo nella potenza dello Spirito, dobbiamo credere che sia stato capace di proteggere la Parola di Dio per duemila anni, senza dover attendere una paio dicittadini americanila metà del XX secolo per "ripulirla". Se la Bibbia fosse stata realmente corrotta per quindici secoli, la promessa di Gesù secondo cui "le porte degli inferi non prevarranno" sarebbe fallita miseramente.Dio sarebbe stato un pessimo comunicatore se avesse permesso che il Suo stesso nome venisse cancellato proprio dal libro destinato a rivelarLo al mondo. La teoria deìl complotto destabilizza del tutto l'attendibilità del testo biblico: come potremmo poi difendere la sua integrità difronte a chi dice che è impossibile stabilire come fosse davvero iol testo originale se Dio non ha potuto impedire di custodire la trasmissione del suo stesso nome in essa??

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    6. @Stefano Greco. Apprezzo la tua analisi obbiettiva sotto molti punti di vista, ora ti parlo da TdG che discuteva con preti e teologi cattolici ... qualcuno avrebbe detto allora che cosi "avrei porto il fianco al nemico" questo perchè in generale noi dissidenti dubitiamo di quello che ci è stato insegnato come TdG, quindi porgiamo per così dire il fianco al nemico (ma poi chi è il nemico? Un credente come noi?)
      Detto questo, io penso che sia molto difficile capire a distanza di centinaia di anni dov'era il confine in cui la chiesa ha cominciato ad essere "apostata" il processo e stato progressivo, quindi la nostra discussione e più filosofica che scientifica.
      Per fare un esempio attuale: la discussione di noi dissidenti TdG, non nega la storia, e quindi che il risveglio spirituale tra il 1700 e 1800 abbia portato al culto dei TdG e portato e un riavvicinamento alla parola del Signore e tuttavia ora vediamo gravi mancanze che costituiscono una sorta di "apostasia" (lasciatemi dare questa definizine che per noi TdG un po' dura).
      Questo per dire che le cose non sono mai bianche o nere, siamo in un percorso e sebbene il lavoro fatto dalla chiesa sia stato fondamentale per quello che abbiamo fra le mani, temo che è nella natura umana corrompere e distruggere tutto quello che c'è di buono, è a farlo a volte siamo proprio noi credenti!!!

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    7. Testimone di Geova consapevole e bereano7 aprile 2026 alle ore 16:20

      Grazie Stefano per questa analisi così strutturata e per i dettagli storici sui manoscritti. Il tuo intervento solleva questioni cruciali, ma evidenzia anche alcuni punti deboli logici che meritano una riflessione più profonda.
      Il tuo 'cortocircuito logico' parte da un presupposto discutibile: che l'ispirazione divina dipenda dal riconoscimento umano. Dire che senza i Concili non avremmo la Bibbia è come dire che senza un esperto d'arte non avremmo un capolavoro: l'esperto riconosce il valore, non lo crea. La fragilità della tua tesi sta nel trasformare un atto storico di discernimento in un atto di potere istituzionale.
      Le Scritture, infatti, non insegnano che l'unità dipenda da una gerarchia piramidale. Gesù stesso avvertì: 'Voi sapete che i governanti delle nazioni le dominano... ma tra voi non deve essere così' (Matteo 20:25-26). L’unità cristiana è presentata come un vincolo dello Spirito nella verità (Giovanni 17:17-21), non come sottomissione a un ufficio centralizzato. Al contrario, la storia della gerarchia mostra spesso una 'colonna' che ha oscurato la verità invece di sostenerla. Come ricordava lo storico cattolico Lord Acton: 'Il potere tende a corrompere, e il potere assoluto corrompe assolutamente'.
      Inoltre, sostenere che la Chiesa del IV secolo debba essere stata infallibile per aver definito il Canone è un falso dilemma. Dio può usare strumenti fallibili per scopi infallibili. Se la gerarchia fosse la garanzia assoluta di unità, non avremmo avuto secoli di scismi e abusi. Erasmo da Rotterdam denunciava con forza: 'Il mondo è colmo di costituzioni umane... ma dove sono i frutti del Vangelo?'. Anche l'apostolo Paolo avvertì che proprio tra gli 'anziani' sarebbero sorti uomini che avrebbero insegnato cose storte per trascinarsi dietro i discepoli (Atti 20:30), dimostrando che l'ufficio non garantisce l'ortodossia.
      In conclusione: se l'unità è un frutto dello Spirito, non rischia di essere proprio la struttura gerarchica — con le sue aggiunte extrabibliche e le sue ombre storiche — l'ostacolo principale alla semplicità evangelica? Come separi l'ispirazione dei testi dall'evidente fallibilità degli uomini che li hanno materialmente catalogati?

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    8. Caro Bartolomeo, le tue obiezioni colpiscono il cuore della questione: il rapporto tra la libertà dello Spirito e il limite della carne. La tua analogia dell'esperto d'arte è interessante ma forse proprioqui si nascondeasconde il punto di rottura. ad esempio tu dicie che l'esperto non crea il capolavoro, ma lo riconosce. Giusitisismo.,. Ma immagina un museo immenso (la storia del cristianesimo primitivo) pieno di migliaia di quadri, alcuni sublimi, altri falsi d'autore, altri croste orrende...Se non esiste un comitato scientifico autorizzato (la Chiesa) che stabilisce il catalogo, ogni visitatore (il singolo fedele) deciderà da solo cos'è un capolavoro? e con che risulato? Per qualcuno il Vangelo di Tommaso sarà arte pura, per altri la Lettera di Giacomo sarà spazzatura (come pensava Lutero). Senza l'autorità "dell'esperto", il capolavoro non scompare, ma diventa invisibile o indistinguibile dal falso. La Chiesa non ha "creato" l'ispirazione, ma Dio ha dato alla Chiesa l'occhio infallibile per riconoscerla. attenti bene: nOn persone infallibili ma ministero che non poteva che essere infallibile in questo campo. Se si nega l'infallibilità dell'occhio, si nega la certezza del catalogo.

      Concordo poi quandodici cheGesù condanna il dominio tirannico. Ma non condanna l'autorità. Subito dopo aver detto quelle parole, Gesù non scioglie il gruppo dei Dodici per creare una "democrazia carismatic"... Al contrario, conferma loro il potere di "legare e sciogliere".La gerarchia cattolica non nasce per "dominare le nazioni", ma per servire la Verità.Che poi singoli uomini imperfetti fallibili di Chiesa abbiano agito come tiranni è un peccato storico che la Chiesa stessa riconosce (pensiamo al Mea Culpa di Giovanni Paolo II), ma il peccato dell'uomo non può annullare il compito voluto da Dio. Se un medico è cattivo, non per questo la medicina è un'illusione.
      E difatti dici che Dio può usare strumenti fallibili, appunto... Ma se i vescovi di Ippona e Cartagine fossero stati strumenti fallibili nel definire il Canone, allora il Canone stesso potrebbe essere sbagliato, no?
      Se la Bibbia è l'unico fondamento, ma è stata catalogata da uomini che potevano sbagliare e che (secondo la tua tesi) stavano già "oscurando la verità", allora non hai più una base certa...La fede cattolica sai miei occhi (sarò troppo di parte?) è più logica: Dio, per garantirci la Verità, ha preservato dall'errore la Chiesa nel momento cruciale della definizione del Canone e del Dogma... Parlaimo di Paolo poi che avverte che sorgeranno uomini che insegneranno cose storte. Ma a chi lo dice? Agli anziani (presbiteri) di Efeso. Paolo non dice: "Poiché sorgeranno lupi tra voi, d'ora in poi ognuno faccia da sé". Dice invece di "vegliare".
      La soluzione di Paolo al rischio dell'eresia non è l'anarchia dello Spirito, ma la fedeltà alla Tradizione ricevuta. La gerarchia serve proprio a questo: quando un "lupo" sorge e insegna cose storte, chi ha l'autorità di dire "questo non è il Vangelo"? Se non c'èunaautorità, vince chi grida più forte o chi è più carismatico, non chi è nella Verità.
      La semplicità la vedo come un traguardordo, non un punto di partenza
      La "semplicità evangelica" di cui parli è il fine della vita cristiana, ma per proteggerla serve una struttura. Il guscio della noce è duro, legnoso e poco "commestibile", ma senza di esso il gheriglio (la fede) marcirebbe.
      La storia di Lord Acton e le ombre della Chiesa ci ricordano che la "colonna" è fatta di uomini, ma la promessa di Cristo ("Io sarò con voi tutti i giorni") ci assicura che, nonostante le crepe, la colonna non crollerà mai.
      Mi chiedopoi: se l'unità è solo un "frutto dello spirito" invisibile, come può il mondo riconoscere i cristiani? Gesù ha pregato perché l'unità fosse visibile ("perché il mondo creda"). Un'unità fatta di 40.000 interpretazioni diverse della stessa Bibbia, non è forse la più grande smentita di quella preghiera? E difatti è tutt'ora uno scandalo...

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  9. Intervengo sul canone da perfetto ignorante (per quanti qualcosa ho studiato). Da www.mondobibbia.it si ammette che il canone definitivo è frutto di un lunghissimo processo che si conclude nel concilio di Trento nel 1545
    Ci ha messo tantissimo anche il concilio oltre 20 anni
    "La Bibbia di cui disponiamo oggi è composta da 73 libri dei quali 46 formano la prima parte, l’Antico Testamento, e 27 libri racchiudono il Nuovo Testamento.
    Questa composizione del testo sacro non è stata così ovvia, ma è stata in passato, almeno fino al Concilio di Trento (1545 – 1563), oggetto di discussioni e, purtroppo, anche di divisioni.
    La parola canone deriva della lingua greca e significa metro, misura, regola, norma (cf Gal 6,15-16). "
    Perciò direi che non è un canone formato dal basso che invece accettava tante forme diverse, è stato per appunto definito per evitare stravolgimenti, e soprattutto per controllare la narrazione. Così i testi apocrifi, escono non perché non interessanti, ma perché diffondono idee che minano la narrazione ufficiale.
    Continuo a dirlo ogni religione ha bisogno del controllo , delle informazioni, della narrazione altrimenti le possibili conclusioni sono infinite. Ma questo non significa verità. Significat solo standardizzare

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  10. cerando di mettere assiemele varie suggestioni emerse in questo nostro scambio mi viene da dire che l’idea che il canone biblico sia un’invenzione tardiva finalizzata al controllo del potere è una lettura suggestiva, ma storicamente imprecisa. Il Concilio di Trento (1545), infatti, non ha "scelto" i libri della Bibbia per la prima volta, ma si è limitato a emettere un decreto dogmatico per confermare un elenco che la Chiesa utilizzava già da oltre mille anni. Questo intervento si rese necessario solo perché Martin Lutero aveva messo in dubbio la canonicità dei libri deuterocanonici; non è che tTrento abbia, come dire, messo un "sigillo di garanzia" definitivo di fronte a una contestazione senza precedenti. È un po’ come se oggi lo Stato emanasse una legge per confermare ufficialmente che "il cielo è blu": la norma arriverebbe tardi, ma il cielo da mò che era blu...
    Contrariamente a quanto si pensa, il canone non è stato imposto dall’alto dai burocrati, ma è nato "dal basso", dal sangue dei martiri e dalla vita delle comunità cristiane primitive. Il criterio principale per l'inclusione di un testo, infatti, non fu la simpatia dei vescovi, ma la lex orandi: venivano riconosciuti come ispirati quei libri che le comunità, spesso perseguitate e prive di un centro di potere forte, leggevano abitualmente durante la celebrazione della Messa. Questi scritti sono stati custoditi perché i fedeli vi riconoscevano, come si diceva, la "voce del Pastore", distinguendoli naturalmente da altre narrazioni. in tutto ciòl'esclusione dei cosiddetti testi apocrifi non fu un atto di censura ideologica verso idee "scomode", ma un’operazione di onestà storica e tutela della qualità. La maggior parte degli apocrifi, come i vangeli di Tommaso o di Giuda, sono testi gnostici composti nel II o III secolo, molto dopo la scomparsa degli apostoli. Si trattava di veri e propri "falsi d'autore" che utilizzavano nomi celebri per veicolare filosofie che nulla avevano a che fare con il Gesù storico. Rigettare uno scritto che, ad esempio, sostiene che "le donne devono diventare uomini per essere salvate" (Vangelo di Tommaso, loghion 114) non è "controllare la narrazione", se mi si consentte, ma restare fedeli al messaggio originale di dignità e verità portato da Cristo...Infine, quella che dall'esterno viene percepita come una "standardizzazione" per fini di controllo, nella prospettiva cattolica è chiamata Unità. Se ogni individuo possedesse una propria versione personale della Bibbia, non esisterebbe più un "Corpo di Cristo", ma solo un ammasso di soggettività isolate. Un mio professore di telogia usò questa immagine una volta: Il Canone va visto come il perimetro di un giardino: la sua funzione non è impedire il cammino, ma proteggere la bellezza e l'integrità di ciò che vi cresce all'interno. Senza questa "regola", il messaggio di Gesù sarebbe svanito in meno di due secoli, diluito in infinite interpretazioni opposte e arbitrarie. Alla luce di questo è più facile, almeno dal mio punto di vista, vedere il canone non come strumento di dominio, ma l'argine necessario affinché la Verità non sia ridotta ed annacquata a semplice doxa, opinione. Grazie comunque.

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    1. È un argomento ben costruito, con una retorica efficace. Ma presenta diverse crepe storiche e logiche che si possono smontare punto per punto.
      1. "Trento ha solo confermato ciò che esisteva da oltre mille anni"
      Questa è la debolezza più grande dell'argomentazione, perché è storicamente falsa.
      Il canone non era affatto uniforme per mille anni prima di Trento. La diversità era la norma:
      Eusebio di Cesarea (IV sec.) classifica esplicitamente alcune opere poi canonizzate come antilegomena — "contestate" — tra cui Giacomo, Giuda, 2 Pietro, 2-3 Giovanni e l'Apocalisse.
      Il Codex Sinaiticus (IV sec.), uno dei manoscritti più antichi e autorevoli, include il Pastore di Erma e l'Epistola di Barnaba come testi scritturali. Oggi sono esclusi.
      La chiesa siriaca (Peshitta) non includeva 2 Pietro, 2-3 Giovanni, Giuda e l'Apocalisse — testi che il cattolico considera canonici da sempre.
      La chiesa etiopica ha un canone di 81 libri, non 73.
      Quindi il cielo non era già blu: era di sfumature diverse a seconda della latitudine ecclesiale. Trento non ha "confermato" — ha scelto una tradizione tra le molte e l'ha resa norma dogmatica, pena l'anatema (cfr. Sessio IV, 1546). Questa è una decisione di potere, non una mera registrazione notarile.
      2. "Il canone è nato dal basso, dalla lex orandi"
      Questo argomento è ingegnoso ma si rivolta contro chi lo usa.
      Se il criterio è l'uso liturgico delle comunità primitive, allora:
      La Didaché, il Pastore di Erma e la Prima Lettera di Clemente erano letti nelle liturgie di molte comunità e godevano di altissima stima — eppure furono esclusi.
      L'Apocalisse era rifiutata liturgicamente da gran parte delle chiese orientali per secoli, eppure è nel canone.
      Diverse comunità primitive usavano testi diversi: la lex orandi di Alessandria non era quella di Antiochia. L'argomento "dal basso" documenta quindi la pluralità, non l'uniformità.
      Il punto è che qualcuno ha dovuto scegliere quale lex orandi valesse come criterio — e quella scelta è stata tutt'altro che neutrale.
      3. "Gli apocrifi sono falsi d'autore del II-III secolo"
      Qui si applica uno standard che, se applicato coerentemente, destabilizza il canone stesso.
      Le Lettere Pastorali (1-2 Timoteo, Tito) sono considerate pseudoepigrafe dalla grande maggioranza degli esegeti contemporanei, inclusi molti cattolici. Pseudonimia come i vangeli gnostici.
      2 Pietro è quasi universalmente ritenuta pseudonima dagli studiosi (composizione tarda, vocabolario difforme, dipendenza da Giuda).
      Parti del libro di Daniele (capp. 7-12) riflettono la crisi maccabaica del II sec. a.C., non la Babilonia del VI sec. — un caso classico di vaticinium ex eventu.
      Il Vangelo di Tommaso: la sua datazione è genuinamente dibattuta. Studiosi come John Dominic Crossan e Helmut Koester hanno argomentato che alcune sue tradizioni loghioniche possano essere anteriori ai sinottici. Citare il solo loghion 114 (effettivamente problematico) senza menzionare il dibattito scientifico è selezione retorica, non onestà storica.
      4. "Il canone garantisce l'unità"
      Questo è l'argomento più onesto , ma ha un difetto strutturale: è circolare.
      Il ragionamento implicito è: "Il canone garantisce l'unità, e l'unità è garantita dall'autorità che ha definito il canone." Ma è esattamente l'autorità di quell'istituzione che è in discussione. Non si può usare la conclusione come premessa.
      Inoltre: quale unità? Cattolici, ortodossi, protestanti, etiopici e testimoni di Geova hanno tutti un "canone" — e sono profondamente divisi. Il canone non produce unità; produce coesione interna a ciascuna tradizione, che è una cosa diversa.
      La metafora del giardino è bella, ma nasconde la domanda decisiva: chi ha il diritto di tracciare il perimetro? Ireneo di Lione avrebbe tracciato un perimetro diverso da Marcione, che lo avrebbe tracciato diversamente da Origene. Il perimetro presuppone una scelta teologica e politica, non la giustifica.

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    2. Era quindi necessaria una gerarchia x stabilire canone e unità ?
      No, e il ragionamento è semplice:
      1. I fatti dicono il contrario. L'unità non c'è stata nemmeno con la gerarchia — scisma d'Oriente (1054), Riforma (1517), e canoni diversi ancora oggi tra cattolici, ortodossi e protestanti.
      2. La gerarchia non ha prodotto il canone, lo ha chiuso. Il canone è emerso da un processo plurale, comunitario e conflittuale durato secoli. La gerarchia ha poi selezionato una tradizione tra le molte e l'ha dichiarata esclusiva.
      3. L'argomento è circolare. "Serviva una gerarchia per garantire l'unità" presuppone già che quell'unità specifica fosse l'unica legittima — ma è esattamente questo il punto in discussione.
      Conclusione: La gerarchia era necessaria per produrre quella particolare forma di unità istituzionale. Ma unità istituzionale e unità spirituale non sono la stessa cosa. Le prime comunità cristiane erano teologicamente plurali e prive di un centro gerarchico forte — eppure si riconoscevano nel medesimo Signore.
      La domanda vera non è "serviva una gerarchia?" ma "chi ha deciso che quella gerarchia avesse questa autorità?" — e la risposta è: la gerarchia stessa.

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    3. A volte mi perdo come tdg... non è che quando conviene che belli i cattolici, poi quando conviene Che belli i protestanti...
      Io capisco poco, sono un povero ignorante, ma le contraddizioni le vedo
      Scrivi:
      il canone non è stato imposto dall’alto dai burocrati, ma è nato "dal basso", dal sangue dei martiri
      E qui cade tutto.
      Se i cristani sono diventati in massa apostati subito dopo la morte dell' apostolo Giovanni, allora la lex orandi era fatta da apostati che frequentavano la chiesa di Satana.
      E questo suona strano. In una occasione che i farisei accusarono Gesù di cacciare i demoni per mezzo di Belzebub, Gesù rispose che se satana è diviso contro se stesso, come sussisterà il suo regno?
      Ovvero, ti devi decidere. O erano martiri e allora la chiesa cattolica dei primi secoli non è apostata o erano degli stupidi al servizio dell' uomo dell' illegalità e il loro martirio non dimostra nulla.
      E torniamo al punto di partenza. Perché dovremmo fidarci dei padri della chiesa cattolica sull'argomento cardine della nostra fede ma non su altre questioni dottrinali? E perché il canone cattolico ante Trento è corretto ma quello etiopico che è nato dal basso nello stesso periodo no?
      Qual'è il motivo per cui il canone cattolico non ha il libro di Enoc?
      Non è forse perché gli etiopi sono neri e noi bianchi?
      Domando per un amico...

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    4. Caro 'Fratello di N.', le tue osservazioni non sono affatto ignoranti, anzi, centrano il punto: il paradosso dell'apostasia.
      Se crediamo che Dio si sia 'sporcato le mani' mandando Suo Figlio sulla terra come uomo, dobbiamo accettare che abbia fatto lo stesso con la Bibbia. Essa è pienamente divina e pienamente umana, scritta e custodita da uomini fragili.
      Pensa all'antico Israele: la Bibbia stessa racconta che il popolo e i sacerdoti cadevano continuamente nell'apostasia e nell'idolatria. Eppure, Dio si è servito proprio di quella struttura imperfetta per farci pervenire i 'sacri oracoli'. Gesù stesso disse di ascoltare gli scribi perché sedevano sulla 'cattedra di Mosè', nonostante ne criticasse la condotta.
      Se Dio ha usato un Israele spesso infedele per darci i Profeti, perché non avrebbe potuto usare la Chiesa dei primi secoli (con tutti i suoi limiti e la sua gerarchia) per definire il Canone? Dire che la Chiesa divenne subito apostata crea un problema enorme: dovremmo dubitare anche del 'prodotto' di quegli apostati, cioè il Nuovo Testamento che leggiamo oggi.
      Forse la verità è che Dio non cerca la purezza burocratica, ma agisce attraverso la storia vera, anche quando è sporca e contraddittoria. Altrimenti, non avremmo né profeti, né apostoli, né Bibbia.

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  11. ammetto che il discorso è interessante perchè ci da la possibilità forse di arricchire anche chi ci legge di nozioni che forse non sempre capita di leggere sul web. Dunque..Bartolomeo, hai ragione: prima di Trento il cielo non era di un blu uniforme. C’erano il Codex Sinaiticus, la Peshitta e i dubbi di Eusebio. Ma vedi, Bartolomeo, la visione cattolica non nega questo pluralismo; me lo consentite almeno una volta di usare io il concetto di "discernimento progressivo"? Cioè, il fatto che ci siano voluti secoli per arrivare a un’uniformità non dimostra un atto di forza arbitrario, ma la pazienza di una comunità che ha lasciato sedimentare la Verità.... Trento non ha "scelto una tradizione tra le molte" come si sceglie un marchio alla Coop ( o all'Esselunga, per par condicio) : ha semplicemente blindato quella che, per mille anni, era stata la prassi della stragrande maggioranza delle sedi apostoliche (Roma, Ippona, Cartagine). La gerarchia non ha inventato il canone, ha messi uno stop quando la Riforma ha iniziato a togliere libri che erano stati letti per un millennio! Atto di potere...o di custodia, duqneu?
    Poi. Dici che la lex orandi documenta la pluralità, non l’uniformità. Vero. Ma la lex orandi non è mai stata una democrazia "dal basso" dove vince il libro più letto. Come dice òla stessa parola è frutto della preghiera della comunità in comunione con il suo Vescovo. E perché il Pastore di Erma è uscito e l’Apocalisse è rimasta? Non per una manovra politica, ma per un criterio di apostolicità. La Chiesa ha capito che, per quanto bello fosse Erma, non aveva la "frequenza" della testimonianza apostolica diretta. L'Apocalisse è rimasta perché, nonostante i dubbi orientali, la Chiesa universale vi ha riconosciuto lo sguardo profetico di Giovanni. La gerarchia qui non ha "deciso" in modo neutrale: è intervenuta esercitando un carisma di discernimento per evitare che la fede diventasse un buffet dove ognuno prende ciò che preferisce.

    Per quanto rigurada poi la pseudonimia e "Falsi": la questione del contenuto allora qua tocchi un tasto delicato: 2 Pietro e le Pastorali. Se applichiamo l'esegesi moderna, la firma di Pietro o Paolo è "incerta". Ma vedi, Bartolomeo, per un cattolico l'ispirazione non è legata alla... carta d'identità del copista!

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    1. Stefano, il tuo discorso sulla 'custodia' della gerarchia è affascinante, ma solleva una questione cruciale: la differenza tra uniformità istituzionale e la vera libertà dei figli di Dio.
      Quella che tu chiami 'anarchia dello Spirito', temendo che senza un perimetro gerarchico il giardino diventi incolto, è in realtà la dinamica centrale del Nuovo Testamento. Quando Paolo scrive in Galati 5:1 che 'Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi', non parla di un’anarchia caotica, ma di una liberazione radicale da ogni struttura umana che pretenda di porsi come mediatrice tra Dio e l'uomo. Il rischio di 'sporcarsi con le strutture umane' di cui parli è reale, ma la storia biblica insegna che quando la struttura diventa il filtro della Verità, finisce spesso per soffocarla.
      Il 'discernimento progressivo' di cui parli sembra più una blindatura a posteriori che una guida spirituale. Se la Verità avesse bisogno di una gerarchia per restare visibile, allora la Parola di Dio non sarebbe 'vivente ed efficace' (Ebrei 4:12) per forza propria, ma dipenderebbe dal 'notaio' di turno. Ma la Bibbia si auto-attesta: non è la Chiesa che dà autorità alla Scrittura, è la Scrittura che giudica e legittima (o meno) l'operato della Chiesa.
      L'unità che Gesù chiede non è un'uniformità dogmatica imposta dall'alto per evitare il 'buffet' delle opinioni, ma una comunione organica dove l'unico Capo è Cristo (Colossesi 1:18). Il 'sacerdozio universale' (1 Pietro 2:9) garantisce a ogni credente l'accesso diretto alla Verità tramite lo Spirito. Certo, questo comporta il rischio della pluralità, ma è un rischio che Dio ha accettato preferendo figli liberi a sudditi uniformati.
      In fondo, la gerarchia ha spesso confuso la 'custodia' con il 'possesso' della narrazione. Ma se la fede ha resistito per millenni, non è stato per la tenuta delle istituzioni (che sono cambiate, cadute e a volte corrotte), ma per la potenza intrinseca di quel 'Gesù della Scrittura' che continua a parlare direttamente al cuore di chi lo cerca, oltre ogni recinto e oltre ogni canone blindato a tavolino. La vera unità non ha bisogno di un perimetro politico per non evaporare: ha bisogno di rimanere innestata nella Vite, che è Cristo, non nell'ufficio che pretende di gestirla.

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    2. Caro Bartolomeo, il tuo è un inno alla libertà che tocca corde profondissime e che ogni cattolico dovrebbe sentire proprie, perché la "libertà dei figli di Dio" non è un accessorio, ma il cuore stessoel Vangelo. Tuttavia, proprio partendo dai testi che citi,credo ci sia un equivoco di fondo su cosa sia la "struttura" nella visione cattolica: per noi essa non è un filtro che soffoca la luce, ma la lanterna che permette alla fiammella di non spegnersi al primo colpo di vento. Quando citi Galati 5,1 dicendo che Cristo ci ha liberati da ogni struttura umana, emerge un'ironia sottile: Paolo deve scrivere una lettera , un atto di autorità e di dottrina , proprio per ristabilire quella libertà!Se la libertà fosse pura assenza di mediazione, Paolo non avrebbe dovuto correggere i Galati, ma lasciarli al loro "sentire" interiore; invece si adira perché si sono allontanati dal suo Vangelo, dimostrando che senza un perimetro di verità, la libertà non diventa volo, ma evaporazione....Questo ci porta al nodo della Scrittura: dici che essa si auto-attesta e giudica la Chiesa, ma storicmente la Bibbia non è arrivata con un indice dei contenuti. Chi ha deciso che la Lettera di Giacomo è Parola di Dio e il Vangelo di Tommaso no?Non è stata la Scrittura a deciderlo, perché essa non parla di se stessa come di un volume rilegato; è stata la comunità vivente, la Chiesa,che soto la guida dello Spirito ha riconosciuto la propria voce in quei testi. Dire che la Scrittura basta a se stessa ècome dire che una Costituzione si inerpreta da sola senza bisogno di una Corte Costituzionale: il risultato, lo vediamo oggi, sono migliaia di denominazioni che, con la stessa Bibbia in mano, dicono cose opposte su temi centrali, ferendo la credibilità del Vangelo stesso. Anche il "sacerdozio universale" che giustamente citi non si oppone alla gerarchia, ma ne ha bisogno: lo stesso Pietro che scrive quelle parole è colui a cui Gesù ha affidato il compito di confermare i fratelli. La gerarchia non è un possesso della narrazione, ma un servizio all'unità; serve a garantire che il mio "accesso diretto" allo Spirito non diventi un accesso diretto ai miei soli desideri o proiezioni personali.Dobbiamo certo rimanere innestati nella Vite, che è Cristo, ma Gesù è stato chiarissimo nel dirci che questo innesto passa per segni visibili e concreti, come l'Eucaristia e la comunione fraterna. Siamo esseri di carne e abbiamo bisogno di certezze: il Papa e i Vescovi non sono i padroni della Vite, ma i giardinieri incaricati dal Padrone affinché i tralci non si secchino separandosi dal tronco comune. In sintesi, Dio ha accettato il rischio della pluralità, ma la storia insegna che quando l'uomo si fa interprete unico della Parola, finisce spesso per creare un Dio a propria immagine. La gerarchia cattolica, pur con tutte le sue rughe millenarie, ha avuto il merito immenso di impedire che Gesù diventasse un mito filosofico, un santone gnostico o un mero rivoluzionario, mantenendolo intatto come il Figlio di Dio incarnato, morto e risorto. La Chiesa non posiede Gesù, è Gesù che possiede la Chiesa e, proprio per questo, io credo che le abbia dato una struttura che le permettesse di attraversare le tempeste della storia senza cambiare messaggio a ogni moda del secolo. Credi davvero che la potenza della Scrittura possa sopravvivere senza una comunità che la protegga da chi, ancora oggi, la usa per giustificare persino l'odio o la violenza?

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    3. Credente consapevole6 aprile 2026 alle ore 14:39

      Caro Stefano, la tua metafora della lanterna è suggestiva: protegge la fiammella dal vento. Ma il mio timore, guardando alla storia, è che a forza di ispessire il vetro per paura delle correnti, la lanterna sia diventata opaca, finendo per trattenere la luce all'interno invece di lasciarla illuminare il mondo.
      Dici bene: Paolo scrive ai Galati per ristabilire la libertà. Ma lo fa non evocando un 'ufficio' o una 'gerarchia' strutturata (che a quel tempo era ancora fluida e carismatica), bensì appellandosi all'Evangelo stesso. Paolo non dice: 'Ascoltatemi perché sono il guardiano autorizzato', ma 'Ascoltate la verità che avete ricevuto, che brilla di luce propria'. Il criterio di verità per Paolo non è l'istituzione, ma la fedeltà all'evento di Cristo.
      Sulla metafora della Corte Costituzionale: il rischio di mille interpretazioni diverse (il 'buffet' che temi) è reale, lo ammetto. Ma la soluzione cattolica di 'blindare' il senso tramite un magistero infallibile non ha forse prodotto un altro rischio? Quello di trasformare la Parola viva in un reperto archeologico di cui solo il 'notaio' ha le chiavi. Se la Scrittura ha bisogno di un interprete assoluto per non essere fraintesa, allora non è più la 'Lampada ai miei passi' di cui parla il Salmo, ma un libro sigillato che richiede una delega perenne.
      Tu dici che la Chiesa ha 'riconosciuto' la propria voce nei testi. Esatto: riconosciuto, non conferito autorità. Il riconoscimento è un atto di umiltà, non di possesso. La mia domanda allora è: se lo Spirito è stato capace di guidare i primi cristiani a riconoscere la Verità senza una struttura tridentina, perché oggi dovremmo pensare che quello stesso Spirito sia diventato così 'fragile' da aver bisogno di un apparato burocratico per non evaporare?
      Forse la vera unità non è l'uniformità garantita dal 'giardiniere' che pota tutto ciò che non rientra nel disegno predefinito, ma è quella foresta selvaggia e magnifica dove i tralci si intrecciano liberamente perché la linfa (lo Spirito) è così potente da non aver bisogno di tutori di ferro per scorrere. Non credi che la Chiesa sia più credibile quando si mostra come una comunità di 'viandanti della Parola' piuttosto che come una dogana della Verità?"

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  12. SEGUITO AL COMMENTO La differenza tra la 2 Pietro (forse scritta da un discepolo) e il Vangelo di Tommaso (gnostico) non sta nella datazione, ma nell'Ortodossia, nelal conformità alal retta dottrina insomma

    Infatti la 2 Pietro custodisce la fede degli Apostoli, mentrel Vangelo di Tommaso la sovverte, presentando un Gesù che disprezza la materia e il mondo creato!

    La Chiesa non ha escluso Tommaso perché era un "falso d'autore", ma perché era un "falso teologico". Se il criterio fosse solo la storicità cruda, dovremmo buttare via metà della letteratura antica...tra l'altro, no? Il canone seleziona ciò che è coerente con l'evento di Cristo, non ciò che ha la firma autenticata dal notaio.

    POi parli del circolo "vizioso" dell'autorità
    è l'autorità che definisce il canone che giustifica l'autorità. È un'osservazione acuta, ma dimentica un pezzo: l'Incarnazione. >Noi cioè la vediamo piu cosi: se Dio si è fatto uomo, ha accettato il rischio di sporcarsi con le strutture umane. La gerarchia non si è auto-proclamata; per noi è l'estensione STORICA della promessa di Gesù: "Io sarò con voi tutti i giorni". Non è un circolo chiuso, è una Relazione.
    L'unità non è "coesione interna" a una tradizione; è il tentativo (faticoso e a volte sporco, lo ammetto, ECCOME) di mantenere visibile un unico Corpo. Senza un perimetro, il giardino non è libero: è solo un terreno incolto dove la pianta più forte soffoca le altre....Insomma, tu ti chiedi : "Chi ha deciso che quella gerarchia avesse questa autorità?". La risposta cristiana cattolica è: Gesù, quando ha affidato le pecore a Pietro.Tu dici che le prime comunità erano teologicamente plurali e prive di centro. È vero, ma guarda com'è finita: quelle comunità plurali e senza centro (i Marcioniti, i Montanisti, gli Gnostici...) sono evaporate o finite in vicoli ciechi. Ciò che è rimasto è la chiesa cheha avuto il coraggio diciamodi darsi una regola, un canone e un'autorità.

    L'unità spirituale di cui parli è bellissima, ma senza un'unità istituzionale che la protegga, finisce per diventare l'opinione dell'ultimo che parla, a mio mo dodi vedere. La gerarchia non è il padrone della Parola, ma ne è la serva: serve a garantire che oggi, nel 2026, io e te possiamo ancora discutere sullo stesso Gesù, e non su mille versioni diverse nate dalla nostra fantasia.
    Vi sembra che questo "servizio" della gerarchia sia "un male" così necessario, o credi ancora che l'anarchia dello Spirito avrebbe gartantio più fedeltà al Vangelo?

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    1. Caro Stefano .
      Ammetto che il tuo ragionamento è ben costruito e interessante, soprattutto quando parli di “discernimento progressivo”. ... proprio qui sta il punto critico.

      Il fatto che ci sia stato pluralismo per secoli non dimostra automaticamente che poi l’esito finale sia stato un “discernimento guidato”, potrebbe anche essere — storicamente parlando — il risultato della prevalenza di una linea sulle altre. Dire che è stata la “Verità che si è sedimentata” è già una conclusione teologica, non un dato verificabile.

      Sul concilio di Concilio di Trento: è vero che ha formalizzato una prassi diffusa, ma è anche vero che è intervenuto in un momento di conflitto, quindi parlare solo di “custodia” e non anche di esercizio di autorità è riduttivo. Le due cose possono coesistere.

      Riguardo al canone: il criterio dell’“ortodossia” che citi è proprio il punto delicato, perché presuppone già un sistema dottrinale definito. Ma allora la domanda resta: cosa viene prima? Il canone che fonda la dottrina, o la dottrina che seleziona il canone? Il rischio di circolarità non è così facilmente superato.

      Anche sull’apostolicità: dire che un testo “ha la frequenza apostolica” è un’immagine efficace, ma storicamente complessa. Alcuni testi oggi nel canone (come 2 Pietro) sono discussi proprio su quel piano, mentre altri esclusi erano comunque molto diffusi nelle prime comunità.

      Infine sulla gerarchia: è vero che l’unità senza struttura può frammentarsi, ma il contrario non garantisce automaticamente la verità. Una struttura forte può anche preservare errori o incoerenze nel tempo. Quindi la questione non è solo “gerarchia sì o no”, ma se quella gerarchia sia sempre verificabile alla luce dei principi che dice di custodire.

      In altre parole: il problema non è negare il valore dell’ordine, ma evitare di identificare automaticamente l’ordine storico con la verità divina.

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    2. Ora, se torniamo alle Scritture, emerge un punto importante: l’autorità non viene mai presentata come garanzia automatica di verità.

      In Atti 17:11 si dice che i Bereani erano “più nobili” perché esaminavano ogni giorno le Scritture per verificare se le cose stavano davvero così. Questo significa che nemmeno l’insegnamento autorevole veniva accettato senza verifica.

      Anche Gesù in Matteo 23 critica duramente i capi religiosi del suo tempo: avevano una struttura, una gerarchia e un’autorità riconosciuta, ma questo non li rendeva automaticamente nel giusto. Il problema era proprio la mancanza di coerenza.

      Riguardo al canone e all’“ortodossia”: Galati 1:8 è molto chiaro — anche se qualcuno predicasse un vangelo diverso, sarebbe da rigettare. Ma questo implica che il criterio ultimo non è un’istituzione che decide, bensì la fedeltà al messaggio originale.

      Sulla gerarchia: è vero che serve ordine (1 Corinti 14:33, 40), ma Gesù ha anche detto che tra i suoi discepoli “chi vuole essere grande deve essere vostro servitore” (Matteo 20:25-27). Quindi l’autorità cristiana non è strutturata come un sistema che si auto-legittima, ma come qualcosa che deve continuamente dimostrare coerenza con i principi.

      In altre parole, le Scritture non mostrano una gerarchia che definisce la verità in modo unilaterale, ma una comunità in cui anche chi guida deve essere sempre verificabile alla luce della Parola. Senza questo, il rischio non è l’“anarchia dello spirito”, ma semplicemente sostituire la verità con l’autorità.

      È vero che già nei primi tempi le chiese avevano divergenze, ma guardando agli Atti e alle lettere degli apostoli, vediamo che non c’era una gerarchia centralizzata come oggi.

      Nel concilio di Gerusalemme (Atti 15), gli apostoli e gli anziani si riuniscono per discutere e guidare la comunità su una questione controversa (circoncisione e legge di Mosè). Notiamo però che la decisione nasce dal confronto, dall’ascolto e dalla guida dello Spirito Santo, non da un’autorità burocratica.

      Nel frattempo, le singole chiese erano autonome e spesso affrontavano pericoli e insegnamenti devianti (come evidenziano Galati 1:6-9 e 2 Pietro 2:1). Nonostante questo, la coerenza dottrinale si preservava principalmente grazie all’insegnamento degli apostoli e alla verifica reciproca tra comunità, non grazie a una gerarchia istituzionale.

      Questo dimostra che l’unità dei primi cristiani derivava dalla fedeltà alla Parola e alla comunione nello Spirito, non dal potere di una struttura centralizzata. La gerarchia può aiutare oggi, ma non era lo strumento usato dai primi cristiani per mantenere la coerenza della fede.

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    3. Ciao Stefano, il tuo intervento è molto lucido e tocca il cuore della visione ecclesiale: l'idea della Chiesa come 'serva' e 'custode'. Tuttavia, c'è un rischio in questo ragionamento: quello di rendere la Parola di Dio 'ostaggio' dell'istituzione.
      Se diciamo che la gerarchia ha il carisma di decidere cosa è verità, finiamo per creare quel circolo vizioso che menzionavi: la Bibbia è autorevole perché lo dice la Chiesa, e la Chiesa è autorevole perché lo dice la Bibbia. Ma Gesù spesso rimproverava i capi religiosi del suo tempo proprio perché 'annullavano la parola di Dio con la loro tradizione' (Marco 7:13). Questo dimostra che la gerarchia può sbagliare e che la Scrittura deve rimanere il metro di giudizio esterno e superiore alla Chiesa stessa.
      Inoltre, sulla pseudonimia (come per 2 Pietro): se accettiamo che un testo possa essere 'teologicamente vero' anche se 'storicamente falso' nella firma, non rischiamo di costruire la fede su fondamenta fragili? La forza del cristianesimo delle origini era la sua verità nuda e cruda. L'unità è fondamentale, ma non può essere barattata con l'uniformità imposta dall'alto. Forse l''anarchia dello Spirito' è solo il nome che diamo alla libertà dei figli di Dio di cercare la verità direttamente nella Sua Parola, senza intermediari che decidano per noi cosa deve piacerci dal 'buffet'?"

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  13. @bartolomeo infatti. La tua ricerca è la più onesta. Perché non pretenda ma evidenzia le ombre del percorso. @stefano Grieco ti ringrazio per l'arricchimento delle risposte ma come inizio a leggere si vede una difesa che va oltre e cerca di controllare la narrativa. La verità a mio avviso è che la bibbia dell'antico testamento è fatto per più di metà di leggende e miti, visto che due dei piu grandi esperti in termini di ricerca ed escavazione propria hanno scoperto che 1) non esiste un esodo degli ebrei e 2) gli ebrei e i cananei vivevano insieme da secoli in area terra promessa
    (Leggi The Bible unhearthed) Secondo i loro approfondimenti la bibbia l' ebraica è frutto di una costruzione a tavolino ai tempi del re gioia per costruire una unità nazionale sotto una unica fede.e cmq intorno al max al X secolo o addirittura fu costruita.post dopo il ritorno da babilonia nel Vi sec aev
    Se queste sono le basi della bibbia antica immagino che tutto il resto sia il risultato e il processo di una evoluzione .Gesù cerca di sviluppare e ci riesce una rivoluzione che porta la religione ad un altro livello. Ma deve essere elaborata e rimaneggiata la sua storia per creare un personaggio così potente da crederci per millenni. Gesù io sono certo che sia esistito.
    Non sarebbe arrivato a noi il nome di un uomo povero se non ci fossero elementi veri
    Ma esattamente come nel passato ebraico realtà e mito di fondono per creare la storia.... non è escluso che questo sia avvenuto post, considerando
    Che i testi evangelici sono molto tardivi e che sono stati selezionato solo i vangeli che piacevano di più per la narrazione

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    1. @Stilton mi pare tu voglia ripercorrere le stesse teorie di Biglino e soci. Tutto e´una cospirazione, e i cospiratori hanno scritto la storia che a loro e´piaciuta. Cancelli Dio stesso in un baleno e tutti coloro, scrittori biblici, profeti e via dicendo che sostenevano di essere stati ispirati da Dio stesso. Tutti disonesti. Lo stesso Gesu´Cristo e´un mito come molti storici sotengono. Le prove a conferma dell´esistenza di Gesu´sono a parte i vangeli, due parole di Giuseppe Flavio e basta. Non ci sono altre prove storiche. Seguendo il tuo ragionamento anche Giuseppe Flavio potrebbe aver mentito. Cosi come gli apostoli, i discepoli ed a cascata i primi cristiani che hanno creduto soltanto ad un mito. Creato ad arte da chi? Daqli Annunaki? Dagli ufo? O dai capi religiosi per ottenere potere sulle folle? Tu esci dalla caverna di Platone per entrare in una caverna molto piu´grande che ti sei costruito da solo. Fatta di cospirazioni e mancanza di fede. E´meglio che avere fede in Geova e suo figlio Gesu Cristo?

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    2. "Ciao Stilton, grazie per lo spunto. Il libro che citi è un pilastro dell'archeologia minimalista, ma è bene ricordare che nel mondo accademico il dibattito è ancora apertissimo. Molti studiosi ritengono che, pur essendoci stata una redazione importante ai tempi di Giosia, questa si basasse su memorie storiche autentiche e non su invenzioni.
      Per un credente, la Bibbia non è un freddo manuale di cronaca moderna, ma un racconto teologico: Dio usa la storia di un popolo reale (con le sue ombre e le sue commistioni con i Cananei, che la Bibbia stessa ammette) per rivelarsi. Anche sui Vangeli, la loro 'vicinanza' agli eventi è superiore a quasi ogni altro testo antico. La forza di Gesù non sta in un 'personaggio costruito', ma proprio nel fatto che la sua vita ha cambiato quella di testimoni oculari disposti a morire per ciò che avevano visto, non per un mito creato a tavolino."

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    3. @iefunne. No ti sbagli. Io biglino lo ho letto per curiosità. Ma ho sorriso all'idea degli elohim alieni.
      Biglino fa una analisi personale sebbene parta da una lettura testuale
      Nessun complottismo. Ma bisogna essere onesti.
      Se voi andate a leggere il libro proclamatori ne esce una storia, se scavate intorno e leggete di altri fatti reali (che sono ommessi o edulcorati nel libro proclamatori) ne esce una altra storia.
      Cosa voglio dire con questo.
      Non dobbiamo scordare che dietro i testi così come i movimenti che hanno portato a questa lettura della "verità" ci sono delle persone.
      Alcune di queste hanno mentito per salvare la realtà che avevano costruito.
      Nel caso antico.non si può negare che ci siano molte strane coincidenze..
      E sinceramente.per quanto mi sforzi non capisco ad esempio nella lettura delle profezie di Daniele come mai riesce a dare una perfetta lettura delle prima due beste (babilonia e medio persia) ma non riesce a prevedere con il nome Roma o la potenza angolo americana?
      Da una definizione che calza per tutti o nessuno
      La mia lettura per calcolo probabilistico è che è molto più facile che sia stata scritta postuma ma prima dell arrivo di Roma.
      Questo mi ricorda molto quanto avviene nei tempi moderni.
      Arriva una profezia, ma è nebbiosa....dopo gli eventi arriva la interpretazione che la calza a pennello.
      Con questo non voglio dire che si mentisse a prescindere, ma che la forte convinzione può eccome forzare la.mano. volete una prova?
      Tutte le profezie dei testimoni dal 1870 in poi.
      Nessuna calzava...ma post 1918.mi accorgo che un veneto importante.e significativo potrebbe essere perfetto per quello che proclamo da anni.
      Et.voila. arriva il regno del 1914
      Quindi non è malafede.ma.la.voglia di vedere un avvenimento o di leggere quello che non c'è mi forza la mano
      Questo.non significa che ci vedo un male..ma a volte ci si illude eccome

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    4. @credente anonimo . Rispetto tutto di quanto dici ma già per definizione il tuo nome dimostra che non puoi essere obbiettivo.
      Se sei credente accetti le falle della narrazione, accetti la importsnte redazione del testo passandoci sopra e non posso essere d'accordo.
      Qualunque redazione importante può trasformare un impiegato in Superman perciò non posso accettare questa affermazione.
      Per un motivo. Tu vieni da me e mi vendi "la verità".
      Nel mio mondo la verità è un fatto incontrovertibile, dimostrabile, verificabile.
      Il tuo testo per tua stessa ammissione.non lo è.e non potrai mai sapere quanto in %le.| Verità e quanto fantasia, auto illusione, propaganda.
      E.percio vale come il 2.di picche.
      Se un dio così intelligente.avesse voluto veicolare un messaggio chiaro potente incontrovertibile e dimostrabile non avrebbe sicuramente usato un testo scritto in mille modi e tempi diversi di cui conserviamo solo pezzetti
      Quando sento che qualche frammento è identico a testo che ci è arrivato rido3non perché non rispetto, ma per due motivi.
      1).i frammenti ci dicono che quella parte di testo non è cambiato, ma non ci dice che se il 0,05% del resto non è cambiato allora tutto il testo è vero
      2) anche se tutto il.testo.fosse identico ad un originale che non esiste cmq non dimostra che quanto è.scritto è vero.
      Al limite come detto posso trovare delle cose vere..
      Che potrebbero benissimo essere mischiate con fantasie o altro
      Rispetto chi ha fede ma diffido molto di chi mi vende la verità su questi temi perché già il fatto che ci sia un ampio dibattito dimostra che non vi e5 certezza.
      Quindi o dio ha fatto un immane casino nel fornire il più.importante messaggio che poteva salvare l'uomo. O semplicemente.questa è l'opera di tanti uomini che hanno evoluto un pensiero e che a sua volta ha evoluto la visione su un mondo ultraterreno.
      A mio avviso è chiarissimo.
      Dopo l'ebraismo canonico, Gesù arriva e rompe gli schemi, questo mette in crisi le classi di potere che lo uccidono. Gesù si dimostra meno forte del previsto, non ritorna nei tempi che i discepoli pensavano, e a questo punto ci si convince che il piano era diverso, non si vede nulla perché tutto è avvenuto in cielo.
      (Soluzione addottata anche dai milleriti nel 1800 dopo la grande delusione, anche dagli avventisti del settimo giorno e anche dagli studenti biblici)
      A quel punto si editano dei racconti dellea.vita del cristo.
      Guardate che tanta gente muore convinta per ideali meno eleganti e superiori di quelli del cristo.
      Questo non per offendere chi crede ma per farci ragionare sul fatto che uno non muore necessariamente per una verità ma perché crede in una idea
      La storia ne è piena

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    5. @Ringrazio tutti per questa trattazione/approfondimento sul canone, diverse cose nuove per me.

      @Stilton. Comprendo il tuo punto di vista, che non bollerei subito come eretico, il tuo è un pensiero molto simile al libro scritto da Vito Mancuso "Gesù e Cristo" in cui divide il personaggio storico da quello teologico, non negando nessuno dei due.
      Detto questo per quanto riguarda il vecchio testamento bisogna tener conto anche degli stili letterari, se è un libro storico, poetico o profetico.
      Per esempio pensate allo stile narrativo del Signore, chi direbbe che il Samaritano o Lazzaro erano personaggi reali? Era uno stile narrativo che il Signore usava per insegnare lezioni morali. Per fare un esempio nel vecchio testamento il libro di Giona se pur ispirato da Dio potrebbe essere di uno stile tipo parabola, usata per insegnare una lezione morale. Io penso che quello che noi prendiamo per un unico libro ispirato da Dio, e si ispirato, ma non va decontestualizzato dal periodo storico in cui fu scritto dallo stile letterario e culturale, altrimenti il rischio è appunto di pensare che si tratti di racconti impossibili o di miti fatti passare per racconti reali. Secondo me è necessaria una rilettura meno "talebana" del vecchio testamento è un po' più critica tenendo appunto conto del contesto storico e culturale. Andare oltre lo stile dei "racconti biblici" per i bambini è passare al "cibo solido", concentrarci più sulle lezioni etico/morali applicabili in ogni tempo e per ogni cultura. Perchè dovremmo dimostrare scientificamente che un uomo possa vivere nel ventre di un pesce per tre giorni? Si trattava di narrativa/parabola, il Signore stesso ci dice era un racconto con una morale riguardante la sua morte e risurrezzione.

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    6. Vorrei capire perchè avete così avversione per la tesi aliena degli Elohim, oggi non è più un tema di qualche squinternato col cappello di stagnola, perchè il Congresso USA si sta occupando degli UAP con le testimonianze affidabili di personale militare. UAP che sembrano sfidare le leggi fisiche a noi conosciute e vengono visti non solo otticamente ma anche dai sensori radar e FLIR dei moderni mezzi navali e aerei degli eserciti. Non sono tecnologia nostra, quindi...
      E perchè mai esisterebbero oggi queste interferenze aliene e in passato no?

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    7. Credente anonimo europeo5 aprile 2026 alle ore 12:05

      Ciao Tommaso, l'approccio del 'cibo solido' è stimolante, ma nasconde un’insidia logica: se il criterio per definire un racconto 'parabola' è l'impossibilità scientifica (come l’uomo nel pesce), allora dovremmo applicare lo stesso filtro a tutto il resto.
      Seguendo questo ragionamento, anche la Resurrezione di Cristo o la nascita verginale sono 'scientificamente impossibili' e potrebbero essere rilette come stili narrativi per insegnare concetti teologici. Tuttavia, il cristianesimo si fonda proprio sull'irruzione dell'impossibile nella Storia.
      Inoltre, c'è un punto testuale: Gesù nel Vangelo non cita Giona come una parabola (come fa con il Buon Samaritano), ma lo pone come 'segno' profetico della sua stessa morte e resurrezione fisica. Se il 'segno' (Giona) è solo un mito letterario, perché il 'compimento' (la Resurrezione) dovrebbe essere reale? Se togliamo la storicità alle fondamenta, il rischio è che tutto l'edificio diventi solo una bella filosofia morale, perdendo la sua natura di evento storico salvifico.

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    8. Credente anonimo europeo5 aprile 2026 alle ore 12:08

      Ciao Stilton, il tuo ragionamento sulla 'profezia postuma' e sulla fragilità dei testi è legittimo dal punto di vista dell'analisi storica pura, ma contiene un presupposto che merita una riflessione: l'idea che la Verità, per essere tale, debba essere un 'prodotto industriale' perfetto e privo di sfumature.
      Dici che se Dio fosse intelligente avrebbe usato un messaggio 'chiaro e incontrovertibile'. Ma se guardiamo la natura o la scienza, nulla è così. La realtà è complessa, stratificata e richiede uno sforzo per essere compresa. Perché la rivelazione dovrebbe essere diversa? Un messaggio 'magico' che si impone senza lasciare spazio al dubbio annullerebbe il libero arbitrio: saremmo costretti a credere, non sceglieremmo di farlo.
      Sulla storicità: tu dici che i discepoli hanno 'editato' i racconti dopo la delusione della morte di Gesù. Tuttavia, storicamente, è difficile spiegare come un gruppo di pescatori sconfitti abbia inventato una dottrina così rivoluzionaria da sfidare l'Impero Romano fino al martirio, basandosi su una 'bugia di ripiego'. La gente muore per un'ideale, vero, ma raramente muore per una menzogna che ha fabbricato a tavolino la sera prima.
      Il fatto che il testo ci sia arrivato in 'pezzetti' o che esistano varianti non ne annulla il valore: è proprio la prova che è un testo vivo, che ha attraversato la storia reale, non un falso costruito in laboratorio secoli dopo. La 'certezza' che cerchi tu è quella di un teorema matematico; ma la storia e le relazioni umane (anche quella con il divino) si basano sulla testimonianza. E una testimonianza è reale non quando è perfetta, ma quando è autentica nelle sue cicatrici."

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    9. Bereano consapevole e moderato5 aprile 2026 alle ore 12:17

      Ciao Dronf, il punto non è avere avversione per la 'tesi aliena', ma capire chi siano davvero queste entità che sfidano le leggi fisiche. La Bibbia non nega affatto l'esistenza di esseri non umani che interferiscono con la nostra realtà; al contrario, ne parla ampiamente, ma con nomi diversi.
      Quelli che oggi chiamiamo alieni o UAP, la Bibbia li definisce 'forze spirituali malvagie che sono nei luoghi celesti' (Efesini 6:12). Il fatto che i militari vedano oggetti che violano la fisica non sorprende chi crede: la Scrittura dice chiaramente che Satana e i suoi angeli hanno il potere di compiere 'segni e prodigi bugiardi' (2 Tessalonicesi 2:9) per sviare l'umanità.
      Perché oggi queste interferenze sono così forti? Biblicamente, siamo nel tempo in cui il 'principe dell'autorità dell'aria' (Efesini 2:2) sa di avere poco tempo. Non sono visitatori da un'altra galassia, ma entità dimensionali che si travestono da 'angeli di luce' o, in chiave moderna, da 'alieni evoluti' per sostituirsi a Dio nel cuore degli uomini.
      In sintesi: i fenomeni sono reali, ma l'interpretazione aliena è l'ennesimo inganno predetto dalle Scritture per farci guardare alle stelle in cerca di salvezza, anziché al Creatore.

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    10. @Credente anonimo europeo, vedo che non hai letto con attenzione, ho fatto differenza tra gli stili letterari, storico, poetico e contesto culturale. Lo stile di Giona e totalmente diverso dai vangeli, dove abbiamo testimonianze dirette e indirette, persone disposte a morire per la fede in Cristo, oltre a testimonianze extrabibliche.
      Riguardo al segno di Giona e cosa significa? Tra i profeti del vecchio testamento vi erano della "pantomime" cioè rappresentazioni simboliche di una realtà futura, erano segni che si adempirono certamente!
      Io non voglio togliere nulla alla storicità dei racconti, ma proporre una lettura più "matura" del testo nel complesso, riparare parti di un edificio che potrebbe crollare non significa far crollare tutto ma eattamente il contrario, rafforzarlo dove vi sono evidenti e innegabili crepe di interpretazione.

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    11. A mio parere se accettiamo l’idea che Dio sia onnipotente e agisca secondo leggi fisiche che vanno oltre la scienza da noi fino ad ora conosciuta, allora dovremmo anche accettare l’idea che Dio abbia tenuto in vita Giona nel ventre del pesce tre giorni e tre notti non vi pare? Certamente può non essere facile per una mente scettica assoggettarsi a questa idea. La Bibbia se ci pensate è piena di cose stranissime che noi uomini “moderni conformati al materialismo scientifico” fatichiamo ad accettare. Gesù fece cose assurde, guarì malati di lebbra, ridiede la vista ai ciechi e riportò in vita persone morte da più giorni. Era in grado gestire l’energia influendo sugli atomi che compongono il corpo umano rigenerando le cellule malate delle persone. Secondo me anche questa è scienza, anzi soprattutto questa! L’unico problema è la nostra ignoranza in ambito scientifico che ci spinge a chiamare queste manifestazioni di potenza, miracoli..

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    12. @JFK, non è questo il punto, io non dubito affatto della capacità di Dio di fare ciò che la fisica non può spiegare. Il punto è di capire che stile letterario è stato usato nella narrativa di Giona, ci sono credenti che la interpretano letteralmente altri come un racconto simbolico. Il problema di noi TdG e di prendere tutta alla lettera della Bibbia (tranne quelle parti che riteniamo simboliche).

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    13. "Quelli che oggi chiamiamo alieni o UAP, la Bibbia li definisce 'forze spirituali malvagie che sono nei luoghi celesti' (Efesini 6:12)."...

      "Bereano consapevole e moderato": allora queste "forze spirituali" utilizzano materiali metallici, e sono esperti di ingegneria aerospaziale, visto che è di questo che è stato rilevato in merito agli UAP.

      Poi mi spieghi anche che ci fanno tutti i composti del DNA, ma proprio tutti, distribuiti sugli asteroidi e anzi, che ci fanno 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra e tutte le cinque le basi azotate sull'asteroide Bennu.

      Le prove tangibili della panspermia uccidono il geocentrismo anche dal punto di vista biologico.

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    14. Ciao Sirio mi hai anticipato, il problema con gli UAP è che non sono visioni o
      manifestazioni spiritiche, ma tecnologia solida e materiali analizzati e studiati dalle più grandi compagnie tecnologiche: al Congresso davanti ai deputati, David Grusch, un ex funzionario dell’intelligence e veterano dell’aviazione Usa ha affermato che gli Stati Uniti sono in possesso di “astronavi aliene” e hanno rinvenuto “resti biologici non umani”. La sensata spiegazione fornita da Bereano Cons. che ringrazio, è rassicurante per certi versi, certo è più semplice dare la colpa a satana di tutte le cose che non quadrano, ma è da sempre stata una scappatoia per giustificare alcuni dubbi sulla dottrina watchtoweriana. Quello che non capisco è: perchè satana può far tutto mentre Dio no? Non ha senso.

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    15. Bereano consapevole e moderato6 aprile 2026 alle ore 14:24

      Ciao Sirio e Dronf, grazie per gli stimoli. Rispondo con piacere cercando di restare nel merito delle vostre osservazioni.
      @Sirio: Il punto che sollevi sulla "fisicità" (metalli, DNA sugli asteroidi, amminoacidi) è estremamente interessante e non invalida affatto la prospettiva biblica, anzi la amplia. Se accettiamo che queste entità siano "dimensionali", non dobbiamo commettere l'errore di pensarle come "fantasmi" evanescenti. La Bibbia descrive angeli che mangiano, toccano e interagiscono fisicamente con la materia. Il fatto che gli UAP mostrino una tecnologia solida o che la vita abbia componenti diffuse nel cosmo (panspermia) non esclude un'origine non umana e "celeste". Il mio punto è l'intento: se queste manifestazioni servono a spostare l'adorazione dal Creatore alla creatura (l'alieno salvatore), allora rientrano perfettamente nella strategia di seduzione spirituale descritta da Paolo. La "scienza" di queste entità potrebbe essere semplicemente una fisica che ancora non comprendiamo, usata però con scopi ingannevoli.
      @Dronf: Capisco bene il tuo timore che "dare la colpa a Satana" sembri una scorciatoia dogmatica. Non è mia intenzione chiudere il cervello, anzi. La domanda "perché Satana può e Dio no?" in realtà ha una risposta biblica: Dio può, ma ha scelto di non interferire con lo sviluppo fisico dell'uomo in modo coercitivo, rispettando le leggi che Egli stesso ha stabilito, finché non sarà il tempo di intervenire definitivamente. Satana, al contrario, agisce come un "abusivo" che usa segni e prodigi (anche tecnologici, se vogliamo) proprio per confondere le acque in questo tempo limitato. La mia non è una difesa della dottrina Watchtower a prescindere, ma un invito a non farci abbagliare dalla "materia" perdendo di vista il quadro spirituale. Se domani atterrasse un disco volante, la mia domanda non sarebbe "com'è fatto il motore?", ma "cosa mi sta chiedendo di credere questo essere?".
      Un saluto a entrambi, è sempre un piacere riflettere insieme.

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    16. Per Bereano consapevole e moderato

      Ti ringrazio anch'io per l'attenzione che hai rivolto alle mie osservazioni. Amplio in sintesi queste stesse osservazioni: tu insisti nel ricondurre fenomeni di un'eventuale coscienza esoterrestre alle fenomenologie degli essere soprannaturali descritti dalla Bibbia.
      Lo trovo un altro modo erroneo del tipico ragionamento di certe rigidità della scuola esegetica della WTS che, proprio in questi ultimi tempi ne stiamo vedendone la fallacità rimarcata dai cambiamenti repentini in corso promossi dallo stesso Schiavo. La Bibbia, è inevitabile, non contiene tutte le informazioni che il Creatore possiede, ed in più, essendo stata scritta da uomini, ne risente delle imperfezioni di questi.
      Con questo voglio dire, perchè mai Geova avrebbe dovuto rivelarci, come fosse un suo obbligo, l'esistenza di altre forme di vita su altri corpi celesti?
      Ridurre la questione di eventuali civiltà aliene ad una mera forma moderna di creature angeliche o demoniche, può pericolosamente porre la fratellanza che si rivendica del vero cristianesimo, ancora una volta in ritardo con il movimento storico delle scoperte umane. Tanto più che altre confessioni, a partire dalla chiesa cattolica, hanno da tempo cominciato a mettere le mani avanti nell'accettazione dell'eventuale conferma dell'ipotesi ET.
      Sul fatto poi di spostare il culto dal Creatore ad una specifica, neoscoperta creatura, ovvero una civiltà aliena tecnologicamente e culturalmente superiore, e come tale nuovo soggetto salvifico, è una concezione che non mi appartiene.



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    17. Bereano consapevole7 aprile 2026 alle ore 00:56

      Ciao Sirio, apprezzo molto il tuo invito a non restare 'in ritardo' rispetto al cammino della conoscenza umana. Hai ragione: la rigidità di certe interpretazioni della WTS ha spesso cercato di confinare l'opera del Creatore in schemi troppo stretti, che oggi mostrano inevitabilmente la loro fallacità.
      Tuttavia, proprio seguendo l'onestà intellettuale che ci prefiggiamo, dobbiamo anche riconoscere un dato di fatto: ad oggi, non abbiamo prove concrete dell'esistenza di civiltà extraterrestri. La Bibbia non ne parla, ma neanche la scienza ha ancora fornito una conferma definitiva. Come giustamente dici, Geova non ha l'obbligo di rivelarci tutto, ma è altrettanto vero che finora ha scelto di focalizzare la nostra attenzione sulla 'casa' che ci ha affidato.
      Questo non significa chiudere la porta all'ipotesi, ma mantenere quel sano equilibrio biblico che ci invita a non 'andare oltre ciò che è scritto' (1 Corinti 4:6) con speculazioni che rischierebbero di portarci fuori strada. Se un giorno la scienza dovesse confermare la vita oltre la Terra, la nostra fede nel Creatore non ne uscirebbe indebolita, ma arricchita da una nuova consapevolezza della Sua gloria (Salmo 19:1).
      Fino ad allora, il nostro compito rimane quello di testimoniare la verità che conosciamo, senza però la pretesa di possedere l'esclusiva su ogni segreto dell'universo. Essere 'consapevoli' significa proprio questo: restare aperti al nuovo con umiltà, senza però sostituire le certezze spirituali con ipotesi che, per quanto affascinanti, restano al momento non dimostrate.
      Ti ringrazio ancora per questo scambio: ci aiuta a mantenere la mente sveglia e il cuore ancorato alla realtà, sia essa biblica che scientifica.

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    18. "Semplicemente...NON LO SAPPIAMO!" ...(Cit. 😀)

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    19. Rispondendo con simpatia, Aasbai, VOI NON LO SAPETE!
      Grazie Bereano Cons. per le tue spiegazioni, chiudo dicendo che esiste una parte del Pentagono legata alle Chiese, che si sta opponendo con tutte le forze ai tentativi di de-secretazione dei documenti. I deputati che si stanno occupando di UAP, Anna Paulina Luna, e Tim Burchett avendo visionato files ad alto livello, han detto che la verità sugli UAP potrebbe sconvolgere il mondo e togliere il sonno a molte persone: si tratta di entità multidimensionali, cioè la realta che siamo abituati a vedere potrebbe essere molto più complessa: Burchett ha talmente paura di essere zittito da aver affermato pubblicamente di non aver alcun intento suicida, anche perchè un altro deputato che indaga, Eric Burlison, è stato minacciato di morte. Per questo motivo mi fido poco della semplificazione che è tutta opera di satana. Le religioni hanno il terrore che inizi una divulgazione ufficiale, con conseguente perdita di fedeli, e ritornando alla mia domanda iniziale, sarebbe da riconsiderare tutta la storia degli Elohim.

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    20. Bereano consapevole Testimone di Geova moderato europeo7 aprile 2026 alle ore 16:32

      Io conierei altri acronimi anzichè UAP
      1 - E.S.M. (Entità Spirituali Multidimensionali)
      2- M.A.L. (Manifestazioni Angeliche Liminali)
      3- O.G.M.S. (Oggetti Geneticamente Modificati dallo Spirito)
      Comunque sia, ottima analisi, DRONF. Il fatto che deputati come Burchett e Luna parlino di entità multidimensionali e di una verità che 'toglie il sonno' conferma che non siamo di fronte a semplici piloti di altri pianeti, ma a qualcosa che la Bibbia descrive da millenni.
      Se analizziamo, Bibbia alla mano, notiamo che i poteri attribuiti a questi 'alieni' coincidono perfettamente con quelli degli esseri spirituali:
      Sfidano le leggi fisiche: Proprio come gli UAP che accelerano istantaneamente o svaniscono, la Bibbia mostra angeli che appaiono in stanze chiuse (Atti 12:7) o si rendono visibili solo a chi vogliono loro (Numeri 22:23). Non è tecnologia aliena, è natura spirituale.
      Materializzazione e Ibridazione: In Genesi 6 si parla di entità (figli di Dio) che interagiscono fisicamente con l'umanità. Questo spiegherebbe perché molti testimoni oggi parlano di esperimenti genetici o rapimenti: è un copione antico che si ripete con un linguaggio moderno.
      Capacità di inganno: San Paolo avverte che queste entità possono apparire come 'angeli di luce' (2 Corinzi 11:14) e compiere 'segni e prodigi bugiardi' (2 Tessalonicesi 2:9). Il Pentagono ha paura perché si trova di fronte a forze che non può abbattere con i missili.
      In sintesi: il termine 'extraterrestre' è solo un'etichetta moderna. La Bibbia li definisce da sempre come abitanti dei 'luoghi celesti' (altre dimensioni) che interferiscono con la nostra realtà. Più che riconsiderare gli Elohim, dovremmo forse chiederci se questa 'divulgazione' non sia l'inizio di quel grande inganno spirituale di cui le Scritture ci hanno sempre messo in guardia.

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  14. @tutti. Intanto grazie. Mi scusa anche per la scrittura ma scrivo strada facendo da un cellulare perciò...digitazione orribile e mi scuso subito.
    Veniamo ai vari punti.
    Direi che capisco anche le varie sfumature e i ragionamenti e non sono qui per imporre la mia visione di insieme ma per dibattere al fine di migliorare ampliare e completare la mia comprensione.
    In primis vorrei ricordarvi che ho sempre applicato nella.mia vita i consigli del cristo. Per lui ho pianto, commosso dalla profonda dolcezza del sermone della.montagna elad.esempio.
    Cosa mi ha allontanato allora?
    Dapprima vedere la lotta tra settore e religioni per il primato per il controllo delle masse e delle risorse finanziarie.
    Credo che per un cristo che è morto parlando di amore di libertà di verità vedere i suoi seguaci combattere per il controllo il potere e i soldi (magari con il solo scopo di diffondere le loro idee ) sia una enorme.sconfitta.
    Vedete amore in un testimone che bussa alle porte delle persone per dire ehi apprezzo che ami il messaggio ma hai sbagliato tutto nella vita?
    C'è amore in una denominazione che ti bolla come eretico o apostata non perché non ami le persone il messaggio ma perché hai dubbi o non accetti di fare come ordinato dal corpo direttivo alla cieca.come.pretende?
    Aggiungo un altro aspetto.
    Il cristo ha sempre detto la VERITÀ!
    vi domando negli ultimi 100 anni la direzione dei testimoni di geova ha sempre detto la verità? O la ha nascosta a volte? O la ha edulcorata altre volte?
    Chi è in alto nelle gererchie sa bene che negli ultimi incontri in Norvegia gli avvocatiJW hanno anche mentito!
    Ma come hai fiducia in dio ma menti per cercare un vantaggio economico? Siamo messi così male?

    Poi per quanto riguarda il testo si possono fare tutte le considerazioni personali del caso. Io condivido la mia visione che non pretendo debba essere uno standard.
    Non pretendo che sia un teorema, ma obbiettivamente, ragiono da persona che gestisce del personale, e qualche azienda, quando devo affidare informazioni salvavita ....poco è.meglio, e la chiarezza è fondamentale!
    Ma dico 1500 pagine di cose spesso incomprese?
    Il libro apocalisse? Davvero serviva?
    Alla fine se ci pensate si poteva condensare tutto in pochi pochissimi punti. Poi potevo dare una sezione dicendo ecco alcuni esempi.

    Per quanto riguarda il discorso che fanno tanti, di vincere il mistero per dimostrare l'umiltà...in modo da seguire una guida che si autodefinisce lo schiavo (senzA nessuna reale pezza d'appoggio)
    Lo ripeto voi per consentire che tutte le persone meritevoli si salvino fareste un filmato semplice.chiaro e comprensibile o una serie TV da 400 puntate tipo beautiful?
    Con il rischio che qualche ottimo elemento si perda per strada a causa di qualche burocrate teologico o organizzativo?
    Mettiamo che.dovvismo darci un appuntamento con un dottore che vi può salvare la vita, vi do delle indicazioni criptiche sulla curra da intraprendere e sui tempi...o preferireste una chiara indicazione con tempi orari e posologia? Invece di tipo e antitipi?
    Vi invito a riflettere e lasciarmi.le vostre riflessioni
    Aggiungo per ultimo (così potete darmi del polemico)
    È ovvio che se dico dio è onni...(Qualsiasi cosa potenza sapienza etc)nulla gli e impossibile.
    E non ho mai dubitato che se c'è sicuramente può sistemare tutto.
    Da un punto di vista prettamente statistico, intervenire prima è meglio.
    Se dopo pochi anni da Adamo dio fosse intervenuto poche persone sarebbero morte. Invece rinviando di millenni non solo molte persone sono morte per cause naturali come catastrofi ma si sono via via impoverite.perche nella confusione del.messaggio si sono perse.
    Dolore frustrazione distrazione ci ha portato a cercare la immediata soddisfazione perché questa vita è breve ed è finita

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  15. Male anzi malissimo5 aprile 2026 alle ore 23:28

    Non mi addentro nella discussione sicuramente molto approfondita, sebbene a suo tempo io abbia studiato Storia del Cristianesimo all'Università, e leggendo il testo di Franzo Migliore, rimasi scioccato nello scoprire quanta incertezza esiste su molti libri o parti della Bibbia. Qualcuno ha scritto, ma se ci fossero stati dubbi sulla natura sovra umana di Cristo mica i cristiani sarebbero stati disposti a morire... eppure bisogna osservare i pattern e le similitudini nel comportamento umano... non è forse vero che per le altre religioni come Islam e Buddismo, tutto è partito da singoli uomini considerati speciali, contatto diretto col divino? e poi ci sono stati fedeli pronti a morire o che sono morti per quella fede? Veniamo ad un altra domanda spinosa, sono passati 2000 anni dalla morte di Cristo, senza che le profezie sulla fine si siano avverate, 2000 anni non fanno balenare a nessuno il sospetto che non fossero vere? Ricordiamoci che il 1914 è una data farlocca inventata

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    1. Cari Stilton e 'Male anzi malissimo', i vostri interventi toccano il nervo scoperto di chiunque cerchi Dio con onestà: il peso del silenzio e l’ingombro delle strutture.
      Stilton, capisco profondamente la tua frustrazione da 'gestore di risorse'. Se la salvezza fosse un manuale tecnico, 1500 pagine di metafore, visioni apocalittiche e genealogie sarebbero un fallimento comunicativo totale. Perché non un video di 5 minuti, chiaro e accessibile a tutti?
      Forse perché la Verità di cui parla il Cristo non è una nozione da imparare (la posologia di una cura), ma una relazione da vivere. Un manuale ti rende un esecutore; una storia complessa ti costringe a partecipare, a farti domande, a crescere. Il problema sorge quando qualcuno – che sia un 'Corpo Direttivo' o una gerarchia – trasforma quel mistero in un ufficio complicazioni affari semplici per esercitare potere. Quando si arriva a mentire in tribunale per difendere l'organizzazione, si sta servendo la 'lanterna' e si è già spenta la fiamma. Il Cristo non ha fondato un'azienda di informazioni salvavita, ma una via di libertà che purtroppo molti hanno recintato per farne un pedaggio.
      E qui mi collego a 'Male anzi malissimo': 2000 anni sono un’enormità. Se leggiamo le profezie come cronoprogrammi (come il 1914 o altre date 'farlocche'), il fallimento è evidente. Ma se la 'fine' di cui parla il Vangelo non fosse un evento cronologico, ma un ribaltamento di senso?
      Il rischio di morire per un’idea che poi si rivela umana esiste, è la storia delle religioni. Ma c'è una differenza tra morire per un'ideologia imposta e morire perché si è incontrata una Bellezza che rende questa vita, pur breve e tragica, finalmente sensata. Il 'ritardo' del ritorno di Cristo non è un errore di calcolo di Dio, ma forse lo spazio concesso alla nostra libertà.
      Siamo in un tempo in cui le 'burocrazie teologiche' stanno crollando sotto il peso delle loro stesse incoerenze. Forse è proprio in questo vuoto, lontano dai 'bugiardi di professione' e dai 'notai della fede', che si può ricominciare a sentire quella 'dolcezza del sermone della montagna' di cui parli, Stilton. Senza intermediari che pretendono di essere lo 'schiavo' di turno, ma solo come esseri umani che cercano di non perdersi nel buio.
      Non siete soli in questo dubbio: è proprio qui, dove la struttura fallisce, che inizia la vera ricerca.

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  16. Male anzi malissimo7 aprile 2026 alle ore 21:37

    @bereano moderato,sono d'accordo, con quanto da te scritto, aggiungo una mia piccola ricerca/riflessione fatta attraverso AI sulle derive escatologiche di molti movimenti religiosi.Nel corso della storia cristiana, le profezie evangeliche sulla fine sono state interpretate dalla Chiesa cattolica in modo prudente, distinguendo tra compimenti storici già avvenuti (come la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. a Tempio di Gerusalemme) e un compimento finale legato al ritorno di Gesù Cristo, senza mai autorizzare calcoli cronologici; tuttavia, nel tempo si sono sviluppate numerose correnti millenariste, spesso in contesti di crisi o trasformazione, come alcune interpretazioni medievali legate a figure quali Gioacchino da Fiore o fenomeni collettivi emersi durante eventi traumatici come la Peste nera, mentre in epoca moderna il fenomeno assume una forma particolarmente strutturata negli Stati Uniti dell’800, dove il clima religioso del Secondo Grande Risveglio favorisce la nascita di predicatori come William Miller, che tenta di calcolare la data della fine (1844), generando dopo il fallimento il cosiddetto “Grande Disappunto” e la successiva rielaborazione delle aspettative in nuovi movimenti; nello stesso ambiente emergono anche esperienze come il mormonismo fondato da Joseph Smith e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, fino all’opera di Charles Taze Russell e alla nascita degli Studenti Biblici, poi evoluti nei Testimoni di Geova, tutti caratterizzati da una forte attenzione escatologica e da tentativi di interpretare cronologicamente la storia; ciò che accomuna queste esperienze è anche il ripetersi di previsioni non realizzate, che raramente portano alla dissoluzione del gruppo ma più spesso vengono reinterpretate, spostate o spiritualizzate, un processo spiegabile anche sul piano psicologico attraverso meccanismi come la riduzione della dissonanza cognitiva, che spinge i credenti a riorganizzare le proprie convinzioni per mantenere coerenza interna, e sul piano sociale attraverso il rafforzamento dell’identità di gruppo, dove l’appartenenza diventa più importante della verifica dei fatti; dal punto di vista escatologico, l’attesa della fine introduce un senso di urgenza e di eccezionalità (“noi viviamo gli ultimi tempi”) che può rendere i membri più disponibili ad accettare interpretazioni autoritative e a sospendere il dubbio critico; proprio questa combinazione di attesa apocalittica, leadership interpretativa e dinamiche di gruppo può rendere tali sistemi insidiosi, perché le previsioni, anche quando falliscono, non indeboliscono necessariamente la struttura ma possono paradossalmente rafforzarla, alimentando cicli continui di reinterpretazione e dipendenza dall’autorità, con possibili conseguenze concrete sulle scelte di vita, sulla libertà individuale e sulla capacità di valutare in modo autonomo la realtà.

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