Ora segue una mia considerazione direi un po’ scioccante, che mette in discussione ciò che i cristiani in generale hanno creduto essere corretto negli ultimi 1926 anni. Con questo non voglio svalorizzare un corpo direttivo. Quando coloro che seguono un’organizzazione diventano una grande moltitudine, allora un corpo che dirige le attività potrebbe essere pure utile. Spero che quelli della Betel che leggono su questo sito i nostri ragionamenti, possano ponderare su questo mio intervento e possano applicare i cambiamenti necessari, così quando sarà il momento del ritorno di nostro Signore potranno essere pronti per essere scelti tra i fedeli per dirigere la grande folla attraverso la tribolazione che aspettiamo da quasi duemila anni. Questo come premessa.
Se si legge con attenzione la Bibbia, si può notare che oggi non ci sono veri unti. La porta per l’unzione è stata chiusa alla fine del primo secolo. L’apostolo Giovanni potrebbe essere stato l’ultimo degli ‘unti. Forse alcuni dei suoi discepoli erano proprio gli ultimissimi di questa classe, come Policarpo di Smirne, Papia di Ierapoli e forse Ignazio di Antiochia.
Quando ci saranno di nuovo dei veri unti sulla terra?
Per cominciare vediamo cosa dice Rivelazione 1:10: “Mi ritrovai per opera dello spirito nel giorno del Signore, e sentii dietro di me una voce potente come il suono di una tromba”. Qui vediamo che Giovanni si ritrovava ‘per opera dello spirito nel giorno del Signore’. Questo è un giorno ancora futuro. Quindi arrivando poi al capitolo 7 dal versetto 1 al 4 vediamo che l’adempimento di questo versetto e anche futuro. Leggiamo: “Dopo ciò vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento né sulla terra né sul mare né su alcun albero. 2 E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo dell’Iddio vivente. Ai quattro angeli ai quali era stato concesso di colpire la terra e il mare gridò a gran voce: 3 “Non colpite né la terra né il mare né gli alberi finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte degli schiavi del nostro Dio!” 4 E sentii il numero di quelli che ricevettero il sigillo, 144.000, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele:”.
Cosa significa questo? La risposta è semplice. Proprio all’inizio del giorno del Signore, saranno scelti gli unti rimanenti, che dovranno guidare tutto il vero popolo di Geova verso la fine di questo sistema di cose in adempimento di Zaccaria 8:23 e poi Rivelazione 7:9-17 (grande folla). Ma prima di scegliere gli unti rimanenti, immediatamente appena inizia il giorno del Signore, saranno risuscitati alla vita celeste quelli già morti prima della chiusura della porta dell’unzione. Questo si legge in Rivelazione 6:11: “A ciascuno di loro fu data una lunga veste bianca, e fu detto loro di riposare ancora un po’, finché non fosse completo il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi come loro.” Ma perché dico che la porta dell’unzione fu chiusa? Quindi durante tutta l’epoca passata dalla morte del l’ultimo apostolo fino ai nostri giorni non ci sono stati veri cristiani? Veri cristiani ce ne sono stati – pochi. Perché le zizzanie avevano praticamente ricoperto tutto il grano.
2 Deserto:
Unti non ce ne sono stati più. Dal decorso della storia cristiana questo è un fatto assai evidente. Infatti lo spirito santo è sempre stato attivo in qualche misura, altrimenti non si sarebbero conservate le Sacre Scritture fino ai nostri giorni. E poi Gesù aveva garantito ai suoi discepoli che, se due o tre persone si sarebbero radunate nel suo nome, lui sarebbe stato lì in mezzo a loro (Matteo 18:20). E io penso che durante tutti questi secoli Gesù non ha dovuto sostenere delle grandi congregazioni, perché i veri cristiani erano ben pochi!
Per spiegare perché la porta fu chiusa vediamo prima la scrittura di 1 Corinti 2: 9-10: “Ma come è scritto: “Le cose che nessun occhio ha visto, che nessun orecchio ha sentito e che non sono salite in cuore a nessun uomo sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano”.10 Infatti è a noi che Dio le ha rivelate per mezzo del suo spirito, perché lo spirito esamina tutte le cose, anche le cose profonde di Dio.” Poi sempre in 1 Corinti 2: 12, 13: “Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo spirito che proviene da Dio, affinché conosciamo le cose che Dio ci ha donato generosamente. 13 Di queste cose parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana ma con parole insegnate dallo spirito, spiegando concetti spirituali con parole spirituali.”
Qui l’apostolo Paolo ci diede una chiara spiegazione della differenza tra i cristiani unti di allora e i semplici uomini mondani, per ciò che riguarda la conoscenza della verità. Lui dice che Dio ha rivelato questo per mezzo del suo spirito (santo), ‘perché lo spirito esamina tutte le cose, anche le cose profonde di Dio’. Questo spirito fece capire le cose profonde di Dio. Non era lo spirito di sapienza del mondo, ma quello proveniente da Dio, perché Dio stesso voleva che quei primi cristiani capissero le cose profonde di Dio. Quindi la conoscenza di cui avevano bisogno veniva da Dio stesso tramite lo spirito d’unzione che avevano ricevuto. Poi più avanti fece un elenco dei doni di questo spirito includendo di nuovo la conoscenza.
Leggiamo 1 Corinti 12:4-11: “Ora, ci sono doni diversi, ma lo spirito è lo stesso; 5 ci sono ministeri diversi, ma il Signore è lo stesso; 6 e ci sono attività diverse, ma è lo stesso Dio che compie tutto in tutti. 7 La manifestazione dello spirito viene data a ciascuno per uno scopo utile. 8 A uno infatti, per mezzo dello spirito, viene data la capacità di parlare con sapienza; a un altro, secondo lo stesso spirito, la capacità di parlare con conoscenza; 9 a uno, mediante lo stesso spirito, la fede; a un altro, mediante quell’unico spirito, il dono delle guarigioni; 10 a uno il compiere opere potenti, a un altro il profetizzare, a un altro il distinguere le dichiarazioni ispirate, a un altro la varietà di lingue e a un altro ancora l’interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose le compie lo stesso identico spirito, che distribuisce tali doni a ciascuno individualmente come vuole.” Tutti questi bei doni cessarono in un futuro non molto lontano.
Leggiamo 1 Corinti 13: 8-10: “L’amore non viene mai meno. Ma quanto al dono della profezia, sarà eliminato; quanto al dono delle lingue, cesserà; quanto al dono della conoscenza, sarà eliminato. 9 Infatti abbiamo una conoscenza incompleta e profetizziamo in modo incompleto,10 ma quando verrà ciò che è completo, ciò che è incompleto sarà eliminato.” La conoscenza era un dono dello spirito santo che mediante l’unzione lavorava dentro i cristiani unti di allora. Questo sarebbe stato eliminato come profetizzato da Paolo. Lui dice che ‘quando sarebbe arrivato ciò che è completo, ciò che è incompleto sarebbe stato eliminato’. ‘Ciò che è completo’ era arrivato con la Rivelazione di Giovanni insieme alle sue ultime tre lettere. Allora la conoscenza necessaria per quel tempo era stata completata. Ecco il canone biblico concluso. Allora se quel spirito fu ritirato da parte di Geova non vi erano problemi, perché era tutto al completo.
3 Deserto: Così la conoscenza miracolosa era terminata con la morte dell’ultimo apostolo Giovanni.
Però doveva ancora svilupparsi l’uomo dell’illegalità o l’anticristo. Ma se il canone era completo, allora non ci doveva essere una deviazione dalla verità. Ma ci fu grazie a colui che aveva seminato le zizzanie, il Diavolo (leggi Matteo 13:24-30; 36-40).
Parlando poi sul giorno del Signore l’apostolo Paolo diede un’ulteriore spiegazione riguardante il periodo dove lo spirito santo avrebbe smesso di agire dentro i cristiani in maniera miracolosa. Leggiamo 2 Tessalonicesi 2: 3-12: “Non fatevi sviare da nessuno, in nessun modo, perché esso non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione. 4 Questi si pone come nemico e si esalta al di sopra di chiunque sia definito dio o sia oggetto di adorazione; si insedia così nel tempio di Dio, mostrando pubblicamente di essere un dio. 5 Non ricordate che vi dicevo queste cose quando ero ancora con voi? 6 E ora sapete che cosa fa da freno, così che lui sarà rivelato soltanto al tempo stabilito. 7 Infatti il mistero di questa illegalità è già all’opera, ma rimarrà tale solo finché non verrà tolto di mezzo chi adesso fa da freno. 8 Allora colui che pratica l’illegalità sarà rivelato, e il Signore Gesù lo distruggerà con lo spirito della sua bocca e lo ridurrà a nulla mediante la manifestazione della sua presenza. 9 La presenza di colui che pratica l’illegalità è dovuta all’azione di Satana, accompagnata da ogni opera potente, da segni e prodigi menzogneri 10 e da ogni ingiusto inganno ai danni di quelli che vanno verso la distruzione per non aver accettato e amato la verità così da essere salvati.11 Per questo motivo Dio permette che siano sviati da un’influenza ingannatrice che li induca a credere alla menzogna,12 affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno provato piacere nell’ingiustizia.”
Parlando poi sul giorno del Signore l’apostolo Paolo diede un’ulteriore spiegazione riguardante il periodo dove lo spirito santo avrebbe smesso di agire dentro i cristiani in maniera miracolosa. Leggiamo 2 Tessalonicesi 2: 3-12: “Non fatevi sviare da nessuno, in nessun modo, perché esso non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione. 4 Questi si pone come nemico e si esalta al di sopra di chiunque sia definito dio o sia oggetto di adorazione; si insedia così nel tempio di Dio, mostrando pubblicamente di essere un dio. 5 Non ricordate che vi dicevo queste cose quando ero ancora con voi? 6 E ora sapete che cosa fa da freno, così che lui sarà rivelato soltanto al tempo stabilito. 7 Infatti il mistero di questa illegalità è già all’opera, ma rimarrà tale solo finché non verrà tolto di mezzo chi adesso fa da freno. 8 Allora colui che pratica l’illegalità sarà rivelato, e il Signore Gesù lo distruggerà con lo spirito della sua bocca e lo ridurrà a nulla mediante la manifestazione della sua presenza. 9 La presenza di colui che pratica l’illegalità è dovuta all’azione di Satana, accompagnata da ogni opera potente, da segni e prodigi menzogneri 10 e da ogni ingiusto inganno ai danni di quelli che vanno verso la distruzione per non aver accettato e amato la verità così da essere salvati.11 Per questo motivo Dio permette che siano sviati da un’influenza ingannatrice che li induca a credere alla menzogna,12 affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno provato piacere nell’ingiustizia.”
Avete notato che Paolo parla per ben due volte di un freno? Cos’è questo freno? Come abbiamo visto sopra, era lo spirito santo che agiva in maniera miracolosa dentro coloro che l’avevano ricevuto, per avere conoscenza ed altro. Questo era il freno che sarebbe stato tolto. Infatti dopo la chiusura della porta dell’unzione, i cristiani non ebbero più quella conoscenza. Loro deviarono dalla verità per la causa ‘dovuta all’azione di Satana’: ecco il seminatore delle zizzanie. Che questo spirito o freno sarebbe stato eliminato c’è lo fa capire anche l’apostolo Giovanni in 1 Giovanni 2:18: “Figli miei, è l’ultima ora e, proprio come avete udito che deve venire l’anticristo, sono già comparsi molti anticristi. È da questo che capiamo che è l’ultima ora.” Cosa intendeva l’apostolo con l’espressione ‘l’ultima ora’? Era l’ultima ora in quanto lo spirito santo avrebbe smesso di fungere da freno, cosi che quei anticristi si sarebbero potuti espandere come una cancrena.
4 Deserto:
Ed è proprio quello che è accaduto fino ai nostri giorni. Quella unzione sarebbe finita, quindi non ci sarebbero più stati degli unti a frenare con lo spirito santo che era dentro di loro. Vediamo pure il versetto 20 dello stesso capitolo: “Voi, comunque, avete un’unzione da colui che è santo, e avete tutti conoscenza.” L’unzione l’avevano da ‘colui che è santo’ e tramite questa unzione avevano tutti conoscenza. Ma questa conoscenza sarebbe terminata senza quella unzione proveniente da Geova.
Vediamo ora sempre in 1 Giovanni 2: 26, 27: “Vi scrivo queste cose in merito a quelli che cercano di sviarvi. 27 Per quanto riguarda voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi, perciò non avete bisogno che qualcuno vi insegni: è l’unzione che viene da lui a insegnarvi ogni cosa, ed è vera e non mente. Proprio come essa vi ha insegnato, rimanete uniti a lui.” Cosa vediamo da questa dichiarazione? È evidente che l’unzione che avevano ricevuto, permetteva loro di capire ogni cosa sulla verità. Non avevano bisogno che qualcun altro desse loro delle spiegazioni esegetiche sulla verità. Questi avevano la facoltà di capire tutto attorno al Cristo e al futuro con molta facilità tramite lo spirito d’unzione che era attivo in loro; appunto in maniera miracolosa.
E oggi, dov’è questa conoscenza? Dov’è quello spirito che insegna ogni cosa senza che qualcuno deve insegnare? Chi ha questa facoltà? Il corpo direttivo dei Testimoni di Geova non ha questo spirito d’unzione, altrimenti avrebbero capito a volo e senza cambiare dottrina ogni qual po’. Io questo spirito d’unzione non lo vedo da nessuna parte. Per me questo è un’ulteriore prova che il giorno del Signore è ancora futuro. Appena inizierà quel giorno, vedremo con molta chiarezza chi saranno i veri unti. Allora potremmo afferrarli saldamente per le vesti vedendoli come i veri giudei e dire: “Vogliamo venire con voi. Perché abbiamo udito che Dio è con voi” (Zaccaria 8:23; Rivelazione 2:9; 3:9).
Sintesi da Intelligenza Artificiale
Ecco un’analisi dettagliata del percorso logico che porta l'autore ("Deserto") alla sua conclusione:
1. La critica alla situazione attuale (Il problema degli "Unti")
L'autore parte da un’osservazione pratica: nelle congregazioni dei Testimoni di Geova il numero di persone che professano di essere "unti" (che consumano gli emblemi alla Commemorazione) è in costante aumento.
- Contraddizione: Questo smentisce la vecchia dottrina secondo cui l'unzione si sarebbe conclusa nel 1935.
- Giudizio: L'autore ritiene che la spiegazione della Watchtower (ovvero che molti di questi nuovi unti siano "malati mentali") sia un segno di degenerazione della dottrina ufficiale.
2. La tesi della "Porta Chiusa" (Fine del I Secolo)
Deserto sostiene che l'unzione non sia un processo continuo nei secoli, ma che si sia interrotta bruscamente.
- Il limite temporale: L’unzione sarebbe terminata con la morte dell'apostolo Giovanni e dei suoi discepoli diretti (come Policarpo).
- La prova dei "Doni": Si rifà a 1 Corinti 13:8-10, dove Paolo afferma che i doni miracolosi (profezia, lingue e la "conoscenza" speciale data dallo spirito) sarebbero stati eliminati.
- Il "Completo": Secondo l'autore, "ciò che è completo" di cui parla Paolo è il Canone Biblico. Una volta terminata la stesura della Bibbia (con l'Apocalisse di Giovanni), lo spirito santo per rivelare verità profonde non era più necessario e l'unzione è stata ritirata.
3. Il vuoto storico (Zizzania vs Grano)
Per spiegare i quasi 2000 anni trascorsi senza unti, l'autore sostiene che:
- Non ci sono stati veri unti, ma solo "pochi veri cristiani" circondati dalla "zizzania" (la cristianità apostata).
- Gesù è stato presente solo in piccoli gruppi (Matteo 18:20), ma senza la guida di una classe di unti o di un'organizzazione complessa.
4. La riapertura futura (Il Giorno del Signore)
La conclusione centrale è che l'elezione degli unti rimanenti (per arrivare al numero di 144.000) è un evento esclusivamente futuro:
- Rivelazione 1:10 e 7:1-4: L'autore interpreta il "Giorno del Signore" come un periodo ancora da venire. Solo all'inizio di quel tempo gli angeli "sigilleranno" i veri unti sulla terra.
- La funzione: Questi nuovi unti non servono oggi, ma serviranno in futuro per guidare la "grande folla" attraverso la tribolazione.
In sintesi: lo schema logico
- I secolo: L'unzione inizia e finisce con il completamento della Bibbia.
- Evo intermedio (oggi incluso): Nessun vero unto sulla terra; la conoscenza è affidata solo alla Bibbia completa, non a nuove ispirazioni.
- Futuro prossimo: Dio sceglierà nuovi unti ("rimanenti") per guidare il popolo durante la fine del sistema di cose.
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Per avere una pluralità di idee e ricerche bibliche , che possono portare punti di vista diversi su alcune sfumature dottrinali interpretative, ho creato una nuova Serie : Interventi biblici dai lettori. Questo mi è stato inviato da Deserto ma per chi non vuole leggersi tutto il contenuto alla fine vi è una sintesi fatta da Intelligenza Artificiale sul post. Deserto ti chiedo di controllare la sintesi se è corretta.
RispondiEliminaGrazie
Deserto: Gentile Mission, con questa ti confermo che la sintesi è corretta. Grazie
EliminaOra analizziamo le lacune di questa tesi di Deserto :
RispondiEliminaAnalizzando le argomentazioni di "Deserto", emergono diverse lacune logiche, esegetiche e storiche. Ecco i punti principali dove il suo ragionamento risulta debole o contraddittorio:
1. Contraddizione sulla "Conoscenza Completa"
L'autore cita 1 Corinti 13:8-10 per dire che la "conoscenza" (come dono miracoloso) è cessata con il completamento del canone biblico (fine del I secolo).
La lacuna: Se la conoscenza miracolosa è cessata perché "è arrivato ciò che è completo" (la Bibbia), allora nella Parte 4 non può pretendere che i veri unti debbano avere una "conoscenza miracolosa" che insegna loro ogni cosa "al volo". Se il dono è cessato, non può essere usato come metro di paragone per giudicare gli unti odierni.
2. Interpretazione forzata di 1 Giovanni 2:20, 27
Deserto interpreta l'espressione "non avete bisogno che qualcuno vi insegni" come una sorta di onniscienza infusa o infallibilità immediata.
La lacuna: Il contesto di Giovanni riguardava l'identificazione dell'Anticristo (gli apostati del tempo). Giovanni non intendeva che i cristiani non avessero bisogno di studio, riflessione o guida (egli stesso stava scrivendo per insegnare loro!), ma che lo spirito permetteva di distinguere le verità fondamentali di base dal falso. L'idea di un'onniscienza "al volo" non trova riscontro nemmeno negli apostoli (si veda la disputa tra Paolo e Pietro o il concilio di Gerusalemme in Atti 15, che richiese discussione, non fu un'illuminazione istantanea).
3. Il paradosso del "Giorno del Signore"
L'autore sposta tutta l'identificazione degli unti a un futuro "Giorno del Signore" (Rivelazione 1:10).
La lacuna: Se per quasi 2000 anni non ci sono stati unti (perché la porta era chiusa), come si arriva al numero di 144.000? Se la porta si è chiusa nel I secolo e si riapre solo nel futuro, il numero totale dei fedeli sarebbe composto quasi interamente da cristiani del I secolo e da quelli dell'ultimissima generazione, lasciando un vuoto totale di diciannove secoli. Questo rende il concetto di "corpo di Cristo" storicamente inesistente per la quasi totalità della storia umana.
4. Uso selettivo di Zaccaria 8:23
L'autore usa questo versetto per dire che vedremo con "molta chiarezza" i veri unti in futuro.
La lacuna: Zaccaria parla di "dieci uomini" che afferrano il lembo della veste di "un Giudeo". Applicare questo solo a un futuro miracoloso ignora che, storicamente, molti commentatori (inclusi i Testimoni di Geova stessi) vedono in questo un processo di riconoscimento spirituale basato sui frutti, non necessariamente su segni soprannaturali o poteri magici.
5. L'autorità di "Deserto" stesso
L'autore critica il Corpo Direttivo perché cambia dottrine e non ha "conoscenza miracolosa".
La lacuna: Egli stesso propone una "disamina scioccante" che mette in discussione 1900 anni di fede. Se, come dice lui, lo spirito d'unzione non è attivo oggi e non c'è conoscenza miracolosa, su quale autorità poggia la sua interpretazione? Se lui non è un unto (secondo la sua stessa teoria), la sua spiegazione è solo "sapienza umana", la stessa che lui critica negli altri.
6. Il silenzio della Bibbia sulla "Riapertura"
La Bibbia parla di un suggellamento finale (Rivelazione 7), ma non menziona mai una "chiusura" dell'unzione nel I secolo seguita da una "riapertura" millenni dopo.
La lacuna: Questa è un'ipotesi puramente speculativa dell'autore. La Bibbia presenta l'unzione come un processo legato all'era cristiana fino al ritorno di Cristo, senza interruzioni documentate.
1 Deserto: Gentile Bereano consapevole e moderato europeo, come primo vorrei ringraziarti della tua interessante analisi. Ora però vorrei risponderti sui punti che hai trovato lacunosi.
Elimina1 = La conoscenza miracolosa è legata alla parola ispirata. Quando tutto è finito, cioè i miracoli dello spirito santo, allora era completato ciò che necessitava per i veri cristiani ( non per forza unti) nei prossimi secoli. La conoscenza per ispirazione era miracolosa e chi leggeva gli scritti ispirati non aveva bisogno che qualcuno li spiegasse il significato, come dice bene la scrittura di 1 Giovanni 2: 20 e poi 26-27. Si, vi era un problema di ‘anticristi’, per questo l’apostolo aveva dato questo consiglio, affinché i veri unti si fidassero dello spirito che agiva in loro. Quando loro leggevano tutto ciò che era accettato dalla congregazione come ispirato, allora diveniva tutto chiaro. Non dovevano farsi imbambolare da delle filosofie neoplatoniche e dai gruppi dissidenti come i Nicolaiti, Valentiniani o i Docetisti che erano apparsi come dei funghi invasivi e cercavano di sovvertire gli eletti. Questo non vuol dire che non dovevano fare degli sforzi o concentrarsi quando leggevano. Vedi, per esempio, cosa dice Pietro nella sua seconda lettera, capitolo 3: 15, 16: “Inoltre considerate la pazienza del nostro Signore come salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto secondo la sapienza che gli è stata data.16 Lui vi ha parlato di queste cose come fa in tutte le sue lettere. In esse, comunque, ci sono alcune cose difficili da capire, che gli ignoranti e gli instabili distorcono, come fanno anche con il resto delle Scritture, causando la loro stessa distruzione.” È chiaro che dovevano concentrarsi per capire e tra questi c’erano ‘gli instabili che distorcevano’, perché andavano contro l’azione dello spirito santo in loro. Erano le prime zizzanie che aveva piantato il Diavolo, ed essendo delle persone che non si attenevano del tutto alla scrittura ispirata, si lasciavano andare alla deriva. Ed è qui che ho risposto sul tuo punto 2, non si tratta infatti di “un’onniscienza al volo”, ma come appena spiegato di uno sforzo con applicazione dello spirito che agiva in loro.
3 = Su questa riflessione devo dire che nessuno sa quanti veri unti c’erano nel primo secolo e quanti ce ne saranno in futuro. Quindi sarà tutto da scoprire. Il corpo di Cristo non è stato completato nel primo secolo; questo è evidente se leggiamo con attenzione Rivelazione 7:1-3: “Dopo ciò vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento né sulla terra né sul mare né su alcun albero.1 E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo dell’Iddio vivente. Ai quattro angeli ai quali era stato concesso di colpire la terra e il mare gridò a gran voce: 3 “Non colpite né la terra né il mare né gli alberi finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte degli schiavi del nostro Dio!” Il giorno del Signore è futuro. E quando l’apostolo Giovanni ebbe quella visione era per il futuro e non per il suo tempo (Rivelazione 1:10). Nel suo tempo la raccolta degli unti non era terminata ma era stata messa in modalità di attesa.
4 = Qui nessuno parla di ‘poteri magici’, bensì di una profezia non ancora adempiutasi. Quando sarà il momento, i veri adoratori di Dio sapranno chi sono coloro a cui aggrapparsi.
2 Deserto:
Elimina5 = Su questo pensiero hai ragione. Io non sono unto con lo spirito santo. Sono semplicemente uno che si appoggia sulla scrittura ispirata. Quando apro le pagine della Bibbia allora automaticamente e come se stesse parlando lo spirito santo. Questo perché tutto ciò che è scritto lì dentro fu dettato da Dio o Cristo tramite lo spirito santo. Per il momento non vie è necessità che lo spirito scenda ed ispiri. E tutto scritto in quel libro chiamato Bibbia. Chiaro, dobbiamo sempre chiedere aiuto a Geova per farci capire. Leggiamo Daniele 2:21: “Egli cambia i tempi e le stagioni, rimuove i re e insedia i re, concede sapienza ai saggi, dà conoscenza a chi ha discernimento.”
6 = Per avere una risposta su questa riflessione, dovresti rileggere ciò che ho scritto. In 2 Tessalonicesi 2:3-12 Paolo spiega molto bene questo ritiro dello spirito d’unzione come un allentamento del freno che all’epoca agiva da controzizzanie.
Caro Deserto,
Eliminati ringrazio per la celerità e la cortesia della tua risposta. Apprezzo lo sforzo di dettagliare la tua posizione; tuttavia, analizzando le tue contro-deduzioni con la lente della logica e della coerenza scritturale, emergono delle aporie (contraddizioni insanabili) che meriterebbero un supplemento di umiltà esegetica da parte di tutti noi.
Permettimi di sottoporti tre brevi punti di riflessione:
1. Il cortocircuito della "Conoscenza"
Tu affermi che la conoscenza miracolosa è cessata con il canone, ma poi usi 1 Giovanni 2 per dire che chi leggeva non aveva bisogno di spiegazioni perché "lo spirito agiva in loro". Qui c’è un nodo logico: se lo spirito operava quella chiarezza immediata, quella era un'azione miracolosa. Se oggi, come dici al punto 5, "non vi è necessità che lo spirito scenda e ispiri", ne consegue che la tua interpretazione di oggi non gode di quella stessa assistenza che avevano i primi cristiani. Quindi, caro Deserto, la tua "disamina scioccante" poggia sulla tua sola capacità intellettuale. Se affermi che la Bibbia "parla da sola", come spieghi che migliaia di studiosi sinceri, leggendo le stesse pagine, non arrivano alle tue stesse conclusioni "future"? Affermare che la tua lettura sia l'unica corretta senza un'attestazione dello spirito (che tu stesso dici essere inattivo) non è forse porsi su un piedistallo di auto-autorità?
2. Il "Silenzio" di diciannove secoli
Riguardo al punto 3, la tua spiegazione sulla "modalità attesa" del suggellamento (Rivelazione 7) è un'ipotesi suggestiva, ma resta un'argomentazione e silentio. La Bibbia non dice mai che il processo di unzione si sarebbe interrotto per 1900 anni per poi ripartire. Dire "sarà tutto da scoprire" è un modo onesto per ammettere che la tua tesi manca di prove storiche e scritturali dirette. Se il corpo di Cristo è rimasto "vuoto" per millenni, la promessa di Gesù "io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del sistema di cose" (Matteo 28:20) risulterebbe svuotata di senso per decine di generazioni di cristiani.
3. L'Autorità del "Lettore"
Al punto 5 ammetti con onestà di non essere unto e di non avere ispirazione. Questo ti fa onore. Tuttavia, dicendo che quando apri la Bibbia "è come se parlasse lo spirito", compi un salto logico rischioso. Se lo spirito non ispira più, quello che senti è la tua comprensione della Parola, che è umana, fallibile e condizionata. Criticare il "Corpo Direttivo" per i cambiamenti dottrinali (frutto di ricerca umana) e poi proporre una teoria totalmente nuova basata sulla propria ricerca umana, crea un paradosso: perché dovremmo sostituire una "sapienza umana" collegiale con una "sapienza umana" individuale?
Caro amico, la vera umiltà del Bereano sta nel riconoscere che, se "lo spirito non scende più", siamo tutti viandanti che cercano di capire, e nessuno di noi ha la chiave per dichiarare "chiuse" o "aperte" porte che solo il Signore può gestire.
Con stima e desiderio di ricerca comune,
Bereano europeo
1 Deserto: No, caro Bereano europeo, io non pretendo, come fa la Watchtower, die avere la verità indiscutibile. Neanche di essere direttamente guidato dallo spirito santo. Lo spirito sta chiuso nelle Bibbia. Appena la apri, quello spirito agisce nella mente. Poi ci possiamo avvalere della preghiera per ricevere aiuto da parte di Geova. Ciò che io faccio non è altro che una esegesi, che può essere contestata. Ma prego di contestare con delle chiare “controscritture”. Io non pretendo nulla. Quando fu scritta la prima lettera di Giovanni (ca. 98 E.V.), lo spirito d’unzione era ancora attivo per poco tempo. Lo sviluppo che fece la congregazione dopo la sua morte e storicamente evidente. Ci fu un progressivo e rapido allontanamento dalla verità. Prove storiche ce ne sono a bizzeffe; sia nella storia ecclesiastica che in quella secolare. Leggiti i padri apostolici come Ireneo di Lione fino ad arrivare a Eusebio di Cesarea e vedrai che sviluppo si ebbe all’interno della comunità cristiana, come quello di adorare Gesù Cristo con tutti i costrutti trinitari. Non ho mai affermato che la mia lettura sia l’unica corretta. Io mi attengo alla sola scriptura, quello che fanno gli altri non lo so.
EliminaQuello del suggellamento di Rivelazione 7 non è una mia ipotesi suggestiva, sta scritto nero su bianco nella Bibbia. Che la Bibbia non dica che ci sarebbe stato un’interruzione del processo d’unzione e vero. La Bibbia non lo dice chiaro. Ma secondo le scritture da me citate e ricitate (ti prego di rileggere con più tempo), era chiaro che questo sarebbe successo. Allora come ti spieghi le zizzanie che sembrano soffocare il grano fino ai nostri giorni. Se lo spirito d’unzione sarebbe ancora attivo fino ad oggi, in base a ciò che disse Giovanni in 1 Giovanni 2:20 e poi 26-27, come sarebbe stato possibile un tale allontanamento dalla genuina verità predicata sia da Cristo che poi dagli apostoli ed altri? Come te la spieghi la confusione che governa gli odierni cristiani? Quello spirito fu ritirato subito dopo la morte dell’ultimo apostolo, Giovanni. Chi ha detto che Gesù non sarebbe stato insieme ai suoi veri e sinceri adoratori? Se mi rileggi, allora vedrai che ho dato una spiegazione su questo argomento. Lui promise che se due o tre si sarebbero riuniti nel suo nome, lui sarebbe stato presente tra questi. Quando disse queste parole, non vi erano ancora degli unti con lo spirito. Gesù fu ed è sempre presente, ma non con lo spirito dell’unzione, lui è presente con il suo spirito (Matteo 18:20).
Riguardo all’apertura della Bibbia che esce, per cosi dire, lo spirito santo, non mi hai capito. Con questo volevo dire, che Dio parla attraverso la Bibbia; e la Bibbia fu scritta sotto ispirazione tramite lo spirito santo. E quando leggiamo nella Bibbia è come se Dio ci stesse parlando mediante il suo spirito santo. Facciamo un esempio. Quando vengono scelti degli uomini qualificati per essere sorveglianti o anziani di congregazione, non necessita che lo spirito santo scenda in quel momento per scegliere questi uomini. Tutti i requisiti sono stati messi per iscritto tramite quello spirito santo. E se ci atteniamo a quelle direttive e come se lo spirito santo stesse agendo. Capito? All’inizio ci voleva l’intervento diretto da parte dello spirito, come descritto nel libro degli Atti. Ma poi, quando il canone biblico fu terminato, non c’era più bisogno di un intervento diretto da parte dello spirito.
2 Deserto: La differenza tra il “Corpo Direttivo” della Watchtower e me è semplice. Io non pretendo nulla; invece il “Corpo Direttivo” pretende di essere guidato dallo spirito santo, pretende che quando apre la bocca è come se stesse parlando Gesù Cristo in persona (vedi video di uno che si chiama “Flodin” in una seduta mattutina), non tollera domande critiche e non tollera critiche, non è avvicinabile, non risponde mai a nessuno, non si scusa mai e poi mai degli sbagli organizzativi e dottrinali perpetuati per decenni, pretende assoluta sottomissione e tan’ altro. Ciò che io propongo è sempre accompagnato da passi biblici. Tieni presente che la Bibbia e come un puzzle. Bisogna collegare i pezzi per avere un quadro completo. E questi pezzi si trovano sparpagliati in tutta la Bibbia. Geova, come pure Gesù, tante volte hanno parlato in maniera indiretta perché volevano che si scavasse nella parola ispirata, come quando si scava per trovare un tesoro. I suoi adoratori hanno sempre ricevuto quella luce sufficiente che era necessaria nell’epoca in cui vivevano. I cristiani del primo secolo non avevano la luce più completa come quella che avranno coloro che si avvicineranno al giorno del Signore. Quella luce che avevano i primi cristiani era chiara e senza quella confusione che abbiamo oggi, ed era quella che bastava nel loro tempo. Io penso che ci saranno altre rivelazioni verso la fine, che ci porteranno poi fino a conclusione del nostro sistema di cose.
EliminaTi prego di leggermi con più attenzione, magari prendendoti un po’ più tempo. Vedo che rispondi molto rapido. E questo potrebbe impedirti di capire le cose come le intendo. Grazie e un caro saluto.
Caro Deserto,
EliminaHo riflettuto attentamente sulle tue ultime due risposte. Apprezzo sinceramente il tempo e la passione che metti nell’esporre le tue idee; è un segno di quanto la Parola sia viva per te, e questo è un punto di incontro che rispetto profondamente.
Tuttavia, come Bereano, sento la responsabilità di esaminare ogni cosa 'ogni giorno nelle Scritture' (Atti 17:11). Anche io dedico la mia vita allo studio approfondito dei testi sacri e conosco bene le basi scritturali che hai citato. Proprio per questo, credo che siamo giunti a un punto in cui entrambi abbiamo esposto chiaramente le nostre posizioni.
La Scrittura ci avverte che il desiderio di avere sempre l'ultima parola può oscurare il messaggio stesso. San Paolo scriveva: 'Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese. Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti' (2 Timoteo 2:23-24). Continuare a controbattere su ogni punto rischia di diventare una 'disputa di parole' che, come dice 1 Timoteo 6:4, non porta all'edificazione ma solo a invidia e sospetti.
Ti dico questo con vero affetto cristiano: non c'è bisogno di continuare a convincermi con ogni mezzo. Ho compreso il tuo pensiero e spero che anche tu possa apprezzare la mia convinzione, radicata in uno studio altrettanto diligente. Come leggiamo in Proverbi 10:19: 'Nel molto parlare non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra è prudente'.
Fermiamoci qui, lasciando che sia lo Spirito a operare nei nostri cuori. Ti auguro di continuare a cercare la verità con lo stesso zelo, ma con la pace che Cristo ci ha lasciato.
Con rispetto e affetto
Poi analizziamo i punti validi del post di Deserto o coerenti con il testo biblico:
RispondiElimina1. La distinzione tra "Grano" e "Zizzania" (Matteo 13)
L'idea che per secoli i veri cristiani siano stati pochi e quasi "invisibili" è in linea con la parabola di Gesù sulla zizzania.
Armonia: Gesù predisse che il "regno dei cieli" sarebbe stato coperto da falsi cristiani seminati dal nemico. L'idea di Deserto che per secoli non ci siano state grandi organizzazioni visibili, ma solo singoli individui o piccoli gruppi ("due o tre radunati nel mio nome"), è un'interpretazione che molti studiosi biblici condividono.
2. La cessazione dei doni miracolosi (1 Corinti 13)
L'autore ha ragione nel sottolineare che i doni spettacolari del I secolo sono terminati.
Armonia: 1 Corinti 13:8 dichiara esplicitamente che profezie, lingue e conoscenza (miracolosa) avrebbero avuto fine. Molti teologi concordano sul fatto che, una volta stabilita la congregazione cristiana e completato il Nuovo Testamento, quei "segni" non fossero più necessari per dimostrare l'approvazione di Dio.
3. La responsabilità di chi guida (Giacomo 3:1)
Il suo appello alla Betel affinché "ponderi" e sia pronta al ritorno del Signore riflette un principio biblico reale.
Armonia: La Bibbia avverte che chi insegna riceverà un "giudizio più severo". L'esortazione alla vigilanza e alla prontezza per il ritorno di Cristo (il "Padrone" della parabola degli schiavi) è un tema centrale del Vangelo.
4. Il sigillo finale in Rivelazione 7
Deserto coglie correttamente il fatto che il "suggellamento" finale descritto in Apocalisse sia un evento decisivo legato alla fine.
Armonia: Anche se la sua cronologia è discutibile, è biblicamente corretto che il sigillo definitivo sulla fronte degli unti (i 144.000) avvenga in stretta connessione con il trattenimento dei "quattro venti" della grande tribolazione.
5. La coerenza tra fede e frutti (1 Giovanni)
L'autore sottolinea che l'unzione deve produrre una vera guida spirituale e non confusione.
Armonia: Il principio che lo spirito di Dio porti ordine e non confusione (1 Corinti 14:33) è solido. Mettere alla prova le "espressioni ispirate" (1 Giovanni 4:1) per vedere se vengono da Dio è un comando scritturale; Deserto applica questo comando chiedendo coerenza dottrinale a chi afferma di essere guidato dallo spirito.
In sintesi, il suo discorso è un mix di corrette osservazioni sulla corruzione del cristianesimo storico e aspettative escatologiche (sulla fine dei tempi) che molti lettori della Bibbia trovano stimolanti, anche se le sue conclusioni cronologiche restano una sua interpretazione personale.
Analisi interessante che mi trova d'accordo nei punti da 1 a 3. Non sul punto 4 perché non sono convinto delle data attribuita alla stesura del libro di Rivelazione. Mi convince l'ipotesi avanzata da alcuni studiosi sul fatto che quel libro sia stato scritto molto prima del 96 E.V., perché se Patmos era una colonia penale molto difficilmente vi sarebbe stato esiliato un novantenne. Da alcuni scritti di Paolo sembra che fosse a conoscenza del contenuto di quel libro, quindi il riferimento a un ricongiungimento tra quelli già morti e quelli ancora in vita potrebbe riferirsi a un futuro non molto lontano ma sempre entro il primo secolo o poco dopo, quando l'azione dello spirito santo attraverso l'unzione si fermò al completamento del numero e alla morte dei 144.000 prescelti, letterale o simbolico che sia quel numero. La prima resurrezione quindi potrebbe essere già avvenuta in quell'epoca. Per il resto, chi oggi si definisce "unto" dovrebbe spiegare come e quando è avvenuta l'unzione, perché quando avveniva nel primo secolo era accompagnata da segni visibili, come alla pentecoste e in altre occasioni di cui parla il libro di Atti. Inoltre i doni dello spirito negli unti erano presenti e operanti, mentre oggi come aveva detto Paolo sono cessati, conoscenza compresa che resta racchiusa nella Bibbia. Questo è un libro ispirato, completo e va solo letto senza bisogno di dare ascolto a interpretazioni fantasiose ammantate da una presunta "unzione" di chi se le inventa.
RispondiEliminaCaro Zaccheo, la tua tesi sulla datazione precoce è affascinante, ma permettimi di offrirti una prospettiva che brilla di una luce diversa, supportata sia dalla storia che dalla Traduzione del Nuovo Mondo.
Elimina1. Il testimone oculare: Ireneo di Lione
La storia non è fatta solo di ipotesi, ma di voci. Ireneo (II secolo), che conobbe Policarpo (discepolo diretto dell’apostolo Giovanni), scrisse chiaramente che la visione dell’Apocalisse 'fu vista non molto tempo fa, ma quasi nella nostra generazione, verso la fine del regno di Domiziano' (Contro le eresie, V, 30, 3). Domiziano regnò fino al 96 E.V. Mettere in dubbio questa data significa smentire chi era a un solo 'passaggio di mano' dall'apostolo stesso.
2. La condizione spirituale delle congregazioni
In Rivelazione, Gesù analizza lo stato delle sette congregazioni. Se il libro fosse stato scritto sotto Nerone (prima del 70 E.V.), sarebbe difficile spiegare come la congregazione di Efeso avesse già 'lasciato l’amore che aveva in principio' (Rivelazione 2:4) o come quella di Laodicea fosse diventata così tiepida e spiritualmente ricca (Rivelazione 3:17). Ci vuole tempo perché una congregazione sperimenti una tale decadenza spirituale; il 96 E.V. è una data molto più realistica per questo declino rispetto agli anni '60.
3. Patmos e la forza della fede
Dici che un novantenne non sarebbe stato esiliato? Al contrario, la crudeltà di Domiziano era nota: esiliare un anziano leader religioso era una tattica comune per isolare il 'cuore' del cristianesimo senza farne un martire immediato. Ma è qui che brilla la potenza di Dio: proprio nell'ora della debolezza fisica, Giovanni riceve la visione più gloriosa.
4. L'Unzione e il futuro (Galati 6:16; Filippesi 3:14)
Riguardo alla 'prima risurrezione' già avvenuta, la Scrittura ci invita a guardare avanti. Paolo scrisse in Filippesi 3:14: 'Proseguo verso la meta per il premio della chiamata verso l’alto'. Se la risurrezione fosse già avvenuta nel primo secolo, la speranza cristiana sarebbe un ricordo. Invece, la Bibbia parla di un'amministrazione che doveva raccogliere le cose in Cristo 'al pieno limite dei tempi fissati' (Efesini 1:10).
L'unzione non è un reperto archeologico, ma l'operato dello spirito che identifica l''Israele di Dio' (Galati 6:16). Anche se i doni miracolosi (lingue e guarigioni) sono cessati, come predetto in 1 Corinti 13:8, lo spirito continua a produrre il suo frutto e a illuminare la comprensione della verità nel 'tempo della fine'.
Zaccheo, la Bibbia è un libro 'vivente'. Non restiamo fermi al primo secolo: Cristo è il Re attivo che guida il suo popolo verso un futuro dove 'la morte non ci sarà più' (Rivelazione 21:4). Questa promessa non è un'invenzione, ma il culmine di quella Rivelazione data a un anziano apostolo nel 96 E.V., affinché noi oggi avessimo speranza.
Quello che dice Ireneo va letto con attenzione, perché l'oggetto non è la visione ma l'Anticristo, che secondo lui si manifestò non molto tempo prima quando Giovanni era ancora in vita al tempo di Domiziano. In effetti Ireneo non dice nulla su quando Giovanni ebbe la visione.
EliminaOltre a ciò, Tacito cita il devastante terremoto che colpì l'Asia Minore, databile tra il 60-61 E.V., dove Laodicea fu rasa al suolo. Non solo Giovanni nell'Apocalisse non ne fa menzione ma invia addirittura una lettera alla chiesa di Laodicea.
Altri indizi riguardano il tempio di Gerusalemme. In Apocalisse si parla molto di Gerusalemme e del tempio, senza alcun riferimento alla sua distruzione. Se il tempio di Gerusalemme fosse stato già abbattuto, non si vede per quale motivo non ne abbia fatto menzione.
Giovanni addirittura viene incaricato della sua misurazione, a conferma che il tempio a Gerusalemme c’era ancora. Apocalisse 11:1-2: ..."Alzati e misura il tempio di Dio, l'altare e quelli che vi adorano, ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi".
Non dimentichiamo che la rivelazione data a Giovanni riguarda fatti che dovevano avvenire, anche tra breve (Apocalisse 1:1).
Se poi, rispetto all'Apocalisse e a quello che dice, vogliamo prendere per buone le fantasiose spiegazioni contenute nel libro "Rivelazione: il suo grandioso culmine è vicino!" siamo liberi di farlo, ma a mio avviso su quel libro sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Eventi di portata mondiale che dovrebbero coinvolgere tutta l'umanità o buona parte di essa vengono riferiti alle vicende poco note di un gruppo di uomini autodefinitisi "Unti".
Il problema è che l'Apocalisse, per i suoi contenuti altamente simbolici, è stato utilizzato da sedicenti cristiani "ispirati" di tante denominazioni cristiane, telepredicatori compresi, per fare speculazioni su date, avvenimenti della scena mondiale e ardite profezie, rivelatesi tutte infondate. Per cui preferisco chiamarlo "Apocalisse" e non "Rivelazione". In quel libro secondo me non c'è nessuna nuova "Rivelazione" ma semmai dettagli su avvenimenti futuri già noti e annunciati da altri libri profetici e da Gesù, a sua volta confermati dagli scritti apostolici. Una visione data a Giovanni e indirizzata alle sette chiese dell'Asia Minore, che serviva a rafforzare la fede e la speranza di quelli che l'avrebbero letta, Paolo compreso, che a mio avviso nelle sue lettere riassume il significato del suo messaggio in maniera efficace. Sarà che tendo ad avere un approccio letterale nella lettura della Bibbia, ma del resto fare voli pindarici o costruire castelli in aria non è di nessuna utilità per il cristiano.
Per il resto, siccome è vero che lo spirito continua a produrre il suo frutto, delle due una: o tutti i cristiani sono Unti, perché manifestano il frutto dello spirito, oppure non lo è nessuno, perché la speciale unzione come Re e Sacerdoti al fianco di Cristo era riservata a un numero ridotto di cristiani che si è già completato (non a caso vengono definiti "le primizie") con la scomparsa dei segni e dei doni che l'accompagnavano. Ma questo non significa che quei doni miracolosi in un futuro e prima della fine sarebbero tornati a manifestarsi o che avremmo avuto "unti" dotati miracolosamente del dono della conoscenza e della sapienza più di altri cristiani. Questo è quanto sostengono gli avventisti, forse più per giustificare un solo dono, quello profetico, miracolosamente manifestatosi con visioni a una loro "profetessa". Quello per loro era solo un anticipo, ma poi prima delle fine seguiranno altri doni... Ed è un ragionamento che porta acqua al mulino dei gruppi pentecostali e carismatici, i quali sostengono che quei doni sono tornati e si manifestano. La realtà di cui parla Paolo, e che molti cosiddetti cristiano fanno fatica ad accettare, è ben diversa. Tutto ciò sarebbe cessato e quello che resta, ancora oggi e per il futuro, è "fede, speranza e amore".
l'ORA viene ed è questa in cui i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità. Fratelli è l ultima ORA disse Giovanni. Le 10 corna(EUROPA cristiana) e la bestia ROMANA che si è seduta nel tempio di Dio riceveranno autorità per un ORA. DAL 1929 AL 2029 se un ora sono 100 anni? IL loro leader attuale è il numero 9 dal 1929 (significato del 9 nella numerologia biblica giudizio finale).In una sola ORA è arrivato il tuo giudizio. Secondo le nostre pubblicazioni l'ultima ORA significa la parte finale di un periodo. Non guardate troppo lontano con le date perchè se le cose stanno cosi sta per succedere qualcosa di grosso. La storia si ripete sempre dal 1914 è iniziato un nuovo Esodo e ricordate chi e perchè peri nel deserto durante il viaggio. C.T.RUSSELL dal 1874 al 1914 prepara la via come Giovanni il battezzatore, come Mosè per 40 anni pastore prima di guidare Israele.
RispondiEliminaAmministrazione Trump può identificarsi nel re del nord di Daniele 11:44,45 ?
Elimina1. "Uscirà con gran furore" (Daniele 11:44)
Il versetto parla di un re disturbato da notizie da est e da nord che parte per distruggere molti.
Contesto Attuale: Attacco in Iran denominato EPIC FURY.
L'amministrazione Trump è stata segnata da una retorica di "fuoco e furia" e da azioni militari decise, come i recenti attacchi USA-Israele contro l'Iran dell'aprile 2026. Questi eventi sono visti da alcuni come il "furore" profetizzato, in risposta alle minacce provenienti dalle potenze orientali (Iran, Cina) e settentrionali (Russia).
2. Le "Tende tra i mari e il monte santo" (Daniele 11:45)
La profezia descrive il Re del Nord che pianta le sue tende regali tra il mare (Mediterraneo) e il monte santo (Gerusalemme).
Il Piano per Gaza: Trump ha promosso un ambizioso piano in 20 punti per Gaza che prevede la creazione di una "Board of Peace" da lui presieduta.
Controllo Territoriale: Il piano include la costruzione di infrastrutture americane e internazionali (come zone manifatturiere e persino resort) lungo la costa di Gaza, posizionando simbolicamente la sua influenza "tra il mare e Gerusalemme". Alcuni interpreti vedono in questa occupazione amministrativa e militare il compimento del "piantare le tende".
3. "Aiuto non ricevuto" e Isolamento (Daniele 11:45)
Il versetto conclude dicendo che il re "giungerà alla sua fine e nessuno gli verrà in aiuto".
Rapporto con la NATO: La tua osservazione sull'assenza di aiuto NATO riflette la crescente tensione tra Trump e gli alleati europei. La sua politica "America First" ha spesso isolato gli USA, portando molti paesi a ritirare il sostegno materiale nelle operazioni in Medio Oriente.
Crisi di Finanziamenti: Recentemente, il suo "Board of Peace" ha affrontato una grave carenza di fondi, ricevendo solo una frazione dei miliardi promessi dai paesi alleati, il che ha bloccato l'attuazione del piano per Gaza. Questo "mancato aiuto" finanziario e diplomatico è interpretato come il segnale dell'imminente isolamento profetizzato.
4. Pace a Gaza e "Falsa Pace"
Gaza: Nonostante l'annuncio di un "nuovo Medio Oriente" e di un cessate il fuoco nell'ottobre 2025, la situazione rimane fragile. Gli aiuti umanitari promessi non sono arrivati in misura sufficiente ("aiuto non ricevuto" dai civili) e le organizzazioni umanitarie hanno dichiarato il fallimento del piano nel proteggere la popolazione.
Epic Fury! Uscira con gran furore!
EliminaIn Daniele 11:45 si parla di re del Nord.... USA sono re del SUD...
Elimina1 Deserto: Dopo aver letto con interesse i vostri commenti, mi sono adoperato per proporre un’interpretazione insolita già da me proposta un po’ di tempo fa forse su questo sito.
EliminaNel 1918 sì è adempiuta la profezia di Rivelazione 17:10 dove dice: ”E ci sono sette re: Cinque sono caduti, uno è e l’altro non è ancora arrivato; ma quando arriverà dovrà rimanere per poco tempo.” La potenza mondiale degli Stati Uniti d’America (USA) è correttamente identificata dalla Watchtower come questo settimo re. E notate: “Dovrà rimanere per poco tempo”! Oggi quel re s’identifica con il re del nord. Quindi ripeto: il re del nord è l’America o gli Stati Uniti d’America, e non la Russia! Sarà questo re a prendere l’iniziativa per perseguitare il vero popolo di Dio durante la grande tribolazione. Si veda Daniele 7: 7, 8, 11, 20, 21, 22 - 27; 8: 23 - 25; 11:40 - 12:1; Rivelazione 13:15.
Dopo che Roma conquistò il territorio della Siria che stava/sta a nord di Israele, fu lei a prendere il posto di re del nord e continuò in pratica fino al 1918, pur in maniera trasformata in “Sacro romano Impero”. In quell’anno (1918) principalmente la potenza americana insieme all’Entente ebbe la meglio sulla Germania, così che prese il suo posto come potenza mondiale e divenne il re del nord.
“Sacro Romano impero di Nazione Germanica” (latino: Sacrum Imperium Romanum Nationis Germaniae; tedesco: Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation).
Il Sacro Romano Impero fu formalmente dissolto con la pace di Presburgo del 1806. In pratica o formalmente terminò nel 1806. Ma questo trattato di pace non fu riconosciuto dal Papato fino al 1918/19 (a causa delle sue connotazioni religiose), anno in cui il “Sacro Romano Impero” con Carlo d'Asburgo praticamente finì. Quindi si può ben dire che l’impero romano (anche se cambiato in forma politica e territoriale) terminò di esistere come potenza mondiale dopo la prima guerra mondiale con la vittoria dell’Entente con a capo la potenza americana. Così mise piede la settima potenza o re di Rivelazione 17:10 sulla scena mondiale: ‘il re che quando arriverà dovrà rimanere per poco tempo’.
Notate che Daniele nel capitolo 7:7 parla di una ‘quarta bestia, spaventosa, terribile ed eccezionalmente forte’. Con grandi denti di ferro che divora e stritola e ha 10 corna. Da queste corna al versetto 8 spunta un corno piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono tolte via. Il versetto 8 combacia con il 20. Le tre corna che erano cadute furono le tre grandi potenze che persero nella prima guerra mondiale: Germania, Regno Austro-Ungarico e il regno Ottomano. Questo è pure confermato al versetto 24 (leggi). La Russia si ritirò a causa della rivoluzione Bolscevica nel 1917. Poi, sempre in Daniele nel capitolo 7, i versetti da 21 a 22 dicono che quel piccolo corno ‘faceva guerra ai santi e prevaleva su di loro, finche venne l’Antico di Giorni e fu pronunciato il giudizio a favore dei santi del Supremo, arrivo il tempo stabilito perché i santi prendessero possesso del regno’. Qui siamo arrivati poco prima di Armaghedon, quando i veri unti rimanenti sulla terra saranno risuscitati per regnare con Cristo. Poi il versetto 25 spiega che i veri santi o unti rimasti qui sulla terra saranno perseguitati da questo piccolo corno o re del nord ‘per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo: cioè tre anni e mezzo (vedi le scritture parallele di Daniele 12:7, Rivelazione 11:2, 3, 9, 11; 12:6, 14; 13:5. che si riferiscono esattamente allo stesso periodo).
2 Deserto: Mi rendo conto, che da tanti anni diverse comunità cristiane dicono che il re del nord sia la Russia. Ma si sono sbagliati tutti! Il re del sud non è più identificabile dopo il capitolo 11 di Daniele al versetto 30. Al versetto 26 il re del sud era l’Egitto sotto Cleopatra e Antonio che poi fu sconfitto nella battaglia di Actium il 2 settembre dell’anno 31 a.E.V. dal re del nord, cioè Ottaviano, il futuro Augusto. Poi il re del sud ricompare in breve nel versetto 30 (leggi) dello stesso capitolo sotto un nome insolito: “navi di Chittim”. Lì Augusto fu umiliato nell’anno 9 E.V. quando nella battaglia della foresta di Teutoburgo perse tre intere legioni, oltre a 6 coorti di fanteria e 3 ali di cavalleria ausiliaria, sotto la guida di Publio Quintilio varo. Dopo quella umiliazione nel reame del re del nord nasce Gesù che viene ucciso dai Romani nell’anno 33 E.V. La conferma la troviamo al versetto 31 dove dice che “da lui sorgeranno braccia che profaneranno il santuario, la fortezza, e sopprimeranno il sacrificio continuo”. La frase “sopprimere il sacrificio continuo” di Daniele si riferisce sempre alla morte di Cristo. Ecco le scritture dove si trova questa espressione: Daniele 8:11 – 13; 11.31; 12:11.
Elimina@Anonimo mi sembra evidente che i due re stanno combattendo l´uno contro l´altro. Il re del Nord, cioe´la Russia e i suoi alleati, Cina, Iran e Corea del Nord, combatte contro il re del sud cioe´USA e paesi Nato, nei vari terreni mondiali,, Ucraina, Iran, Venezuela e un domani forse anche Taiwan. La competizione tra i due re e´evidente e anche le loro alleanze. Tutto torna se lo si vuol vedere.
EliminaSi giacomo questo ok, è evidente. Ma non mi tornano, come il CD disse che tutti avrebbero concordato che ONU venga potenziato. Invece nulla per ora. Tutte le nazioni dovranno dare all ONU la propria sovranità. Invece ogni stato se lo tiene stretto. Notizia di oggi la Francia ritira tutto l'oro da New York perchè vuole tenersi stretta la propria sovranità. Babilonia la grande quando cade? oramai il CD dice: NON LO SAPPIAMO. E questa generazione no passerà? NON LO SAPPIAMO. Ok, siamo diventati una barzelletta.
EliminaNavigano a tastoni anche il CD. Provano a riformare sempre senza scalfire loro ovviamente. Vogliono ringiovanire, per camuffare il totale buio assoluto che loro stessi stanno avendo. Con aggiornamenti che sono fumo negli occhi.
EliminaRimane centrale chi sarà in Israele o pianterà le tende simbolicamente a Gaza Israele . Fino ad oggi sembra essere l'amministrazione Trump e il Board of Peace una coalizione di nazioni sotto Trump che stabilirà il governo di Gaza. Ma sono solo ipotesi speculative
EliminaNo Dronf, bisogna esaminare le profezie ed essere pronti, importante non essere dogmatici.Quindi sbagli tu a non seguire le indicazioni di Cristo il Maestro Vigilate di continuo perchè non sapete il giorno.Ma sappiate che ....e diede segnali ben precisi x capire i tempi e le stagioni. Comunque il giorno esatto non si conosce, ma il periodo si
EliminaDeserto: Gentile Beniamino, hai azzeccato il punto. Mi piace la tua frase: "il giorno esatto non si conosce, ma il periodo si". Bravo!
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EliminaPer amore dell'argomento profetico definiamo cosa significa ""periodo"" @Dronf @Beniamino e @Deserto in contrasto con il giorno e l'ora esatti dell'adempimento profetico del ritorno di Cristo nel giudizio finale
Elimina1. La distinzione tra "Stagione" e "Giorno"
Gesù usò l’esempio del fico per spiegare questa differenza:
«Dal fico imparate questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte» (Matteo 24:32-33).
Il Periodo: È la "primavera" del fico. I germogli (i segni come guerre, carestie, terremoti) indicano che la stagione è cambiata.
Il Giorno e l'Ora: È l'istante in cui il frutto cade o l'estate inizia ufficialmente. Quel dettaglio rimane nascosto: «Ma quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa» (Matteo 24:36).
2. Il concetto di "Parousìa" (Presenza)
Il termine greco spesso tradotto con "venuta" è Parousìa. Nel mondo antico, questo termine indicava la visita ufficiale di un re o di un alto funzionario in una provincia. Non era solo l'attimo del suo arrivo, ma l'intero periodo della sua permanenza e delle attività svolte in quel luogo.
Identificare il "periodo" significa quindi riconoscere che siamo entrati nella fase finale dei preparativi per l'intervento divino.
3. I Segni come "Doglie del parto"
In Matteo 24:8, Gesù definisce i segni iniziali come «principio di dolori» (letteralmente: doglie del parto).
In medicina, nessuno sa l'ora esatta del parto, ma le doglie indicano con certezza che il periodo della gravidanza è finito e quello della nascita è iniziato. Le profezie servono a identificare l'inizio del travaglio della storia.
4. Perché un "periodo" e non una data?
Il motivo è spirituale e pratico:
Vigilanza continua: Se sapessimo la data, l'umanità si comporterebbe male fino al giorno prima. Un periodo indefinito costringe alla sorveglianza costante («Vegliate dunque», Matteo 24:42).
Tempo per la salvezza: Il "periodo" è visto come un'estensione della misericordia. In 2 Pietro 3:9 si legge che Dio è paziente perché «non vuole che alcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento»
Ringrazio Bereano europeo per le spiegazioni scritturali molto azzeccate. Aspetto la serie di post sulla Bibbia e appena ho tempo li inserisco nel blog. Grazie per i tuoi sforzi per costruire qualcosa mentre l'organizzazione, purtroppo, sembra in balia dei suoi errori ed invece di dare cibo spirituale biblico per rafforzare la fede pensa a mantenere le posizioni di potere.
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RispondiEliminaCaro Male anzi malissimo, il problema per tanti TdG ma anche consapevoli su questo blog e altri e che siamo stati condizionati al ragionamento del segno della fine che non riusciamo a rassegnarci davanti all'evidenza dei fatti, e ogni volta che accede un evento drammatico si ripresenta il condizionamento e si cerca di reinterpretare questa o quella profezia, è molto difficile gestire delusioni dopo tanti anni di "militanza" . Bisognerebbe noi tutti intraprendere un corso di guarigione e lasciare che una fede pura libera da condizionamenti e interpretazioni umane fiorisca nei nostri cuori e menti, che diventi quel vero amore libero da ricatti, da egoismi, come nella parabola del Signore delle pecore e capre, e i giusti chiesero quando avevano fatto del bene dandogli da mangiare da bere vestirlo? Cioè erano inconsapevoli di come avevano manifestato amore al Signore, Ecco l'amore puro senza secondi fini! Quando lo fai perche è giusto, non perche la fine e vicina, ne tantomeno perche avrai una bella casa nel paradiso.
EliminaDeserto: Scusate, cari riflessivi, ma allora tutte le profezie riguardante il tempo della fine in Ezechiele, in Zaccaria, in Daniele (vedi i capitoli 2, 4, 7, 8, 11 e 12) e altri non hanno proprio nessun valore? E quello che disse Gesù sul tempo delle due fine (70 E.V/ tempo futuro) quando si dovrebbe capire? Dopo l’adempimento? Ma allora che profezia sarebbe se non la si capisse prima del suo adempimento? A che servono le profezie, se si capiscono solo dopo? Il dopo nella parola profetica non esiste, altrimenti e storia scritta! Tutta la Rivelazione e stata scritta per capire il tempo in cui i veri cristiani dovevano fare particolare attenzione alla parola profetica e per dare speranza. Vi prego di riflettere bene prima di esprimervi, perché altrimenti potreste spegnere le speranze di coloro che aspettano ansiosamente la fine di questo sistema di cose facendo degli assidui sforzi per capire e scavando nelle scritture ispirate.
EliminaIl giorno che nessuno avrebbe saputo di Matteo 24:36 si riferisce non a tutto il periodo della fine, ma ad Armaghedon. Poi il paragone con i gironi di Noè è semplice. Noè aveva ricevuto il compito di costruire l’arca e poteva calcolare il tempo più o meno che ci avrebbe messo per terminarla. Dal momento che comincio i lavori, poteva calcolare. Noi abbiamo altre indicazioni che possono farci capire più o meno in che tipo di tempo viviamo. Come oggi, ai tempi di Noè la gente se ne fregava di ciò che faceva quel uomo strano (pazzo). Oggi i cristiani in molte società vengono derisi e a volte presi per pazzi. Qui non parlo solamente dei Testimoni di Geova, ma oggi chi si confessa persona di fede deve fare attenzione in quale contesto si dichiara tale.
@anonimo delle 09:17 invece le profezie si capiscono pienamente solo DOPO l'adempimento, scritturalmente e' questo adempimento che identifica senza ombra di dubbio chi e' portatore del Verbo dai falsi profeti.
EliminaLa Parola che non si adempie Dio non l'ha pronunciata, era parola umana.
@male anzi malissimo @ tommaso si credo proprio che abbiate fatto ottime riflessioni, @ tommaso e' molyo arduo decostruire cio' che abbiamo assimilato come verita' per molti anni, solo il timettere in discussione puo' aiutarci veramente a separare il vero messaggio della Bibbia dalle innumerevoli costruzioni umane che non a caso mutano in continuazione.
Basilare ricordare che Dio apre gli occhi, solo Lui decide di aprirci la Vera Via, noi possiamo impegnarci a dimostrare quanto ci teniamo, continuando a confidare nell'amore che ha per noi
Titolo : La vigilanza come discernimento spirituale.
RispondiEliminaCari fratelli e sorelle e amici, il dibattito tra l'imprevedibilità del momento e l'osservazione dei segni è antico quanto il cristianesimo stesso. Tuttavia, ridurre la profezia a un mero calcolo fallito significa perdere di vista la sua funzione vitale: il discernimento.
1. Perché osservare non è un errore, ma un comando
Gesù non ha mai chiesto un'ignoranza rassegnata. In Luca 21:28 dice: 'Quando queste cose cominceranno ad accadere, alzatevi e sollevate il capo'. Se i segni fossero irriconoscibili o comuni a ogni epoca, questo comando sarebbe privo di senso. Lo studioso C.S. Lewis osservava correttamente: 'La dottrina del Ritorno non ci è stata data per alimentare speculazioni, ma per fornirci una costante urgenza etica'. L'osservazione dei tempi non serve a sapere 'quando' Dio agirà, ma a sapere 'come' noi dobbiamo agire oggi.
2. La differenza tra 'Cronos' e 'Kairos'
Le Scritture distinguono tra il tempo cronologico (Cronos) e il tempo dell'opportunità (Kairos). In Matteo 16:3, Gesù rimprovera chi sa interpretare l'aspetto del cielo ma non 'i segni dei tempi'. Qui il termine greco usato è kairos: non si tratta di date sul calendario, ma della capacità di capire il 'clima spirituale' di un'epoca. Come notato dal teologo Karl Barth, il cristiano deve leggere con la Bibbia in una mano e il giornale nell'altra, non per fissare date, ma per non lasciarsi addormentare dal nichilismo del mondo.
3. La bussola profetica (2 Pietro 1:19)
L'apostolo Pietro definisce la parola profetica come 'una lampada che risplende in un luogo oscuro'. Una lampada non ti dice quanto manca alla fine del sentiero, ma ti permette di vedere dove metti i piedi. Le profezie di 2 Timoteo 3:1-5 (gli 'ultimi giorni' difficili) non descrivono semplici guerre, ma una crisi globale dei valori umani. Osservare questo non è 'fanatismo', è realismo spirituale.
4. Oltre le delusioni: l'amore come scopo (Ebrei 10:24,25)
Tommaso ha ragione: l'amore non deve avere secondi fini. Ma la Bibbia lega strettamente l'amore alla vigilanza: 'Consideriamoci a vicenda per incitarci all'amore... tanto più che vedete avvicinarsi il giorno'. La consapevolezza che il sistema attuale sia al termine non deve generare ansia, ma un'urgenza di bene. Lo storico delle religioni Mircea Eliade spiegava che l'attesa della fine non è un desiderio di distruzione, ma la speranza nel 'ritorno all'origine', nel ristabilimento della giustizia.
In sintesi:
L'errore non è osservare i tempi, ma pretendere di possederli. Se la storia ha mostrato i limiti delle interpretazioni umane, la Parola di Dio resta una sentinella necessaria. Non cerchiamo il giorno per 'salvare la pelle', ma osserviamo il periodo per non smarrire la speranza e continuare, come diceva Martin Lutero, a 'piantare il nostro melo oggi, anche se sapessimo che il mondo finisce domani'.
Vogliamo davvero rinunciare alla 'lampada' solo perché qualcuno in passato ha inciampato mentre la teneva in mano?" Non sia mai!
Cari bereani, vi chiedo: perchè questa necessità di reinterpretare le profezie? Sono state date per farci conoscere con esattezza il futuro o per darci una speranza? Perchè abbiamo bisogno di continue conferme attraverso le profezie? Se il cristianesimo e una relazione tra un figlio e un padre, come è confermata questa relazione? Cosa può alimentarla la conoscenza delle profezie? Oppure esse sono come diceva un bereano una bussola che indica una direzione, ma il luogo è il Signore, quando raggiungi il luogo hai bisogno ancora della bussola?
EliminaSe il Signore regna la realtà non è già e qui con noi? A che serve la bussola delle profezie? Di cosa bisogna aver paura se segui "io sono la via la verità e la vita"? La realizzazione di quello che abbiamo immaginato tra un anno o mille anni cosa cambia?
Caro Neemia, quando ero ragazzo e mi battezzai pensavo che non avrei finito le scuole che sarebbe venuta la fine, poi ho iniziato il pioniere a 100 ore al mese, la generazione del 1914 che non sarebbe morta prima della fine era il mio cavallo di battaglia, ora sono invecchiato ed eccoci qui ancora a discutere di queste profezie. Si e ti ripeto si quando sento queste profezie rielaboratate mi viene una sorta di repulsione per le interpretazioni che di nuovo vengono fatte, e mi chiedo, cioe lo chiedo a me stesso: ma su cosa ho costruito la mia fede, su interpretazioni di uomini? In qualche modo devo pur difendere la "mia sanitá mentale e di spirito" questa è la mia forma di difesa "la mia nuova spiritualità" che sto maturando, pulità, senza fronzoli, sto separando l'organizzazione dalla mia fede personale, forse sbaglio non lo so, per me le profezie sono importanti per dare speranza non per vedere il futuro come in una sfera di cristallo. In genesi troviamo profezie che danno speranza all'umanità, nei profeti troviamo profezie che davano speranza agli israeliti prigionieri, ma nel Cristo si adempioni tutte le profezie quelle passate e quelle future, per me questo basta e soddisfa le mie aspettative.
EliminaPoi si può fare in discorso più pronfondo su come l'organizzazione ha assunto un ruolo troppo centrale che non gli spetta, quele metodo di interpretazione del testo e meglio usare, ma sarebbe molto complesso affrontare questi argomenti. Cerco quindi di fare una sintesi molto pragmatica della mia fede tutto qui!
Poi per carità continuate a discutere di re del nord e re del sud ma per me è solo rumore di fondo.
@Tommaso, nel lontano 1980, R.V. Franz, ex membro del CD poi disassociato, scrisse un libro sulla sua esperienza nel CD dal titolo più che eloquente: "Crisi di coscienza: fedeltà a Dio o alla religione?"
EliminaInattivo Consapevole
Grazie Tommaso, concordo pienamente con te. Capisco i tuoi sentimenti e il tuo stato d'animo. E sono certo che tanti della nostra età, stiano entrando in una fase, io la chiamo volgarmente "maturità spirituale", che ti fa vedere ogni cosa da un altro punto di vista. Grazie del tuo commento.
EliminaLe profezie servono si per avere speranza, ma anche per rafforzare la nostra fede in Geova. Su come Geova è un Dio che non mente. Un Dio che merita santa devozione, costi quel che costi. Ci ha dato la vita e ha donato suo figlio per noi. Il resto è contorno. Adesso oltre la speranza dobbiamo mostrare riconoscenza. Ovviamente deve venire dal cuore. Questo è il punto. Poi se negli anni ti sei sentito di fare certe rinunce, e sacrifici spinto come molti da incoraggiamento dell'organizzazione, ma non si capiva bene che Geova non vuole sacrificio, ma ubbidienza, non devi fartene una colpa. Purtroppo quello che hai subito tu lo hanno subito molti come te. Sacrifici, pionieri da giovane, a 90 ore al mese, chi ha fatto la betel poi buttato fuori, per far posto a sbarbatelli, chi a fatto pure la Sam, con tante promesse di mare e monti, poi nessuna realizzazione e cosi, via. Una cosa è certa che sei arrivato fin qui. Hai maturato la perseveranza. Per il resto fattene una ragione per l'organizzazione umana sei da buttare, ma per Geova. No.
EliminaLa distruzione di Babilonia è uno dei casi più citati di profezie bibliche ritenute avverate nei minimi dettagli, sia per la modalità della caduta sia per il destino finale della città.
RispondiEliminaEcco i punti principali in cui profezia e storia si sono incontrate:
1. Il nome del conquistatore: Ciro il Grande
Circa 200 anni prima che accadesse, il profeta Isaia (45:1-3) menzionò per nome Ciro (Koresh), chiamandolo "l'unto" di Dio per abbattere le nazioni, nonostante all'epoca la Persia fosse un'entità minore e Babilonia non avesse ancora raggiunto il suo massimo splendore.
2. La strategia militare: il prosciugamento del fiume
Le profezie di Geremia (50:38) e Isaia (44:27) parlavano di "prosciugare le sue acque".
Adempimento storico: Nel 539 a.C., gli storici Erodoto e Senofonte confermano che Ciro deviò le acque dell'Eufrate in un canale artificiale. Questo permise ai suoi soldati di entrare in città camminando nel letto del fiume, passando sotto le enormi mura che tutti consideravano inespugnabili.
3. La caduta "in una sola notte"
Daniele (capitolo 5) descrive l'ultima notte di Babilonia durante un banchetto sacrilego del re Baldassarre, interrotto dalla famosa "scritta sul muro".
Adempimento storico: La città cadde effettivamente in modo improvviso e con pochissima resistenza, mentre i babilonesi stavano celebrando una festività, ignari del fatto che l'esercito persiano fosse già dentro le mura.
4. La desolazione perpetua
La profezia più audace (Isaia 13:19-20) affermava che Babilonia non sarebbe mai più stata abitata e che nemmeno i nomadi vi avrebbero piantato le tende.
Stato attuale: Mentre altre città antiche come Roma o Atene sono sopravvissute o rinate, Babilonia iniziò un lento declino dopo la conquista di Alessandro Magno. Oggi, il sito (circa 80 km a sud di Baghdad) è un'area di rovine disabitate e sabbia, esattamente come descritto dai profeti
Il caso di Saddam Hussein a Babilonia è forse il più moderno e tangibile esempio di come la storia sembri piegarsi a profezie millenarie. Mentre il dittatore cercava di 'smentire' Isaia incidendo il proprio nome sui mattoni della città che doveva risorgere, il destino ha ribadito il verdetto antico.
EliminaLa brusca interruzione dei lavori, la caduta del regime e il ritorno del sito a uno stato di abbandono archeologico confermano quella 'sentenza di desolazione' che dura da 2.500 anni. Non è solo archeologia, è la dimostrazione che, nonostante i miliardi spesi e il potere assoluto, Babilonia rimane un luogo dove nessuno può davvero tornare ad abitare.
Questo aspetto è interessante. Dove trovo fonte certa che Saddam Hussein ha realmente cercato di ricostruire Babilonia? Perchè l'ho sentito anche io , ma sembra piu una leggenda metropolitana. Se hai qualche fonte, mandalo qui perchè è interessante.
Elimina@Spensierato
EliminaPuoi trovare informazioni su Saddam Hussein e la sua ossessione per Babilonia consultando archivi storici, testate giornalistiche e siti di analisi biblica. Le vicende legate alla sua ricostruzione del sito archeologico sono ampiamente documentate poiché rappresentano un caso unico di propaganda politica fusa con l'archeologia.
https://whoseculture.hsites.harvard.edu/babylon#:~:text=Saddam%20Hussein%20imagined%20himself%20as,of%20greatness%20in%20Arab%20history.
Punti chiave della ricostruzione di Saddam
Emulazione di Nabucodonosor: Saddam si considerava la reincarnazione moderna di Nabucodonosor II. Per legittimare il suo potere, avviò negli anni '80 un massiccio progetto di ricostruzione del sito.
I mattoni personalizzati: Proprio come l'antico sovrano, Saddam fece imprimere il suo nome sui mattoni utilizzati per il restauro. Una delle iscrizioni recitava: "La ricostruzione della grande città di Babilonia è stata compiuta nel 1987 sotto il regno del vittorioso Saddam Hussein".
Il Palazzo Reale: Fece costruire un sontuoso palazzo in stile moderno sopra una collina artificiale (un antico tumulo archeologico) che domina le rovine originali e il fiume Eufrate.
https://www.chathamhouse.org/2023/03/iraq-20-years-insider-reflections-war-and-its-aftermath/babylons-long-return-iraq
Collegamento con le Profezie Bibliche
Il progetto di Saddam è spesso citato nei blog a tema biblico perché sembrava sfidare direttamente le profezie di Isaia e Geremia:
La profezia di desolazione: Isaia 13:19-20 e Geremia 51:26 predicevano che Babilonia non sarebbe mai più stata abitata e che le sue pietre non sarebbero state riutilizzate per nuove costruzioni.
Il fallimento del progetto: Molti osservatori biblici sottolineano che, nonostante gli sforzi e i milioni spesi, il progetto di Saddam non portò mai Babilonia a tornare una città abitata o una capitale politica. I conflitti bellici (la Guerra del Golfo e l'invasione del 2003) interruppero bruscamente i lavori, lasciando le strutture incompiute e, in seguito, saccheggiate.
Dove approfondire
Documentari: Esistono numerosi servizi di testate come Reuters e CNN che mostrano lo stato attuale dei mattoni di Saddam tra le rovine.
Siti di Archeologia: Portali come The Archaeologist analizzano l'impatto distruttivo che la sua ricostruzione ha avuto sull'autenticità del sito.
Wikipedia: La voce Profezia biblica include spesso paragrafi dedicati al tentativo fallito di Saddam come esempio di "profezia negativa" avverata (Babilonia che resta desolata).
Reuters
https://www.reuters.com/article/lifestyle/futuro-di-babilonia-nelle-sue-rovine-al-via-recupero-del-sito-idUSMIE51A0FI/
https://edition.cnn.com/2013/04/04/world/meast/iraq-babylon-tourism
https://www.thearchaeologist.org/blog/the-reconstruction-of-babylon-under-saddam-hussein-a-controversial-legacy
e molto molto altro. Basta cercare su Google Babilonia ricostruita da Saddam Hussein
Cari amministratori , propongo una serie di 10 articoli dal titolo accattivante "Destino scritto. 10 profezie bibliche che la storia ha confermato"
RispondiEliminaPrimo post
L’Arca di Noè: Quando la Profezia del Giudizio divenne Storia
Il racconto del Diluvio è spesso confinato agli scaffali della letteratura per l'infanzia, eppure, nel testo biblico, rappresenta il primo grande spartiacque della storia umana. Non fu solo un evento meteorologico, ma il compimento di una visione profetica che definì il concetto di giustizia divina e salvezza.
1. La Profezia della Pazienza: 120 anni di avvertimento
La Bibbia chiarisce che il giudizio non fu improvviso. Dio annunciò:
«Il mio spirito non rimarrà per sempre nell'uomo, perché egli non è che carne; i suoi giorni saranno centoventi anni» (Genesi 6:3).
Questi 120 anni non erano un limite alla vita umana, ma un "conto alla rovescia" profetico. Mentre Noè costruiva, il mondo osservava. San Pietro descrive Noè come un «predicatore di giustizia» (2 Pietro 2:5), suggerendo che ogni asse di legno posizionata fosse un invito al ravvedimento.
Riflessione: La profezia biblica ha sempre uno scopo redentivo: Dio non annuncia il giudizio perché desidera colpire, ma perché desidera che l'uomo si metta in salvo.
2. Il "Segno" nel fango: La fede contro l'evidenza
Immaginate Noè che costruisce un mastodonte di legno lontano dal mare, in un tempo in cui, secondo alcuni interpreti di Genesi 2:5-6, la pioggia non era ancora un fenomeno comune (si parla di una "nebbia che saliva dalla terra"). La sua era una fede basata esclusivamente sulla Parola profetica.
«Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, mosso da pio timore, preparò un'arca per la salvezza della sua famiglia» (Ebrei 11:7).
Questa è l'essenza della profezia avverata: credere nell'annuncio quando l'orizzonte è ancora limpido, certi che «Dio non è un uomo da poter mentire» (Numeri 23:19).
3. La precisione del compimento
Quando la profezia si avverò, non fu una pioggia passeggera, ma un collasso geologico. La Scrittura usa termini tecnici precisi:
«In quel giorno, tutte le fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo si aprirono» (Genesi 7:11).
La scienza moderna riconosce oggi l'esistenza di enormi riserve d'acqua nel mantello terrestre (il "grande abisso"). Il fatto che questa descrizione sia stata scritta millenni fa è, di per sé, una prova della natura ispirata della profezia. Come disse il celebre archeologo William F. Albright: «Non ci può essere alcun dubbio che il racconto del Diluvio poggi su una base storica reale».
4. L'Arca come profezia del futuro
Gesù stesso utilizzò il compimento della profezia di Noè per avvertire le generazioni future, collegando il passato al nostro presente:
«Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo» (Matteo 24:37).
L'Arca non era solo una barca; era un tipo, un'ombra profetica di una salvezza più grande. Proprio come c'era una sola porta nell'Arca (Genesi 6:16), la Bibbia punta a un'unica via di uscita dai giudizi della storia.
Cosa dicono alcuni scienziati sul Diluvio
Elimina1. Dr. Andrew Snelling (Geologo)
Direttore della ricerca per Answers in Genesis, Snelling sostiene che gli strati sedimentari globali siano la prova schiacciante di una catastrofe idrica.
Answers in Genesis
"Se il Diluvio di Genesi è realmente accaduto, cosa dovremmo aspettarci di trovare? Miliardi di creature morte, sepolte in strati di roccia depositati dall'acqua in tutta la Terra. Ed è esattamente ciò che troviamo".
Answers in Genesis
2. Dr. John Baumgardner (Geofisico)
Noto per aver sviluppato TERRA, un software di simulazione del mantello terrestre utilizzato anche in ambito accademico laico, Baumgardner ha proposto la teoria della Tettonica delle Placche Catastrofica.
"Gli strati di sedimenti della Terra che contengono fossili... testimoniano chiaramente un cataclisma globale oltre ciò che la mente umana possa minimamente immaginare".
Liberty University
3. Dr. Walt Brown (Ingegnere Meccanico, ex Colonnello Air Force)
Autore della Teoria dell'Idroplacca, Brown sostiene che enormi riserve d'acqua sotto pressione sotto la crosta terrestre siano esplose, causando il diluvio e la deriva dei continenti.
"Il Diluvio di Genesi non è stato solo un lungo periodo di pioggia; la pioggia è stata una conseguenza visibile di eventi molto più potenti originatisi nelle profondità della superficie terrestre".
4. Dr. Robert Gentry (Fisico nucleare)
Celebre per i suoi studi sugli aloni radioattivi del polonio nei graniti precambriani, Gentry ha sostenuto che queste rocce si siano formate quasi istantaneamente.
"I fossili trovati in queste rocce forniscono la prova di un seppellimento rapido... indotto da eventi catastrofici soprannaturali associati a un diluvio mondiale".
5. Dr. Kurt Wise (Paleontologo, allievo di Stephen Jay Gould a Harvard)
Wise studia la disposizione dei fossili come prova del seppellimento sequenziale degli ecosistemi durante l'innalzamento delle acque.
"Il record fossile può essere interpretato come una prova della storia biblica e del giudizio di Dio attraverso il diluvio di Noè".
Punti chiave della ricerca "creazionista scientifica":
Velocità di deposizione: Molti di questi studiosi citano i fossili polistrati (alberi che attraversano più strati di roccia) come prova che tali strati si siano formati in giorni o ore, non in ere geologiche.
Assenza di erosione: Notano che tra gli strati sedimentari (come quelli del Grand Canyon) non ci sono segni di erosione prolungata, suggerendo che siano stati depositati uno sopra l'altro in rapida successione.
Genetica: Ricercatori come Nathaniel Jeanson sostengono che la diversità genetica umana attuale sia compatibile con una discendenza da tre coppie (le mogli dei figli di Noè) circa 4.500 anni fa.
Ricercatori di punta e nuove scoperte (2024-2026)
EliminaDr. Tim Clarey (Geologo, ICR): Ha completato un'analisi massiccia della stratigrafia globale chiamata Progetto Megasequenze. Studiando i dati delle perforazioni petrolifere e dei pozzi in cinque continenti, sostiene di aver trovato una sequenza di depositi sedimentari simultanei che dimostrano come l'acqua abbia progressivamente sommerso le terre emersed.
Dr. Dan Biddle (Presidente di Genesis Apologetics): Nel 2026 ha pubblicato una sintesi delle "20 prove schiaccianti" del Diluvio, integrando dati su dinosauri, geologia e paleontologia.
Dr. Andrew Snelling: Continua a sostenere che l'esistenza di miliardi di fossili marini sepolti in strati che coprono interi continenti (come quelli visibili nel Grand Canyon) sia la prova di un evento idrico catastrofico globale e rapido
Vedere anche Rolf Furuli e le sue opere letterarie e scientifiche sul Diluvio. Ma esistono migliaia di lavori scientifici accurati e documentati
Deserto: Segue un mio breve pensiero sulla scrittura di Genesi 6:3 che dice: “Geova allora disse: “Il mio spirito non tollererà l’uomo all’infinito, perché è solo carne. Pertanto vivrà120 anni”. Qui sembra che Geova stesse parlando non con un essere umano bensì con qualcuno al suo fianco nel reame spirituale. Genesi 6:3 è un versetto fondamentale che segna una svolta cruciale nel racconto biblico, subito prima del diluvio universale. Indica un periodo di 120 anni di avvertimento, durante il quale Noè avrebbe predicato il pentimento prima che il diluvio distruggesse il sistema corrotto della terra – purtroppo insieme a molti animali. Infatti la scrittura di Ebrei 11:7 dice proprio questo: “Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, mostrò timore di Dio e costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e mediante tale fede condannò il mondo ed ereditò la giustizia che deriva dalla fede.” E poi 2 Pietro 2:5.” Non si trattenne nemmeno dal punire il mondo antico, ma quando portò il diluvio su un mondo di empi salvò Noè, predicatore di giustizia, e altre sette persone. Sembra che Noè non solo fu un costruttore di una salvezza, ma fu pure un predicatore di giustizia, volendo salvare dei suoi contemporanei. Evidentemente lui non sapeva quando tempo sarebbe trascorso tra il comando datogli da Dio di costruire l’arca all’arrivo del diluvio, perché sembra che in Genesi 6:3 Dio stesse parlando non con Noè ma con uno del Suo reame. Ma quando inizio a costruire l’arca della salvezza, Noè poté fare i calcoli approssimativi della fine incombente.
RispondiEliminaGenesi 6:3 evidenzia la santità di Dio contrapposta alla corruzione umana. È un atto di giudizio ma anche di misericordia: Dio avverte l'umanità tramite Noè del limite raggiunto, offrendo tempo per il pentimento prima che la "carne" (cioè il peccato) prenda il sopravvento totale. Sembra che quel atto di misericordia durò ca. 120 anni. In sintesi, Genesi 6:3 mostra il momento in cui Dio dichiara nel suo mondo che la malvagità umana ha superato il limite sopportabile, segnando la fine di un’era e ponendo fine alla pazienza divina verso una società totalmente corrotta. Geova aspetta sempre finché il peccato non raggiunga il limite della sua pazienza, pure dovendo pazientare per secoli (leggi Genesi 15:16). Ma quando il peccato raggiunge il limite della sua pazienza legata ad una giustizia divina assoluta, allora egli diventa pure “un fuoco consumante” (Deuteronomio 9:3; Ebrei 12:29).
@Neemia il mio ultimo commento rispondeva alla tua risposta ma che hai cancellato, senza la tua risposta il mio commento non ha senso non si capisce ...
EliminaBuongiorno, vorrei aprire una discussione sulla lettera sulle scorte alimentari e non che mi sembra la solita manfrina.....
RispondiEliminaNon vedo tutta sta urgenza.
Ciao
Ecco un piccolissimo elenco di libri scritti da scienziati credenti o che trattano la vita di ricercatori di fede:
RispondiEliminaLibri scritti da scienziati contemporanei
Il linguaggio di Dio. Alla ricerca dell'armonia fra scienza e fede di Francis Collins: Collins, genetista di fama mondiale e già direttore del Progetto Genoma Umano, racconta il suo passaggio dall'ateismo alla fede, spiegando come le scoperte sul DNA riflettano il "linguaggio" del Creatore.
La genetica di Dio di Francis Collins: una riflessione sintetica su come lo studio della medicina e della biologia lo abbiano portato a considerare la ragionevolezza della fede.
Modern Physics and Ancient Faith di Stephen M. Barr: Il fisico teorico Stephen Barr esplora come la fisica moderna (cosmologia, meccanica quantistica) non sia in conflitto con le dottrine cristiane tradizionali, ma anzi offra nuovi spunti di riflessione.
The Language of Science and Faith di Karl Giberson e Francis Collins: un testo strutturato come una serie di risposte dirette alle domande più comuni sul rapporto tra evoluzione, creazione e verità biblica.
Saggi e raccolte su scienziati credenti
Scienziati, dunque credenti. Come la Bibbia e la Chiesa hanno creato la scienza sperimentale di Francesco Agnoli: un'analisi storica che sostiene come la mentalità biblica abbia fornito il fondamento razionale necessario per la nascita della scienza moderna.
Scienziati di fede: storie di brillanti scienziati che credono in Dio di Christy Monson: raccoglie le biografie di 28 scienziati illustri, da Maimonide fino ai ricercatori contemporanei, che hanno mantenuto una fede profonda parallelamente alle loro scoperte.
Il Dio degli scienziati di Antonio Gliozzo (dedicato a Enrico Medi): esplora la figura di Enrico Medi, fisico e politico italiano che visse la scienza come una forma di contemplazione del divino.
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Opere di riferimento su Scienza e Bibbia
The Comprehensive Guide to Science and Faith di William A. Dembski e altri: un'opera enciclopedica che esamina le scoperte scientifiche alla luce della verità biblica, affrontando temi come il disegno intelligente e la storia del cosmo.
The Case for God - Belief Verses Science? di Gregory A. Rogers: Scritto da un chirurgo di volo della NASA, il libro interpreta le equazioni fisiche e i fenomeni cosmici come espressioni dirette del lavoro di Dio nell'universo, citando profezie bibliche e principi scientifici.
Molti dei padri della scienza moderna, come Isaac Newton, Niccolò Copernico e Galileo Galilei, hanno dedicato parte dei loro scritti alla teologia o alla difesa della Bibbia, vedendo la natura e le Scritture come "due libri" scritti dallo stesso Autore.
Esistono diversi testi fondamentali scritti da importanti figure militari ebraiche (spesso con un solido background accademico) che analizzano i racconti biblici non solo come testi religiosi, ma come resoconti storici di tattica militare legati indissolubilmente alla geografia della Terra d'Israele.
RispondiEliminaOpere principali in lingua italiana
Le grandi battaglie della Bibbia di Chaim Herzog e Mordechai Gichon: Questo è probabilmente il testo più celebre sul tema. Herzog (generale e sesto Presidente di Israele) e Gichon (colonnello e archeologo) analizzano le campagne militari dall'invasione di Canaan fino alla rivolta dei Maccabei. Il libro spiega come le vittorie degli antichi Israeliti fossero basate su una profonda conoscenza del terreno e su tattiche di sorpresa, confermando l'accuratezza topografica dei testi biblici. Puoi trovarlo presso rivenditori come IBS o eBay.
Opere fondamentali di generali-archeologi (spesso in inglese o tradotte)
The Art of Warfare in Biblical Lands di Yigael Yadin: Yadin è stato Capo di Stato Maggiore dell'IDF e uno dei più grandi archeologi israeliani. In quest'opera analizza lo sviluppo delle armi e delle fortificazioni (come quelle di Hazor e Megiddo) integrando le scoperte archeologiche con le tattiche descritte nella Bibbia. Il libro è disponibile in vari formati su Amazon.it.
Masada di Yigael Yadin: Sebbene focalizzato sulla fortezza erodiana e la rivolta contro i Romani, il testo è un esempio magistrale di come la geografia (la posizione inespugnabile sul Mar Morto) condizioni la strategia difensiva.
Living with the Bible di Moshe Dayan: Il leggendario generale Dayan, appassionato di archeologia, scrisse questo libro (pubblicato anche come Vivere con la Bibbia) in cui ripercorre i luoghi biblici mettendoli in relazione con la storia militare e la sua esperienza personale sul campo durante le guerre moderne