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05 aprile 2026

Ogni anziano / sorvegliante / insegnante è parte dello schiavo fedele e discreto/saggio ? E quello malvagio ?

 


Nel piano decennale filtrato nel 2024 circa un anno dopo l'uscita di Anthony Morris dal Corpo Direttivo vengono enunciate molti cambiamenti che probabilmente avverranno in un arco temporale di 10 anni circa. Uno di questi è interessante secondo la fuga di notizie che non sappiamo sia vera ovviamente ci sarà un nuovo intendimento l'ennesimo sull'identità dello schiavo fedele e discreto. Prima come ricorderete erano tutti gli unti in vita dalla morte di Gesù fino ad oggi, poi negli ultimi 10 anni si dice sia il Corpo Direttivo. La modifica dice che la nuova comprensione dirà che lo schiavo fedele e discreto rappresentano tutti i fratelli che hanno responsabilità nel popolo di Dio. Lo schiavo malvagio quindi rappresenta sorveglianti che maltrattano i compagni di fede.


  Un'osservazione esegetica acuta


Hanno colto qualcosa che raramente viene articolato con chiarezza. Ora lo sviluppiamo come argomento logico completo, perché è davvero solido.

La struttura logica dell'argomento

La parabola di Matteo 24 presenta un'alternativa binaria riguardante lo stesso schiavo:

O diventa lo schiavo fedele

O diventa lo schiavo malvagio

Ora poniamo la domanda :

Se lo schiavo fedele = il Corpo Direttivo come classe specifica e predestinata, allora lo schiavo malvagio = chi è esattamente? Questa domanda crea un problema logico insormontabile per la lettura istituzionale.

Il contesto di Matteo 24-25 forma un discorso unico che include altre illustrazioni che seguono le dieci vergini, i talenti, il giudizio delle nazioni. Tutte incentrate sulle responsabilità individuali davanti al Signore.

La chiave biblica di Luca 12:41-48 è illuminante perchè contiene la stessa parabola dello schiavo fedele ma con dettagli che ampliano la spiegazione. Pietro chiede : "Signore, stai dicendo questa parabola per noi o anche per tutti ?" Gesù risponde con la parabola dello schiavo fedele, ampliata, e la conclude con un principio che non lascia molti dubbi sul suo significato : " Si, a chiunque è stato dato molto, molto gli sarà richiesto, e a chi è affidato molto, molto gli sarà richiesto" Luca 12:48. Non si parla di un gruppo separato ma chiunque riceva responsabilità dovrà rendere conto.

Il dilemma della lettura istituzionale

La lettura ufficiale si trova davanti a tre sole opzioni, nessuna delle quali è soddisfacente:

Opzione 1 — Lo schiavo malvagio è un'organizzazione rivale

Ma il testo dice esplicitamente che è lo stesso schiavo — non un personaggio diverso. Non può essere un'entità esterna.

Opzione 2 — Lo schiavo malvagio è il Corpo Direttivo che si corrompe

Questa è logicamente coerente col testo, ma nessuna struttura istituzionale ammetterà mai che la parabola contenga la propria condanna potenziale come avvertimento diretto.

Opzione 3 — Lo schiavo malvagio è ipotetico, non reale

Questa è la via d'uscita più comune: "Gesù usava il condizionale, quindi è solo un avvertimento teorico." Ma questa lettura svuota la parabola di significato pratico — e ignora che Gesù stesso in Luca 12:47-48 applica conseguenze concrete e graduate.

Nessuna delle tre è teologicamente onesta se applicata a una classe predestinata e istituzionale.


Nuovo punto di vista


(premessa : Ezechiele 34 e Atti 20:29,30 mettono in guardia dai pastori/sorveglianti oppressivi simili a lupi)

Se invece lo schiavo rappresenta chiunque abbia una responsabilità — ogni anziano, ogni insegnante, ogni fratello con un incarico — allora l'alternativa binaria acquista perfetto senso:

Ogni persona con responsabilità può esercitarla fedelmente oppure corromperla. La parabola descrive entrambe le possibilità perché entrambe sono reali, concrete e verificabili in ogni congregazione.

Questo spiega:

Il singolare — non una classe astratta ma ogni individuo nella sua posizione specifica

Il condizionale «se dovesse dire nel suo cuore» — una scelta interiore reale, non una predestinazione

La gradazione di Luca 12:47-48 — la responsabilità è proporzionale, distribuita, individuale

Il rendiconto locale di Ebrei 13:17 — ogni anziano risponde per il proprio gregge specifico


L'argomento completo  usando solo testi biblici:

«La parabola presenta uno schiavo che può diventare fedele o malvagio. Se lo schiavo fedele designa un organo istituzionale specifico, chi sarebbe lo schiavo malvagio? Il testo non introduce un personaggio nuovo — è lo stesso schiavo davanti a una scelta. Questo significa che la parabola non designa chi ha autorità, ma descrive come chiunque abbia responsabilità può esercitarla: con fedeltà oppure con dominio. Gli anziani locali, cui Pietro in 1 Pietro 5:1-4 rivolge esattamente la stessa immagine del padrone che ritorna, sono i candidati scritturali più naturali — non come classe superiore, ma come servitori responsabili davanti a Cristo di ciò che gli è affidato.»

La conseguenza nella ecclesia

Se questa lettura è corretta — e le Scritture la supportano solidamente — allora la parabola non fonda un'autorità centralizzata. Fa qualcosa di molto più esigente:

Pone ogni anziano localmente davanti a Cristo, senza intermediari, responsabile direttamente del gregge che gli è affidato.

Questo non indebolisce la guida congregazionale. La rende più seria, più personale, più scritturale — e paradossalmente più umile, perché ogni anziano sa che il padrone può trovarlo come schiavo fedele o come schiavo malvagio, indipendentemente da qualsiasi copertura istituzionale.

La sintesi in una frase

L'esistenza dello schiavo malvagio dimostra che la parabola non può designare una classe predestinata — può solo descrivere una scelta. E quella scelta riguarda chiunque abbia ricevuto una responsabilità verso i fratelli.


In questo senso biblico è possibile che l'organizzazione abbia in mente di approvare questa nuova veduta in armonia con il senso delle parole delle Scritture esaminate. Vedremo se il leak sarà confermato




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96 commenti:

  1. Nel piano decennale filtrato nel 2024 circa un anno dopo l'uscita di Anthony Morris dal Corpo Direttivo vengono enunciate molti cambiamenti che probabilmente avverranno in un arco temporale di 10 anni circa. Uno di questi è interessante secondo la fuga di notizie che non sappiamo sia vera ovviamente ci sarà un nuovo intendimento l'ennesimo sull'identità dello schiavo fedele e discreto. Prima come ricorderete erano tutti gli unti in vita dalla morte di Gesù fino ad oggi, poi negli ultimi 10 anni si dice sia il Corpo Direttivo. La modifica dice che la nuova comprensione dirà che lo schiavo fedele e discreto rappresentano tutti i fratelli che hanno responsabilità nel popolo di Dio. Lo schiavo malvagio quindi rappresenta sorveglianti che maltrattano i compagni di fede.

    Il post esamina alcune scritture interessanti in merito a questo argomento

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    1. L'idea è buona se voglio pompare chi prende la direttiva in sala ormai deluso e fiaccato. Ti faccio diventare parte degli Avengers spirituali...allora torni al tuo lavoro di enforcer con ancora maggiore enfasi.
      Ovviamente è tutto finto ...ma di gente che ha bisogno di contare c'è n'è tanta

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  2. Deserto: Gentile Mission, la risposta definitiva chi sarebbe stato lo schiavo fedele e saggio la troviamo in 1 Pietro 4:10: “Ognuno di voi, nella proporzione in cui ha ricevuto un dono, lo usi per servire gli altri come eccellente amministratore/economo dell’immeritata bontà di Dio espressa in vari modi.” Questa risposta se l’ha data Pietro stesso, perché quando stava con Gesù in Luca 12:41 gli fece una domanda chiara: “Quindi Pietro chiese: “Signore, narri questa parabola solo a noi o a tutti?” Dopo questa chiara domanda da parte di Pietro, Gesù da una dettagliata spiegazione su questo schiavo. Soprattutto in Luca si capisce con maggiore chiarezza il significato dello schiavo fedele. Quando leggiamo 1 Pietro 4:10 capiamo che questo comando e valido per tutti i cristiani battezzati e non solo per quelli che hanno degli incarichi. L’espressione “ognuno di voi” mi sembra abbastanza chiaro. Ogni cristiano sia egli unto o no, donna o uomo. In quella risposta che Pietro stesso si da non vi è neanche distinzione tra donna (sorella) o uomo (fratello). La frase “nella proporzione in cui ha ricevuto un dono” può significare, che chi ha delle responsabilità in congregazione ha l’obbligo di distribuire il “cibo” in maniera più attiva.
    Io spero che qualcuno dalla Betel legga i nostri ragionamenti e rifletti prima di fare dei cambiamenti azzardati che poi ci portano ancora più lontano dalla verità!

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    1. Gentile Deserto, il tuo accostamento tra la domanda di Pietro in Luca 12 e la sua risposta in 1 Pietro 4:10 è davvero acuto e offre uno spunto di riflessione profondo sulla responsabilità individuale di ogni cristiano. È vero che Pietro esorta 'ognuno' a essere un buon amministratore dei doni ricevuti, eliminando ogni pretesa di superiorità gerarchica.
      Tuttavia, se analizziamo il contesto della lettera, notiamo un dettaglio illuminante. Nel capitolo 4, Pietro sta parlando alla collettività dei fedeli (i 'residenti temporanei' dispersi) riguardo all'amore, all'ospitalità e ai doni pratici che tutti devono usare per servirsi gli uni gli altri. Ma è proprio subito dopo, all'inizio del capitolo 5 (versetti 1-2), che Pietro cambia destinatario e si rivolge specificamente a una categoria precisa: 'Esorto quindi gli anziani che sono fra voi... pascete il gregge di Dio affidato alle vostre cure'.
      Questo suggerisce una sfumatura importante: sebbene 'ognuno' sia amministratore della grazia di Dio (cap. 4), il compito specifico di 'pascere' (ovvero distribuire il cibo spirituale della parabola) sembra essere affidato da Pietro a chi ha la responsabilità di guidare la congregazione (cap. 5). In quest'ottica, lo 'schiavo fedele' non sarebbe né un unico vertice mondiale, né indistintamente ogni singolo battezzato, ma l'insieme di quegli uomini che, localmente e con umiltà, si spendono per nutrire e proteggere il gregge. Che ne pensi di questa distinzione tra il servizio generale di tutti e l'incarico specifico di pastore?

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    2. Ach'io , forse per la prima volta mi trovo in sintonia con Deserto. ed è interessante il commento di Missione di Pietro che prima parla di una categoria di persone , e poi parla degli anziani di congregazione come si devono comportare come pastori. Forse la natura stessa ci da un esempio in merito. guardiamo il pastore letterale di un branco di pecore, a questo punto sorge la domanda , il pastore deve essere per forza un uomo ? link, vedere anche il video
      https://www.google.com/search?q=Che+ruolo+ha+un+pastore+di+pecore+nel+pascere+un+gregge+letterale+di+peccore+%3F&rlz=1C1GCEA_enIT1202IT1202&oq=Che+ruolo+ha+un+pastore+di+pecore+nel+pascere+un+gregge+letterale+di+peccore+%3F&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCjc0Nzg3ajBqMTWoAgiwAgHxBWXjIzYiQEeF8QVl4yM2IkBHhQ&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:e19419f0,vid:Afe9zBqFO0w,st:0

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    3. Gentile Mission, nelle scritture Greche Cristiane vi è una specie di gerarchia, ma non per signoreggiare sul gregge, bensì per curarsi delle pecore (1 Pietro 5:2,3). Vi sono i presbyteros (anziani o i più anziani), episkopos (sorveglianti/anziani) e i diakonos (servitori di ministero). Ma tutti questi sono nei loro rispettivi ordini per servire e non per dettare legge o signoreggiare sul gregge. Questi son quelli che danno il “100” come dice la scrittura in Matteo 13: 8 che parla del seminatore: “Altri ancora caddero sul terreno eccellente e iniziarono a dare frutto, questo 100, quello 60, l’altro 30 volte tanto.” La maggior parte nella “gerarchia” sono quelli che avrebbero dato il “30”, ma in linea di massima, tutti devono dare qualcosa; ecco il significato della risposta di Pietro in 1 Pietro 4:10. Ora nel contesto di 1 Pietro 4 vediamo che l’apostolo parla a tutti e questo si evince molto bene nel versetto 8 e 9: “Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati. 9 Siate ospitali gli uni con gli altri, senza lamentarvi.” Se avesse parlato solo agli anziani come poi fa nel capitolo 5, allora avrebbe comandato (per esempio): “Soprattutto, abbiate intenso amore per il gregge, perché l’amore copre una gran quantità di peccati.” Poi: “Siate ospitali con coloro che il Signore vi ha affidato, senza lamentarvi”. Ma questo non lo dice, ed è chiaro che parla in linea di massima. Tutti dobbiamo amarci (Giovanni 13:35) e senza distinzione di livello “gerarchico”; il comando sull’amore è per tutti! Sull’ospitalità non mi allargo troppo, dato che la Bibbia ne parla in diversi punti ed è un comando per tutti. Ora andiamo nel capitolo 5. Li l’apostolo comincia chiaramente a rivolgersi agli anziani (presbyteros). Leggiamo 1 Pietro 5:1: “Perciò, essendo un anziano anch’io, testimone delle sofferenze del Cristo e partecipe della gloria che dev’essere rivelata, do agli anziani fra voi questa esortazione:…” Qui cambia decisamente il pubblico a cui lui fa riferimento. Infatti si rivolge ad un pubblico che è responsabile di dare il “100”. Se non fosse così, i traduttori non avrebbero fatto una netta distinzione tra il capitolo 4 e il capitolo 5. Dato che inizia un nuovo capitolo, inizia anche un altro argomento. Vi è una netta differenza tra i capitoli 4 e 5. Penso che la frase iniziale di 1 Pietro 5 dovrebbe iniziare cosi: “Esorto dunque gli anziani tra voi…”e non con la parola “perciò”. Questa parolina fa confusione e potrebbe portare ad una conclusione errata. Potrebbe far pensare che l’apostolo intendesse che per quello che ha elencato nel capitolo 4 dovrebbe essere applicato solamente agli anziani. E questo è fuorviante. Poi se leggiamo il versetto 19 di 1 Pietro 5, vediamo che inizia con “perciò”, ma se tirassimo il numero 5 che sta per il capitolo, subito la prossima frase inizia di nuovo von la parola “perciò”. Questo è grammaticalmente scorretto, iniziare due volte una frase che si sussegue, con la stessa parola.

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    4. parte 2- Adesso andiamo a vedere un particolare sullo “schiavo” là dove è esposto in maniera più dettagliata. Leggiamo Luca 12: 47,48: “Quello schiavo dunque che ha capito la volontà del suo signore ma non si è preparato o non ha fatto secondo quanto gli era stato chiesto sarà picchiato con molti colpi. 48 Ma chi non ha capito e per questo ha fatto cose per cui meriterebbe di essere picchiato riceverà pochi colpi. In realtà, a chiunque è stato dato molto sarà richiesto molto, e a colui al quale è stato affidato molto sarà richiesto più del solito.” Qui ci sono diversi tipi di “schiavi”. C’è lo “schiavo” che ha capito la volontà del suo signore (quindi ha ricevuto il “100”), ma che per cause di pigrizia non ha fatto tutto in maniera corretta. Questo sarà picchiato con molti colpi (non ucciso!). Poi c’è quello “schiavo” che non ha capito (questo perché invece di studiare la volontà del suo signore a studiato il pelo nell’occhio di suo fratello – prestate attenzioni voi grandi della Watchtower!) che riceverà pochi colpi. Questa è una consolazione per il corpo direttivo dei Testimoni di Geova; non sarà né ucciso e né riceverà molti colpi, perché non aveva capito. Poi c’è la frase conclusiva che riassume, rivolgendosi a tutti quelli a cui è stato affidato molto: a loro sarà richiesto più del solito, ecco di nuovo il “100”. Con questo in mente, per logica si capisce che ci sarebbero stati coloro che avrebbero ricevuto meno, cioè o il “60” oppure il “30” (Matteo 13:8). Ma tutti noi cristiani in qualche modo abbiamo ricevuto un dono, chi più chi meno. Già il fatto che abbiamo conoscenza, ci rende responsabili. Quindi dobbiamo tutti amministrare in qualche modo questo dono. Chi il “30”, chi il “60” e chi il “100”. Tutti coloro che hanno accettato il Cristo sono il “terreno eccellente” che porta frutto se amministrano bene.

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    5. Gentile Topolino, grazie di aver condiviso i miei pensieri. Capisco il tuo assillo, per cui purtroppo nel contesto biblico non c’è soluzione. Il ruolo che hanno sia gli uomini che le donne in ambito dell’insegnamento pastorale e ben definito nella prima lettera ai Corinti che l’apostolo Paolo scrisse per mettere a posto diversi problemi. Leggiamo 1 Corinti 14:33, 34: “Infatti Dio non è un Dio di disordine, ma di pace. Come in tutte le congregazioni dei santi, 34 le donne stiano in silenzio nelle congregazioni, perché a loro non è permesso parlare; piuttosto siano sottomesse, come dice anche la Legge.” Lui mette questo comando in relazione con l’ordine. Seguendo i suoi comandi (quelli di Paolo), l’ordine nella congregazione si mantiene in base alla volontà di Dio. Paolo parla sotto ispirazione, ed è come se stesse parlando Dio stesso. Che le donne non devono insegnare nella congregazione come dei pastori, non è un comando dato da uomini macisti ma da Dio. Non ha nulla a che vedere con il sottomettere o denigrare le donne, ma con l’ordine teocratico per mantenere la pace con Dio. E volontà di Dio e come dice la scrittura sempre in 1 Corinti 4:6 di ‘non andare oltre ciò che è scritto’, così noi ci dobbiamo attenere a alla scrittura ispirata. Non che le sorelle non avrebbero le capacità, per carità! Conosco una predicatrice televisiva (Joyce Meyer), che con molto carisma da delle interessanti spiegazioni in merito alla Bibbia. Ma se Dio ha proibita a delle sorelle, di pascere il gregge come dei pastori, un motivo c’è. Faccio un banale esempio con il fumo. In principio, quando uno comincia a fare uso di tabacco, si sente molto soddisfatto. Ma con il passare degli anni, comincia a sentire l’effetto negativo. A volte ci vogliono decenni, per capire che il fumo in sintesi fa male. E cosi, forse, è per le sorelle che vogliono fare il pastore del gregge. In principio può sembrare tutto bello, ma con l’andare del tempo possono sorgere dei problemi legati alla caratteristica femminile. Ti prego, di non offenderti, e solo una mia ipotesi. Il motivo vero, perché Dio abbia proibito alle sorelle di pascere il suo gregge, lo sa solo lui.
      Ognuno ha il suo posto nell’universo. La donna può partorire un essere umano; l’uomo no. Ma non per questo gli uomini se la prendono male con le donne. L’uomo è fatto per i lavori più pesanti; questo fa parte della sua natura fisica. Questo solo per fare alcuni esempi banali. Nel rame spirituale abbiamo gli angeli, i serafini i cherubini, abbiamo Gesù risuscitato alla vita immortale e infine Dio onnipotente. Ognuno di loro ha un compito specifico. Vi è un ordine. Ma appena alcuni lassù hanno deviato da quell’ordine, ecco il risultato, lo vediamo in maniera più dolorosa qui sulla terra. Man mano che il tempo prosegue in avanti, vediamo sempre più chiaro il risultato di quella deviazione dall’ordine divino. Al principio di quel peccato il danno non era ancora così evidente. Ma appena ci si allontanava sempre di più da quella deviazione con il passar del tempo, il risultato diveniva sempre più evidente. Così la stessa cosa per quello che riguarda la congregazione. Se non ci atteniamo ai chiari comandi dei primi cristiani, che parlarono o scrissero per ispirazione, con il tempo ne pagheremo le conseguenze. Comunque volevo, per concludere, ricordare che le donne sono pure tra coloro che riceveranno il dono dell’immortalità in cielo, divenendo degli esseri incorruttibili e potenti che giudicheranno il mondo e schiacceranno Satana sotto i loro piedi (Romani 16:20).

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    6. Grazie per le tue riflessioni, Deserto. Vorrei però approfondire un punto cruciale: la parabola dello schiavo fedele non sembra descrivere la responsabilità generica di ogni cristiano, ma un incarico specifico di servizio e nutrimento verso la congregazione. Ecco perché:
      Il mandato specifico (Luca 12:42):
      Gesù pone una domanda chiave: 'Chi è in realtà l’economo fedele... che il suo signore costituirà sopra il suo corpo di servitori per dare loro a suo tempo la loro misura di viveri?'. Il punto focale qui non è solo 'dare frutto' (come in Matteo 13), ma l’atto di distribuire cibo spirituale agli altri. Questo incarico di 'economo' presuppone una responsabilità verso terzi, tipica di chi insegna e guida.
      Il legame con il pascere (Giovanni 21:15-17):
      Questo concetto richiama il comando di Gesù a Pietro: 'Pasci i miei agnellini' e 'Pasci le mie pecorelle'. Il 'cibo' che lo schiavo deve distribuire è l'istruzione spirituale. Pertanto, lo schiavo rappresenta chi, nella congregazione, ha il compito di istruire e vegliare, proprio come gli anziani che hai citato in 1 Pietro 5:2, i quali devono 'pascere il gregge di Dio affidato alle loro cure'.
      Responsabilità proporzionale (Luca 12:48):
      Concordo con te che a chi è stato dato molto sarà richiesto molto. Ma nota che la distinzione tra 'molti colpi' e 'pochi colpi' è legata a come è stato gestito il corpo di servitori del Signore. Se lo schiavo maltratta i compagni o trascura di nutrirli, ne risponde direttamente. Questo conferma che la parabola si applica a chi ha l'autorità di servire cibo spirituale, non alla condotta privata di ogni singolo componente del 'terreno eccellente'.
      In sintesi, mentre il '30, 60 e 100' di Matteo 13 descrive la crescita spirituale individuale, lo 'schiavo' di Luca 12 descrive la funzione di insegnamento e cura che alcuni hanno verso il resto del gregge.
      Cosa ne pensi di questa distinzione tra il 'produrre frutto' personale e il 'distribuire viveri' alla comunità?"

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    7. Bereano consapevole europeo7 aprile 2026 alle ore 12:12

      Grazie per la tua riflessione sull’ordine teocratico, Deserto. È un tema profondo e, proprio parlando di 'ordine' e di 'compiti specifici', vorrei aggiungere un tassello sul ruolo delle donne. Se è vero che l'insegnamento pastorale in congregazione è affidato agli uomini (1 Corinti 14:34), la Bibbia mostra che le donne non sono affatto escluse dal compito di nutrire e istruire:
      L'evangelizzazione e l'insegnamento privato: In Atti 18:26, vediamo che Priscilla (insieme al marito Aquila) prese in disparte Apollo, un uomo eloquente, e gli 'espose più accuratamente la via di Dio'. Qui una donna ha svolto un ruolo attivo nel 'nutrire' spiritualmente un futuro pilastro della congregazione. Questo dimostra che il 'cibo' spirituale passa anche attraverso le sorelle.

      ps - A conferma che l'ordine divino non è un'esclusione ma una distribuzione di compiti, c'è un passo che definisce proprio la cura pastorale femminile: Tito 2:3-5.
      Qui l'apostolo Paolo scrive che le donne mature devono:
      Essere 'maestre di ciò che è bene' (insegnamento).
      'Recuperare il senno delle giovani donne' (cura pastorale/emotiva).
      Insegnare loro ad amare i mariti, i figli e a essere operose.
      Questo è un vero e proprio mandato di assistenza spirituale. Mentre gli anziani (uomini) si occupano della congregazione nel suo insieme, le sorelle mature hanno un accesso e una sensibilità verso le più giovani che permette loro di svolgere una cura pastorale intima e specifica che un uomo, per ovvi motivi di opportunità e natura, non potrebbe svolgere allo stesso modo.
      In questo senso, le sorelle non sono solo 'beneficiarie' del cibo spirituale distribuito dallo schiavo, ma diventano esse stesse strumenti di nutrimento per una parte vitale del gregge.
      Maestre di ciò che è bene: In Tito 2:3, 4, l'apostolo Paolo esorta le donne anziane a essere 'maestre di ciò che è bene', affinché possano 'incoraggiare le giovani'. Esiste quindi un mandato scritturale specifico di insegnamento femminile che contribuisce alla crescita del corpo di servitori.
      Profetesse e collaboratrici: In Atti 21:8, 9 si parla delle quattro figlie di Filippo che 'profetizzavano'. Profetizzare significa dichiarare i messaggi di Dio. Inoltre, in Romani 16:1, 12, Paolo menziona Febe come 'diacono' (servitrice) e donne come Trifena e Trifosa che 'faticano nel Signore'.

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    8. È molto bello vedere le vostre riflessioni bereano, deserto etc.
      Si vede che Siete persone attente e riflessive.
      Io resto dalla parte della statistica. Che gli anziani fossero o non fossero parte di un classe come lo schiavo, non ha comunque , dimostrato coi suoi frutti che le cose siano guidate dallo spirito.
      Anziano ben disposti ne conosco molti, ma anche conosco anziani che fanno e hanno fatto macelli.
      Se appartenere ai testimoni significa che non ho garanzie di essere trattato in modo amorevole perché gli uomini sono imperfetti (scusa ideale per fare passare qualunque porcheria) che senso ha stare schiavizzato sotto la loro "guida"?

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    9. grazie del tuo commento , ma come hai notato non faccio delle domande a caso ,ri guado alla donna c'è sempre un perché . Riguardo all'apostolo paolo , anche se i suoi suggerimenti possono essere utili ma sono i suoi non quelli di Dio , vedi il capitolo 7 di 1 Corinti. in Genesi 1 27,28 c'è scritto:" Dio creò l'uomo a sua immagine , e a immagine di Dio lo creò ; Maschio e femmina li creò.Dio gli benedisse e disse loro : " Siate fecondi e moltiplicatevi , riempite la terra e soggiogatela dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra . Cenesi 5:1-3 Adamo ed E va sono creati e sono chiamati Adamo o umani Qui Adamo ed Eva sono la stessa persona . Genesi 2:21, 22 Si traduce che Eva viene fatta da una costola di Adamo , ma la parola costola può creare confusione , forse sarebbe meglio che si traducesse che Dio divise la parte donna dalla parte Uomo . invio il linksul significato della parola tradotta costola . e un altro che dimostra che l'uomo non è affatto superiore alla donna , anzi....link
      https://chatgpt.com/share/69d50d61-c420-832c-be3f-9f66f76fdfe7

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    10. l'atro link dello scopritore di come si nasce uomo o donna e fino alla settima settimana di gestazione l'uomo è la donna sono uguali . e meglio essere meno maschilisti e dare alla donno minimo la parità con l'uomo , perché secondo la descrizione che ne viene fatta dallo scienziato scopritore l'uomo è veramente una copia mal riuscita della donna link
      https://docs.google.com/document/d/1c-Kf4_MMYV62b-el5Cy_oeUyWCem1BPSWj1WI75S8-c/edit?tab=t.0

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    11. Deserto: Gentile Bereano consapevole europeo, devo dirti che in sintesi diciamo la stessa cosa. Sono pienamente d’accordo con te per quello che riguarda le donne/sorelle in ambito cristiano. Dato che loro pure sono una parte dello schiavo fedele e saggio, ricoprono quasi le stesse mansioni dei fratelli. Avvolte sono anche più attive dei maschi. Solo che Paolo voleva che loro non facessero questo in maniera ufficiale in congregazione, ma appunto fuori della congregazione. Ma in sintesi fanno quasi le stesse cose come i pastori ufficiali.

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    12. Deserto: Gentile Mission, ti ringrazio per la bella riflessione. La cosiddetta parabola dello “schiavo fedele e saggio” non è solo una parabola, ma è una profezia legata ad una parabola. Vediamo. Dopo che Gesù ebbe dato delle direttive insieme a parabole, Pietro volle sapere se queste cose erano solo per quei discepoli li presenti. Infatti fece questa chiara domanda che troviamo in Luca 12:41: “Quindi Pietro chiese: “Signore, narri questa parabola solo a noi o a tutti?” Gesù non rispose in maniera facile da comprendere in quel momento, come dal solito faceva spesso, ma narro poi questa profezia legata ad una parabola che segue dopo il versetto 41 e va fino al 48. Ora la profezia. Quando Gesù chiede in maniera retorica “chi è in realtà l’economo fedele, il saggio, che il suo signore costituirà sui propri servitori per dar loro la loro porzione di cibo al tempo giusto?” nel versetto 42, parla nel futuro. Infatti la parola “costituirà” è in forma futura. Quando si adempì questa profezia? Esattamente nella pentecoste del 33 E.V. quando fu formata la congregazione cristiana con l’unzione tramite lo spirito santo dei 120 discepoli radunati a Gerusalemme. Da quel momento in poi tutti i cristiani ricevettero in primis il dono della conoscenza (che non era ancora definitiva), che in parte è ancora presente fino ai nostri giorni. Dico in parte, perché c’è confusione nell’apprendimento dell’assoluta verità, altrimenti non staremmo qui a discutere. E questo dono che tutti i cristiani hanno ricevuto li obbliga a dare testimonianza; ecco una parte del cibo che viene distribuita come da un economo, sia dentro che fuori la congregazione. Ripeto, il cibo che ognuno di noi riceve serve sia dentro la congregazione che al di fuori d’essa. Se fosse solamente distribuito da parte di chi ha degli incarichi in congregazione, allora le sorelle che cosa farebbero? Allora le parole di 1 Pietro 4:10 sarebbero rivolte all’aria. Ma come ho già spiegato, li in 1 Pietro 4:10 l’apostolo non parla solamente a degli uomini che hanno degli incarichi in congregazione, ma li parla a tutta la comunità cristiana. Poi nel prossimo capitolo (5) lui si rivolge agli anziani. Ma prima del capitolo 5 parla a tutta la congregazione, incluse le donne/sorelle.
      Perché si può pure dire che non solo i cristiani unti hanno quest’obbligo o privilegio di essere degli economi? Perché non vi è differenza tra unto e non. Tutti sono cristiani con la stessa speranza per un regno. A proposito leggiamo il passo di Efesini 4:4-6: “C’è un solo corpo, e un solo spirito, come del resto siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra chiamata; 5 un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; 6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce mediante tutti ed è in tutti.” Il ‘solo corpo’ significa il corpo del Cristo, quindi gli unti. ‘Un solo spirito’ significa unione ed è valido per tutti i cristiani, perché è lo stesso spirito che agisce in ognuno di noi e non per forza deve ungere. Ognuno viene chiamato alla sua personale speranza: o quella celeste o quella terrena. Aspiriamo tutti al regno, con l’unica differenza che alcuni andranno in “cielo” come re e sacerdoti, altri rimarranno come sudditi del regno qui sulla terra. ‘Un solo Signore’, questo vale per tutti i cristiani. ‘Una sola fede’ significa che tutti abbiamo la stessa fede in Cristo e in Geova. ‘Un solo battesimo’ significa che bisogna battezzarsi solo nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito santo. E come ultimo vi è ‘un solo Dio e Padre di tutti, che agisce mediante tutti ed è in tutti’, quindi non vi è distinzione tra unti e non e neanche distinzione di sesso. Nota bene ‘un solo Dio’ e non una forma trinitaria! In sintesi Gesù con la parabola insieme ad una profezia dello schiavo fedele e saggio, voleva dire di fare a gara tra noi cristiani facendo tutto il possibile come degli economi per poi essere approvati. Tutto qui. Spero che con questa ho potuto dare un ulteriore chiarimento.

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    13. @Deserto. Domanda: ti cito

      "Aspiriamo tutti al regno, con l’unica differenza che alcuni andranno in “cielo” come re e sacerdoti, altri rimarranno come sudditi del regno qui sulla terra"

      e ancora

      "non vi è distinzione tra unti e non e neanche distinzione di sesso".

      Pensi che tutti i cristiani battezzati debbeno mangiare gli emblemi indipendentemente se sudditi o re/sacerdoti?

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    14. Ti ringrazio per la spiegazione accurata, che sottolinea l'importanza di sentirsi tutti coinvolti nell'opera cristiana. Tuttavia, vorrei farti riflettere su un punto: sebbene ogni cristiano abbia il privilegio di dare testimonianza, la parabola di Luca 12 sembra indicare una distinzione di ruoli.
      Gesù parla di un economo che viene costituito 'sopra i propri servitori' per dispensare il cibo. Questo suggerisce che, mentre tutti i cristiani sono 'servitori', lo schiavo rappresenti nello specifico coloro che hanno la responsabilità di guidare e istruire la comunità, come i pastori o chi ha incarichi di insegnamento. Se lo schiavo coincidesse con l'intera congregazione, verrebbe meno la distinzione testuale tra chi amministra il cibo e chi lo riceve (i domestici).
      In quest'ottica, la parabola non toglie nulla al valore delle sorelle o degli altri fedeli, ma sottolinea il peso maggiore che ricade sui responsabili, a cui 'sarà chiesto molto di più' proprio per l'incarico ricevuto (Luca 12:48). Che ne pensi di questa distinzione tra il dovere di testimoniare di tutti e il compito specifico di pastore?

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    15. Consapevole bereano europeo8 aprile 2026 alle ore 10:34

      Ti ringrazio per il riscontro, Deserto. È vero che l’impegno delle sorelle è straordinario e spesso superiore a quello di molti fratelli, a seguire credo ci sia una distinzione fondamentale da fare per non confondere i ruoli.
      Se analizziamo bene la parabola, l'economo (o schiavo) viene costituito dal Signore 'sopra i suoi domestici' (i servitori) con il compito specifico di dispensare il cibo. Se lo schiavo coincidesse con tutti i cristiani (incluse le sorelle), chi sarebbero i 'domestici' che ricevono il cibo?
      Nella struttura biblica, l’economo rappresenta chi ha la responsabilità pastorale e di insegnamento ufficiale all'interno della congregazione. Mentre l'opera di testimonianza esterna accomuna tutti, il ruolo dello schiavo descritto da Gesù implica un’autorità e un compito di nutrimento spirituale che la Bibbia affida specificamente ai pastori e ai responsabili nominati. Confondere l'attività zelante di una sorella con il ruolo dell'economo rischia di annullare la distinzione che Gesù stesso ha posto nella parabola tra chi amministra e chi riceve la cura. Che ne pensi di questa distinzione positiva tra l'economo e i domestici?"
      Ti sembra che questo punto sulla distinzione tra chi amministra e chi riceve sia chiaro abbastanza o lascia dubbi? Cosi posso chiarire ulteriormente anche se mi rendo conto offuschiamo il blog dal suo scopo

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    16. Sintesi illuminante.Forse W.Tyndale può aiutarci a comprendere chi sia lo schiavo fedele
      Se applichiamo il pensiero di Tyndale :
      Chi è lo schiavo? Chiunque dispensa fedelmente la Bibbia senza inquinarla con poteri umani.
      Qual è il suo compito? Insegnare la giustificazione per fede e la libertà cristiana.
      Qual è la lezione? La parabola serve ad ammonire i leader religiosi: se diventano arroganti o violenti, saranno giudicati dal Signore al suo ritorno.
      Tyndale avrebbe probabilmente visto in ogni cristiano che studia e condivide le Scritture con fede un potenziale "servitore fedele", poiché per lui la vera chiesa è l'assemblea invisibile di tutti coloro che sono stati "lavati nel sangue di Cristo"

      Quindi ogni cristiano che insegna le Scritture sia nel ministero che in congregazione. Più responsabilità di insegnamento abbiamo più ci sarà rrsponsabilità. A chi è stato dato molgo sarà richiesto molto

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    17. Mangiare o non mangiare gli emblemi. Allora io sarei per una riforma della commemorazione. Semplice discorso, se vogliamo una preghiera a metà discorso. Poi tutti a casa. E chi vuole essere unti (tanto ultimamente nascono come funghi), lo mangia a casa. Cosi evitiamo equivoci, evitiamo che alcuni non presi in considerazione per le nomine, prendano gli emblemi come premio di consolazione. E tagliamo la testa al toro. Oramai in sala nella mia zona, siamo incuriositi da chi prende gli emblemi di nuovo. Allora perchè non togliere agli pseudo "unti" o "falsi unti", la soddisfazione di farlo in pubblico? Perchè nessuno ci arriva nemmeno il CD? Ci sono persone invitate e del mondo. Che vedono tutto. Due invitati mi hanno detto: ma voi siete matti, fate prendere gli emblemi a quelli malati di mente? sarebbe da meditare su tutto ciò, non credete?

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    18. Le sorelle non hanno nessuna voce in capitolo neanche nel fare le pulizie. in sala del regno è sempre sotto la direttiva dell'uomo compreso quello di comprare cenci scope de detersivi che è un un anziano o servitore di ministero , mentre in casa è la donna ad avere la direttiva in merito , si è visto in casa un anziano o un servitore di ministero dare consigli alla moglie su cosa fare per pulire ,lavare stirare e fare da mangiare ? chi decide per andare a fare la spesa , e chi paga ? raramente paga l'uomo , solo in casi eccezionali Gesù aveva diverse donne che lo seguivano , troviamo scritto che Gesù dice loro cosa dovevano o non dovevano fare? La donna può fare tutto ciò che l'uomo può fare l'uomo e ha tutto ciò che l'uomo ha ( vedi " l'umo è una donna mal riuscita") non può fare quello che la donna può fare , per esempio concepire un figlio anche con la clonazione di se stesa , e portare a termine la gestazione e partorire , l'uomo no . Quando ero ragazzo le mogli che partorivano , dopo si portavano i pargoli nei campi e lavoravano la terra , nonostante l'oneroso e gravoso incarico di mamme ( Vedi proverbi 30: dal 10 in poi . Alle donne noi maschi diamole il merito che veramente si meritano , altrimenti , diventano degli oggetti da usare a nostro piacimento , Gesù dopo la resurrezione non si presenta agli apostoli , agli uomini ma alle donne , per far riferire loro della risurrezione , questa è la realtà.

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    19. @Orazio. La tua superficiale inonia in questo contesto è fuori luogo! Credo che sia fondamentale per ogni cristiano capire se una interpretazione abbiano limitato la nostra relazione col Signore escudendoci da una comunione così fondamentale!

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    20. Deserto: Gentili lettori sull’argomento che ha fatto fumare più teste durante tutta l’epoca cristiana, che l’assillo sull’eterna verginità di Maria semper virginis madre di Gesù.
      La parabola profetica sullo schiavo fedele e saggio, sarebbe veramente facile da capire se non ci fosse la risposta data da Pietro praticamente a sé stesso ca. 30 anni dopo la domanda che fece a Gesù in Luca 12:41. Questa risposta di Pietro in 1 Pietro la troviamo nel capitolo 4, versetto 10. Se non fosse per questa risposta, allora potrebbe pure essere come dite voi, che ci fosse una classe di uno schiavo distributore e di una classe inferiore di servitori. Ma ora chiediamoci: chi è superiore uno schiavo o un servitore? Lo schiavo non è la stessa cosa di un servitore? O di chi è servitore lo schiavo? O di chi è servitore il servitore menzionato in questa parabola profetica? Non siamo tutti amministratori della verità? Non siamo tutti economi della verità? Non siamo tutti schiavi del nostro Signore? Non siamo tutti servitori sia del nostro Signore che dei nostri fratelli che a sua volta sono anche essi dei servitori? Non siamo tutti schiavi gli uni degli altri? Non ci serviamo tutti a vicenda? Ecco un esempio in Galati 5:13: “Fratelli, siete stati chiamati alla libertà; solo non usate questa libertà come pretesto per soddisfare i desideri carnali. Al contrario, mediante l’amore siate schiavi gli uni degli altri.” Il pensiero mi sembra chiaro. Un’altra scrittura che illumina potrebbe essere quella di Giovanni 13: 14, 15: “Perciò, se io che sono il Signore e il Maestro vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.15 Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come vi ho fatto io, così facciate anche voi.” Ecco dei servitori che si servono a vicenda. Questi versetti sottolineano che il servizio reciproco è un dato di fatto. Quindi essendo tutti schiavi, servitori, amministratori, ed economi abbiamo tutti lo stesso compito: quello di servirci a vicenda in primis e poi quello di amministrare il tesoro che abbiamo ricevuto anche al di fuori della congregazione. Chi al “100”, chi al “60” e infine chi al “30” (Marco 4:20). Con la parabola dello schiavo, Gesù voleva dire che, dalla nascita della congregazione nel 33 E.V. in poi, tutti i cristiani dovevano impegnarsi al massimo per servire gli altri in modo fedele e saggio, proprio come un buon servitore; praticamente dovevano fare a gara per essere il servitore più servile. C’è da notare che la Watchtower fino al 2012 considerava tutti i cristiani unti, sia fratelli che sorelle, parte di questo schiavo. Avevano quasi ragione al 100%, solo che non avevano capito che tutti devono essere questo tipo di schiavo, sia unti che non. Poi, forse per cause amministrative e forse un po’ per prendere il controllo totale (autocrazia) sulla fratellanza, hanno cambiato in peggio. E questo che mi preoccupa per i futuri cambiamenti. Loro, purtroppo, non si lasciano guidare dalla Bibbia, ma dalle influenze esterne che non hanno nulla a che vedere con la parola ispirata. Non ascoltano mai nessuno che non sia, secondo loro, allo stesso livello. Insomma se la cantano e se la suonano tra di loro.

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    21. 1 Deserto: Gentile Tommaso, con questa cercherò di spiegare in breve. Ti consiglio di leggere i versetti biblici da me indicati per capire meglio. Sei molto perspicace e hai azzeccato un particolare molto importante nel proseguire verso la verità. Alla tua domanda devo risponderti con un sì. Prendiamo il vangelo di Luca nel capitolo 22. Luca spiega meglio degli altri vangeli sinottici. Dal versetto 1 al 18 Gesù osserva la pasqua ebraica con i 12 apostoli. Poi dal versetto 19 al 20 Gesù stabilisce il nuovo patto, sempre con tutti i 12 apostoli. Il nuovo patto è convalidato con il calice che rappresenta il suo sangue. Il sigillo, per così dire, è il suo sangue. Tutti i presenti devono prendere quegli emblemi, altrimenti non fanno parte del nuovo patto! Il vecchio patto istituito con Israele al Sinai tramite Mosè e terminato e non più valido. Qui siamo arrivati alla comprensione di questo specifico patto. Tutti coloro che vogliono continuare a servire Geova e Gesù devono essere in questo patto. Questa realtà è anche confermata in Rivelazione 7:14, dove si legge: ”Subito gli risposi: ”Mio signore, tu lo sai”. E lui mi disse: “Sono coloro che vengono dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello.” Qui si parla della grande folla che sopravvivrà alla grande tribolazione e che non hanno la speranza celeste. Va notato che loro hanno “lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello”. È ovvio che devono prendere gli emblemi altrimenti come fanno a lavare simbolicamente le loro vesti nel sangue? Lo stesso discorso vale pure per Giovanni 6:48-59 dove Gesù spiega che per ottenere la vita eterna i suoi seguaci devono, in maniera simbolica, mangiare la sua carne e bere il suo sangue. Anche per ottenere la risurrezione nell’ultimo giorno e necessario nutrirsi di questi simboli. E si tenga presente che la risurrezione nell’ultimo giorno non è la risurrezione celeste che avrà luogo prima dell’inizio del millennio. Qui Gesù sta parlando della risurrezione terrena nel millennio. Quindi qui l’invito è chiaramente rivolto alla futura grande folla, che come giustamente interpretato dalla Watchtower, è quella folla di esseri umani che non hanno la speranza celeste!

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    22. 2 Deserto: Continuando con Luca al versetto 21 e 23 si capisce che ora Gesù congeda Giuda e lo manda via. Poi dal 24 al 27 c’è una disputa tra i restanti 11 e Gesù li corregge amorevolmente. Ed ecco il premio per quelli che in quel tempo hanno sostenuto Gesù. Dai versetti 28 al 30 Gesù rivela una cosa sensazionale ai suoi fedeli 11 apostoli che poi si espande per tutti quelli chiamati tramite lo Spirito Santo. Stabilisce un altro patto: il patto per un regno. Come suo padre ha stabilito un patto per un regno con Gesù, così Gesù stabilisce quello stesso patto con i suoi fedeli. Questo è il secondo patto a cui solo coloro che hanno l’unzione dello spirito santo potranno accedere (Romani 8:16-17). Il totale di questi sarà di 144.000 unità che formano il vero Israele futuro (Rivelazione 7:4-8; 14:1). Quindi alla “pasqua cristiana” (termine che veniva usato dai primi cristiani fino ed oltre il secondo secolo E.V.) devono partecipare tutti coloro che si definiscono cristiani. Solo che alcuni di questi hanno la speranza celeste ma altri quella terrena. Non tutti rientrano nel “patto per un regno” ma tutti nel nuovo patto. La Watchtower sbaglia quando invita tutti alla commemorazione. La commemorazione è un momento molto intimo per tutti i veri cristiani. Li siamo in comunione con Cristo. E in conformità a ciò l’apostolo Paolo nel capitolo 11 di 1 Corinti dal versetto 20 al 34 spiega che non devono esserci coloro che ‘non sono degni di mangiare il pane e bere il vino’ perché altrimenti ‘mangia e beve un giudizio contro sé stesso’. Quindi al versetto 28 dice chiaramente di esaminarsi prima di accedere a questo pasto, e di ‘accertarsi di essere degno’. Se, come fa la Watchtower, s’invita peste e porci a questa commemorazione, non solo si manca di rispetto al Cristo e a Geova, ma si mette pure sotto condanna coloro che vi partecipano non essendo ‘degni’. Ora immaginiamo se tutti prendessimo gli emblemi alla commemorazione che fa la Watchtower. Non basterebbe un’intera panetteria, ma ci vorrebbero letteralmente delle botti di vino all’entrata. Quindi cosa voglio dire con questo? Semplice: la commemorazione deve essere fatta nell’intimità famigliare o al limite si dovrebbero riunire alcune poche famiglie che si conoscono bene, onde evitare di invitare coloro che non sono ‘degne’. Ma poiché la Watchtower ne fa una pubblicità clamorosa, mancando così di rispetto a colui che la istituì, sarebbe per il momento impossibile per lei cambiare – purtroppo. Così io personalmente, sono andato alla commemorazione pubblica (per rispetto), ma poi arrivato a casa mia, ho fatto la vera commemorazione, nella maniera come Gesù la istituì.

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    23. Quella delle "due speranze" è un invenzione moderna prima di Russell e poi di Rutherford, che hanno interpretato a modo loro alcuni passi che non dimostrano un bel nulla, e in modo chiaro non è biblica ! In effetti i cristiani del primo secolo avevano un unica speranza, quella di un regno celeste, e tutti partecipavano al pasto commemorativo per dimostrare che erano discepoli di Cristo.
      Dopotutto le parole del vangelo di Giovanni non lasciano dubbi, dicendo che chibnon mangia il suo corpo e non beve il suo sangue (simbolicamente) NON HA VITA ETERNA ! E solo queste parole dovrebbero far riflettere.

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    24. Tommaso ok, la tua vuole essere una esegesi piu profonda ok, io ero piu pragmatico. E da un lato pratico. Perchè oramai è diventata una barzelletta. Tutti meditano adesso di prendere gli emblemi, c'è chi nella mente e chi ci medita da anni, poi piano piano prendono forza, ed eccolo mangiano il pane e bevono vino. Ma stiamo scherzando? Anche le persone del mondo si prendono gioco di noi, dalla serie: "siete diventati una barzelletta"....

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    25. @Deserto, Grazie risposta esaustiva👍

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  3. Una riflessione sullo “schiavo fedele e discreto”
    Leggendo con attenzione Luca 12:41-48 e Matteo 24:45-51 emerge un aspetto interessante che merita riflessione.
    Nel racconto del Vangelo di Luca, Pietro chiede se la parabola sia rivolta a un gruppo specifico o a tutti. La risposta di Gesù Cristo non identifica un gruppo preciso, ma mette l’accento sulla responsabilità individuale.
    Anche nel Vangelo di Matteo, la domanda “Chi è lo schiavo fedele e discreto?” sembra invitare alla riflessione personale più che definire un’identità specifica.
    Questo potrebbe suggerire che la parabola non sia focalizzata su un gruppo nel tempo, ma su un comportamento da imitare e su una responsabilità davanti a Dio.
    Forse il messaggio principale è questo: essere fedeli nelle responsabilità ricevute, evitare qualsiasi forma di abuso di autorità e ricordare che a chi è dato molto sarà richiesto molto.

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    1. Atti 2:17,18 - ‘“E negli ultimi giorni”, dice Dio, “verserò del mio spirito su ogni sorta di carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno ... e anche sui miei schiavi e sulle mie schiave verserò in quei giorni del mio spirito, e profetizzeranno".
      Isaia 43:10 - “Voi siete i miei testimoni”, è l’espressione di Geova, “pure il mio servitore (originale ebraico "schiavo") che io ho scelto..."

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    2. Rispondendo a coda ai commenti di Deserto e Micaia, lasciamo stare Giona! È questo senso citato dai commentatori un'altro esempio di interpretazione letterale/simbolico, si tratta di una parabola no? Cioè uno stile narrativo a indicare una morale etica. E noi TdG la interpretiamo come letterale (perchè ci fa comodo) lo schiavo è realmente qualcosa di reale e di predetto! Ed è quì che crolla la fede: non in un Creatore che tutto può fare, ma in un'interpretazione letterale che devia dal senso originale.

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    3. Bereano consapevole e moderato6 aprile 2026 alle ore 14:30

      @Tommaso, il tuo ragionamento è affascinante ma nasconde un’insidia logica pericolosa. Tu dici che interpretiamo lo "Schiavo" come reale solo perché "ci fa comodo", relegandolo a semplice stile narrativo o parabola etica. Ma seguendo questo metodo, dove ci fermiamo?
      Se la parabola dello Schiavo è solo un "comportamento da imitare" e non un’identità o una disposizione reale voluta dal Cristo per i tempi della fine, allora anche le chiavi del Regno date a Pietro erano solo "simboliche"? Anche l'incarico di pascere le pecorelle era solo una "metafora etica"? Il rischio, Tommaso, è che per riparare le "crepe di interpretazione" che vedi nell'edificio, tu stia togliendo le colonne portanti.
      Un vero Bereano esamina se le cose stanno così non solo analizzando lo stile letterario, ma guardando i frutti e la necessità storica. Se Gesù avesse voluto solo dare un consiglio morale sulla "responsabilità individuale", non avrebbe usato una struttura profetica così precisa inserita in un contesto di eventi mondiali reali (Matteo 24).
      Dire che "crolla la fede" a causa del letteralismo è un'arma a doppio taglio: la fede crolla anche quando si trasforma la Parola di Dio in una raccolta di favole morali prive di sostanza storica e organizzativa. Se Dio può tenere in vita Giona nel pesce (realtà fisica), perché non potrebbe stabilire un canale di comunicazione reale (realtà organizzativa)? Liquidare tutto come "simbolico" non è una lettura matura, a volte è solo il modo più elegante per non sottomettersi a una realtà che ci scombussola.
      La domanda che ti faccio è: preferisci un Dio che parla per enigmi letterari o un Dio che agisce concretamente nella storia attraverso uomini scelti, seppur imperfetti?

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    4. @Bereano consapevole e moderato. Ti rispodo quale visione ho "maturato": se tu e io siamo imperfetti e siamo quì a confrontarci e umilmente con un confronto cerchiamo di sostenere le nostre idee, non dovrebbe farlo molto di più lo "schiavo del Signore".
      Per non cadere in un ragionamento circolare non ci si dovrebbe confrontare su cosa dicono fonti esterne sull'intepretazione dello "schiavo"?
      Quello che critico è concentrare il potere su pochi uomini è soprattutto la mancanza di umiltà che si richiederebbe da uno schiavo del Signore, tanto più visto l'imperfezione!
      Prima del 2012 la luce era che tutti gli unti facevano parte dello "schiavo" ma poi con un "colpo di stato bianco" hanno concentrato tutto il potere su pochi uomini, mentre il modello dei primi cristiani (come Neemia ha più volte indicato con post specifici) è più congragazionalista, quindi più decentrato lasciando più spazio alla coscienza dei singoli, cioè come viene ricordato nelle Scritture "non essere signori della fede"! Il cambiamento sulle trasfusioni autologhe è un cambiamento sulla strada giusta, ma il vero cambiamento che auspico è istituzionale, credo che il potere centrale è diventato più forse degli stessi insegnamenti del Cristo, usurpandone il ruolo in alcuni aspetti,come quello che la salvezza e possibile solo attraverso l'ubbidienza all'organizzazione. È per questo che insisto sulla interpretazione letterale dei testi biblici che in molti casi ha portato lontano da quello che il Cristo voleva dire, e più in generale dallo stile delle Sacre Scritture, come dire ... ho "maturato" l'idea che noi TdG col tempo abbiamo strumentalizzato le Scritture per sostenere le nostre interpretazioni. Poi questa "arroganza" che solo noi abbiamo la verità, e ti chiedo ti sembra moderato? Ma perchè il Signore non può dare il suo spirito ad altri uomini e donne che lo amano di cuore? Personalmente non sono per l'anarchia anzi mi piace l'ordine, ma non mi piace reprimere dubbi o domande che certamente possono contribuire allo sviluppo della nostra spiritualità, non ti pare?
      Ho coniato una nuova sindrome di cui credo soffro, si chiama "Effetto Truman show" sai quando cominci a scoprire di essere vissuto in una scenografia studiata ad arte? Ti parla un "fedele" dei TdG battezzato da 52 anni🤔

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    5. Con il mio post precedente (ore 10:3) intendevo che le scritture indicate sembrano identificare lo "Schiavo" con TUTTI coloro che sono Testimoni di Geova sinceramente e coscienziosamente tali.
      Cioè noi... voi ... io...

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    6. bereano consapevole6 aprile 2026 alle ore 19:09

      Ti ringrazio di cuore, Tommaso, per le tue espressioni così sincere; anch'io, con circa 40 anni di militanza attiva, mi sento oggi un Testimone di Geova, ma non della Watchtower, e sofferente
      Proprio come hai osservato citando Neemia, la Scrittura non parla mai di un 'canale' gerarchico e burocratico, ma di un'ecclesia (ekklesìa), ovvero una 'convocazione' di liberi individui uniti dal Cristo. Mentre il concetto di 'canale' presuppone un imbuto dove pochi controllano il flusso per tutti, l'ecclesia è un corpo vivo dove lo spirito santo soffia in modo diffuso e imprevedibile.
      Le Scritture mostrano che lo spirito non ha padroni: ha scelto Paolo mentre era ancora un oppositore e si è posato su Cornelio prima ancora che l'organizzazione del tempo lo approvasse. Questo prova che Dio non è imbrigliato da strutture umane; lo spirito influisce sull'intera comunità dei credenti, non solo su un vertice che se ne dichiara unico depositario. Credo che riscoprire l'ecclesia significhi proprio tornare a dare spazio alla coscienza e all'azione diretta di Dio, senza filtri che ne usurpino il ruolo.

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    7. Bereano consapevole , per me hai centrato il punto , c'è un'enorme differenza tra l' Ekklesia cristiana e quella greca che era un'organizzazione , che impone dall'alto le regole di tale organizzazione, , cosa si diceva nel 1889 su come Dio confortava ? se conosci l'inglese ecco il link , clicca su pdf e compare il libro
      https://files.accessjw.org/s/b4pS83enyad3cBa?dir=/&editing=false&openfile=true

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  4. Interessante...
    1. Mi chiedo: come si fa a dare a una parabola la stessa forza o adempimento di una profezia (conosciamo la differenza di significato tra i due termini)
    2. più importante, se questo aggiornamento sarà confermato, quegli anziani che sino a oggi gli interessava sapere se credevi che questa organizzazione era lo schiavo fedele e saggio saranno messi all'angolo ma conoscendoli, sapranno cosa inventarsi.

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  5. Come verrebbe trattato un qualsiasi peccatore che non confessa ma secondo loro gli anziani ha commesso un peccato grave, O meglio pensano loro che abbia commesso un peccato grave ma non hanno prove a sufficienza per accusare,però diffondono voci in congregazione additandolo come cattiva compagnia,es.usato droga di.nascosto?

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    1. Consapevole Bereano7 aprile 2026 alle ore 16:36

      Anonimo......La situazione che descrivi è molto grave, perché quando il sospetto prende il posto della prova, si scivola fuori dal sentiero tracciato dalle Scritture. Bibbia alla mano, ecco come dovrebbe essere gestito un caso del genere e dove sta l'errore:
      L'obbligo dei due testimoni: La Legge di Dio è chiara: 'Un solo testimone non basterà contro alcuno [...] la cosa sarà stabilita sulla deposizione di due o di tre testimoni' (Deuteronomio 19:15). Se gli anziani non hanno prove certe ma agiscono in base a 'voci', stanno violando un principio giuridico divino fondamentale. Il sospetto non è una sentenza.
      Il peccato della calunnia: Diffondere sospetti in congregazione etichettando qualcuno come 'cattiva compagnia' senza un giudizio provato è calunnia. In Levitico 19:16 leggiamo: 'Non andrai qua e là facendo il calunniatore in mezzo al tuo popolo'. Chi agisce così, anche se riveste un incarico, sta peccando contro il fratello e contro Dio.
      Il metodo di Gesù vs il pettegolezzo: In Matteo 18:15, Gesù spiega che se si pensa che un fratello abbia peccato, bisogna parlargli 'fra te e lui solo'. Creare un clima di isolamento o 'additare' qualcuno nell'ombra è l'esatto opposto della trasparenza cristiana.
      L'abuso di potere: La Bibbia avverte severamente i pastori che usano la loro autorità per ferire: 'Voi avete dominato su di loro con durezza e con tirannia' (Ezechiele 34:4). Un anziano deve essere un rifugio, non la fonte di una persecuzione basata su congetture.
      In conclusione: se qualcuno viene isolato per un peccato non provato (come l'uso di droga ipotizzato), non è il 'peccatore' a sbagliare, ma chi sta distruggendo la sua reputazione. Dio è un Dio di giustizia e non approva chi 'semina discordia tra i fratelli' (Proverbi 6:19).

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    2. Concordo, se non c'è confessione del peccatore, e non ci sono due testimoni OCULARI (del peccato) non due che hanno sentito e basta (perchè non sono testimoni ....)(oculari devono entrambi aver visto l'individuo peccare. Se non ci sono tale basi, non viene nemmeno formato un CG. Gli anziani posso investigare chiedere, poi si fermano li. Se non si forma il CG, nemmeno possono (avere prove) di un peccato. Se in giro si diffonde la cosa, è chiaramente pettegolezzo, che può sfociare in calunnia.

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  6. Male anzi malissimo7 aprile 2026 alle ore 22:24

    Non sono d'accordo con Bereano sulla sua visione dei ruoli di genere.
    La questione della misoginia nei Testimoni di Geova parte già da come vengono interpretati certi versetti, soprattutto quelli di Paolo di Tarso. Quando dice “la donna stia in silenzio”, viene presentato come se fosse una legge divina universale, ma in realtà è il pensiero di un uomo vissuto in un contesto storico ben preciso. Non tutto quello che scrive Paolo può essere preso automaticamente come “voce diretta di Dio” valida per sempre.
    Tra l’altro, nella stessa Bibbia le cose non sono così semplici: nella Lettera ai Romani si parla di Febe come diaconessa, quindi le donne avevano ruoli attivi nelle prime comunità. Anche i requisiti dei diaconi, letti bene, possono riferirsi anche alle donne. Quindi questa esclusione totale non è così “biblica” come viene fatta passare.
    Poi però guardiamo la realtà pratica. Nelle congregazioni dei Testimoni di Geova una donna non può fare praticamente nulla di visibile: non può portare i microfoni, non può stare all’audio, non può leggere dal podio. E la cosa assurda è che queste cose le possono fare tranquillamente ragazzini battezzati. Però le donne possono pulire i bagni dopo l’adunanza… quello sì, quello è un “privilegio”.
    L’unico modo per una donna di avere un minimo di considerazione è sposare un “nominato”. Se no, non conta niente. Anche se ha esperienza, lauree, capacità superiori, non può nemmeno permettersi di dare un consiglio a un uomo senza essere vista come fuori posto.
    E poi ci sono anche situazioni ancora più squilibrate: per esempio, in caso di adulterio, la moglie non può essere presente al comitato giudiziario del marito, mentre il contrario può succedere. Già questo dice tanto su come viene vista la donna.

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  7. Male anzi malissimo7 aprile 2026 alle ore 22:28


    A chi dice “siamo diversi, ognuno ha il suo ruolo: la donna partorisce, l’uomo no… Dio vuole così… e se le donne avessero incarichi di leadership ci sarebbero conseguenze negative”, viene da rispondere guardando la realtà.
    Perché questa religione è nella situazione disastrosa in cui si trova proprio perché ha rifiutato da sempre di ascoltare le donne.
    Prendiamo l’esempio della gestione dei casi di pedofilia: una gestione disastrosa che ha causato sofferenza, vite rovinate, suicidi e processi milionari. E allora viene spontaneo chiedersi: se ci fosse stato più ascolto, più equilibrio, più spazio anche per le donne… sarebbe andata così?
    E poi c’è il caso di Barbara Anderson. Quando scoprì i cosiddetti “blue envelopes” e cercò di fare qualcosa per porre fine alla gestione insana della.cosa, che fine fece? Fu disassociata.
    Questo dice tutto.
    Perché in certi sistemi, soprattutto quando sono completamente in mano agli uomini, orgoglio e potere vengono prima di tutto… anche prima della vita rovinata di bambini.

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  8. Se avessero prove certe avrebbero formato un comitato giudiziario invece sulla base di sospetti mettiamo anche che sia più di un sospetto hanno etichettato,fatto discorsi allusivi,emarginato,diffamato in congregazione e fuori il fratello sospettato di fare uso di droga.....

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  9. @ male anzi malissimo, sono d'accordo con te, visto che molti uomini amano il potere e sono ambiziosi, molto spesso mancano di umiltà e dimenticano completamente di mostrare empatia.
    La mancata collaborazione fra uomini e donne in questa organizzazione, ha portato il CD ad applicare delle disposizioni assurde, vedi ad esempio la legge dei due testimoni nel caso dei pedofili, e' chiaro come il sole che un pedofilo non molesta nessuno davanti a due testimoni.....
    Le donne e i bambini vengono comunque trattati diversamente che dagli uomini soprattutto se sono nominati, i nominati hanno comunque un trattamento da privilegiati e si cerca sempre di minimizzare i loro errori.
    Mi ricordo che una sorella è andata a lamentarsi con gli anziani perché il marito la picchiava, la domanda che le fecero: ma cosa hai fatto per aver fatto arrabbiare tuo marito?
    Una sorella giovane andò a lamentarsi dagli anziani perché un fratello la molestava, le risposero che era colpa sua perché non era modesta e si vestiva in modo troppo appariscente.
    Girala come vuoi e' sempre colpa delle sorelle, dobbiamo stare zitte e sottomesse, e se nostro marito ci tratta male o ci tradisce e' comunque sempre colpa nostra, in questa organizzazione non c'è posto per donne che hanno la capacità di pensare e che desiderano essere trattate alla pari di un uomo, la direttiva e' impartita da solo uomini, quindi un intendimento totalmente maschile, dove non c'è spazio per un intendimento al femminile.
    Morale della favola o cambiano direttiva o le cose andranno sempre peggio.

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    1. Stella brava concordo come al solito con i tuoi commenti , ricordo a tali uomini che si vantano e vi considerano un nulla , che sono loro una vostra copia ma non come voi , sono soltanto una copia mal...Link questo è scienza .
      faglielo leggere a tali persone vanagloriose. Ciao Stella .link.
      https://docs.google.com/document/d/1c-Kf4_MMYV62b-el5Cy_oeUyWCem1BPSWj1WI75S8-c/edit?tab=t.0

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    2. Consapevole e moderato9 aprile 2026 alle ore 09:57

      Per Stella e gli altri due articoli di studio proposti con impostazione Torre di Guardia che ne pensate ?

      ARTICOLO DI STUDIO 1
      “Servite come schiavi del Signore”: Il ruolo delle servitrici di ministero
      “Allo stesso modo le donne devono essere serie, [...] fedeli in ogni cosa” (1 TIM. 3:11)
      IN QUESTO ARTICOLO: Vedremo come l’esempio biblico di Febe e le istruzioni di Paolo in 1 Timoteo aprano la strada a una partecipazione più attiva delle sorelle nell’amministrazione della congregazione.
      1. Geova è un Dio di ordine e di amore. Fin dall’inizio della storia umana, egli ha affidato responsabilità importanti sia agli uomini che alle donne (Gen. 1:28). Nella congregazione cristiana, lo spirito santo spinge molti a desiderare di rendersi utili. Mentre la mietitura aumenta, Geova sta guidando il suo popolo a valorizzare ogni risorsa spirituale disponibile. In questo articolo esamineremo come le sorelle mature possono essere nominate per servire in ruoli organizzativi come servitrici di ministero.
      2. Nel primo secolo, la congregazione di Cencrea beneficiava del servizio di una sorella di nome Febe. L’apostolo Paolo la raccomandò calorosamente ai fratelli di Roma, definendola “nostra sorella, che è servitrice (diàkonos) della congregazione” (Rom. 16:1). Sebbene in alcuni contesti diàkonos indichi un servizio generico, qui Paolo la associa a una specifica congregazione e chiede ai fratelli di “assisterla in qualsiasi questione abbia bisogno”. Questo suggerisce che Febe svolgesse incarichi logistici ufficiali per conto degli apostoli.
      3. Quali sono i requisiti per chi riceve incarichi di servizio? In 1 Timoteo 3:8-12, Paolo elenca le qualità necessarie. È significativo che nel versetto 11, parlando proprio dei servitori, egli specifichi i requisiti per “le donne”: devono essere “serie, non calunniatrici, moderate nelle abitudini, fedeli in ogni cosa”. Queste non sono semplici raccomandazioni per le mogli dei servitori, ma standard per sorelle che, al pari dei fratelli, possono essere incaricate di compiti pratici sotto la supervisione degli anziani.
      4. Quali compiti potrebbero svolgere queste servitrici di ministero? In molte congregazioni, le sorelle gestiscono già con precisione la contabilità dei pionieri, la distribuzione della letteratura o l’assegnazione dei territori. Formalizzare questo ruolo permette di riconoscere ufficialmente il loro operato. Quando una sorella qualificata gestisce questi aspetti, l’intera congregazione ne trae beneficio, poiché tutto viene fatto “con decoro e ordine” (1 Cor. 14:40).
      5. L’opera di accoglienza e la manutenzione della Sala del Regno sono altri ambiti in cui le servitrici di ministero possono eccellere. Una sorella incaricata dell’accoglienza può far sentire a proprio agio le nuove interessate in modo unico. Inoltre, coordinare le squadre di pulizia richiede doti organizzative che molte sorelle possiedono in abbondanza. Affidando loro queste responsabilità, gli anziani dimostrano di avere fiducia nei doni che Geova ha dato a tutti i suoi figli.
      6. Come dovrebbero reagire i fratelli a questa disposizione? Con profonda gratitudine. Invece di sentirsi sollevati da un peso, i fratelli nominati dovrebbero vedere le servitrici di ministero come preziose collaboratrici. Quando gli uomini e le donne lavorano fianco a fianco rispettando i propri ruoli, la congregazione diventa un riflesso della famiglia celeste di Geova, dove regna l’armonia (Sal. 133:1).

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    3. Consapevole e moderato9 aprile 2026 alle ore 09:59

      7. L’umiltà è fondamentale per chi riceve un incarico. Le sorelle nominate come servitrici di ministero non cercano prestigio personale, ma desiderano onorare Geova (Matt. 5:16). Esse seguono l’esempio di Maria, che si definì umilmente “la schiava di Geova” (Luca 1:38). La loro prontezza a servire incoraggia tutti i componenti della congregazione a dare il meglio di sé nel servizio sacro.
      8. Guardando al futuro, possiamo essere certi che Geova continuerà a benedire la sua organizzazione mentre essa si adegua alle necessità del tempo della fine. Valorizzare le sorelle come servitrici di ministero non è solo una riforma pratica, ma un atto di giustizia e amore verso chi spende la propria vita per il Regno. Continuiamo a pregare affinché Geova mandi più operai, uomini e donne, nella sua mietitura (Matt. 9:38).
      DOMANDE PER IL RIPASSO:
      Cosa impariamo dall’esempio di Febe in Romani 16:1?
      In che modo 1 Timoteo 3:11 sostiene la nomina di servitrici di ministero?
      Quali compiti pratici potrebbero svolgere le sorelle nella congregazione?

      ARTICOLO DI STUDIO 2
      Sorelle che insegnano e pascono: L’esempio di Priscilla e Tito
      “Le donne anziane [...] siano maestre di ciò che è bene” (TITO 2:3)
      IN QUESTO ARTICOLO: Esploreremo come le sorelle mature possano svolgere un’opera pastorale verso le più giovani e come il loro insegnamento edifichi la congregazione.
      1. La congregazione cristiana è descritta come un corpo con molte membra, ognuna con una funzione vitale (1 Cor. 12:12-27). Geova ha stabilito che alcuni servano come pastori e insegnanti. Tuttavia, la Bibbia mostra che l’insegnamento e la cura pastorale non sono limitati esclusivamente ai fratelli anziani. In questo articolo vedremo come le sorelle esperte possano partecipare attivamente a queste importanti attività.
      2. L’apostolo Paolo scrisse a Tito che le “donne anziane”, ovvero le sorelle di lunga data e provata fede, dovevano essere “maestre di ciò che è bene” (Tito 2:3). Questo termine implica una forma di insegnamento strutturato e costante. Geova riconosce che le sorelle hanno una sensibilità e un’esperienza che possono essere utilizzate per istruire altri componenti della famiglia spirituale.
      3. Consideriamo l’esempio di Priscilla. Ella non era una spettatrice passiva. Insieme a suo marito Aquila, “prese con sé” un oratore esperto come Apollo e gli “spiegò con maggiore accuratezza la via di Dio” (Atti 18:26). Il fatto che Priscilla sia menzionata per nome accanto al marito indica che la sua capacità di insegnare verità dottrinali profonde era rispettata e approvata. Una sorella che studia profondamente la Parola di Dio può essere una fonte di grande istruzione per molti.
      4. Un aspetto cruciale del servizio delle sorelle mature è l’opera pastorale. Paolo indicò che queste sorelle dovrebbero “recuperare il buon senso delle giovani” (Tito 2:4). Spesso, una sorella giovane può trovarsi ad affrontare sfide legate alla maternità, al matrimonio o a pressioni sociali che un anziano, per quanto empatico, potrebbe non comprendere appieno. In questi casi, una sorella matura incaricata dagli anziani può offrire un conforto e una guida pastorale che scaturisce da un'esperienza vissuta.

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    4. Consapevole moderato9 aprile 2026 alle ore 10:01

      5. Alcuni potrebbero chiedersi: “Ma Paolo non disse che non permetteva alla donna di insegnare?” (1 Tim. 2:12). Per capire questo punto, dobbiamo guardare al termine greco didàskein. In quel contesto specifico, Paolo si riferiva all’autorità dottrinale finale che definisce l’indirizzo della congregazione e risolve le controversie legali e teologiche. Non si riferiva all’insegnamento istruttivo o espositivo. Le sorelle hanno sempre "profetizzato" e insegnato la buona notizia (Atti 2:17, 18). Pertanto, fare discorsi di istruzione o tenere parti alle adunanze è pienamente in armonia con lo spirito biblico.
      6. Quando le sorelle svolgono compiti di insegnamento, non stanno cercando di usurpare il ruolo degli anziani, ma stanno esercitando i loro doni spirituali per “l’edificazione del corpo di Cristo” (Efes. 4:12). Una congregazione dove le sorelle sono attive nell'istruzione pubblica e privata è una congregazione più forte, più istruita e più resiliente contro le insidie del mondo.
      7. Gli anziani dovrebbero incoraggiare attivamente le sorelle a sviluppare l'arte dell'insegnamento. Potrebbero organizzare momenti in cui le sorelle più capaci tengono discorsi biblici rivolti a un uditorio femminile o a gruppi di studio. Questo non solo valorizza le sorelle, ma permette a tutta la congregazione di beneficiare di prospettive diverse e profonde sulla Parola di Dio.
      8. Che gioia è vedere sorelle devote che, come Priscilla, sono "compagne d'opera in Cristo Gesù" (Rom. 16:3). Onorando il loro ruolo di maestre e pastore delle più giovani, dimostriamo di apprezzare veramente la disposizione di Geova. Facciamo in modo che ogni membro della congregazione, uomo o donna, si senta autorizzato a usare il proprio "dono" per servire gli altri come buoni amministratori della immeritata bontà di Dio (1 Piet. 4:10).
      DOMANDE PER IL RIPASSO:
      Cosa significa l'esortazione di Tito 2:3 per le sorelle mature oggi?
      In che modo l'esempio di Priscilla ci aiuta a capire il ruolo dell'insegnamento femminile?
      Qual è la differenza tra l'autorità degli anziani e il dono dell'insegnamento delle sorelle?

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    5. Consapevole e moderato9 aprile 2026 alle ore 10:07

      Cosa dicono le Scritture
      [Riquadro: Capire le parole di Paolo]
      Un’analisi di 1 Timoteo 2:12
      Per comprendere correttamente il pensiero dell’apostolo Paolo, è essenziale esaminare il testo originale greco e il contesto in cui fu scritto. Di seguito riportiamo la scrittura con i termini chiave analizzati:
      Testo Greco (traslitterato) Traduzione Letterale / Analisi

      didaskein de Insegnare (ma/invece) — Nel contesto delle epistole pastorali, si riferisce spesso alla formulazione di dogmi ufficiali.

      gynaiki ouk epitrepo a una donna non permetto — Il verbo epitrepō è al presente indicativo, indicando spesso una disposizione specifica per una situazione contingente.

      oude authentein andros né di dominare l’uomo — Il verbo authentein (termine rarissimo) non indica la normale autorità, ma il “dominare” o “usurpare autorità”.

      all' einai en hesychia ma di stare in quiete — Non un silenzio assoluto, ma una condizione di pace favorevole all'apprendimento (v. 11).

      Perché questa distinzione è importante?
      L'uso di Authentein: Se Paolo avesse voluto proibire la normale autorità o guida, avrebbe usato il termine exousia (comune in tutto il Nuovo Testamento). Scegliendo authentein, Paolo si riferisce specificamente a un comportamento prepotente o a una presa di potere indebita, molto comune tra le seguaci dei culti pagani di Efeso che entravano nella congregazione.
      L'obiettivo di Paolo: A Efeso, alcune persone stavano introducendo “favole e genealogie senza fine” (1 Tim. 1:4). Il divieto di Paolo serviva a proteggere la congregazione da insegnanti (uomini o donne che fossero) non ancora formati o che agivano con spirito di dominio.
      Armonia Scritturale: Tradurre questo versetto come un divieto assoluto creerebbe una contraddizione con Tito 2:3, dove Paolo comanda alle donne mature di essere “maestre di ciò che è bene” (kalodidaskalous). Quando una sorella insegna con l'approvazione del corpo degli anziani, non sta "usurpando" alcuna autorità, ma sta esercitando un ministero che edifica l'intera famiglia spirituale.

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    6. Chi deve nominare sorelle ?
      (Scelta e nomina: il modello biblico)
      Per assicurare che queste riforme riflettano pienamente la volontà di Geova, è fondamentale seguire il modello procedurale stabilito nelle Scritture Greche. Notiamo che nel I secolo esisteva una chiara distinzione tra la scelta dei candidati e la loro nomina ufficiale. In Atti 6:3-6, gli apostoli non scelsero i nomi di tasca propria, ma invitarono la congregazione a 'cercare fra loro' le persone idonee. Solo dopo che la congregazione ebbe individuato i candidati che rispettavano i requisiti, gli apostoli procedettero a 'costituirli' o nominarli ufficialmente. Seguendo questo esempio, sono i fratelli e le sorelle della congregazione a individuare chi tra le sorelle possiede le doti per servire come servitrice di ministero o maestra. Una volta che la comunità ha espresso la sua fiducia verso queste candidate, i rappresentanti incaricati ratificano la scelta con la nomina ufficiale. Questo metodo garantisce che ogni incarico sia sostenuto dall'intero corpo locale, proprio come avveniva sotto la guida degli apostoli.

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  10. Il corpo nudo di Gesù morto fu trattato da donne e non dai discepoli maschi.
    Da risorto si mostrò per primo a delle donne.

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  11. Penso che Gesù, sapendo della comparsa di molti gruppi che si sarebbero identificati come Cristiani, abbia dato un avvertimento: "se predicate nel mio nome siate bravi schiavi ".
    I Testimoni di Geova , non predicano nel nome di Gesù comunque potrebbero essere tra queste religioni che si identificano " Cristiane". In ultima analisi sarà Gesù a stabilire chi è stato un bravo schiavo . Per me non è una questione interna a questo gruppo di fanatici che non sanno il più delle volte comandare
    Neanche in casa loro. Chi pensa di stare in piedi...

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  12. Eh però la cosa rimane ambigua anche nella Bibbia ! Gesù scelse 12 maschi per essere suoi apostoli, e Paolo fece capire più volte che la donna ha un ruolo secondario. La possiamo mettere come vogliamo, né l'ebraismo né il cristianesimo hanno messo la donna a un livello uguale a quello dell'uomo.

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  13. Si Socrate 69 dici solo una parte di verità Gesù scelse uomini ma cerano anche donne al suo seguito , e si servì di donne per illuminare gli uomini che era risorto , non si fa vedere per primo agli apostoli ma a una donna , e poi a chiedere consigli a una donna andarono persino dei re, infatti una donna era anche giudice , il suo nome é Debora, vedi Giudici capitoli 4 e 5 , il fatto che l'uomo non Dio e tantomeno Gesù le hanno messe al di sotto dell'uomo , come ha fato l'apostolo Paolo che ne dice di cotte e di crude riguardo alle donne solo una volta dice di trattare bene Febe , perché aveva ricevuto da lei aiuto Vedi Giudici capitoli 4 e 5 Romani 16:1,2

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  14. #Socrates669

    Purtroppo finchè non si vorrà accettare il dato storico di fatto che già il cristianesimo primitivo, dopo l'ascesa al Padre del suo fondatore, si differenziò, seppur mantenendo l'unità sulla verità del Cristo, tra una componente più giudaizzata e una più grecizzata, accettata da ambo le parti come palesa il testo di Atti, le questioni quì sollevate resteranno sempre astrattamente di lana caprina.

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    1. @Gioele / Giusto e va prewo in considerazione, però il Gesù prima dell'ascesa ritratto dai vangeli canonici, nonostante derogò a usanze tradizionali nel modo di trattare le donne, non è che diede a esse un posto di rilievo come lo ebbero gli apostoli tutti maschi. Avrebbe fatto qualcosa di veramente speciale se si sarebbe scelto anche donne come apostole ma non fù il caso.

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    2. Ciao Socrate69, il tuo è un dubbio legittimo che tocca il cuore del rapporto tra messaggio spirituale e contesto storico. Tuttavia, per scendere dal "piedistallo" della nostra sensibilità moderna, dobbiamo guardare a ciò che Gesù ha fatto come a un seme rivoluzionario gettato in un terreno d'acciaio.
      Ecco tre punti logici per guardare la questione sotto una luce diversa:
      1. La strategia della "Credibilità" nel I secolo
      Scegliere dodici donne come apostole in quella cultura non sarebbe stato un atto di progresso, ma un suicidio del messaggio. Nel diritto ebraico e romano del tempo, la testimonianza femminile non aveva valore legale. Se Gesù avesse affidato la fondazione della Chiesa a dodici donne, il mondo antico avrebbe archiviato il Cristianesimo come una "favola per donne" in meno di una settimana. Gesù voleva che il messaggio sopravvivesse. Disse anche che poteva usare le pietre per diffondere il messaggio ma usò persone.
      2. Il "Dodici": un codice politico, non di genere
      Il numero 12 non è casuale: richiama i 12 figli di Giacobbe e le 12 tribù d'Israele. Scegliendo 12 uomini, Gesù stava dicendo: "Io sto fondando il Nuovo Israele". Se avesse inserito delle donne nel gruppo dei "Dodici", quel simbolismo teologico e politico (chiarissimo per ogni ebreo dell'epoca) sarebbe andato perduto. Gli apostoli maschi servivano a "firmare" la continuità con la storia biblica.
      3. L'ironia divina: le Donne come "Apostole degli Apostoli"
      C'è un dettaglio logico che spesso sfugge: se gli uomini avevano il titolo formale, alle donne Gesù affidò la sostanza.

      Sono le donne a restare sotto la croce/palo quando gli uomini scappano.
      È a una donna (Maddalena) che appare per prima, ordinandole di andare a istruire gli apostoli maschi ("Apostola Apostolorum").
      In un mondo dove le donne non potevano nemmeno studiare la Legge, Gesù le rese custodi del mistero più grande. È come se avesse detto: "Gli uomini tengono la struttura, ma a voi affido il cuore".

      In sintesi: Gesù non aveva pregiudizi, ma aveva un piano. Ha usato la struttura patriarcale del tempo (i 12 uomini) come un "cavallo di Troia" per far entrare nel mondo una dignità femminile che prima era impensabile.
      Che ne pensi? È possibile che la mancanza di "titoli formali" per le donne fosse solo una necessità tattica per far sì che la loro importanza spirituale arrivasse fino a noi oggi?

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    3. Bereano, il tuo raggionamento sul lato culturale di quel tempo è interessante e merita riflessione. Solo, così facendo, nel cristianesimo la donna è rimasta a un posto di seconda categoria, i ruoli preminenti e di insegnamento essendo stati attribuiti in esclusiva a uomini, e questo modo di fare si protrae fino ad oggi, in molte chiese e gruppi.
      La domanda è: Cos'hanno le donne che non hanno gli uomini per tale ruolo ?

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  15. Riguardo a Gesù, la domanda è e rimane : Perché scelse apostoli solo uomini, e non anche donne ? Qualche pregiudizio basato sulla cultura patriarcale lo doveva avere...
    In quanto a Dio, beh, se leggi Genesi 3, 16, o Levitico cap. 27, si capisce quanto egli considerasse le donne ! Siamo sinceri, la Bibbia è mooolto ambigua al riguardo.

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    1. Ciao Socrate69, capisco il tuo punto di vista: a una prima lettura, la struttura patriarcale del tempo sembra dominare tutto. Eppure, se guardiamo oltre la superficie, emerge un quadro molto diverso dove le donne hanno un peso enorme, spesso superiore a quello degli uomini.
      Ecco alcuni spunti per riflettere sulla "centralità" femminile nella Bibbia:
      1. Gesù e la rottura degli schemi
      È vero, i Dodici erano uomini, ma questo aveva un forte valore simbolico legato alle dodici tribù d'Israele. Tuttavia, Gesù scardinò continuamente i pregiudizi del suo tempo:

      Discepole a tutti gli effetti: Maria Maddalena, Giovanna e Susanna seguivano Gesù itinerante, cosa scandalosa per l'epoca.

      La scelta di Maria Maddalena: Gesù scelse una donna come prima testimone della Risurrezione. In quel periodo, la testimonianza di una donna non aveva valore legale; affidarle il messaggio più importante significa che per Gesù il loro "contare" era totale.
      L'insegnamento alle donne: Mentre i rabbini non insegnavano la Torah alle donne, Gesù lodò Maria di Betania perché "aveva scelto la parte migliore" sedendo ai suoi piedi ad ascoltare, proprio come un vero discepolo.

      2. Antico Testamento: Oltre i versetti difficili
      Citi Genesi 3,16 e il Levitico, testi che riflettono le leggi sociali di millenni fa. Ma la Bibbia presenta anche donne che guidano e salvano il popolo:

      Debora: Fu una "Giudice", ovvero la guida politica e militare di tutto Israele, in un tempo in cui l'autorità era quasi solo maschile.
      Ester e Giuditta: Sono figure eroiche a cui sono dedicati interi libri; senza il loro coraggio, il popolo ebraico sarebbe stato sterminato.
      L'origine: In Genesi 1,27 è scritto chiaramente che Dio creò l'essere umano a sua immagine: "maschio e femmina li creò", ponendoli sullo stesso piano di dignità spirituale fin dal principio.

      In sintesi, la Bibbia racconta una storia in un contesto patriarcale, ma lo fa mostrando continuamente come Dio e Gesù scelgano proprio le donne per compiere i passi più rivoluzionari.
      Che ne pensi? Credi che questi esempi bastino a bilanciare quei versetti più "duri" o vedi ancora troppa ambiguità?

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    2. @Bereano / Caro Bereano Europeo, comprendo la tua moderazione nei confronti della Bibbia, di Dio e Gesù, perché da TdG siamo stati abbituati così, ma per quanto mi riguarda è da tempo che certe letture le faccio con un occhio che tira sull'esegesi, e le conclusioni sono un pò diverse.
      In sintesi, in quello che solitamente chiamiamo vecchio testamento, è vero come citi che certe donne hanno avuto un ruolo di rilievo, ma non era una norma. I re d'Israele erano tutti maschi e la poligamia era accettata solo se l'uomo lo era, per citare solo alcuni esempi.
      Per quanto riguarda la parte cristiana, mi sono già espresso, secondo me (è un mio punto di vista) Gesù avrebbe veramente rivoluzionato il modo di vedere le donne se ad esse avrebbe dato l'opportunità che ha dato ai maschi di essere scelte come apostole e non solo diventare discepole.

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    3. Bereano moderato europeo9 aprile 2026 alle ore 17:31

      Caro Socrate69, la tua analisi merita una risposta che vada alla radice del testo. Dici che la Bibbia è ambigua, potrebbe esserlo, ma permettimi di mostrarti come, al di là del contesto culturale, il progetto di Dio sia di una chiarezza rivoluzionaria.
      Il Progetto Originale: Il 'Complemento'
      In Genesi 2:18, Dio definisce la donna come un 'aiuto convenevole' (o 'complemento'). In ebraico, il termine è 'ezer, una parola che la Bibbia usa quasi sempre per descrivere Dio stesso come aiuto dell'uomo (Salmo 121:1-2). Definire la donna un 'aiuto' non significa affatto sottometterla; al contrario, significa che l'uomo da solo era incompleto. La donna è il tassello mancante che riflette l'immagine di Dio tanto quanto l'uomo.
      Genesi 3:16: Una Profezia, non un Comando
      Hai citato il 'dominio' dell'uomo, ma è vitale distinguere tra la volontà di Dio e la Sua previsione. Quel versetto non è un'istituzione divina del patriarcato, ma una triste profezia delle conseguenze del peccato. Dio sta dicendo: 'Poiché siete imperfetti, l'egoismo prenderà il posto dell'amore e l'uomo cercherà di dominare'. È una patologia del peccato, come il dolore o le spine (v. 17-18). Dio non ha creato l'uomo per dominare la donna, così come non ha creato la terra per produrre cardi.
      Gesù: Il Restauratore dell'Eden
      Gesù non ha scelto apostoli uomini per 'pregiudizio', ma per una necessità tattica e simbolica legata al contesto legale del I secolo (le 12 tribù). Se avesse seguito la cultura patriarcale, non avrebbe mai permesso alle donne di essere le prime testimoni della Risurrezione (un ruolo 'illegale' per l'epoca) né di sedere ai Suoi piedi per studiare come discepole (Luca 10:42). Egli stava operando per riportare l'umanità allo stato di Genesi 1 e 2, dove il valore della persona non dipende dal ruolo formale.
      Socrate, se Dio definisce la donna come Suo riflesso e Gesù agisce per liberarla dalle catene della 'profezia' di Genesi 3, non pensi che l'ambiguità che vedi sia solo il riflesso della durezza del cuore umano, e non del pensiero di Dio?
      Non a caso donne regneranno in cielo con Cristo.
      Non è un paradosso meraviglioso? Dio definisce la donna come complemento dell'uomo (Genesi 2), trasforma la maledizione del dominio umano (Genesi 3:16) in una vittoria e, alla fine, le pone una corona in testa.
      Socrate, non credi che questa prospettiva eterna pesi molto di più di qualsiasi usanza sociale del passato o di un mancato titolo di 'apostola'?

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    4. Bravo Bereano moderato europeo , concordo con il tuo commento . e in particolare , quando spieghi Eva come complemento o aiuto convenevole per Adamo. E ripeto che in Genesi 1 , versetti 27,28 Dio dice " Facciamo l'uomo ( singolare ) a nostra immagine e somiglianza .....A immagine di Dio lo creo ( Sempre singolare ); lo creò( Singolare) "Maschio e femmina ) .... Quindi Adamo era sia maschio che femmina . genesi 5:1-3 dice la stessa cosa . poi in Genesi 2 :21-24 Dio stacca Eva da Adamo la parola costola , in tutti gli altri punti della bibbia viene tradotto , laterale , lato e simili. in altre parole Dio divise Adamo, uomo dalla parte donna Eva , quando Dio gliela mostra , Adamo dice " Questa si è ossa delle mie ossa e carne della mia carne " Adamo quando fu creato era completo altrimenti Dio avrebbe creato una cosa sbagliata , mentre con gli animali no, Eva doveva essere il suo complemento era l'altra metà che gli mancava . questo è il mio pensiero , il commento è fatto per mettere in risalto il tuo commento , Grazie della spiegazione Bereano moderato europeo ,

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    5. @Bereano moderato europeo, concordo con tutto quello che hai scritto, la donna è un complemento dell' uomo, cioè lo completa, quindi insieme dovevano collaborare nell' adempiere il proposito di Dio.
      A causa del peccato, l' uomo ha incominciato ha dominare sulla donna non considerandola più un complemento ma piuttosto una sottospecie da sottomettere.
      Giustamente Gesù ha tenuto conto del maschilismo esistente in quei tempi, ma ha fatto capire molto chiaramente che onorava e rispettava le donne considerandole degne di fiducia alla pari di un uomo.
      Sia uomini che donne sono stati creati ad immagine di Dio , ciò significa che davanti a Dio sono uguali, hanno ruoli diversi, e funzionano solo se collaborano.
      Citare l' apostolo Paolo per sostenere la sottomissione della donna all' uomo e' sicuramente fuori luogo, lui sosteneva un concetto che era in armonia con i suoi tempi, all' epoca regnava il maschilismo.
      La situazione delle donne oggi è molto diversa, non sono più solo mogli e madri, sono libere di farsi una cultura e di svolgere qualsiasi tipo di lavoro che le possa fare sentire realizzate.
      Questa organizzazione non rispecchia il punto di vista di Dio sulle donne, piuttosto rispecchia il punto di vista del CD che chiaramente è formato solamente da uomini.....

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    6. trovo singolare che nei video JW le donne vengono fatte vedere che guidano i caterpillar nelle costruzioni e nella Sala del Regno non possano tenere in mano un’asta con il microfono, anzi piuttosto che gli vengano preferiti ragazzi nemmeno battezzati… organizzazione maschilista

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    7. Wow, e io che per anni avevo creduto che TUTTA la scrittura fosse stata ispirata da Dio, pure quella parte dove le madri dell'intera umanità, cioè le mogli di Noe, Sem Cam e Iafet non state ritenute degne di essere nominate perchè donne. Non credo per far risparmiare inchiostro agli scribi o alle rotative, dato che l'intera Bibbia comprende oltre 770 mila parole. Forse avrebbero potuto abbreviare qualche nome maschile tipo Maher-Shalal-Hash-Baz per lasciare lo spazio a qualcuno femminile invece di scrivere moglie di x , figlia di y . Per fortuna il progetto di Dio è di una chiarezza rivoluzionaria, è solo colpa dell'uomo e delle usanze sociali. Vabbè.

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    8. Caro Bereano, sempre che il contenuto biblico sia ritenuto autentico e letterale, e secondo quello che penso, un Gesù che in un certo qual modo rivoluzionò il modo di vedere le donne e lo fece anche pubblicamente, avrebbe potuto senza porsi troppi problemi scegliere anche donne trà i suoi 12, e renderle partecipe anche all'ultima cena oltretutto tenuta in privato, ma non lo fece, e questo la dice lunga sul fatto che che la donna non doveva assolutamente assumere ruoli di spicco nel rappresentarlo, ruoli riservati a solo maschi, e così il cristianesimo o i cristianesimi successivi, tranne rare eccezioni, se ne sono serviti da esempio per stabilire cleri o pastori solo maschi, a discapito delle donne.
      Dire che Gesù ha scelto uomini per necessità tattica è a parer mio un pò cosa leggera, da alcuni episodi che si leggono egli non esitò a fare e dire cose che sconvlgevano anche capi religiosi con i quali si scontrava.

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    9. Bereano consapevole Testimone di Geova10 aprile 2026 alle ore 13:58


      Cari DRONF e Socrate69, le vostre osservazioni toccano un punto cruciale: il contrasto tra la cultura del tempo e il progetto eterno di Dio. È vero, il testo biblico è immerso in un contesto patriarcale che spesso relega le donne all'anonimato (come le mogli dei figli di Noè), ma fermarsi alla superficie dei nomi mancanti significa perdere di vista la rivoluzione silenziosa che la Scrittura opera.
      William Tyndale, che diede la vita per portare la Bibbia al popolo, sosteneva che la Scrittura non è un codice di gerarchie umane, ma un canale di grazia che "rende il più semplice dei credenti superiore al più sapiente dei filosofi". Per Tyndale, la dignità non derivava da un titolo o da una citazione nel testo, ma dall'essere 'uno in Cristo'.
      Il silenzio sui nomi delle madri dell'umanità non è un giudizio divino di svalutazione, ma il riflesso di una lente storica che Dio ha scelto di 'abitare' per comunicare con noi. Tuttavia, se guardiamo bene, Dio scardina continuamente queste usanze: affida la continuità della promessa a donne spesso 'irregolari' o ignorate, fino a giungere al culmine con Maria Maddalena.
      Socrate, tu dici che Gesù non scelse donne tra i Dodici per dare un segnale di esclusione dai ruoli di spicco. Ma la scelta dei 'Dodici' era un atto profetico e simbolico: dovevano rappresentare i dodici patriarchi per annunciare la rifondazione di Israele. Se avesse rotto quello schema numerico/simbolico, il messaggio teologico immediato per i suoi contemporanei sarebbe andato perduto. Eppure, proprio Gesù – che come dici tu non temeva di scandalizzare i capi religiosi – affida il messaggio più importante della storia (la Resurrezione) a delle donne.
      In un mondo dove la testimonianza femminile non aveva valore legale, Dio sceglie di rendere le donne le 'Apostole degli Apostoli'. Come ricorda Galati 3:28, in Cristo "non c'è più uomo né donna". Questa non è una 'scusa tattica', ma la destinazione finale di un cammino in cui Dio parte dalle nostre culture imperfette per portarci a una dignità universale. Il fatto che gli uomini abbiano poi usato questi testi per costruire cleri esclusivi è un limite umano, non un limite del progetto di Dio.

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    10. @DRONF, aggiornati tu sei rimasto all' età della pietra, il ruolo delle donne oggi è cambiato, non possiamo paragonare la situazione delle donne del passato alla situazione attuale, c'è ancora molto da fare al riguardo ma in molti paesi le donne hanno raggiunto ottimi risultati in quanto a parità di genere.

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    12. Bereano moderato europeo11 aprile 2026 alle ore 14:25


      DRONF, la tua osservazione sulla figlia di Iefte tocca una corda sensibile a molti. È vero, il testo biblico è racchiuso in un guscio culturale antico, ma proprio qui sta il punto 'illuminante': Dio non ha ispirato la Bibbia per convalidare il maschilismo del tempo, ma per mostrare come la Sua luce riesca a filtrare anche attraverso le opacità umane.
      Come notava lo studioso F.F. Bruce, la Bibbia non presenta personaggi idealizzati, ma persone reali in contesti reali. Il fatto che il nome della figlia di Iefte non compaia, paradossalmente, eleva il suo sacrificio: lei non è ricordata per un’anagrafica, ma per una virtù che trascende il nome. È l'emblema di migliaia di donne che hanno sostenuto la fede nel silenzio, quelle che Paolo definisce in Filippesi 4:3 come persone che 'hanno lottato fianco a fianco con me per il vangelo'.
      Il teologo N.T. Wright sottolinea spesso che quando Gesù affida il messaggio della Resurrezione alle donne, sta compiendo un atto di 'giustizia epistemologica': in un mondo dove la loro parola non valeva nulla, Dio le rende custodi della Verità più alta.
      Se oggi nelle congregazioni avverti ancora l'eco dell''età della pietra', ricorda che il problema non è il 'progetto di Dio', ma la lente con cui gli uomini lo interpretano. La Scrittura è dinamica: in Galati 3:28 abbiamo la destinazione finale ('non c'è maschio né femmina'), mentre i testi antichi sono la cronaca del punto di partenza. Dio accetta di parlare il linguaggio limitato degli uomini per portarli, un passo alla volta, verso una comprensione più alta della dignità umana.
      La luna è stata circumnavigata, ma la 'nuova creazione' di cui parla la Bibbia punta molto più lontano di un orbita spaziale: punta a un cuore che non vede più gerarchie, ma solo fratelli e sorelle.

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    13. @DRONF, scusa ho interpretato male il tuo commento, sono dell' idea che i scrittori della Bibbia erano influenzati dal loro retaggio culturale, all' epoca la donna era considerata "una proprietà" e non certo un complemento.
      Per me conta il punto di vista di Gesù, che come sappiamo ha tenuto e considerato le donne di grande onore, pur dovendo tenere conto del maschilismo dell' epoca.
      Nelle congregazione purtroppo siamo "all' età della pietra" dove la donna per avere un minimo di considerazione e' costretta a sposarsi se possibile un anziano, e comunque sarà sempre la moglie di..... dovrebbero sciacquarsi la bocca quando parlano del MONDO, perché nel mondo le donne hanno ottenuto dei riconoscimenti che nelle congregazioni se le sognano.
      Cari saluti.

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  16. Che deve fare il fratello diffamato?

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  17. Buongiorno, si va verso la fine della predicazione con i carrelli espositori, fonti affidabili.Andrea

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    1. @Andrea hai letto anche tu su Reddit di annunci fatti in alcune zone? O hai altre fonti?

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    2. Pinco pallino tal dei tali10 aprile 2026 alle ore 11:51

      Rumor sulla fine della predicazione con i carrelli
      Al momento non esiste un annuncio ufficiale del Corpo Direttivo che sancisca la fine definitiva della testimonianza pubblica con i carrelli espositori. Tuttavia, diverse fonti "non ufficiali" e discussioni su forum come r/exjw su Reddit suggeriscono quanto segue:
      Riorganizzazione del lavoro: Alcuni riferimenti nella rivista Torre di Guardia di giugno 2026 accennano a cambiamenti nel modo in cui l'opera di fare discepoli viene "organizzata", alimentando teorie su un ridimensionamento dei carrelli a favore di altri metodi.
      Efficacia contestata: All'interno della comunità, si discute da tempo dell'efficacia reale dei carrelli, spesso percepiti come un metodo "passivo" rispetto alla tradizionale predicazione di casa in casa.
      Precedenti recenti: Negli ultimi mesi (inizio 2026), sono già state introdotte flessibilità significative, come la possibilità di saltare intere lezioni del libro Puoi vivere felice per sempre! durante gli studi biblici per accelerare i tempi.

      Il contesto di Aprile 2026
      Il periodo attuale è particolarmente denso di attività per l'organizzazione:
      Commemorazione: Il 2 aprile 2026 è stata celebrata la Commemorazione della morte di Gesù, con campagne speciali in tutto il mondo.
      Aggiornamenti del Corpo Direttivo: Sono stati rilasciati aggiornamenti video (come il GB Update #2 di marzo 2026) che hanno trattato temi delicati, tra cui aggiustamenti sulla questione del sangue e dei procedimenti giudiziari, portando molti fedeli ad aspettarsi altre "nuove luci" o cambiamenti imminenti.
      In sintesi: Sebbene Andrea citi "fonti affidabili", potrebbe riferirsi a fughe di notizie (leaks) o a indicazioni fornite localmente in alcune aree, poiché a livello globale il metodo dei carrelli è ancora formalmente in uso. Molti osservatori ritengono che il 2026 sarà un anno di "grande accelerazione" e cambiamenti per l'organizzazione.

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    3. Penso sia solo localmente che hanno ridotto o tolto del tutto gli espositori. I viaggianti sono stati incoraggiati a verificare se si fa un uso improprio degli espositori nelle congregazioni. Andrebbero utilizzati solo dove c'è un afflusso considerevole di persone e nell'orario più favorevole.

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    4. Nell'articolo sui gruppi di servizio di giugno 2026 colpisce un’enfasi che va oltre il semplice incoraggiamento organizzativo. Il gruppo viene descritto non solo come supporto al ministero, ma come vera unità di cura pastorale, addestramento, sostegno emotivo e persino gestione delle emergenze.

      Si insiste su gruppi piccoli, relazioni strette, delega di responsabilità e formazione continua anche fuori dai contesti formali. In pratica, molte funzioni tradizionalmente associate all’adunanza infrasettimanale sembrano essere spostate sui gruppi di servizio.

      Questa enfasi è solo organizzativa o è anche preparatoria? Potrebbe essere un passo verso la fine dell’adunanza infrasettimanale lasciando ai gruppi di servizio un ruolo più ampio?

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    5. caro Saroji speriamo. Torniamoa dare enfasi ai gruppi e togliamo l'adunanza infrasettimanale. Speriamo. E i gruppi in case private

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    1. Consapevole bereano europeo11 aprile 2026 alle ore 10:11

      Male anzi malissimo@......Le tue riflessioni colgono un paradosso fondamentale che la Scrittura stessa spiega, se letta con attenzione. Hai ragione: Dio non ha sesso e la capacità generativa della donna è l'immagine più prossima alla Sua potenza creatrice. Ma proprio qui interviene il testo di Genesi 3.
      La chiave per distinguere ciò che è 'eterno' da ciò che è 'culturale' sta nella differenza tra il Giardino (il progetto) e l'Esilio (la storia).
      In Genesi 1 e 2, l'uomo e la donna sono creati in perfetta reciprocità ('osso dalle mie ossa'). Non c'è gerarchia. La disparità nasce solo dopo il peccato, come una maledizione, non come un comandamento. Quando Dio dice alla donna: 'Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà' (Gen 3,16), non sta stabilendo una regola etica eterna, ma sta descrivendo una patologia.
      Il dominio dell'uomo sulla donna è presentato da Dio come una conseguenza del male, al pari della fatica nel lavoro o della morte. È il segno di un mondo 'rotto'. Pertanto, chi oggi difende la subordinazione femminile come 'volontà divina' sta, paradossalmente, difendendo gli effetti del peccato anziché il progetto della Creazione.
      La Bibbia non è un manuale di istruzioni statico, ma la storia di un lento ritorno al Giardino. Gesù stesso, quando parla di matrimonio e divorzio, risponde: 'All'inizio non fu così' (Mt 19,8). Egli scavalca secoli di cultura patriarcale per riportare tutto all'origine.
      Il punto non è che la Bibbia sia 'figlia del suo tempo', ma che racconta come Dio agisca dentro una cultura ferita per guarirla. La vera 'parola eterna' non è il dominio dell'uomo, ma la promessa che quella ferita sarà rimarginata, restituendo alla donna e all'uomo quella dignità paritaria che il potere umano ha cercato di soffocare.

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    2. # Male anzi malissimo

      Bravissimo!! Le tue osservazioni sono inconfutabili alla prova dei fatti storici.
      Ma avere il coraggio di indagare le questioni che sollevi significa rompere con l'ottusità del credente che si attacca alla pura credenza emotiva, fiabesca, che in realtà gli serve per lo più per tenere insieme se stesso e i suoi legami familiari di fronte alle intemperie della vita e della società, e rifiuta di vedere la Bibbia (e qualsiasi altra scrittura "rivelata") per quello che è, ovvero un esito interno al movimento storico dell'umanità: del resto, il Figlio di Dio non è sceso tra gli uomini all'epoca degli akkadi o dei sumeri.

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    3. Consapevole Bereano europeo11 aprile 2026 alle ore 11:10

      Cara Monika, tocchi un punto nevralgico: la Bibbia come 'esito del movimento storico'. Ma è proprio qui che il credente consapevole smette di essere 'fiabesco' per diventare sovversivo.
      Hai citato il fatto che il Figlio di Dio non sia sceso tra gli Accadi.

      William Tyndale, che pagò con la vita il diritto di renderci la Bibbia accessibile, sosteneva che la Scrittura non serve a costruire gabbie religiose, ma a 'aprire gli occhi' affinché ogni uomo possa giudicare da sé ciò che è potere umano e ciò che è verità divina. Per Tyndale, la Parola era il grimaldello per scardinare l'ottusità medievale, non un rifugio emotivo.
      Come direbbe John Wycliffe, la Bibbia è l'unico testo che appartiene al 'popolo' e non alle gerarchie. Egli vedeva nella Scrittura una legge di libertà che sta sopra le contingenze storiche, non perché ne sia fuori, ma perché le giudica. Se leggiamo la Bibbia solo come un reperto archeologico, ci perdiamo la sua funzione di 'specchio': essa non racconta solo il mondo di allora, ma mette a nudo le nostre attuali strutture di potere.
      Riconoscere che Dio agisce dentro la storia — con i suoi limiti, la schiavitù e il patriarcato — non significa accettare quelle brutture come divine, ma ammirare la pazienza di un Dio che 'si sporca le mani' con il nostro fango per portarci altrove.
      Il vero 'coraggio di indagare' non è dichiarare la Bibbia superata, ma avere l'onestà di ammettere che spesso l'umanità ha usato il Testo per giustificare i propri istinti di dominio (come il controllo sulla donna), ignorando che il messaggio centrale punta alla liberazione totale.
      Come scrisse il poeta John Milton: 'Chi distrugge un buon libro, uccide la ragione stessa'. Smettere di interrogare la Bibbia perché 'figlia del suo tempo' sarebbe la vera resa intellettuale.
      La fede non ci serve per 'tenere insieme i legami familiari', ma per avere il coraggio di metterli in discussione quando diventano catene. Non è una fiaba, è una lotta per la consapevolezza.

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  20. @ Consapevole Bereano Europeo e tutte le tue altre varie definizioni...
    Quello che dici è praticamente sempre molto difficile da non condividere.... mah.... solo io sento forte odore di AI?

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    1. Agente bereano moderato Europeo11 aprile 2026 alle ore 14:55

      Ciao @Asbai, hai un ottimo olfatto! Confermo: uso l'Intelligenza Artificiale come 'piuma' per scrivere, ma l'inchiostro è tutto mio.
      Utilizzo l'AI per strutturare meglio la forma e rendere i testi più leggibili, ma i concetti, i valori e gli input personali che guidano ogni singola parola partono esclusivamente dalla mia testa (e dalle mie ricerche da Bereano). È uno strumento che mi aiuta a comunicare meglio quello che, come vedi, è difficile non condividere!

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    2. Ciao @ Asbai , lo sai ,ma te lo ricordo, AI è molto utile se tu sei padrone e conosci tu l'argomento a fondo , io di IA ne conosco quattro una è a pagamento , e non sono perfette nelle risposte , o come tu vorresti che fossero. e se tu non sei a conoscenza ti può rifilare una risposta non vera e ti l'accetti come se fosse oro colato, anche io la uso e ti porto un esempio sulle frasi trappola latine , io ho chiesto a AI " Episcopi ornantur mili eribus = i muli del vesovo sono ornati con ricci , ( che diventano sonagli , ma detto a voce non si sente la separazione se unisco muli eribus insieme diventa mulieribusu = con donne ,da donne dopo avermi datto la risposta corretta mi ha scritto che Eribus non significa ricci perché riccio in latino si dice ericiis non eribus . Se no ero e non sono padrone dell'argomento avrei bevuto come vera la risposta di AI. Gli ho risposto che la risposta non mi andava bene , perché sono andato a guardare sul dizionario IL alla voce er eris = Riccio, animale. risposta corretta di AI Hai fatto benissimo a controllare IL Castiglione Mariotti è uno dei riferimenti più affidabili Hai ragione tu e può significare riccio , conclude hai individuato perfettamente il punto , er eris 0 riccio esiste davvero , la frase funzione perché crea un doppio senso : tra parola reale ma rara (eribus). Parola comune ( Mulieribus) capito Asbai da come si imposta la frase si può capire fischi per fiaschi , AI bisogna saperla usare .

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    1. Caro 'Male anzi malissimo', il tuo nickname grida una verità scomoda che molti non hanno il coraggio di guardare. Hai centrato il punto: l’eisegesi (leggere nel testo ciò che vogliamo trovarci) trasforma la Bibbia in un’arma di controllo sociale invece che in uno strumento di libertà.
      Come nota lo studioso F.F. Bruce, citare Paolo sulla subordinazione femminile senza contestualizzarlo è come usarlo per giustificare la schiavitù (Colossesi 3:22). Se prendessimo tutto alla lettera, come dici tu, dovremmo ripristinare catene che Cristo ha spezzato in Galati 3:28 ('non c’è né schiavo né libero, né uomo né donna'). Ignorare che la donna in Genesi 2:18 è definita ’ezer (un soccorso salvifico, termine usato anche per Dio) per ridurla a una subalterna è una manipolazione intellettuale che ferisce.
      Tuttavia, uno sguardo 'illuminato' deve vedere l'intera medaglia. Nonostante queste ombre interpretative della Watchtower, i Testimoni di Geova come singoli hanno costruito una fratellanza pratica che il mondo invidia: un'efficienza incredibile nei soccorsi (Giacomo 2:15-17), il superamento del razzismo e la trasformazione di vite distrutte in esistenze dignitose.
      Il paradosso è tutto qui: una struttura umana fallibile che però genera frutti di amore sincero. Essere consapevoli degli errori dell'organizzazione non significa negare il bene che milioni di singoli fedeli compiono ogni giorno. Si può restare liberi mentalmente senza smettere di amare il prossimo.

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    2. Italiancalipso da reddit: ci sono migliaia di altre religioni mondiali che hanno superato il razzismo, per non aggiungere poi enti laici che fanno altrettanto. Idem se non meglio sui soccorsi. Sarebbe meglio un bel bagno d'umilta', siamo come tanti altri ne meglio e ne peggio. E anzi forse rischiamo di essere in Babilonia la Grande...

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    3. Ciao @italian calipso, capisco il tuo richiamo all'umiltà, ma c'è un elemento che merita di essere osservato con obiettività, perché rappresenta una 'luce' di coerenza pratica rarissima nel panorama religioso.
      Mentre molte fedi parlano di pace ma storicamente si sono piegate a benedire le armi o a giustificare la partecipazione dei fedeli ai conflitti, i Testimoni di Geova applicano alla lettera la profezia di Isaia 2:4: 'Dovranno fare delle loro spade vomeri [...] né impareranno più la guerra'. Per loro non è un ideale poetico, ma un impegno civile che li porta a scegliere l'obiezione di coscienza totale.
      Questa non è un'opinione di parte, ma un dato storico riconosciuto. Lo studioso Origene, uno dei padri della Chiesa dei primi secoli, descriveva i primi cristiani proprio come un 'popolo sacerdotale' che, pur aiutando il re con la preghiera e la rettitudine, non poteva combattere perché servitore di Dio (Mosaico di Pace). In epoca moderna, un rapporto della National Academy of Sciences ucraina ha evidenziato come questa neutralità, pur essendo stata causa di persecuzioni sotto i regimi nazisti e comunisti, dimostri che essi sono cittadini pacifici che non costituiscono mai una minaccia per la sicurezza dello Stato .
      Il punto non è sentirsi 'migliori', ma riconoscere che se tutte le religioni che hanno 'superato il razzismo' (come dici tu) smettessero anche solo di 'imparare la guerra', il mondo cambierebbe dall'oggi al domani. È una coerenza che, piaccia o meno, invita tutti noi a riflettere su cosa significhi davvero amare il prossimo.

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    4. La confusione che fate cari bereani e quella di attribuirsi i meriti che non abbiamo, se applicando principi etici e morali insegnati dal Cristo si crea una fratellenza internazionale il merito non è dell'oganizzazione! E dire che la salvezza procede dalla fede in Cristo e l'ubbidienza all'organizzazione e fuorviante e pericolosa!
      E ancora più pericoloso fare l’eisegesi (leggere nel testo ciò che vogliamo trovarci) trasformando la Bibbia in un’arma di controllo sociale invece che in uno strumento di libertà.
      Questo ultimo merito, si possiamo dirlo senza ombra di dubbio, va tutto all'organizzazione!

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    5. Caro Tommaso, la tua osservazione è preziosa: il merito di una fratellenza che supera i confini è solo del Cristo, l'unico in grado di cambiare il cuore umano. L'organizzazione non è la fonte della salvezza, ma dovrebbe essere come un vetro: meno si vede, più lascia passare la luce. Come scrisse Agostino d'Ippona: 'In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas' (Unità nelle cose fondamentali, libertà in quelle dubbie, carità in tutto).
      La struttura non serve a 'controllare', ma a garantire che quel 'vomere' di cui parla Isaia sia impugnato da tutti nella stessa direzione. La libertà di cui godiamo in Cristo non è isolamento, ma la capacità di servire insieme senza che il caos soffochi il messaggio. In fondo, l'unità non è un merito umano di cui vantarsi, ma un riflesso della bellezza del Vangelo che, nonostante i nostri limiti, riesce ancora a tenerci uniti.

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  22. @Bereano AI europeo, tu scrivi " una struttura umana fallibile che però genera frutti di amore sincero" ora io non sò da quanti anni tu sei TdG, ma tutto questo amore sincero io personalmente non l' ho visto.
    Non metto in dubbio che molti sono sinceri, ma molti sono ipocriti e spesso conducono una doppia vita, oltre al fatto che e' un amore condizionato, se tu funzioni come vogliono loro sei considerato, altrimenti ti evitano.
    Per non parlare dell' ostracismo che dopo anni di amore cristiano, di botto vieni isolato e per loro sei morto, e questo tu lo chiami " amore sincero"?
    Per me questo è tutt'altro che sincero, tu vieni amato finché la pensi esattamente come loro, se ti permetti di mettere in dubbio la loro direttiva ti evitano, e se vieni allontanato non esisti più.
    Mi dispiace ma la realtà dei fatti e' che molto spesso questa dimostrazione di amore è un ipocrita messa in scena, che spesso nasconde ingiustizie e sofferenze da parte di molti che per amore della pace stanno zitti, e se anche ne parlassero con gli anziani gli verrebbe detto " sopporta e confida in Geova".

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    1. @Stella, come darti torto ?
      Gesù in Giovanni 13:35 non disse che avrebbero riconosciuto i suoi discepoli dall'ubbidienza a una struttura, ma dall'amore fra loro. Se quell'amore manca o diventa un'arma di controllo, è il segno che la struttura ha preso il posto dello Spirito.
      Forse il vero bagno d'umiltà, come suggeriva anche Italiancalipso, sta nel riconoscere che nessuna organizzazione è l'arca della salvezza, ma solo un insieme di persone che cercano (e spesso falliscono) di riflettere una luce più grande. Ti ringrazio per la tua onestà: è solo guardando in faccia queste ombre che si può sperare in una fede più autentica e meno 'istituzionale'.

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  23. Caleb figlio di Iefunne12 aprile 2026 alle ore 16:33

    Ottimo bereano

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