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08 ottobre 2026

Burocrazia "teocratica". I passacarte della modulistica in azione

 Dal fratello 

Esodo86


Dispute_of_Jesus_
and_the_Pharisees_
(89477737)

Io vorrei parlare di una cosa che qui a Roma sta facendo scalpore tra i fratelli ...la campagna di ottobre per farne parte devi fare il modulo non me ricordo se A2 e poi devi essere approvato dal comitato di servizio senza queste due cose non puoi fare le comitive e non puoi uscire in servizio !!! 


Cioè siamo arrivati al punto che per uscire in servizio devi essere approvato dal comitato di servizio e devi compilare il modulo !!!in più in quella settimana devi dare ai fratelli che vengono per la predicazione casa cibo svago ma Gesù quando andava in predicazione chiedeva tutto questo ???noi ci stiamo facendo un mazzo per campare e poi devi dare soldi e mangiare per queste cose




Esodo868 ottobre 2026 alle ore 07:32






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28 commenti:

  1. Neemia mission impossible8 ottobre 2026 alle ore 09:25

    Grazie ad esodo86 che ci da modo di parlare dei passacarte tecnocrati ancora in attività nelle filiali. Ora occorre un permesso lasciapassare per predicare il vangelo!

    Ricordo le battaglie legali contro alcune cittadine o contee americane che richiedevano ai fratelli il lasciapassare del sindaco o dello sceriffo per poter predicare nei paesi sotto la loro giurisdizione! Si argomentava che predicare era un diritto e si citava la Bibbia.

    Ora è la filiale medesima a fare questo.....:-))))

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    1. E mi è stato detto visto che non hai compilato il modulo quella settimana non puoi partecipare a quelle comitive non puoi uscire in servizio ...gli ho risposto vabbè me riposo tanto se voglio predico lo stesso !! Mi chiedo perché etichettare i fratelli per queste cose ....ah e calcola che è stato consegnato un distintivo tipo congresso che devi mettere in quella settimana senza quel distintivo non puoi fare nulla che schifo scusate della parola ma che schifo !

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    2. Si esodo86 serve a creare classi ed elite, anche le hostess per le dedicazioni sale del regno si selezionano in base a criteri classisti.Gesù inorridisce

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    3. Molto semplice. E' un modo per farti sentire speciale, tu paghi per distinguerti. Non c'è niente come la voglia di passare per un elemento elitario che spinge a pagare. Perché la gente paga 2500 per una borsa...perché dice agli altri che lui può gli altri no. Il sistema è lo stesso della moda

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  2. Allora andiamo tutti a Milano e Roma per la campagna speciale, senza organizzazione e senza criterio. Ma insomma, ci vuole un minimo di ragionevolezza, capisco che ci vuole impegno, ma comprendo anche che ci vuole organizzazione. Un minimo di moduli ci deve essere. Una minima raccomandazione ci deve essere, altrimenti mandiamo tutti allo sbaraglio....mandiamo tutti a fare una vacanza. Magari un proclamatore che fa confusione che nella propria città va poco in servizio, invece assenza di moduli lo mandiamo a Milano o Roma per fare cosa? Creare disordine? Ma dai...un po di ragionevolezza, nelle lamentele.

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    1. @Pistone... credo che ci sia un equivoco dj fondo... quello che dici è valido per chi viene da fuori a dare una mano per la campagna speciale...ma se ho ben capito Esodo86 vorrebbe semplicemente partecipare alle adunanze per il servizio che si tengono mella SUA congregazione, il cui territorio è coinvolto nella campagna speciale. Se così fosse il fatto che gli venga impedito è piuttosto grave...

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    2. Nessuno dice di mandare tutti a Milano o Roma senza criterio. È ovvio che chi nella propria città esce poco in servizio probabilmente non verrà scelto per una campagna speciale. Ma allora perché annunciare la campagna a tutte le congregazioni e poi fare la scrematura attraverso moduli e raccomandazioni? (Che fanno molto luogo di lavoro...). Gli anziani potrebbero semplicemente avvicinare con discrezione i fratelli che ritengono adatti, evitando aspettative, gelosie e divisioni. Anche perché, se parliamo di “idoneità”, il fatto che il 90% dei nominati abbia avuto o abbia ancora una doppia vita fa sorgere qualche dubbio su chi sia davvero la persona più indicata. Un po’ di organizzazione sì, ma anche un po’ di coerenza.

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  3. A questo punto manca solo il timbro: “SI AUTORIZZA IL FRATELLO A PREDICARE. Validità: dal lunedì alla domenica. Allegare documento d’identità e ricevuta del versamento (contribuzione) volontaria non meno cdi 50 €.”

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  4. Ciao Pistone il problema non è per chi partecipa alla campagna venendo da fuori ma è per i fratelli locali che devono anche essi fare il modulo.....e comunque anche questa mi sembra una iniziativa volta a rinsaldare le file e lo spirito cameratesco tra i fratelli. Si cerca di dare un po' di entusiasmo a fratelli sempre più stanchi...quelli che vengono da fuori ne approfittano per farsi una bella gita a Roma tanto si sa che l'opera di predicazione oramai è completamente inutile. Alla fine tutti i proclamatori saranno elettrizzati perchè obiettivamente è bello stare insieme con tante persone sincere ma i risultati saranno del tutto ininfluenti. Ci saranno le solite esperienze "iper gonfiate" e testimonianze di persone straordinariamente colpite dai Testimoni....Nel 2026 obiettivamente con tutte le informazioni disponibili sul web chi può essere ricettivo alla predicazione?

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  5. Non è richiesto il modulo A2.
    I REQUISITI PER PARTECIPARE A UNA CAMPAGNA SPECIALE DI PREDICAZIONE
    Chi desidera fare domanda per essere un proclamatore ospite a una campagna speciale di predicazione deve soddisfare i seguenti requisiti:
    (1) Essere un proclamatore esemplare (od cap. 6 par. 9).
    (2) Godere di buona salute ed essere in grado di affrontare un viaggio senza l’assistenza di altri. Non deve aver bisogno di una sedia a rotelle, di una bombola di ossigeno o di altri dispositivi simili. Non deve far fatica a stare in piedi e a camminare per lunghi periodi.
    (3) Appartenere a una delle seguenti categorie:
    • Proclamatori battezzati di età pari o superiore a 18 anni.
    • Giovani battezzati dai 12 anni in su accompagnati da uno dei genitori.
    • Sorelle single con una compagna di servizio o che fanno parte di un gruppo.
    (4) Essere disposto a partecipare al ministero per tutti i sette giorni, anche in orari insoliti.
    Pertanto l’organizzazione del viaggio dovrà essere in linea con tale requisito.
    (5) Essere in grado di coprire tutti i costi, inclusi quelli per gli spostamenti, il vitto e l’alloggio per l’intera durata del viaggio.
    (6) Non aspettarsi che i fratelli locali coprano le spese del viaggio.
    (7) Conoscere la lingua in cui si svolge la campagna, essere in grado di sostenere una conversazione e di condurre studi biblici.
    Chi invia la domanda per partecipare a una campagna speciale di predicazione conferma di soddisfare questi requisiti. Ti esortiamo a non chiedere che vengano fatte eccezioni. Se non soddisfi questi requisiti, ti preghiamo di non fare la domanda.

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    1. Sentenza della Corte Suprema caso Stratton8 ottobre 2026 alle ore 18:49

      Comune di Stratton contro Watchtower (2002): In tempi più recenti, la Corte Suprema ha confermato nuovamente questo principio, invalidando un'ordinanza del comune di Stratton (Ohio) che imponeva a chiunque volesse andare di porta in porta per qualsiasi motivo (inclusa la predicazione) di ottenere prima un permesso scritto dal sindaco. La Corte ha stabilito che una simile richiesta viola la libertà di parola garantita dal Primo Emendamento

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    2. Ciao a tutti riscrivo per alcune cose (questa campagna viene organizzata tutto tramite sito ed email jw) non dico cretinate ma lo so al 100% non posso dirvi come so tutto nel dettaglio ma lo so
      1) c'è un modulo da compilare e mandare tramite sito sia per coloro che vengono da fuori e ANCHE noi che siamo qui e siamo sul territorio!!
      2)viene consegnato un cartellino tipo assemblea a tutti
      3)se non hai compilato il modulo non puoi partecipare alle comitive
      4) c'è da offrire alloggio cibo e mettersi a disposizione per portare i fratelli nello svago
      5)ogni giorno viene offerta la colazione in congregazione tipo scuola dei pionieri o anziani per capirsi
      Ora ditemi in tutto questo dice c'è lo spirito che ci ha lasciato Gesù!!Noi a Roma ma come in tutta Italia non sappiamo più come andare Avanti ci sono fratelli che non arrivano a fine mese.
      Purtroppo questa è un modo per fare delle classi colori che sono bravi e spirituali e coloro che sono deboli e poco spirituali...ah quelli spirituali lavorano a nero e rubano allo stato noi poco spirituali abbiamo partita iva e paghiamo le tasse

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    3. Grazie esodo86 per l'ottima spiegazione aggiornata dalla capitale.

      Il sistema è sempre quello dividere i fratelli in classi. Il privilegismo. I passacarte della fanta burocrazia spacciata per teocrazia. Geova e Gesù condannano tutto il sistema burocratico che fa parzialità nelle congregazioni. Pietro fu rimproverato da Paolo perchè mangiava solo con i credenti di origine ebraica.
      Geova dice che non fa parzialità.

      prendiamo un altro soggetto : Gli anziani perchè fanno visite pastorali ? Il motivo dovrebbe essere aiutare, incoraggiare, sostenere e solo su richiesta o su invito dei fratelli non dovrebbero imporsi come se fossero i Signorotti della fede atrui, ma spesso si comportano come gli animali che vengono a marcare il territorio. La bibbia li definisce vacche di basan cercate su perspicacia vacche di basan
      Indagano, giudicano, si intromettono, marcano il territorio, esaltano i privilegi, distorcono la vera teocrazia basata solo sull'amore e la giustizia Matteo 6:33

      Ecco perchè il sistema non funziona più, gli ipocriti sguazzano con le leggi, leggine, lacci e lacciuoli, con le scartoffie, la moda dei passacarte, delle direttive, fredde che dividono la congregazione in classi, Geova osserva e Cristo giudicherà anzi sta già operando alla grande

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    4. Più volte ho sentito la frase "siamo una religione trasparente".
      Eppure anche il solo fatto di rendere il libro Pascete strettamente "riservato" (praticamente "segreto") solo per gli anziani, denota una vocazione elitaria un po' fosca.
      Tutto questo non giova alla congregazione di noi fratelli
      Anche molte altre pubblicazioni sono immerse nella caligine iniziatica

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    5. Sento un "fumus" massonico in sottofondo

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    6. @Treviso , «Siamo una religione molto trasparente», l'ho sentito dire anch'io da molti TdG. Peccato però che la trasparenza sia riservata solo agli anziani: tutti gli altri uguali davanti a Geova, ma NON davanti al manuale "Pascete il gregge". La fiducia poi è obbligatoria, come l'obbedienza, le regole sono riservate ai capi e le domande alla base?
      Allora, meglio spegnere la luce, così non disturbiamo la trasparenza!

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  6. PARTE 1 DI 4
    LETTERA AL CORPO DIRETTIVO

    Al Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
    Oggetto: coscienza, responsabilità e tutela delle persone
    Cari fratelli,
    sono nato nella verità. Dopo circa cinquant’anni nell’organizzazione, vi scrivo con rispetto e franchezza su questioni che riguardano la vita, la coscienza e la dignità delle persone.
    Un cambiamento si annuncia in pochi minuti; le conseguenze delle disposizioni precedenti possono durare decenni. Per questo vi chiedo spiegazioni, ascolto e assunzione di responsabilità.
    Il recente cambiamento sul sangue rende queste domande urgenti. La possibilità di accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti da un donatore viene ora affidata alla coscienza individuale. Accolgo con sollievo questo maggiore spazio decisionale e ringrazio i medici che hanno sviluppato cure rispettose delle volontà dei pazienti.
    Perché scelte oggi affidate alla coscienza sono state precedentemente sottratte a essa?
    In Atti 15:28, 29 troviamo l’esortazione ad astenersi dal sangue e la volontà di non aggiungere altri pesi oltre alle cose necessarie. Vi chiedo di spiegare il passaggio dal testo biblico alle distinzioni mediche attuali: perché i componenti principali sono materia di coscienza mentre il sangue intero rimane vietato? Quale rilievo morale attribuite alla provenienza del sangue, proprio o altrui?
    Occorre chiarire anche il fondamento del precedente confine. Penso ai pazienti che hanno rifiutato cure ritenendo di non avere altra scelta religiosamente ammissibile, ai familiari che hanno vissuto situazioni drammatiche e a chi è stato disciplinato per una decisione diversa. Chiedo un esame documentato delle vicende, senza attribuzioni automatiche di responsabilità ma senza conclusioni difensive prestabilite.
    La stessa attenzione è dovuta a tutti coloro che sono stati allontanati nel tempo, anche per ragioni diverse dal sangue. Non sostengo che ogni provvedimento fosse ingiusto. La conformità a una procedura, però, non dimostra da sola la giustizia della decisione.
    Servono percorsi di riesame accessibili e riservati, affidati a persone estranee alla decisione iniziale. Devono considerare fatti, ascolto, salute, circostanze familiari, pentimento ed eventuali pregiudizi. L’ascolto deve essere possibile anche per chi non desidera rientrare: riconoscere un torto non può dipendere dal ritorno nell’organizzazione.
    Un allontanamento può ferire anche coniugi, figli e genitori. La dignità della persona rimane intatta: nessun annuncio autorizza disprezzo, pettegolezzo, derisione o soddisfazione per la sua sofferenza.
    Riammettere una persona non equivale a riconoscere un’ingiustizia. Dove la decisione fu sbagliata, servono rettifiche, scuse e chiarimenti verso chi ha ricevuto informazioni lesive della sua reputazione.
    Anni di solitudine e rapporti interrotti non si restituiscono. Dire «guardiamo avanti» non risponde a chi attende ancora ascolto. La coscienza merita rispetto oggi; lo meritava anche ieri.

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  7. PARTE 2 DI 4
    LETTERA AL CORPO DIRETTIVO

    Desidero affrontare il comportamento di anziani che sospettano, accusano o disciplinano senza conoscere sufficientemente i fatti e la persona.

    Non parlo di tutti gli anziani. Esistono fratelli capaci di ascoltare con umiltà. Proprio per rispetto verso di loro, occorre correggere chi esercita male il proprio incarico.

    Un sospetto non è un fatto. Una voce ripetuta non diventa una prova. Una nomina non rende certa un’impressione.

    Quando si parte da una conclusione già decisa, ogni spiegazione può diventare una scusa, ogni esitazione reticenza e ogni obiezione orgoglio. La persona viene così privata della possibilità effettiva di essere ascoltata.

    Pianto, silenzio, fermezza o difficoltà a parlare non misurano da soli sincerità e pentimento. Intimidazione, salute e sofferenza possono influire profondamente sulle reazioni. L’empatia e la conoscenza del contesto aiutano a valutare con maggiore precisione.

    Chi viene accusato dovrebbe conoscere i fatti contestati, poter rispondere, correggere inesattezze e presentare circostanze rilevanti. La riservatezza deve proteggere le persone, senza rendere impossibile una risposta consapevole.

    Disciplinare senza accertamento adeguato, ascolto e possibilità di riesame costituisce una forma di giustizia sommaria. Il carattere religioso dell’incontro non attenua la gravità delle conseguenze.

    Vi chiedo come vengano verificati preparazione, imparzialità e comportamento degli anziani. Leggere comunicazioni non esaurisce la competenza pastorale. Servono studio, discernimento e consapevolezza dei propri limiti. Quali conseguenze seguono ad accuse infondate, conflitti personali o violazioni della riservatezza?

    Una segnalazione deve essere esaminata nel merito. Contestare un trattamento non dimostra ribellione. Se ogni protesta conferma automaticamente il giudizio iniziale, correggere gli errori diventa impossibile.

    Vi chiedo anche di riconoscere il dovere delle scuse. Non attribuisco ai componenti attuali del Corpo Direttivo ogni decisione presa prima del loro incarico. La responsabilità dell’istituzione continua però quando cambiano i suoi rappresentanti. Chi guida oggi può riconoscere un torto precedente e impegnarsi a ripararlo.

    Matteo 5:23, 24 attribuisce alla riconciliazione un’importanza tale da chiederne la ricerca prima di presentare un’offerta. Giacomo 3:1 richiama la maggiore responsabilità di chi insegna.

    Dire «siamo imperfetti» spiega la possibilità dell’errore; non dispensa dal correggerlo. La comprensione progressiva e la preghiera non esauriscono le domande sulle conseguenze delle decisioni umane. Pregavano anche pazienti e familiari.

    La coscienza deve confrontarsi con princìpi come 2 Corinti 7:1. Ma insegnare un principio, applicarlo e sanzionare una condotta sono passaggi distinti. Questo vale anche per fumo, compleanni e altre pratiche non menzionate espressamente.

    «Non andare oltre ciò che è scritto» deve significare distinguere chiaramente comando biblico, interpretazione e regola organizzativa.

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  8. PARTE 3 DI 4
    LETTERA AL CORPO DIRETTIVO

    Sulla formazione posso parlare per conoscenza diretta: vengono ricercate persone con qualifiche universitarie avanzate, comprese discipline umanistiche come la filosofia. Non descrivo il mio percorso o i contatti ricevuti, anche da filiali estere, ma non mi baso su indiscrezioni.

    Diritto, medicina, informatica, ingegneria, architettura, contabilità, lingue e comunicazione richiedono anni di preparazione. Se gli studi sono apprezzati quando servono all’organizzazione, perché non riconoscerne apertamente il valore per il futuro dei fratelli?

    Una formazione professionale o universitaria non sminuisce di per sé la fede. Può dare autonomia e strumenti per sostenere una famiglia. Lo scoraggiamento pubblico e la ricerca riservata di competenze richiedono una spiegazione coerente. Anche chi ha rinunciato a opportunità per seguire le indicazioni ricevute merita riconoscimento e ascolto.

    Prendo particolarmente a cuore chi viene chiamato a lasciare Betel dopo trenta, quaranta o cinquant’anni. Può perdere alloggio, sicurezza economica, relazioni quotidiane e prospettive. Ricominciare in età avanzata può essere estremamente difficile.

    Non basta dire: «Grazie per quello che avete fatto, adesso potete andare a predicare». La predicazione non risolve necessità materiali e disorientamento. Giacomo 2:15, 16 richiama il dovere dell’aiuto concreto.

    Servono alloggio dignitoso, sostentamento, assistenza sanitaria, attenzione previdenziale e sostegno emotivo. Per chi può lavorare, formazione e accompagnamento; per gli altri, sicurezza duratura.

    Familiari e congregazioni possono aiutare, ma non sostituire la responsabilità dell’organizzazione. Avvertire oggi che il servizio non è a vita non risolve la condizione di chi vi ha trascorso decenni.

    Chi ha confezionato libri, cucinato, pulito o curato la manutenzione merita la stessa considerazione di chi possiede competenze specialistiche. Non affermo che chi lascia venga sostituito perché privo di titoli: chiedo che le ragioni siano spiegate.

    Il servizio può terminare; il dovere di cura rimane.

    La domanda è quindi: chi esamina chi? E chi esamina viene esaminato? Gli assistenti e i componenti del Corpo Direttivo vengono rivalutati? Da chi, secondo quali criteri? Se esistono procedure diverse, chiedo che ne venga spiegato il fondamento.

    Chi dispone una partenza deve rispondere delle ragioni, delle alternative e dell’assistenza prevista. La persona dovrebbe poter chiedere un riesame imparziale. La sua obbedienza non dimostra che la decisione fosse giusta.

    Anche trasferire autorità dagli anziani al sorvegliante, o viceversa, non garantisce imparzialità. Servono verifiche, gestione dei conflitti d’interesse e attenzione a regali e rapporti personali.

    Secondo 1 Pietro 5:2, 3, l’autorità pastorale deve curare senza signoreggiare. Le confidenze ricevute devono rimanere protette.

    Moduli, nomine, annunci e applausi meritano un esame: un incarico assegna responsabilità, non maggiore dignità cristiana. La dedizione sincera esiste anche senza un titolo.

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  9. PARTE 4 DI 4
    LETTERA AL CORPO DIRETTIVO

    Adunanze, preparazione, servizio, campagne e incarichi richiedono tempo ed energie. Alcuni dispongono di condizioni favorevoli; altri lavorano molte ore, assistono familiari o affrontano malattie e difficoltà economiche.

    Una disponibilità di tempo disuguale non può diventare una misura automatica della spiritualità. Riposo, cura dei genitori e tempo con i figli hanno valore. Non ogni ora disponibile deve diventare una prestazione organizzativa.

    Vi chiedo di verificare se l’insistenza su numeri, efficacia, obiettivi e campagne lasci spazio alle condizioni reali delle persone. La stanchezza non dimostra scarso zelo. Le esigenze familiari devono incidere concretamente sulla progettazione delle attività.

    Ho seguito attentamente l’adunanza annuale. Il discorso di Stephen Lett e l’illustrazione dell’uomo che annega nella nebbia, a pochi metri dalla riva, mi hanno particolarmente colpito.

    Comprendo l’intento di incoraggiare la perseveranza. Ma come può ricevere quell’immagine una persona esausta, depressa, in lutto o in crisi? La vicinanza della riva è nota al narratore; il nuotatore non la conosce. La sua disperazione richiede comprensione.

    Una comunicazione pastorale dovrebbe aiutare a chiedere sostegno senza vergogna. Vi chiedo attenzione alle immagini che possono associare fatica, dubbio o bisogno di fermarsi alla perdita definitiva della salvezza.

    La vita comprende sofferenza, ma anche affetti, bellezza e gioia. Una rappresentazione costantemente cupa dell’esistenza fuori dall’organizzazione rischia di impoverire il discernimento. Servono argomentazioni verificabili, lettura e ricerca: l’intensità emotiva non dimostra la solidità di una conclusione.

    Chiedo inoltre trasparenza economica. Le contribuzioni per strutture, produzioni audiovisive e grandi progetti dovrebbero essere accompagnate da informazioni accessibili su costi, priorità e risultati.

    Chi dona può rinunciare a necessità proprie. È giusto spiegare anche quali risorse siano destinate ai fratelli in difficoltà. La preghiera è preziosa; il bisogno materiale richiede pure una valutazione dell’aiuto concreto possibile.

    Infine, chiedo tutela per chi pone domande. Molti si sono battezzati decenni fa dentro un quadro di insegnamenti successivamente cambiato. Il battesimo non dovrebbe essere interpretato come una rinuncia permanente al discernimento.

    La sincerità della scelta di ieri non rende superflue le domande di oggi. Se chiedete fiducia nelle nuove spiegazioni, riconoscete la possibilità di esaminare quelle precedenti.

    Vi chiedo risposte circostanziate, ascolto, riesami, scuse dove dovute, garanzie contro accuse infondate, cura di chi lascia Betel, verifiche anche al vertice e trasparenza sulle risorse.

    Queste questioni meritano la stessa serietà con cui è stata richiesta obbedienza alle disposizioni.

    Se l’immagine dell’organizzazione viene prima della dignità delle persone, è questa priorità che deve essere corretta. Nessun incarico rende facoltativo il dovere di rispondere del proprio operato.

    La credibilità richiede anche parole semplici e impegni concreti: «Abbiamo sbagliato. Comprendiamo le conseguenze. Che cosa possiamo fare per riparare?»

    Vi chiediamo di essere ascoltati. Il rispetto della coscienza diventa concreto quando possiamo porre domande senza timore, vedere riconosciuta una sofferenza e ottenere la correzione di un’ingiustizia.

    Con rispetto e sincerità,

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    1. Tanti argomenti importanti caro ludwig…spero la leggano

      Passando al campo dottrinale, io sono ancora impantanato in una domand apparsa su questo blog qualche mese fa che , leggendola, mi ha lasciato sconfertato

      Riguard il 1914

      E stata posta la questione dei giorni biblici utilizzati per ol calcolo dei 2520gg ovvero 7 tempi= 360x7

      Quindi, gli anni 2520 sono anni da 360gg o da 365?

      Mi ha lasciato perplesso e ancora non ho trovato una spoegazione chiara perche effettivamentw cambierebbe di parecchio la data del 1914

      Qualcuno ha mai approfondito?

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    2. Rispondo a Simon sul metodo di contare gli anni nella profezia di Gesù sui tempi dei gentili Luca 21:24 e Daniele sui 7 tempi..

      Gli ebrei usavano il loro calendario lunisolare, ma per scrivere le profezie Dio ha usato un metro di misura universale e fisso di 360 giorni per evitare che gli uomini si confondessero.

      Gli ebrei usavano un calendario lunare con l'aggiunta di un 13° mese per aggiustarsi con il sole.
      Dio invece usava un calendario profetico standard fisso di 30 giorni e 360 giorni all'anno.

      Se Dio avesse basato la profezia sul calendario ebraico con i mesi variabili sarebbe stato una babilonia di confusione invece un Dio di chiarezza ha dato ai credenti una cifra matematica immobile e indistruttibile 7 annix 360 giorni.

      La cosa straordinaria è che se prendi quella cifra fissa di 2.520 anni profetici regola un giorno x un anno ( corrispondono a 907.200 giorni totali) la stendi lungo al storia reale si incastra al millimetro con lo scorrere del tempo umano, portandoci dalla caduta di Gerusalemme all'autunno del 1914.

      Se hai altre domande e non mi sono spiegato bene con le Scritture non esitare a chiedere

      **In tutto il calcolo devi tenere presente che non è un invenzione dei Testimoni di Geova , tra l'altro Russel lo aveva compreso dagli avventisti del settimo giorno che sono studiosi seri delle Scritture, ma è Gesù stesso a dire che le nazioni gentili avevano un tempo fissato per dominare senza interferenze dirette da parte del Regno di Dio. Vedi Luca 21:24.
      E devi tenere presente che proprio dal 1917 in poi dalla Dichiarazione Balfour e dalla disintegrazione dell'Impero Ottomano che aveva dominato su Gerusalemme calpestandola inizia il ritorno ufficiale degli ebrei nella loro patria.

      Nessuno lo aveva previsto ma dopo il 1914 questo potè avvenire perchè gli imperi che dominavano prima del 1914 si disintegrarono a causa della Grande Guerra come Gesù aveva preavvertito che sarebbe accaduto "sorgerà nazione contro nazione" non semplici guerre ma guerre mai viste prima infatti gli storici ammettono che quella non era una guerra normale ma la Prima vera Guerra Mondiale seguita poi dalla Seconda.

      Tutto si incastra alla perfezione ed era stato previsto, la colpa delle guerre è del Diavolo (non di Dio), che domina il mondo, ma ora sa che ha un breve periodo questo breve periodo non è quantificabile finora sono già oltre 110 anni che è in corso.

      *** Non ce ne sarebbe bisogno, ma sapete che elementi girano , quanto sopra non significa che Cristo approvi le guerre in medio oriente ma ha solo evidenziato ai credenti degli avvenimenti che li avrebbero aiutati a capire quando sarebbe giunto il tempo /periodo in cui il Regno si sarebbe manifestato . Purtroppo tutti noi dobbiamo fare i conti con le sciagure odierne causate dal sistema odierno, non volute, come guerre infinite e problemi di salute/economici e molto altro. Quindi questa spiegazione non è da intendersi come una cosa politica.

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    3. Trovo che la tua spiegazione sia molto interessante e capisco perfettamente il desiderio di vedere un disegno preciso dietro lo scorrere del tempo umano. Tuttavia, provando ad approfondire l'argomento in modo indipendente, mi sono reso conto che ci sono alcuni punti che, secondo me, rendono questo "incastro" meno perfetto di quanto sembri a prima vista.
      Ad esempio, se leggiamo con attenzione il contesto di Luca 21:24, ho l'impressione che Gesù stia parlando di un avvenimento puramente futuro e non di qualcosa iniziato secoli prima. Quando dice che Gerusalemme sarebbe stata calpestata dalle nazioni finché i tempi fissati non fossero compiuti, inserisce questa frase subito dopo aver descritto gli eserciti romani, la caduta sotto il taglio della spada e la deportazione. Per questo mi viene da pensare che, a livello testuale, il "calpestamento" di cui parla Gesù sia la conseguenza diretta della distruzione del 70 e.v., e non un processo già in atto dai tempi di Babilonia. Se una città è già sotto il controllo delle nazioni da 600 anni, forse non avrebbe molto senso dire che inizierà a essere calpestata a causa di una guerra futura.
      C'è poi un dettaglio matematico che, secondo i miei calcoli, sembra creare una forte incongruenza. Se accettiamo l'idea che Dio usi un calendario profetico fisso di 360 giorni all'anno, arriviamo giustamente a un totale assoluto di 907.200 giorni. Il problema nasce quando proviamo a "stendere" questi giorni precisi lungo la storia reale, che invece è regolata da anni solari di circa 365,24 giorni. Dividendo i 907.200 giorni divini per la durata reale degli anni solari, credo si ottengano circa 2.483 anni e mezzo. Partendo dall'autunno del 607 a.E.V. e aggiungendo questa cifra, mi risulta che si arrivi all'autunno del 1877 e.v., e non al 1914. Ho l'impressione che per far quadrare i conti fino al 1914 si sia finito per mescolare due metri diversi: si usano i 360 giorni per ricavare la cifra dei 2.520 anni, ma poi si contano quegli anni come se fossero da 365 giorni. A me questo sembra un po' una forzatura logica.
      Infine, mi lascia un po' perplesso il riferimento alla Dichiarazione Balfour del 1917 e alla fine dell'Impero Ottomano. Se usiamo la liberazione di Gerusalemme letterale nel 1917 come prova che i Tempi dei Gentili stavano finendo, allora forse dovremmo spostare la data cardine dal 1914 al 1917. Inoltre, per quanto ne so, la teologia dei Testimoni di Geova non attribuisce alcun valore profetico al moderno Stato di Israele o al ritorno letterale degli ebrei, ritenendola una nazione laica. Usare questo argomento per difendere il 1914 mi sembra quasi una contraddizione interna rispetto a quello che insegna lo Schiavo Fedele.
      In conclusione, penso che collegare Luca 21 a Daniele 4 (una profezia che tra l'altro la Bibbia stessa, al versetto 28 di Daniele 4, dichiara essersi adempiuta interamente sul re Nabucodonosor) richieda diversi passaggi interpretativi umani che forse non sono così immediati o esplicitamente scritti nelle Scritture. Ovviamente sono solo le mie riflessioni nate dallo studio, ma sarei felice di sapere cosa ne pensi.

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    4. Ciao Saroj, ti ringrazio molto per la tua risposta così garbata, approfondita e per il tono rispettoso con cui hai esposto le tue riflessioni. È sempre un piacere confrontarsi con chi studia le Scritture con tanta attenzione.
      Riguardo alle tue obiezioni, che sono legittime e mostrano una grande logica, vorrei offrirti alcuni spunti per vedere come questi elementi si collegano nella nostra prospettiva:
      Sul calpestamento (Luca 21:24): È vero che Gesù descrive la distruzione del 70 e.v., ma quando parla di Gerusalemme "calpestata dalle nazioni finché i tempi fissati non siano compiuti", la teologia biblica interpreta "Gerusalemme" come il simbolo della sovranità di Dio (il trono di Davide). Quella sovranità terrena era già stata interrotta nel 607 a.E.V. con la deportazione a Babilonia. Nel 70 e.v. i Romani distrussero solo la città ricostruita, ma il "calpestamento" della linea regale davidica era iniziato secoli prima e continuava.
      Sulla questione matematica (360 vs 365 giorni): Il calcolo applica la regola profetica di "un giorno per un anno" (Numeri 14:34; Ezechiele 4:6). I 360 giorni servono unicamente a stabilire la durata simbolica di un "tempo" (360 giorni/anni x 7 = 2.520 anni). Una volta convertiti i giorni in anni, si contano 2.520 anni solari effettivi sul calendario umano. Non si convertono i giorni totali (907.200) in anni solari, ma si applica l'equivalenza direttamente sull'unità annuale.
      Sulla Dichiarazione Balfour e Israele: Hai perfettamente ragione sul fatto che la teologia dei Testimoni di Geova non veda nel moderno Stato di Israele l'adempimento delle profezie sul ristabilimento (che si applicano invece all'Israele spirituale). Il riferimento al 1917 e alla fine dell'Impero Ottomano non serve a dare un valore sacro a Israele, ma a mostrare come la Grande Guerra del 1914 abbia radicalmente e storicamente sbloccato lo status quo geopolitico di quella terra proprio in quegli anni.
      Su Daniele 4: Sebbene i 7 tempi abbiano avuto un primo adempimento letterale su Nabucodonosor, molti elementi del libro di Daniele hanno un adempimento più grande nel "tempo della fine" (Daniele 12:4).
      Capisco che questi passaggi interpretativi possano sembrare complessi o richiedano diversi collegamenti, ma per molti credenti l'armonia complessiva degli eventi storici del 1914 resta un segno potente. Che ne pensi di questa chiave di lettura?

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  10. @Ludwig, scusami, ma sei un illuso (nel senso buono del termine) se pensi che il Cd prenda davvero in considerazione le tue osservazioni.
    Se sei nato nella Verità e ci sei dentro da circa cinquant’anni, dovresti saperlo per esperienza. A meno che, in tutto questo tempo, ti sia sfuggito qualche aggiornamento fondamentale sul funzionamento degli algoritmi del sistema WT.
    Dammi retta, lascia perdere le lettere di «partecipazione alla [In]coerenza» dell’organizzazione.
    La tua lettera al Cd è un esercizio di fiducia encomiabile, se non fosse che la fiducia, a volte, viene scambiata per un’autorizzazione a non rispondere.
    Sai benissimo che, quando arriva un aggiornamento del Cd, la coscienza si attiva (o almeno dovrebbe). Le responsabilità del Cd, invece, restano rigorosamente in modalità aereo..., spente. E questa, lo sai benissimo, per esperienza, non è una novità, è una tradizione consolidata del Cd.
    Il dilemma, in fondo, è semplice:
    Il passato? Imperfezione umana.
    Il presente? Nuova luce.
    Le vittime? Guardiamo avanti.
    Chi sbaglia? Deve soltanto imparare a essere più umile.
    E così, tra un’ammissione generica e una dose abbondante di umiltà richiesta sempre agli altri, tutto torna miracolosamente al proprio posto.
    Amen, e amen…
    Purché non venga mai in mente a qualcuno di chiedere conto a chi comanda.
    Perché la dignità, evidentemente, è un requisito indispensabile per chi deve obbedire, ma un optional per chi dovrebbe renderne conto: il Corpo Direttivo e i suoi accoliti.
    Non me ne volere della franchezza Ludwig.
    Un abbraccio.

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  11. Cari Fineas e Olmo, vi ringrazio per l’attenzione e per la sincerità. Comprendo le vostre preoccupazioni e condivido molti dei punti che avete sollevato.

    Fineas, accolgo il tuo suggerimento: indicare fatti, decisioni e conseguenze precise può rendere la lettera più utile. Condivido il richiamo a un’autorità che sappia servire, ascoltare e riconoscere i propri limiti. Le domande sul suo fondamento e sul modo in cui viene esercitata meritano un esame serio, soprattutto quando le decisioni incidono profondamente sulla vita delle persone.

    Olmo, capisco il tuo scetticismo e non me ne offendo assolutamente. Apprezzo la tua franchezza e lo spirito con cui mi hai scritto. Dopo cinquant’anni, anch’io so che una lettera non garantisce una risposta. Sento comunque il bisogno di dare voce a queste riflessioni: certe domande conservano valore anche quando chi le riceve tace. Possono inoltre aiutare qualcuno a esprimere ciò che porta dentro da tempo.

    Non ripongo nella lettera aspettative ingenue, ma penso che mettere per iscritto le proprie preoccupazioni possa contribuire a un confronto più consapevole. Il vostro invito alla concretezza e alla prudenza mi aiuta a darle una forma migliore.

    Mi incoraggia sapere che possiamo ascoltarci anche partendo da aspettative diverse. Chi ha sofferto in silenzio può trovare comprensione; chi esita a porre una domanda può sentirsi meno solo.

    La verità, la giustizia, la misericordia e l’umiltà che impariamo dalla Parola di Dio possono accompagnare anche questo confronto. Possiamo accogliere una critica e conservare affetto e rispetto reciproco.

    Un abbraccio a entrambi, e grazie per aver contribuito con sincerità a questa riflessione.

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  12. Neemia Mission Impossible 191410 ottobre 2026 alle ore 10:31

    Ottimo Ludwig! Ne farò 1 o 2 post inserendo sottotitoli. Furuli ha scritto direttamente al Corpo Direttivo ed è stato disassociato subito dopo aver pubblicato il libro la mia beneamata religione, tutto il mio rispetto a Furuli.

    Un altro modo alternativo ed intelligente è scrivere su questo blog perchè viene considerato anche dal CD di cui riceve analisi e aggiornamenti giornalieri e settimanali in forma di rapporti dai famosi passacarte che Cristo Gesù condanna ( i passacarte anziani intendo).

    Inoltre scrivendo qui puoi continuare ad operare nella congregazione rimanendo anonimo.

    Benvengano altre lettere aperte saranno sicuramente lette dalla sede mondiale

    ll rebranding approvato dal Corpo Direttivo parte anche e proprio dal fatto che molti hanno insistito su questo blog in merito alle riforme bibliche, vedi sangue.barba,conteggio ore, e ne seguiranno molte altre in linea con il tema di questo blog, d altronde la Bibbia è chiara e le Verità scritturali alla fine vinceranno.
    Ed oggi ci sono i fatti, sotto i nostri occhi, ma siamo solo agli inizi del percorso di riforma della nostra beneamata religione

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    Risposte
    1. Caro Neemia, grazie per lo spazio che desideri dare alla lettera. Mi fa piacere che tu voglia ricavarne uno o due post: i sottotitoli potranno aiutare a distinguere le questioni e favorire un confronto più approfondito.

      Non sappiamo con certezza chi leggerà questi interventi né quanto potranno incidere sulle decisioni. Possiamo però offrire riflessioni serie, documentate e attente alle persone, mantenendo chiara la distinzione fra fatti, ipotesi e speranze.

      Mi auguro soprattutto che la lettera incoraggi altri a raccontare la propria esperienza e a formulare le proprie domande. Ogni testimonianza merita ascolto, anche quando non coincide pienamente con la nostra.

      Grazie per aver accolto questo contributo e per il lavoro che dedichi al confronto. La possibilità di parlare senza sentirsi soli ha già un valore importante.

      Un abbraccio.

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