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19 settembre 2026

Aggiornamento 6 del Corpo Direttivo

 


Potete commentare qui le vostre impressioni. Da fonti siti americani si dice che Anthony Morris era contrario a questa modifica. Ma risulta anche che la questione sangue sia stata oggetto di molte discussioni nel Corpo Direttivo e questa modifica non avviene ora per caso ma è stata già decisa da diverso tempo.


Sito exjw-forum dove scrivono ex e molti fratelli.

Nella lettera agli anziani trapelata ora non viene considerato dissociato nemmeno chi accetta una trasfusione di sangue intero.


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8 commenti:

  1. Un cambiamento di questa portata credo meriti una spiegazione più approfondita. Per decenni l’accettazione dei quattro componenti principali del sangue non è stata considerata una questione di coscienza personale; oggi, invece, viene lasciata alla decisione del singolo cristiano. È quindi legittimo chiedersi: su quale preciso fondamento scritturale si basava la precedente posizione e quali elementi hanno portato oggi a modificarla?

    Non parliamo infatti di una questione marginale. Nel corso degli anni molti fratelli e sorelle, desiderosi di rimanere fedeli a Geova, hanno affrontato decisioni mediche estremamente difficili attenendosi alle indicazioni allora ricevute. Alcuni possono aver vissuto conseguenze molto gravi. Esiste inoltre la delicata questione di coloro che possono aver subito conseguenze congregazionali, o essere stati considerati dissociati, per decisioni riguardanti il sangue che oggi potrebbero rientrare nella coscienza individuale.

    Proprio per questo credo sarebbe importante non limitarsi a spiegare cosa cambia da oggi, ma chiarire anche perché ciò che oggi viene affidato alla coscienza personale per tanti anni non lo è stato e come vengono considerate le conseguenze del passato.

    Non è necessariamente una contestazione del cambiamento; una comprensione può essere riesaminata. Ma quando una precedente interpretazione ha inciso così profondamente sulla vita, sulla coscienza e sulle scelte mediche delle persone, credo che una spiegazione completa sia dovuta soprattutto per rispetto verso chi ha preso decisioni difficilissime confidando sinceramente nelle indicazioni ricevute. Trasparenza e responsabilità, in una questione così seria, sarebbero una forma di rispetto verso tutti loro.

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  2. Parte 1
    Ho ascoltato con grande attenzione questo aggiornamento e credo che un cambiamento di tale portata meriti una riflessione molto più approfondita di una semplice comunicazione della nuova posizione.

    Per molti anni l'accettazione dei quattro componenti principali del sangue — globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine — non è stata presentata come una questione lasciata alla coscienza individuale. Oggi, invece, viene riconosciuto che ciascun cristiano deve prendere personalmente questa decisione davanti a Geova.

    È certamente positivo quando si ritiene necessario riesaminare una precedente comprensione. Nessun essere umano può pretendere di avere una comprensione perfetta e immutabile di ogni questione. Tuttavia, quando un cambiamento riguarda un argomento così delicato, che per decenni ha inciso concretamente sulle decisioni mediche e religiose delle persone, ritengo che comunicare la nuova posizione non sia sufficiente: occorrerebbe spiegare approfonditamente anche quella precedente.

    La domanda fondamentale, quindi, non è semplicemente: “Che cosa possiamo fare da oggi?” La domanda è anche: su quale preciso fondamento scritturale si basava ciò che non potevamo fare ieri?

    Se oggi viene sottolineato che la Bibbia non entra nello specifico dei singoli componenti del sangue e che pertanto non si dovrebbe andare oltre ciò che è scritto, diventa inevitabile domandarsi come sia stato possibile, per così tanti anni, arrivare a una conclusione tanto più restrittiva su una materia che oggi viene riconosciuta come appartenente alla coscienza personale.

    E questa non è soltanto una questione teologica. Dietro una norma religiosa applicata per decenni ci sono persone reali, famiglie reali e decisioni reali. Ci sono stati fratelli e sorelle che, davanti a situazioni mediche gravissime, hanno rifiutato determinate terapie perché desideravano sinceramente rimanere fedeli a Geova e alle indicazioni che ritenevano fondate sulla sua Parola. Le eventuali conseguenze mediche dei singoli casi devono naturalmente essere valutate sulla base dei fatti e non possono essere generalizzate; ciò non toglie però che quelle persone abbiano affrontato decisioni di enorme importanza sulla base della comprensione allora insegnata.

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  3. PARTE 2

    Esiste poi un'altra questione che meriterebbe un chiarimento altrettanto serio: che cosa accade rispetto alle situazioni disciplinari del passato?

    Se vi sono state persone che hanno subito conseguenze congregazionali, o che sono state considerate come essendosi dissociate, in relazione a decisioni sul sangue che oggi rientrerebbero nella libertà di coscienza, credo sia ragionevole chiedere come vengano considerate oggi quelle vicende. Non sarebbe corretto presumere che ogni caso sia stato identico, ma proprio per questo sarebbe auspicabile una spiegazione ufficiale.

    Quando un'organizzazione religiosa chiede ai propri fedeli di prendere decisioni tanto importanti sulla base della propria interpretazione delle Scritture, l'autorevolezza dell'insegnamento comporta inevitabilmente anche una grande responsabilità quando quell'interpretazione viene successivamente modificata.

    Per questo credo che sarebbe profondamente rispettoso verso tutti — verso chi continua a condividere pienamente la propria fede, verso chi ha sofferto, verso chi ha perso persone care e anche verso chi in passato ha vissuto conseguenze congregazionali — fornire una ricostruzione chiara e documentata del ragionamento precedente, delle ragioni che hanno portato al suo riesame e del modo in cui vengono oggi considerate le conseguenze delle decisioni prese sotto la precedente direttiva.

    Chiedere queste spiegazioni non significa necessariamente contestare il diritto di modificare una comprensione. Significa riconoscere che, quando una comprensione religiosa ha avuto conseguenze così profonde sulla vita delle persone, alla libertà di correggerla dovrebbe accompagnarsi la disponibilità a spiegare con la massima trasparenza perché quella correzione si sia resa necessaria.

    Credo che una spiegazione di questo genere sarebbe una forma di rispetto verso la coscienza, la dignità e la storia personale di tutti coloro che, per molti anni, hanno cercato sinceramente di fare ciò che ritenevano giusto davanti a Geova.

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  4. Leak disposizioni anziani19 settembre 2026 alle ore 14:49

    Istruzioni agli anziani in un leak su reddit :
    Se qualcuno accetta una trasfusione di sangue intero, due anziani sono istruiti a "fornire una guida amorevole e a stabilire i fatti." La lettera dice che la persona potrebbe "non essere esemplare per un certo periodo di tempo." Se la persona non risponde al loro aiuto, o se gli anziani hanno domande, devono contattare il Dipartimento Servizio.

    Ciò che colpisce è che questa nuova istruzione non menziona più di trattare la persona come disassociata o di rimuoverla dalla congregazione. Non posso provare il motivo, ma sospetto fortemente che questa formulazione sia stata cambiata per protezione legale. L'organizzazione potrebbe ora essere in grado di affermare che le persone non vengono automaticamente espulse per aver accettato sangue, mentre eventuali conseguenze ulteriori sono decise privatamente dopo che il Reparto Servizio è stato contattato.

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  5. Ci sono già le direttive per gli anziani, udite udite: già la trasfusione di sangue intero è una roba che si fa rarissimamente (solo 1% delle trasfusioni di sangue) ma chi assume consapevolmente sangue intero che fine farà? Semplice "non sarà considerato esemplare per un po'", quindi siamo passati da "si dichiara dissociato" a niente microfonista per un mesetto

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    1. @Massimo dove hai letto che chi si fara´una trasfuzione di sangue intero non viene piu´allontanato ma solo considerato non esemplare per un po`? Sarebbe ina novita´clamorosa, forse anche di piu´della novita´dei 4 componenti del sangue.

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    2. Hanno pubblicato su Reddit la nuova circolare per gli anziani in inglese e c'è scritto che nel caso di assunzione di sangue intero (eventualità già rara) bisognerà capire se si era sotto pressione, se si era davvero consapevoli etc. e in caso procedere a non considerare esemplare "per un po'" il fratello. Da "Sarai distrutto" a "niente microfonista fino al mese prossimo". Praticamente non si disassocia più nessuno.

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  6. Questo aggiornamento solleva, a mio avviso, una questione scritturale che va ben oltre il tema medico in sé. Il punto fondamentale riguarda infatti il limite dell’autorità umana nell’interpretazione della Parola di Dio.

    Paolo scrive in 1 Corinti 4:6: “Non andare oltre ciò che è scritto”. Questo principio acquista particolare rilievo se oggi si riconosce che le Scritture comandano di “astenersi dal sangue” (Atti 15:28, 29), ma non definiscono i moderni componenti ematici né stabiliscono quali di essi debbano essere equiparati al sangue intero. Se, in assenza di una prescrizione biblica specifica, la decisione viene oggi restituita alla coscienza individuale, nasce inevitabilmente una domanda: quale testo biblico autorizzava in precedenza a trasformare quella medesima area non specificata dalle Scritture in una norma vincolante per tutti?

    La questione diventa ancora più profonda considerando 2 Corinti 1:24, dove Paolo, pur essendo apostolo, afferma: “Non che siamo padroni della vostra fede”. E Romani 14:4, 10-12 ricorda che il cristiano risponde in ultima analisi al proprio Signore e che “ciascuno di noi renderà conto di sé stesso a Dio”. La coscienza cristiana, quindi, non è libertà senza principi; è responsabilità personale davanti a Dio laddove Dio stesso non abbia stabilito una norma esplicita.

    È proprio qui che il cambiamento attuale pone una domanda anche sul passato. Se una determinata scelta viene oggi riconosciuta come appartenente alla coscienza perché le Scritture non la definiscono esplicitamente, sarebbe importante comprendere come debbano essere considerate le situazioni di coloro che, sotto la precedente interpretazione, possono aver affrontato conseguenze mediche o congregazionali per quella stessa scelta.

    Matteo 23:4 contiene inoltre un principio che merita seria riflessione: Gesù condannò il porre sulle persone “carichi pesanti” derivanti dall’autorità religiosa. Non affermo che questo testo debba essere automaticamente applicato alla questione attuale; lo richiamo perché pone una domanda fondamentale per qualsiasi autorità religiosa: dove termina ciò che Dio ha effettivamente comandato e dove comincia ciò che l’uomo ha dedotto dal comando?

    Per questo una spiegazione approfondita del precedente ragionamento non indebolirebbe necessariamente il cambiamento attuale; potrebbe, al contrario, renderlo più comprensibile. Se Proverbi 4:18 viene richiamato per spiegare una comprensione progressiva, rimane comunque necessario distinguere tra una verità che viene compresa più chiaramente e una norma che prima vincolava la coscienza e che oggi non la vincola più.

    Non è quindi sufficiente chiedere: “Qual è la disposizione da oggi?” La domanda scritturale più profonda è: “Che cosa autorizzava ieri a vincolare la coscienza dove oggi si riconosce che la Scrittura non la vincola?”

    Credo che rispondere serenamente a questa domanda, considerando anche le conseguenze vissute da persone e famiglie nel corso degli anni, sarebbe una manifestazione di rispetto non soltanto verso di loro, ma soprattutto verso quel principio fondamentale espresso dall’apostolo Paolo: “Non andare oltre ciò che è scritto”.

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