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QUESTO BLOG INCORAGGIA RIFORME BIBLICHE CHE POSSONO RIPORTARE IL CRISTIANESIMO SINCERO E GENUINO NELLA CONGREGAZIONE .

03 aprile 2026

“Ekklesia o Organizzazione? Quando la struttura sostituisce il modello biblico”

 


“Ispirandoci a William Tyndale, che nella sua traduzione del New Testament (1526) e nei trattati The Obedience of a Christian Man (1528) e The Practice of Prelates (1530) denunciava la gerarchia ecclesiastica e rivendicava il modello biblico della congregazione, ci chiediamo oggi: la nostra Organizzazione segue davvero il modello della congregazione, dove i credenti partecipano attivamente e l’autorità è servizio, o rischia di riprodurre strutture di controllo simili a quelle che Tyndale criticava?”



Quando William Tyndale tradusse ekklesia come “congregazione”, non stava semplicemente scegliendo una parola diversa da quella usata dalla Chiesa cattolica.

👉 Stava denunciando un sistema.

Un sistema in cui:

  • pochi decidono per molti

  • l’autorità scende dall’alto

  • la struttura conta più della comunità


Oggi, pur evitando il termine “Chiesa” e usando “Organizzazione”, dobbiamo porci una domanda onesta:

👉 la struttura è davvero diversa, o solo il nome?



1. Il modello biblico: la congregazione al centro


📖 Atti 15:22
“Gli apostoli e gli anziani, insieme a tutta la congregazione, decisero…”

📖 Atti 6:3
Scegliete tra voi uomini di buona reputazione…”

👉 Qui il modello è inequivocabile:

  • le decisioni coinvolgono tutti

  • la scelta nasce dalla congregazione

Non esiste:

  • un centro che nomina tutto

  • una catena decisionale verticale

👉 Domanda diretta:


oggi la congregazione sceglie, o riceve decisioni?



2. Gerarchia: presente nel Nuovo Testamento o no?


La struttura attuale include:

  • Corpo Direttivo

  • Filiali

  • Rappresentanti della sede mondiale

  • Sorveglianti di circoscrizione

  • Corpi di anziani

👉 Ma dove troviamo questo nella Bibbia?

📖 Matteo 23:8
“Voi siete tutti fratelli.”

📖 Matteo 23:10-11
“Uno solo è la vostra Guida… il più grande sia vostro servitore.”

📖 1 Pietro 5:3
“Non come dominatori su quelli che vi sono affidati.”

👉 Il modello biblico:

  • non elimina responsabilità

  • ma elimina stratificazione di potere

👉 Più livelli = più distanza dalla congregazione.



3. Autorità: dall’alto o dal basso?


📖 2 Corinti 8:19
“È stato designato dalle congregazioni.”

📖 Atti 14:23
“Nominarono anziani per loro in ogni congregazione.”

👉 Il principio è chiaro:

la legittimità nasce dalla congregazione, non dalla struttura

Applicazione diretta:

  • la congregazione conosce i fratelli

  • la congregazione deve scegliere

  • l’organizzazione può confermare, non sostituire

👉 Quando questo ordine si inverte, nasce un sistema.



4. I comitati: modello cristiano o struttura umana?


Uno dei punti più critici.

📖 Matteo 18:15-17

  • dialogo personale

  • poi con testimoni

  • infine davanti alla congregazione

👉 Non troviamo:

  • riunioni segrete

  • piccoli gruppi che giudicano

  • procedure formalizzate

📖 Giovanni 8:7
“Chi è senza peccato scagli per primo la pietra.”

📖 Giacomo 2:13
“La misericordia trionfa sul giudizio.”

👉 Il modello di Cristo è:

  • aperto

  • relazionale

  • orientato al recupero

👉 I comitati (anche se rinominati):

  • centralizzano il giudizio

  • escludono la congregazione

  • introducono dinamiche legali

👉 Domanda inevitabile:


sono una forma di giustizia cristiana o un sistema organizzativo?




5. Struttura complessa vs semplicità evangelica

📖 2 Corinti 11:3
“Temo che… la vostra mente sia corrotta dalla semplicità che è in Cristo.”

📖 1 Corinti 14:33
“Dio non è un Dio di disordine, ma di pace.”

👉 Ordine ≠ complessità gerarchica

Il modello biblico è:

  • ordinato

  • ma semplice

  • senza livelli multipli di controllo

👉 Quando la struttura cresce, cresce anche:

  • il controllo

  • la distanza

  • il rischio di perdita di trasparenza




6. Trasparenza: principio o eccezione?

📖 2 Corinti 4:2
“Rifiutiamo le cose nascoste.”

📖 Efesini 5:13
“Tutte le cose sono rese manifeste dalla luce.”

👉 Una vera ekklesia:

  • non teme la trasparenza

  • non opera nel riserbo strutturale

  • non limita l’accesso alle informazioni




7. Il punto centrale di Tyndale

Il messaggio di William Tyndale è semplice ma radicale:


👉 non basta cambiare il nome per cambiare la realtà

  • “Chiesa” → “Organizzazione”

  • “clero” → “anziani”

  • “tribunali” → “comitati”

👉 Se restano:

  • gerarchia

  • centralizzazione

  • controllo

allora il modello resta lo stesso, anche con termini diversi.




Conclusione: una scelta inevitabile

📖 Giovanni 8:31-32
“Se rimanete nella mia parola… conoscerete la verità.”

📖 2 Corinti 3:17
“Dove è lo spirito del Signore, lì c’è libertà.”

La questione non è organizzativa, ma spirituale.

👉 O si ritorna al modello di ekklesia:

  • partecipativo

  • trasparente

  • basato sulla congregazione

👉 oppure si mantiene un sistema strutturato che, pur diverso nel nome, rischia di riprodurre ciò che Tyndale aveva denunciato.

La domanda finale non può essere evitata:

👉 stiamo difendendo una struttura… o seguendo un modello biblico?





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5 commenti:

  1. Altro articolo dalla serie : Cristo fondò un ekklesia o un organizzazione gerarchica altamente burocratizzata ?

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  2. Cosa è un Ekklesìa o comunità e cosa facevano? Link aggiuntivo al testo molto interessante .
    Atti 2,42-47: È il ritratto più famoso della prima comunità cristiana di Gerusalemme. Il versetto 42 dice: "Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere". Il versetto 46 aggiunge: "Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il tempio e spezzavano il pane nelle case e prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore".
    Atti 20,7: Questo passo descrive la comunità a Troade, dove viene specificato che i fedeli si riunivano per spezzare il pane nel primo giorno della settimana (la domenica), in occasione del discorso di Paolo.
    Significato nel contesto:
    Spezzare il pane: Indica la celebrazione dell'Eucaristia (la cena del Signore).
    Mangiare insieme: Riferito alle case, indica la condivisione dei pasti fraterni, spesso legati alla "comunione" (koinonia) dei beni, dove vendevano proprietà per aiutare i bisognosi.
    Contesto: Questa vita comunitaria era vissuta nella "gioia e semplicità di cuore".
    Altri passaggi che evidenziano la comunione dei beni includono Atti 4,32-35.
    Acts 2:42 They devoted themselves to the apostles' teaching ...
    * and to the fellowship. The term "fellowship" (Greek: koinonia) implies a deep, communal bond among believers, characterized by m...

    Bible Hub

    What is the significance of breaking bread together in Acts 2:42?
    5 mar 2025 — Acts 2:42-47 And they continued steadfastly in the apostles doctrine and fellowship, in the breaking of bread, and in prayers. The...


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    Jonathan Rovetto

    Bibbia.net: At 2,42-47 - La Chiesa
    Dio faceva molti miracoli e prodigi per mezzo degli apostoli: per questo ognuno era preso da timore. ... Tutti i credenti vivevano...

    La Chiesa: Liturgia
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  3. Domani, adunanza nel giorno della pasqua dei trinitaristi, si terrà una grande festa in congregazione per i bambini ma, in realtà per tutti. A fine adunanza cioccolate e altri balocchi, anche ovetti di cioccolata purchè non apertamente uova di pasqua, che invece saranno permessi nel loro consumo il giorno dopo quando alcuni hanno organizzato un pigiama party per i piccini.
    Ora dico, a me sembra una grande ipocrisia. Si fa un simulacro della festa pasquale per sembrare meno settari socialmente (e meno strani agli occhi "mondani") e per tenere fidelizzati i più piccoli senza farli sentire troppo diversi dai compagni di scuola. Ma a questo punto, invece di mimetizzare la cosa che sembra ridicola oltre che ipocrita, tanto vale festeggiare la festa pasquale apertamente in termini di pura festa popolare, come fa la stragrande maggioranza dei cattolici e molti atei e agnostici che conosco (alcuni anche parenti) e persino i musulmani miei colleghi di lavoro. Mangiano e bevono, si divertono ecc. fregandosene dell'aspetto religioso. Esattamente con la stessa mentalità di quanto è stato detto dal CD in merito al brindisi. E allora dico, se proprio vogliamo festeggiare anche noi leviamoci di torno queste mascherature ipocrite. A proposito, anche nelle vostre congregazioni si fa questo festino domenica 5 aprile?


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    1. Sveglio e Consapevole5 aprile 2026 alle ore 12:15

      È proprio questo il problema, questa ipocrisia latente... è sufficiente non chiamare le cose col loro nome e si fa passare tutto... stessa cosa Natale, tavolate infinite dove manca solo l'albero... dove saremmo diversi da quelli "del mondo"? Condivido anche io che ormai si dovrebbe accettare queste feste semplicemente perchè sono entrate nella vita di chiunque, senza nessun significato religioso, e non aver paura di essere etichettati come poco spirituali... la spiritualità è ben altro, non nel pasticcino o nel cioccolatino che accetto o non accetto di mangiare.... PRINCIPI NON REGOLETTE!

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    2. # Sveglio e Consapevole

      Concordo in toto. Solo una precisazione, che anzi dà forza ulteriore alle vostre osservazioni: "...non aver paura di essere etichettati come poco spirituali... "

      ma etichettati da chi? Da noi stessi! Poiche la gente, da noi detta "del mondo", semmai ti etichetta come quelli che non festeggiano la pasqua e magari ti equipara ai non credenti.
      Per cui, le motivazioni sulla presunta perdita di credibilità spirituale presso il mondo se fai festa il giorno della pasqua (ma varrebbe anche per il natale o il capodanno), in realtà è un'altra manifestazione di pura cervellotica burocratica per il controllo sul gregge che nulla ha a che fare con la vera spiritualità.




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