E’
fuori discussione lo strapotere dei CO,
...da circa dieci anni a questa parte, figura al quale è stata data facoltà di vita e di morte, di coprire, nominare, o, al contrario decapitare, senza se e senza ma, tutto quello che accade nel suo orto (la circoscrizione assegnata).
Sono aumentate in modo esponenziale le riverenze ed i lecchinaggi, da parte dei CCA, che sono, praticamente, “suoi” uomini di fiducia a livello locale e gli sono subordinati in tutto e per tutto (sempre se vogliono mantenere la poltrona).
Si osservano casi di soggetti la cui nomina
non era né proposta, né pensata dal locale corpo degli anziani, ma è
stata caldeggiata e, di fatto, imposta dal CO, con sorpresa di tutti.
Chissà per quali ragioni….
In
taluni casi sono stati da lui proposti ed ovviamente nominati fratelli
che potevano in qualche modo ‘dare’ qualcosa in cambio, o l’avevano già
fatto in precedenza.
“A pensare male si fa peccato, ma, spesso, ci si indovina….”, diceva il presidente Andreotti.
Il “do ut des”, è sempre attuale.
E’
anche vero che, all’interno delle Congregazioni, esistono fratelli,
‘degni di doppio onore’, che sono messi in un angolino oppure che hanno
fatto un torto, o presunto tale, a qualcuno della casta, fratelli
invisibili che, in tutta probabilità, non saranno mai né proposti, né
nominati.
Perché il CO è uno che passa velocemente, come una tappa
ciclistica, sente una campana sola, si fida del suo uomo locale e se ne
va.
E se quella campana gli dice che tu sei morto oppure, peggio, non gli dice nulla, tu per il CO manco esisti.
In
quella “settimana” (il virgolettato è d’obbligo perché, a conti fatti,
di sette giorni non si tratta), fa, in primis i conti in tasca alla
Congregazione, si riunisce col corpo, fa quelle due o tre cosette di
corsa e di fretta, le comitive dove finge di ricordarsi i nomi di questo
e quello,
il discorso finale bello e poi sparisce velocemente, così come era arrivato.
Era
questo forse il modus operandi dell’apostolo Paolo o di altri
viaggianti del primo secolo?
Mordi e fuggi in cinque o sei giorni?
Cosa pensi di conoscere in questo modo? Che valore aggiunto puoi dare ai fratelli?
Paolo
menzionava per nome fratelli e sorelle, poiché aveva servito il Signore
con loro, aveva pregato, aveva pianto, aveva predicato, era stato
perseguitato. Aveva ricordi vividi e personali. Ed intanto lavorava per
non essere di peso.
Si fermava il tempo necessario per essere di vero supporto ed incoraggiamento a livello locale.
Naturalmente
questa recente (nemmeno troppo) consuetudine di nominare ragazzini e
sbarbatelli fa di supporto ad un sistema piramidale che si regge
sull’obbedienza e la riverenza incondizionata, atteggiamenti che non si
possono pretendere da fratelli
e sorelle - davvero - spirituali, navigati e con gli attributi.
I
bereani erano esemplari perché verificavano ciò che l’apostolo Paolo
(uomo al quale Cristo stesso aveva parlato e profetizzato) riferiva
loro. Ma non so che fine avrebbero fatto se fossero esistiti oggi. Forse
sarebbero qui con noi su PC.
Una domanda sorge spontanea: in tutto questo la Filiale - oltre a contare i soldi dei bonifici e delle donazioni - che fa?
Esiste davvero una Filiale che possa definirsi tale ?
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