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10 ottobre 2026

Lettera aperta al Corpo Direttivo : Coscienza, responsabilità e tutela delle persone Parte 1

 Al Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova



Cari fratelli,

sono nato nella verità. Dopo circa cinquant’anni nell’organizzazione, vi scrivo con rispetto e franchezza su questioni che riguardano la vita, la coscienza e la dignità delle persone.
Un cambiamento si annuncia in pochi minuti; le conseguenze delle disposizioni precedenti possono durare decenni. Per questo vi chiedo spiegazioni, ascolto e assunzione di responsabilità.
Il recente cambiamento sul sangue rende queste domande urgenti. La possibilità di accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti da un donatore viene ora affidata alla coscienza individuale. Accolgo con sollievo questo maggiore spazio decisionale e ringrazio i medici che hanno sviluppato cure rispettose delle volontà dei pazienti.

La coscienza

Perché scelte oggi affidate alla coscienza sono state precedentemente sottratte a essa?
In Atti 15:28, 29 troviamo l’esortazione ad astenersi dal sangue e la volontà di non aggiungere altri pesi oltre alle cose necessarie. Vi chiedo di spiegare il passaggio dal testo biblico alle distinzioni mediche attuali: perché i componenti principali sono materia di coscienza mentre il sangue intero rimane vietato? Quale rilievo morale attribuite alla provenienza del sangue, proprio o altrui?
Occorre chiarire anche il fondamento del precedente confine. Penso ai pazienti che hanno rifiutato cure ritenendo di non avere altra scelta religiosamente ammissibile, ai familiari che hanno vissuto situazioni drammatiche e a chi è stato disciplinato per una decisione diversa. Chiedo un esame documentato delle vicende, senza attribuzioni automatiche di responsabilità ma senza conclusioni difensive prestabilite.

La stessa attenzione è dovuta a tutti coloro che sono stati allontanati nel tempo, anche per ragioni diverse dal sangue. Non sostengo che ogni provvedimento fosse ingiusto. La conformità a una procedura, però, non dimostra da sola la giustizia della decisione.
Servono percorsi di riesame accessibili e riservati, affidati a persone estranee alla decisione iniziale. Devono considerare fatti, ascolto, salute, circostanze familiari, pentimento ed eventuali pregiudizi.

L’ascolto deve essere possibile anche per chi non desidera rientrare: riconoscere un torto non può dipendere dal ritorno nell’organizzazione.
Un allontanamento può ferire anche coniugi, figli e genitori. La dignità della persona rimane intatta: nessun annuncio autorizza disprezzo, pettegolezzo, derisione o soddisfazione per la sua sofferenza.
Riammettere una persona non equivale a riconoscere un’ingiustizia. Dove la decisione fu sbagliata, servono rettifiche, scuse e chiarimenti verso chi ha ricevuto informazioni lesive della sua reputazione.
Anni di solitudine e rapporti interrotti non si restituiscono. Dire «guardiamo avanti» non risponde a chi attende ancora ascolto. La coscienza merita rispetto oggi; lo meritava anche ieri.


Anziani fuori controllo ?


Desidero affrontare il comportamento di anziani che sospettano, accusano o disciplinano senza conoscere sufficientemente i fatti e la persona.

Non parlo di tutti gli anziani. Esistono fratelli capaci di ascoltare con umiltà. Proprio per rispetto verso di loro, occorre correggere chi esercita male il proprio incarico.

Un sospetto non è un fatto. Una voce ripetuta non diventa una prova. Una nomina non rende certa un’impressione.

Quando si parte da una conclusione già decisa, ogni spiegazione può diventare una scusa, ogni esitazione reticenza e ogni obiezione orgoglio. La persona viene così privata della possibilità effettiva di essere ascoltata.

Pianto, silenzio, fermezza o difficoltà a parlare non misurano da soli sincerità e pentimento. Intimidazione, salute e sofferenza possono influire profondamente sulle reazioni. L’empatia e la conoscenza del contesto aiutano a valutare con maggiore precisione.

Chi viene accusato dovrebbe conoscere i fatti contestati, poter rispondere, correggere inesattezze e presentare circostanze rilevanti. La riservatezza deve proteggere le persone, senza rendere impossibile una risposta consapevole.

Disciplinare senza accertamento adeguato, ascolto e possibilità di riesame costituisce una forma di giustizia sommaria. Il carattere religioso dell’incontro non attenua la gravità delle conseguenze.

Vi chiedo come vengano verificati preparazione, imparzialità e comportamento degli anziani. Leggere comunicazioni non esaurisce la competenza pastorale. Servono studio, discernimento e consapevolezza dei propri limiti. Quali conseguenze seguono ad accuse infondate, conflitti personali o violazioni della riservatezza?

Una segnalazione deve essere esaminata nel merito. Contestare un trattamento non dimostra ribellione. Se ogni protesta conferma automaticamente il giudizio iniziale, correggere gli errori diventa impossibile.

Il dovere delle scuse

Vi chiedo anche di riconoscere il dovere delle scuse. Non attribuisco ai componenti attuali del Corpo Direttivo ogni decisione presa prima del loro incarico. La responsabilità dell’istituzione continua però quando cambiano i suoi rappresentanti. Chi guida oggi può riconoscere un torto precedente e impegnarsi a ripararlo.

Matteo 5:23, 24 attribuisce alla riconciliazione un’importanza tale da chiederne la ricerca prima di presentare un’offerta. Giacomo 3:1 richiama la maggiore responsabilità di chi insegna.

Dire «siamo imperfetti» spiega la possibilità dell’errore; non dispensa dal correggerlo. La comprensione progressiva e la preghiera non esauriscono le domande sulle conseguenze delle decisioni umane. Pregavano anche pazienti e familiari.

La coscienza deve confrontarsi con princìpi come 2 Corinti 7:1. Ma insegnare un principio, applicarlo e sanzionare una condotta sono passaggi distinti. Questo vale anche per fumo, compleanni e altre pratiche non menzionate espressamente.

«Non andare oltre ciò che è scritto» deve significare distinguere chiaramente comando biblico, interpretazione e regola organizzativa.







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14 commenti:

  1. Mission Neemia10/10/2026

    Lettera aperta al Corpo Direttivo. Prima parte di 2,

    Ludwig se i sotto titoli non vanno fammi sapere qui nei commenti poi a breve pubblicherò la parte 2

    Cristo ti protegga dai cavalieri della fede anarchici e dai volenterosi carnefici che tendono trappole ai fratelli.

    Viva il Regno di mille anni del Cristo

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  2. Caro Neemia, ho letto la pubblicazione: ottimo, anche i sottotitoli. Grazie di cuore per il tempo e l’attenzione che hai dedicato alla lettera.

    Mi auguro che possa favorire un confronto serio e, soprattutto, far sentire ascoltati i fratelli e le sorelle che hanno sofferto. È ciò che mi sta più a cuore.

    Un abbraccio fraterno.

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    1. Mission impossible 607-191410/10/2026

      Stanne certo Ludwig, che il testo sarà letto al CD tramite i canali interni.

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    2. Pietro (ex Anziano)10/10/2026

      Caro Ludwig ti parlo per esperienza diretta perché anche io ho scritto al CD. Se la lettera l’hai firmata la filiale scriverà al CA e a te e sarai visitato dal CO. Dubito che la lettera poi attraversi l’oceano

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    3. Vittorio10/10/2026

      @Ludwig, se hai scritto direttamente al CD in inglese con nome, cognome e firma, probabilmente sara´letta dal CD. Comunque, loro diranno di informare la Betel italiana, che informera´gli anziani nella tua congregazione sul fatto che hai scritto a loro. Parlo per esperienza personale. Probabilmente ti risponderanno, ma sara´la solita lettera standard, che parla dei loro attuali intendimenti. Di piu´non aspettarti.

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    4. Caro Pietro, grazie per aver condiviso la tua esperienza. La lettera sarà firmata e nella copia inviata inserirò telefono, email e indirizzo postale. Intendo assumermi pienamente la responsabilità di ciò che scrivo.

      Sono pienamente disponibile a incontrarli personalmente per un colloquio approfondito, presentare le mie proposte e ascoltare le loro considerazioni.

      Porterò argomenti preparati con cura, riferimenti scritturali e proposte concrete. Ritengo che meritino un esame serio e sono disponibile a discuterli punto per punto, accogliendo anche osservazioni e correzioni motivate.

      Se queste riflessioni saranno accolte e valutate con apertura, lo considererò un segno di grande maturità spirituale. Non pretendo che ogni proposta venga condivisa: anche un dissenso, se spiegato con rispetto e ragioni precise, può rendere il confronto utile.

      Se invece le domande venissero liquidate senza esaminarle, o considerate una colpa di chi le pone, temo che aumenterebbe la distanza fra chi ha responsabilità e chi attende ascolto. Sarebbe un’occasione perduta per ricostruire fiducia.

      Mi auguro un confronto che possa portare beneficio a tutti. Mi stanno soprattutto a cuore i fratelli e le sorelle che hanno sofferto: è pensando a loro che desidero continuare questo impegno.

      Un abbraccio,

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    5. Caro Mission impossible, grazie per il tuo incoraggiamento. Anch’io sono convinto che la lettera arriverà al Corpo Direttivo e mi auguro che venga esaminata con attenzione.

      Sono pienamente disponibile a un confronto personale e approfondito. Il mio pensiero va a quelle che ritengo siano decine di migliaia di fratelli e sorelle che hanno sofferto, insieme alle loro famiglie. Desidero contribuire a far ascoltare le loro esperienze, senza pretendere di parlare a nome di tutti.
      È questo ciò che mi sta più a cuore.

      Un abbraccio.

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    6. Mission10/10/2026

      Pietro quella che dici tu è la prassi . Poi ne esiste un altra, scrivere su questo blog monitorato dalla sede mondiale attraverso canali betel. Senza esporti ma il messaggio arriva anche meglio e senza i filtri consuetudinari.

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  3. Grazie Ludwig, una lettera rispettosa e solida. Vorrei aggiungere qualche spunto dalle Scritture.
    Il peso e la coscienza. Quando gli apostoli e gli anziani decisero in Atti 15, Pietro definì un "giogo" ciò che si rischiava di imporre ai discepoli (v. 10), e la conclusione fu di non aggiungere altro peso oltre alle cose necessarie (v. 28). Le Scritture non distinguono tra componenti e sangue intero: tutte le linee tracciate, vecchie e nuove, sono quindi deduzioni umane. Romani 14 indica come trattare gli ambiti non definiti: ciascuno sia pienamente convinto nella propria mente (v. 5), nessuno giudichi il servitore di un altro (v. 4), e ognuno renderà conto a Dio (v. 12). Non a caso Paolo dice di non "signoreggiare" sulla fede dei fratelli (2 Corinti 1:24).
    Giudicare senza condannare gli innocenti. Gesù disse ai farisei che, se avessero capito il significato di "voglio misericordia e non sacrificio", non avrebbero condannato gli innocenti (Matteo 12:7). Proverbi 18:13 e 17 ricordano che chi risponde prima di ascoltare è stolto, e che la prima versione di una causa sembra convincente finché l'altra parte non viene esaminata. Paolo chiede a Timoteo di giudicare "senza pregiudizio" e senza parzialità (1 Timoteo 5:21). Gli stessi principi valgono per gli anziani di oggi.
    "Non andare oltre ciò che è scritto" (1 Corinti 4:6) non è ribellione, ma il metro con cui i Bereani esaminarono perfino Paolo (Atti 17:11). Attendo la Parte 2.

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  4. Anonimo10/11/2026

    Lettera al CD. Per esperienza personale, in circa 48 anni di servizio e quasi 40 anni come anziano, e numerosi altri "privilegi", ho visitato oltre 60 congregazioni, dico che il CD NON legge le lettere che noi possiamo inviargli indipendentemente se sono firmate o anonime. Le leggono i loro sottoposti. Nel caso di una lettera dall'Italia essa viene girata alla Betel italiana. Poi al CO e infine agli anziani. Esperienza diretta che io stesso ho avuto con chi ha scritto al CD. E non una sola esperienza! Inoltre qua qualcuno ha commentato che le lettere anonime vengono cestinate, parlo di lettere alla Betel italiana. Non è vero! Esperienza diretta, più volte constatata. Se chi scrive fa nomi e cognomi di persone coinvolte e della congregazione la lettera viene girata al CO il quale non dicendo nulla agli anziani quando fa visita alla congregazione fa una sua investigazione personale. Poi durante l'adunanza con gli anziani fa presente la questione e infine gli anziani dovranno spiegare e scrivere una lettera alla Betel. Pure il CO dovrà scrivere una sua lettera privata sulla questione/i sollevate dalla lettera.

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  5. Ciao Ludwig, liberissimo di metterci la faccia, ti fa certamente onore, ma devi sapere a cosa vai incontro. La struttura organizzativa fin dai tempi di C.T. Russell ha dovuto affrontare periodi di disorientamento, specie per il fallimento delle date profetizzate, ma anche per dissidi interni che hanno causato divisioni, da Rutherford in poi. La rigidità odierna deriva proprio da quelle esperienze, ed è necessaria per mantenere in piedi l'impianto organizzativo. In sostanza, tu puoi anche avere i migliori e onesti motivi, ragione su tutta la linea dottrinale e comportamentale, ma verresti considerato come un pericolo, un lievito che può far fermentare l'intera massa, e non possono permettere che accada. E' per tale motivo che nelle pubblicazioni, col supporto delle scritture, è sempre stato presentato in cattiva luce l'avere un atteggiamento critico, o il mormorio, considerandolo un peccato di superbia e un segno di debolezza spirituale. Ma come, tu pensi di essere più sveglio o saggio del Corpo Direttivo che sono guidati
    in preghiera dallo Spirito Santo? Capirai che non possono accettare una situazione del genere benchè tu abbia tutte le ragioni del mondo. Non basterebbe nemmeno l'aver formulato le domande (come hai fatto) in modo pacato e propositive. Si tratta pur sempre di insubordinazione, o peggio spirito di ribellione.
    Questa frase è presa da JW.ORG riguardo alla lamentela:
    "Se è detta contro l’organizzazione di Dio o i suoi rappresentanti nominati, ha un effetto anche più nocivo, quello di minare la fiducia nelle disposizioni dell’organizzazione, indebolendo quindi la fede in Geova stesso."
    Uno come te deve essere fermato, come han fatto con Furuli. Auguri di cuore.

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    1. Diciamo che è sempre stato cosi, anche gli apostoli non accettarono la nomina di Paolo per almeno un decennio. Solo Barnaba lo comprese.
      L'organizzazione fa bene a puntare sull'unità, ci mancherebbe, nello stesso tempo se vuole veramente seguire la guida dello spirito santo non dovrebbe escludere che qualche buon consiglio arrivi dalla congregazione, anche da una donna ( come spiega la Bibbia).

      Oggi l'organizzazione si muove spinta dalle pressioni governative, legali, e di altro genere ma trascura la pressione della fratellanza da dove possono arrivare molte cose buone e basate sulle Scritture.

      So per certo che anche adesso i messaggi di questo blog arrivano al Corpo Direttivo sotto forma di resoconti dettagliati regolari e anche il resto del web è monitorato ma per motivi di leak e copyright, qui siamo monitorati sulle idee per le riforme bibliche, che il Corpo Direttivo spinto da varie pressioni considerate il segno che Geova e Cristo vogliono che si smuovano ed infatti il piano decennale dimostra che veniamo ascoltati e i canali sono aperti in un modo o nell'altro.

      Cristo il capo della congregazione/ekklesia deciderà il modus operandi , di certo tutti i fratelli dal più in vista all'ultimo in sala sono in un periodo di prova.

      Daniele lo aveva profetizzato che sarebbe accaduto nel tempo della fine sia all'inizio che verso la fine

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  6. Ottimo il paragrafo sugli A fuori controllo
    A questo proposito ho una domanda. Dopo aver fatto una delle domande per partecipare su JW hub ed è stata approvata ma il gruppo ancora non è stato selezionato e uno dei componenti lascia volontariamente i suoi incarichi in congregazione automaticamente il gruppo viene escluso? Viene escluso solo il componente?

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  7. Caro Ludwig, condivido pienamente la tua lettera al CD, per quanto possa essere possibile che venga letta dai piani alti, ho i miei seri dubbi che venga applicata.
    Anch'io sono TdG da più di 40 anni, e ti posso assicurare che ho vissuto molte ingiustizie e abusi di potere da parte di alcuni anziani, visto che sono una donna, mi e' stato detto che devo stare in silenzio e non mettermi a discutere su disposizioni che vengono da Geova, altrimenti sono una ribelle.
    Quando ho affermato che il loro comportamento non era in armonia con l' esempio di Gesù, ma piuttosto assomigliava più al comportamento dei farisei del tempo di Gesù che aggiungevano regole e pesi che rendevano la parola di Dio senza valore, mi hanno risposto che se questo corpo di anziani non mi sta' bene posso cambiare congregazione
    Addirittura un anziano mi citò in modo sarcastico l' esempio di Don Chisciotte contro i mulini a vento, una metafora che indica una lotta vana e inutile.
    Quindi morale della storia sono loro che decidono come interpretare e aggiungere disposizioni spacciandole per luce che viene da Dio,noi dobbiamo ubbidire e non contraddire, soprattutto poi se siamo donne......

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